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Napoli-Sassuolo, le pagelle: Lobotka decisivo, Vergara brilla, Hojlund generoso ma poco incisivo

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Costretto dal gol di Stanislav Lobotka all’alba del match, il Sassuolo di Fabio Grosso prova a rompere gli ormeggi. Ne esce una partita aperta, non sempre di grande qualità. Rasmus Hojlund corre molto ma incide poco; Scott McTominayva a sprazzi; bene Eljif Elmas su Nemanja Matic e positivo Antonio Vergara. In ansia finale per Amir Rrahmani ed Elmas.

Le pagelle del Napoli

MILINKOVIC 6
Interviene bene sulla conclusione di Laurienté (10’) e, con l’aiuto di Juan Jesus, sventa il possibile pareggio. Provvidenziale su Lipani (4’).

BEUKEMA 5
Soffre Laurienté, cui concede troppa libertà. Serve spesso il supporto di Giovanni Di Lorenzo. Col passare dei minuti perde duelli pesanti.
(11’ st Matteo Politano 5,5: si vede poco e va ko).

RRAHMANI 6,5
Controlla Pinamonti togliendo profondità e sponde. Qualche sofferenza, poi l’uscita per problema al flessore.
(21’ st Alessandro Buongiorno 6: gestione senza affanni).

JUAN JESUS 6,5
Guida Spinazzola sull’esterno, schermando Pinamonti dopo la respinta di Milinkovic. Chiusure puntuali e affidabili.

DI LORENZO 6,5
Vince il duello con Doig, spinge a destra e aiuta Beukema. Poi scala su Laurienté: in difesa è un muro.

LOBOTKA 7
Torna al gol con un tiro al volo. Vince il duello con Vranckx, detta tempi e non sbaglia mai.

MCTOMINAY 6,5
Non brillantissimo, qualche errore in impostazione. Quando sembra spegnersi, si riaccende e sfiora il 2-0.

SPINAZZOLA 6
Attento su Fadera, offensivamente trova corridoi utili, incluso quello che porta al vantaggio.

VERGARA 6,5
Parte forte: crea per Di Lorenzo e Hojlund, mette in difficoltà Doig. Cala quando il Sassuolo prende campo.
(17’ st Pasquale Mazzocchi 6: energia e generosità).

ELMAS 6
Sporca l’impostazione su Matic e lavora bene con Spinazzola. Cala e accusa un malessere.
(11’ st Noa Lang 6: più sprint e qualche corsa).

HOJLUND 6
Tanto sacrificio, poche palle in area. Tiene su palloni e fa sponde, ma incide poco sotto porta.

Il quadro finale

Il Napoli porta a casa una vittoria costruita sull’impatto iniziale di Lobotka e sulla solidità difensiva. Vergara tra i più vivaci, mentre davanti pesa la scarsa pericolosità. Le condizioni di Rrahmani ed Elmas restano l’incognita principale in vista dei prossimi impegni.

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Roma e Atalanta vincono e accorciano: giallorossi agganciano la Juve, la Dea soffre ma resta in scia

La Roma batte il Cagliari e raggiunge la Juventus al quarto posto. Vittoria sofferta anche per l’Atalanta contro la Cremonese, che resta agganciata alla zona alta.

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Non solo il Napoli. Anche la Roma approfitta del mezzo passo falso della Juventus e, battendo il Cagliari per 2-0, aggancia i bianconeri al quarto posto in classifica, riportandosi a tre lunghezze dagli azzurri.

Il successo matura al termine di una gara condotta dall’inizio alla fine, contro un Cagliari ordinato ma mai realmente in grado di mettere in discussione la supremazia tecnica dei giallorossi. In tribuna all’Olimpico anche Francesco Totti, la cui presenza alimenta le voci su un possibile ritorno in società, come auspicato nei giorni scorsi da Claudio Ranieri.

La partita dell’Olimpico

È Donyell Malen a sbloccare il risultato. Il nuovo acquisto firma il secondo gol in Serie A dopo quello all’esordio contro il Torino, confermando un impatto immediato nel campionato italiano.

La Roma gioca con ordine e concretezza, riducendo al minimo i rischi e colpendo con regolarità in ripartenza. La qualità tra le linee è garantita dai colpi di Matías Soulé, costante fonte di gioco sulla trequarti. Il raddoppio, ancora di Malen, arriva poco dopo l’ora di gioco e chiude di fatto la partita, consentendo alla squadra di Gian Piero Gasperini di gestire senza affanni il finale.

Atalanta, vittoria con brivido

Successo anche per l’Atalanta, ma con molta più sofferenza. La Dea supera 2-1 la Cremonese al termine di una gara lunga e combattuta.

