In Evidenza
Napoli – Spartak Mosca: il ritorno di Mertens, gli amici ritrovati
Dries Mertens è carico e vuole fare bene. E’ imminente il suo rientro in campo. Già in panchina con il Cagliari, ha avuto una fase di riscaldamento tra il primo e il secondo tempo, acclamato dai tifosi, ma si vede che non era giunto ancora il suo momento. Reduce – dopo Euro 2020 – da un intervento in Belgio di stabilizzazione alla spalla sinistra avvenuto lo scorso 5 luglio, e dopo un periodo di intensa riabilitazione, pare proprio che l’attaccante azzurro abbia ritrovato adesso la verve e la forma giusta.

E’ probabile che per Napoli-Spartak Mosca di Europa League – in programma giovedì 30 settembre alle ore 18:00 – Luciano Spalletti – per far rifiatare la furia nigeriana Victor Osimhen – scelga proprio lui alla guida dell’attacco azzurro, o magari potrebbe quanto meno entrare a partita in corso. Per avere un prosieguo in discesa in questa competizione occorre ambire al primo posto del girone e in vista dell’annunciato turnover da parte del tecnico toscano è prevedibile che possa essere importante affidarsi all’estro del numero 14 partenopeo, che ormai pronto (con l’ok dello staff medico), scalpita per giocare e riabbracciare i tifosi allo stadio Maradona.

“Ciro”, come è stato da anni ribattezzato dal popolo partenopeo, napoletano d’adozione, innamorato di Napoli e delle sue incantevoli bellezze, (oltre che della moglie Kat), leader per carattere e per esperienza, ha tanta voglia di dare il suo contributo ai compagni come tante volte ha dimostrato e come testimoniano anche gli incitamenti e le foto sul suo profilo instagram. Si fa volere bene da tutti, Dries. Significativo l’ultimo scatto pubblicato con il suo caro amico pilastro della difesa, Kalidou Koulibaly, accompagnato dalla frase “Amore senza fine”.
Cultura
Biennale di Venezia, l’Ue raccomanda lo stop a 2 milioni di fondi per il padiglione russo: scontro nella maggioranza
La Commissione europea raccomanda all’Eacea di revocare il finanziamento da due milioni di euro alla Biennale di Venezia dopo la riapertura del padiglione russo. La Lega difende la Fondazione, mentre nel governo e tra le opposizioni emergono posizioni contrapposte.
La riapertura del padiglione russo alla Biennale di Venezia torna ad alimentare lo scontro politico italiano e il confronto con Bruxelles. La Commissione europea ha formalmente raccomandato all’Eacea, l’Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura, di revocare il finanziamento da due milioni di euro concesso alla Fondazione veneziana.
L’annuncio è arrivato dalla vicepresidente della Commissione Henna Virkkunen, secondo la quale la decisione è maturata dopo l’esame delle risposte inviate dalla Biennale per giustificare la partecipazione russa. Per Bruxelles, i progetti culturali sostenuti con denaro europeo devono promuovere e tutelare valori democratici che l’attuale governo russo non rispetterebbe.
La raccomandazione politica è stata trasmessa all’agenzia competente, ma la procedura tecnica non risulta ancora definitivamente conclusa. La Biennale attende quindi la comunicazione formale prima di valutare le iniziative da assumere.
La Biennale pronta a difendersi
La Fondazione presieduta da Pietrangelo Buttafuoco sostiene di aver risposto puntualmente alle richieste di chiarimento ricevute nei mesi scorsi e si dichiara pronta a far valere le proprie ragioni nelle sedi competenti.
La Commissione aveva contestato già in primavera la riapertura del padiglione russo, tornato alla Biennale per la prima volta dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina. Ventidue Paesi europei avevano chiesto di escludere la partecipazione ufficiale di Mosca, ritenendo che potesse essere utilizzata come strumento di legittimazione e propaganda.
La Biennale ha invece difeso la propria autonomia e il principio secondo cui l’arte dovrebbe restare uno spazio di dialogo, nonostante le guerre e le tensioni internazionali.
La Lega contro Bruxelles
La decisione europea ha aperto una nuova frattura nella maggioranza. La sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni, esponente della Lega, ha definito l’intervento di Bruxelles «inaccettabile» e una decisione politica assunta prima dell’individuazione di una concreta violazione delle regole.
Secondo Borgonzoni, la sospensione dei finanziamenti costituirebbe un danno per un’istituzione che svolge da anni un’attività culturale di rilievo internazionale e rappresenterebbe una forma di pressione economica incompatibile con la libertà artistica.
Sulla stessa linea il presidente del Consiglio regionale del Veneto Luca Zaia, che ha espresso sostegno a Buttafuoco e ha invitato il governo a difendere la Biennale, sostenendo che gli artisti non possano essere assimilati ai governi o agli eserciti.
