Avanti con Paolo Petrecca (foto Imagoeconomica) alla guida di Rai Sport. Questa, al momento, è la linea della Rai dopo le polemiche seguite alla telecronaca della cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali. L’amministratore delegato Giampaolo Rossi non ha chiesto le dimissioni del direttore e Petrecca non le ha rassegnate. Per la governance aziendale, dunque, il direttore resta al suo posto.
L’assunzione di responsabilità
Nel colloquio avvenuto nei giorni scorsi, Rossi ha chiesto a Petrecca un’assunzione di responsabilità non solo per la conduzione della cerimonia inaugurale, ma anche per i rapporti fortemente deteriorati con la redazione. Una richiesta che va oltre l’episodio televisivo e punta al nodo più delicato: la ricucitura interna dopo settimane di tensione.
La posizione di Fratelli d’Italia
Sul fronte politico, Fratelli d’Italia si schiera su una linea di difesa netta, in sintonia con la posizione della premier Giorgia Meloni. Nel partito di maggioranza si ragiona così: Petrecca sarebbe diventato un bersaglio perché politicamente esposto e gli errori commessi non sarebbero diversi da quelli che altri giornalisti fanno senza subire lo stesso trattamento. In questa lettura, il direttore di Rai Sport viene dipinto come una vittima di un caso esasperato ad arte.
La redazione in stato di agitazione
In Rai, però, l’obiettivo è evitare che la situazione precipiti. La redazione di Rai Sport è in piena “modalità barricate”: è scattato lo sciopero delle firme, che durerà fino alla fine dei Giochi, e resta sul tavolo l’ipotesi di uno sciopero vero e proprio una volta concluse le Olimpiadi.
La cerimonia di apertura e le scelte contestate
Sul primo punto, quello della telecronaca, Petrecca ha spiegato all’ad di aver dovuto, all’ultimo momento, sostituire Auro Bulbarelli. Una scelta dettata dall’emergenza, ma anche fortemente voluta dal direttore, nonostante le perplessità dell’azienda. Secondo questa ricostruzione, proprio la gestione affrettata avrebbe inciso negativamente sulla qualità del racconto olimpico.
Una cosa è ormai certa: Petrecca non commenterà la cerimonia conclusiva dei Giochi. In pole position per la telecronaca finale ci sono Stefano Bizzotto, Alberto Rimedio e Alessandro Fabretti.
Il nodo della ricucitura dopo i Giochi
Il secondo punto, considerato decisivo, è quello del rapporto con la redazione. La governance Rai giudica “non all’altezza” la performance olimpica di Petrecca, ma allo stesso tempo si dice molto aperta al confronto. È stata annunciata a breve la convocazione delle rappresentanze sindacali per affrontare i problemi strutturali e trovare soluzioni condivise. Rossi, inoltre, ha fatto sapere di essere molto soddisfatto del lavoro complessivo svolto dai giornalisti di Rai Sport durante le Olimpiadi.
Le voci sul futuro e il toto-nomi
Nel “corpaccione” Rai circolano voci su un possibile arrivo, tra aprile e maggio, di Marco Lollobrigida al posto di Petrecca. Al momento, però, questo scenario non rientra nella strategia della governance aziendale. Anche perché, qualora si arrivasse a una sostituzione, non sarebbe semplice trovare un’altra direzione adatta al profilo di Petrecca. È libera la casella delle Relazioni istituzionali, ma si tratta di un ruolo fortemente diplomatico, poco compatibile con il suo stile. Scenari ipotetici, alimentati dal consueto “toto-nomi” che accompagna la vita aziendale Rai.
Standing internazionale e altri nodi aperti
La linea ufficiale resta quella di non “mettere la testa sotto la sabbia”, ma di puntare su un chiarimento che porti a una ricomposizione. Anche perché la Rai è in una fase di forte esposizione internazionale e le polemiche politiche rischiano di danneggiarne lo standing.
Sul tavolo restano altri nodi strategici. Il primo riguarda il tennis: l’offerta molto elevata di Mediaset per l’Atp di Torino dovrebbe portare il torneo sulle reti berlusconiane, dal momento che la Rai non intende discostarsi dagli standard di mercato e dall’uso prudente delle risorse pubbliche.
Il secondo nodo è Festival di Sanremo. Resta da sciogliere il nome del co-conduttore della terza serata, dopo il forfait di Andrea Pucci. In lizza Nino Frassica e Giorgio Panariello.
Sullo sfondo, la mossa a sorpresa di Fiorello, che ha annunciato una versione alternativa del PrimaFestival e del DopoFestival, ribattezzata “DuranteFestival”. Più che una contro-programmazione, l’idea potrebbe trasformarsi in una cassa di risonanza capace di amplificare l’evento. Ma, come spesso accade in Rai, anche questo è un equilibrio ancora tutto da verificare.