I ragazzi di Raffaele Palladino partono forte e indirizzano subito il match grazie ai gol di Nikola Krstovic e Davide Zappacosta. La partita sembra chiusa, ma nel finale succede di tutto.

Il finale concitato

Il Var annulla il possibile 3-0 di Berat Djimsiti e, sull’azione successiva, la Cremonese accorcia con il neo acquisto Morten Thorsby. Gli uomini di Davide Nicola tentano l’assalto finale, ma il pareggio non arriva.

Classifica e prospettive

Le vittorie di Roma e Atalanta riaccendono la corsa nelle zone alte della classifica. I giallorossi agganciano la Juventus al quarto posto, mentre la Dea resta in scia, confermandosi pienamente in corsa per un piazzamento europeo. Una giornata che, dietro alle spalle del Napoli, rende ancora più serrata e incerta la lotta per le posizioni che contano.

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Coppa Italia, Napoli-Como: semifinale come prova di maturità per gli azzurri di Conte

Il Napoli sfida il Como nei quarti di Coppa Italia. Conte tra dubbi, assenze e scelte forti: qualificazione che vale autorevolezza.

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Il Napoli, campione d’Italia in carica e attualmente terzo in classifica, continua a trasmettere la sensazione di una squadra che abbia sempre qualcosa da chiarire prima di tutto con sé stessa. Per questo la sfida di Coppa Italia contro il Comoassume un significato che va oltre il semplice accesso alla semifinale, traguardo che manca da cinque anni.

Centrare l’obiettivo significherebbe aggiungere un tassello di autorevolezza a una stagione segnata da difficoltà, infortuni e passaggi a vuoto. Eliminare il Como di Cesc Fàbregas rafforzerebbe ulteriormente la percezione di solidità di un Napoli che, nonostante tutto, resta competitivo su più fronti.

L’incertezza che accompagna il Napoli

A Castel Volturno, però, tutto continua a sembrare provvisorio. Anche con Antonio Conte in panchina, allenatore simbolo di rigore e mentalità vincente, permane una sensazione di instabilità. E non è un caso che proprio la Coppa Italia, trofeo mai vinto da Conte in carriera, venga affrontata con attenzione ma senza certezze assolute.

Il Napoli arriva alla gara con la consueta emergenza. La decisione più rilevante è l’esclusione di Scott McTominay: l’infiammazione è più seria del previsto e lo staff medico ha consigliato prudenza. Una scelta che apre interrogativi anche in vista della sfida di campionato con la Roma.

Rientri e rotazioni

Se qualcuno esce, altri rientrano. Conte ritrova Sergej Milinković-Savić, Matteo Politano e Pasquale Mazzocchi. Davanti a quasi 50mila spettatori, in uno stadio vicino al sold-out, la Coppa Italia torna a respirare un’atmosfera da grande evento, anche grazie a prezzi popolari e a una risposta convinta del pubblico.

Le scelte di Conte

Conte ha avuto poco tempo per preparare la partita dopo la sofferta vittoria con il Genoa. L’obiettivo è dare continuità e dimostrare che il Napoli non ha bisogno costante di rassicurazioni. In quest’ottica, la Coppa Italia potrebbe improvvisamente diventare appetibile, anche per l’eventuale semifinale con l’Inter, che profumerebbe di rivincita recente.

Tra le scelte forti c’è l’esclusione di Alessandro Buongiorno, reduce da una prova difficile. Conte preferisce proteggerlo, evitando di esporlo a nuovi rischi psicologici. Al suo posto, spazio a Sam Beukema come braccetto destro nella difesa a tre.

In porta tornerà Milinković-Savić. A centrocampo, possibile staffetta tra Mazzocchi e Politano, mentre Eljif Elmas è destinato a scalare all’indietro accanto al capitano Stanislav Lobotka.

Gioventù in attacco

La vera novità riguarda l’attacco. Nel 3-4-2-1, pronto a trasformarsi in 3-5-2, è previsto l’esordio dal primo minuto di Giovane, affiancato da Vergara e Rasmus Højlund. Un terzetto di 23enni che rappresenta un piccolo manifesto della nuova generazione del campionato.

Un Napoli chiamato a superarsi

Il Napoli non cambia pelle, almeno nelle intenzioni del suo allenatore. Non è più tempo di sperimentazioni, ma di dimostrazioni. La squadra è chiamata a provare di poter andare oltre l’emergenza e oltre l’assenza dei suoi uomini chiave, da Giovanni Di Lorenzo a McTominay.

La convinzione è chiara: andare avanti. Senza paura. Perché, a questo punto della stagione, il Napoli non può più permettersi di averne.