Giuli contrario alla riapertura del padiglione
La posizione leghista si distingue da quella assunta dal ministro della Cultura Alessandro Giuli, che aveva espresso contrarietà alla scelta di riaprire il padiglione russo, pur riconoscendo l’autonomia della Fondazione.
La controversia aveva già provocato forti tensioni istituzionali e proteste durante l’esposizione. Anche la giuria aveva assunto una posizione critica nei confronti dei Paesi coinvolti in contestazioni internazionali per presunte violazioni dei diritti umani, alimentando ulteriormente il dibattito sull’indipendenza dell’arte e sul rapporto tra cultura e politica.
Il M5s con la Lega, il Pd sostiene l’Ue
Sul caso si registra una convergenza tra la Lega e il Movimento 5 Stelle, già emersa in altre occasioni legate alla guerra in Ucraina.
Il capogruppo pentastellato al Senato Luca Pirondini ha parlato di un «ricatto» e di un’intimidazione politica contro l’autonomia della Biennale, chiedendo alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni di opporsi alla decisione europea.
Di segno opposto la posizione del senatore del Partito democratico Filippo Sensi, che ha difeso l’intervento dell’Unione europea e accusato i sostenitori della riapertura del padiglione di confondere la libertà artistica con la propaganda del Cremlino.
Il nodo tra libertà artistica e fondi pubblici
Il confronto ruota attorno a due principi contrapposti. Da una parte, la Biennale rivendica l’autonomia della cultura e il rifiuto della censura preventiva. Dall’altra, la Commissione sostiene che l’utilizzo di fondi pubblici europei imponga il rispetto di precise condizioni etiche e politiche.
La decisione finale dell’Eacea chiarirà se i due milioni di euro saranno effettivamente revocati. La battaglia, tuttavia, appare destinata a proseguire anche sul piano politico e, probabilmente, su quello legale.
Esteri
Iran, missili sui Paesi del Golfo ma Israele resta fuori dagli attacchi: Netanyahu invita Trump a tentare la via diplomatica
L’Iran colpisce obiettivi in Giordania e nei Paesi del Golfo, evitando per ora il territorio israeliano. La stampa di Teheran invoca però la vendetta contro Israele, mentre Netanyahu sostiene il tentativo negoziale di Trump sul nucleare.
Tre missili lanciati dall’Iran sarebbero caduti all’alba in territorio giordano, a poca distanza dal confine con Israele. Nelle stesse ore Teheran ha rivendicato attacchi contro obiettivi situati in Qatar, Kuwait, Bahrein e Oman, Paesi che ospitano installazioni militari statunitensi.
La nuova offensiva ha riacceso l’allarme in tutto il Golfo. Fonti internazionali riferiscono di missili e droni intercettati, danni limitati e alcuni feriti. Il territorio israeliano, almeno durante questa fase della rappresaglia, non sarebbe stato direttamente attaccato.
Israele osserva e mantiene alta l’allerta
Nonostante l’esclusione temporanea di Israele dalla lista degli obiettivi colpiti, le forze armate israeliane restano in stato di massima allerta, sia sul piano difensivo sia su quello offensivo.
Il governo di Benjamin Netanyahu sembra però voler evitare, per il momento, una reazione immediata. In un’intervista alla Nbc, il premier israeliano ha sostenuto la necessità di concedere al presidente americano Donald Trump la possibilità di verificare se esistano ancora margini per raggiungere un accordo sul programma nucleare iraniano.
Netanyahu ha ribadito la gratitudine di Israele verso gli Stati Uniti per la collaborazione militare contro Teheran, sottolineando che Washington non esiterebbe a ricorrere nuovamente alla forza qualora l’Iran violasse i propri impegni.
La minaccia della vendetta sui giornali iraniani
La cautela israeliana contrasta con i toni utilizzati dai mezzi d’informazione vicini al regime iraniano. Dopo la morte della Guida Suprema Ali Khamenei, il nuovo leader Mojtaba Khamenei ha promesso una rappresaglia contro gli Stati Uniti e Israele.
Il quotidiano Hamshari ha pubblicato immagini realizzate con l’intelligenza artificiale nelle quali Netanyahu e Trump appaiono con un bersaglio sulla fronte. Altri giornali hanno rilanciato la parola “vendetta” in farsi, inglese ed ebraico, con l’evidente obiettivo di rivolgersi non soltanto all’opinione pubblica iraniana, ma anche a quella israeliana.
Sul quotidiano Kayhan, considerato vicino alla componente più radicale del potere iraniano, il direttore Hossein Shariatmadari ha sostenuto che gli attacchi contro le basi americane non sarebbero sufficienti, indicando Israele come il punto più vulnerabile dell’alleanza guidata da Washington.
Secondo l’emittente israeliana Channel 12, si tratterebbe di una campagna coordinata di pressione psicologica e di minacce, destinata a preparare il terreno a eventuali nuovi attacchi.
