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Napoli, rinnovi in primo piano: accordo fino al 2031 per Vergara, Di Lorenzo verso il sì
Il Napoli accelera sui rinnovi: raggiunta l’intesa per prolungare il contratto di Antonio Vergara fino al 2031, mentre Giovanni Di Lorenzo è vicino a un ulteriore anno in azzurro. Sullo sfondo restano i dossier Lobotka, Anguissa, Meret e le valutazioni sul mercato in entrata.
Il Napoli mette al sicuro alcuni dei suoi uomini chiave e prepara il futuro. In attesa che il mercato entri nel vivo, il presidente Aurelio De Laurentiis e il direttore sportivo Giovanni Manna lavorano soprattutto sui rinnovi contrattuali, con l’obiettivo di consegnare a Massimiliano Allegri una squadra già definita nelle sue certezze.
Vergara fino al 2031
La giornata ha portato una svolta per Antonio Vergara. Dopo il confronto tra il club e il suo procuratore Mario Giuffredi, è stata raggiunta un’intesa di massima per il prolungamento del contratto fino al 30 giugno 2031.
Le parti avrebbero trovato rapidamente un accordo, allontanando le ipotesi di una possibile separazione. Il Napoli conferma così la fiducia nel talento cresciuto nel proprio settore giovanile, considerato uno dei prospetti sui quali costruire il futuro.
L’agente del calciatore ha parlato di un clima sereno durante il confronto con la società, sottolineando la volontà comune di proseguire il rapporto.
Di Lorenzo vuole chiudere la carriera in azzurro
Sul tavolo c’è anche il rinnovo di Giovanni Di Lorenzo. Il capitano azzurro sarebbe vicino a un ulteriore prolungamento di un anno, con l’obiettivo di concludere la propria carriera al Napoli.
Dopo avere superato le tensioni vissute nella scorsa estate, il rapporto tra il difensore e il club appare ormai consolidato. La volontà condivisa sarebbe quella di proseguire insieme ancora a lungo, mantenendo la fascia di capitano.
Lobotka e Anguissa, incontro durante il ritiro
Tra i dossier che De Laurentiis intende affrontare durante il ritiro di Dimaro ci sono quelli di Stanislav Lobotka e Frank Anguissa.
Per il centrocampista slovacco il club sarebbe orientato ad attivare l’opzione che consentirebbe di estendere il contratto di un’ulteriore stagione, portando la scadenza al 2028.
Successivamente il Napoli valuterà eventuali offerte che dovessero arrivare sul mercato. Al momento, però, non risultano proposte ufficiali per il regista azzurro.
Anche la posizione di Anguissa sarà oggetto di confronto, pur in assenza di manifestazioni pubbliche di volontà di lasciare il club.
Rabiot resta un’opportunità
Sul fronte degli eventuali rinforzi continua a circolare il nome di Adrien Rabiot, centrocampista particolarmente apprezzato da Allegri, che lo ha allenato con successo alla Juventus.
Al momento, però, non esiste una trattativa concreta. Il Napoli segue l’evoluzione della situazione del francese e potrebbe valutare un affondo soltanto qualora si aprissero reali margini per il trasferimento.
Con l’attuale organico, infatti, il centrocampo azzurro viene considerato completo.
I casi Lukaku e De Bruyne
Tra le valutazioni della società rientra anche il futuro di Romelu Lukaku.
L’attaccante belga continua ad avere estimatori all’estero, in particolare tra Arabia Saudita e Major League Soccer. Molto dipenderà anche dalle idee tattiche di Allegri e dall’eventuale convivenza con il nuovo centravanti Rasmus Højlund, ipotesi che appare al momento tutta da verificare.
Diverso il discorso per Kevin De Bruyne. Il fantasista belga rappresenta uno dei giocatori maggiormente graditi al nuovo allenatore e il Napoli continua a considerarlo un elemento importante del progetto tecnico.
Meret e il mercato in uscita
Un altro tema riguarda Alex Meret, che rischia di iniziare ancora una volta la stagione con il contratto in scadenza.