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Rai Sport, avanti con Petrecca. La linea dell’azienda: resta al suo posto, ma serve ricucire con la redazione

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Avanti con Paolo Petrecca (foto Imagoeconomica) alla guida di Rai Sport. Questa, al momento, è la linea della Rai dopo le polemiche seguite alla telecronaca della cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali. L’amministratore delegato Giampaolo Rossi non ha chiesto le dimissioni del direttore e Petrecca non le ha rassegnate. Per la governance aziendale, dunque, il direttore resta al suo posto.

L’assunzione di responsabilità

Nel colloquio avvenuto nei giorni scorsi, Rossi ha chiesto a Petrecca un’assunzione di responsabilità non solo per la conduzione della cerimonia inaugurale, ma anche per i rapporti fortemente deteriorati con la redazione. Una richiesta che va oltre l’episodio televisivo e punta al nodo più delicato: la ricucitura interna dopo settimane di tensione.

La posizione di Fratelli d’Italia

Sul fronte politico, Fratelli d’Italia si schiera su una linea di difesa netta, in sintonia con la posizione della premier Giorgia Meloni. Nel partito di maggioranza si ragiona così: Petrecca sarebbe diventato un bersaglio perché politicamente esposto e gli errori commessi non sarebbero diversi da quelli che altri giornalisti fanno senza subire lo stesso trattamento. In questa lettura, il direttore di Rai Sport viene dipinto come una vittima di un caso esasperato ad arte.

La redazione in stato di agitazione

In Rai, però, l’obiettivo è evitare che la situazione precipiti. La redazione di Rai Sport è in piena “modalità barricate”: è scattato lo sciopero delle firme, che durerà fino alla fine dei Giochi, e resta sul tavolo l’ipotesi di uno sciopero vero e proprio una volta concluse le Olimpiadi.

La cerimonia di apertura e le scelte contestate

Sul primo punto, quello della telecronaca, Petrecca ha spiegato all’ad di aver dovuto, all’ultimo momento, sostituire Auro Bulbarelli. Una scelta dettata dall’emergenza, ma anche fortemente voluta dal direttore, nonostante le perplessità dell’azienda. Secondo questa ricostruzione, proprio la gestione affrettata avrebbe inciso negativamente sulla qualità del racconto olimpico.

Una cosa è ormai certa: Petrecca non commenterà la cerimonia conclusiva dei Giochi. In pole position per la telecronaca finale ci sono Stefano Bizzotto, Alberto Rimedio e Alessandro Fabretti.

Il nodo della ricucitura dopo i Giochi

Il secondo punto, considerato decisivo, è quello del rapporto con la redazione. La governance Rai giudica “non all’altezza” la performance olimpica di Petrecca, ma allo stesso tempo si dice molto aperta al confronto. È stata annunciata a breve la convocazione delle rappresentanze sindacali per affrontare i problemi strutturali e trovare soluzioni condivise. Rossi, inoltre, ha fatto sapere di essere molto soddisfatto del lavoro complessivo svolto dai giornalisti di Rai Sport durante le Olimpiadi.

Le voci sul futuro e il toto-nomi

Nel “corpaccione” Rai circolano voci su un possibile arrivo, tra aprile e maggio, di Marco Lollobrigida al posto di Petrecca. Al momento, però, questo scenario non rientra nella strategia della governance aziendale. Anche perché, qualora si arrivasse a una sostituzione, non sarebbe semplice trovare un’altra direzione adatta al profilo di Petrecca. È libera la casella delle Relazioni istituzionali, ma si tratta di un ruolo fortemente diplomatico, poco compatibile con il suo stile. Scenari ipotetici, alimentati dal consueto “toto-nomi” che accompagna la vita aziendale Rai.

Standing internazionale e altri nodi aperti

La linea ufficiale resta quella di non “mettere la testa sotto la sabbia”, ma di puntare su un chiarimento che porti a una ricomposizione. Anche perché la Rai è in una fase di forte esposizione internazionale e le polemiche politiche rischiano di danneggiarne lo standing.

Sul tavolo restano altri nodi strategici. Il primo riguarda il tennis: l’offerta molto elevata di Mediaset per l’Atp di Torino dovrebbe portare il torneo sulle reti berlusconiane, dal momento che la Rai non intende discostarsi dagli standard di mercato e dall’uso prudente delle risorse pubbliche.

Il secondo nodo è Festival di Sanremo. Resta da sciogliere il nome del co-conduttore della terza serata, dopo il forfait di Andrea Pucci. In lizza Nino Frassica e Giorgio Panariello.

Sullo sfondo, la mossa a sorpresa di Fiorello, che ha annunciato una versione alternativa del PrimaFestival e del DopoFestival, ribattezzata “DuranteFestival”. Più che una contro-programmazione, l’idea potrebbe trasformarsi in una cassa di risonanza capace di amplificare l’evento. Ma, come spesso accade in Rai, anche questo è un equilibrio ancora tutto da verificare.

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