Netanyahu potrebbe volare negli Stati Uniti
Netanyahu ha ricordato anche il senatore repubblicano Lindsey Graham, morto improvvisamente nelle scorse ore, da sempre tra i principali sostenitori di Israele al Congresso americano.
Secondo il sito israeliano Ynet, il premier starebbe valutando la possibilità di recarsi negli Stati Uniti per partecipare ai funerali. Il viaggio potrebbe trasformarsi anche in un’occasione per un nuovo incontro con Trump, mentre resta in programma per il 21 luglio la visita a Washington del presidente libanese Joseph Aoun.
Una tregua sempre più fragile
Gli attacchi iraniani e i nuovi bombardamenti statunitensi rischiano di compromettere definitivamente la fragile intesa raggiunta nelle settimane precedenti. Gli Stati Uniti hanno colpito decine di installazioni militari iraniane, mentre Teheran ha risposto prendendo di mira le infrastrutture americane distribuite nella regione.
Israele, per ora, resta alla finestra. Ma le minacce provenienti dalla stampa iraniana e la possibilità che Teheran estenda la rappresaglia al territorio israeliano mantengono altissimo il rischio di un allargamento del conflitto.
Economia
Monopattini elettrici, dal 16 luglio assicurazione obbligatoria: multe fino a 400 euro
Dal 16 luglio 2026 scatta l’obbligo di assicurazione per i monopattini elettrici. La polizza dovrà essere collegata al contrassegno del mezzo. Per chi circola senza copertura sono previste sanzioni da 100 a 400 euro.
Dal 16 luglio 2026 scatta l’obbligo di assicurazione per i monopattini elettrici che circolano in Italia. La novità, introdotta dalla riforma del Codice della strada approvata alla fine del 2024, potrebbe interessare circa un milione di proprietari privati.
La copertura di responsabilità civile servirà a risarcire i danni provocati a terzi durante la circolazione, come le lesioni arrecate a pedoni o ciclisti e i danni causati ad altri veicoli.
La decorrenza dell’obbligo è stata fissata al 16 luglio dal ministero delle Imprese e del Made in Italy e dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, mentre l’obbligo del contrassegno identificativo era già entrato in vigore il 17 maggio.
Non basta la polizza del capofamiglia
Assoutenti avverte che non sarà sufficiente una generica polizza di responsabilità civile del capofamiglia. La copertura assicurativa dovrà infatti riportare il codice del contrassegno identificativo assegnato allo specifico monopattino.
La polizza, quindi, dovrà essere direttamente collegata al mezzo e non soltanto alla persona che lo utilizza.
Nessun indennizzo diretto nei primi due anni
Almeno nella prima fase non sarà applicato il sistema dell’indennizzo diretto, attraverso il quale il danneggiato viene normalmente risarcito dalla propria compagnia assicurativa.
Per gli incidenti provocati dai monopattini si seguirà la procedura ordinaria, con la richiesta di risarcimento rivolta alla compagnia che assicura il mezzo responsabile.
La circolare del Mimit del 24 aprile prevede un periodo di monitoraggio di due anni. L’Ivass dovrà comunicare ogni sei mesi al Ministero i dati sui sinistri, in modo da consentire la definizione di uno specifico sistema nazionale di compensazione.
Quanto costerà assicurare un monopattino
Secondo le stime di Assoutenti, una polizza base dovrebbe costare mediamente tra 35 e 55 euro all’anno. Il prezzo potrebbe però salire fino a circa 150 euro con l’aggiunta di garanzie accessorie.
Considerando la platea potenziale dei proprietari, la nuova assicurazione potrebbe generare una spesa complessiva vicina ai 50 milioni di euro all’anno.
L’associazione dei consumatori chiede al Governo di vigilare affinché il nuovo obbligo non produca speculazioni o forti differenze territoriali nei prezzi delle polizze.
Multe da 100 a 400 euro
Chi circolerà senza assicurazione rischierà una sanzione amministrativa compresa tra 100 e 400 euro. Restano inoltre gli obblighi già previsti per il casco e il divieto di trasportare un’altra persona sul monopattino.
«Il vero problema è che nel settore dei monopattini regna ancora il Far West», afferma il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, secondo il quale i nuovi obblighi rischiano di essere inefficaci in assenza di controlli adeguati da parte delle forze dell’ordine.
Autovelox, forti differenze tra le città
Sul fronte dei controlli stradali emergono intanto forti differenze negli incassi prodotti dagli autovelox. Secondo un’elaborazione del Codacons sui dati relativi al periodo 2021-2025, le principali città italiane avrebbero incassato complessivamente oltre 300 milioni di euro.
Firenze guida la classifica con circa 86,1 milioni di euro, seguita da Milano con 52,1 milioni. Napoli si colloca invece in fondo alla graduatoria, con poco più di 59mila euro incassati nell’intero quinquennio.
Dati che mostrano quanto l’applicazione delle norme sulla sicurezza stradale continui a variare profondamente da una città all’altra.