La società punta a trovare un accordo per il rinnovo, evitando che il portiere possa avvicinarsi alla scadenza senza una definizione del proprio futuro.
Solo dopo eventuali uscite il Napoli potrà intervenire nuovamente sul mercato. Tra i profili monitorati figura quello di Exequiel Zeballos del Boca Juniors, mentre altre operazioni restano al momento congelate proprio per l’esigenza di alleggerire una rosa già molto competitiva.
La strategia del club appare chiara: prima consolidare l’organico attraverso i rinnovi, poi valutare con Allegri gli innesti realmente necessari per affrontare una stagione che vedrà il Napoli impegnato su più fronti.
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Sara Curtis riscrive il nuoto: oro europeo e record mondiale nei 50 dorso
Sara Curtis ha stabilito il record mondiale dei 50 dorso in 26’’56, migliorando il primato realizzato il giorno precedente. La gara entrerà nel programma olimpico a Los Angeles 2028.
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Xavi ct dei Paesi Bassi: il calcio totale torna a parlare catalano
Xavi Hernández succede a Ronald Koeman sulla panchina dei Paesi Bassi. È il primo ct straniero degli Orange dal 1978 e vuole rilanciare la tradizione del calcio totale attraverso possesso, creatività e gioco offensivo.
I canali di Amsterdam distano più di 1.500 chilometri dalle spiagge di Barcellona. Eppure, i cuori calcistici dei Paesi Bassi e della Catalogna battono da decenni allo stesso ritmo, legati da una rivoluzione culturale chiamata totaalvoetbal: il calcio totale.
L’ultimo erede di questa dinastia fondata non sul sangue, ma sull’idea del bel gioco, è Xavi Hernández. L’ex regista del Barcellona e della Spagna è stato nominato nuovo commissario tecnico degli Orange, firmando un contratto fino al Mondiale del 2030.
Subentra a Ronald Koeman, altro protagonista del gemellaggio tra Ajax e Barcellona, dopo l’eliminazione dei Paesi Bassi ai Mondiali 2026.
«Sono un figlio del calcio olandese»
Xavi è il primo allenatore straniero a guidare la nazionale olandese dopo l’austriaco Ernst Happel, che lasciò l’incarico nel 1978.
«È un enorme onore diventare commissario tecnico dei Paesi Bassi», ha dichiarato il nuovo ct. «Essendo cresciuto nel settore giovanile del Barcellona, con le forti influenze di Johan Cruyff e Rinus Michels, sento un legame speciale con il calcio olandese. Si potrebbe dire che ne sono un po’ figlio».
Cruyff e Michels sono i miti fondativi della sua idea di calcio. Nel decennio compreso tra il 1965 e il 1975, sulle panchine di Ajax e Barcellona, Michels costruì un sistema nel quale i giocatori diventavano interscambiabili, le distanze si accorciavano e lo spazio veniva dominato attraverso pressing, possesso e velocità di pensiero.
Cruyff ne fu l’incarnazione in campo e successivamente il grande divulgatore. Portò quella filosofia da Amsterdam a Barcellona, trasformandola in una scuola destinata a influenzare generazioni di allenatori e calciatori.
Da Cruyff a Guardiola
Da quella stessa genealogia calcistica sono passati Ronald Koeman, Louis van Gaal e Frank Rijkaard. Ma l’erede più rivoluzionario è stato Pep Guardiola, capace di trasformare il calcio del Barcellona e di contribuire indirettamente ai successi della nazionale spagnola.
Xavi fu il regista di quella squadra: apparentemente immobile, ma capace di controllare pallone, tempi e geometrie. Ora dovrà trasferire lo stesso patrimonio tecnico e culturale alla nazionale che contribuì a generarlo.
«I Paesi Bassi hanno una ricca cultura calcistica e una visione chiara che mi attrae molto: un calcio offensivo, basato sul possesso, con creatività, passione e convinzione», ha spiegato.
L’obiettivo principale resta vincere, ma senza rinunciare all’identità: «Preferisco farlo in un modo nel quale queste caratteristiche siano riconoscibili e possano divertire il pubblico».
Kluivert possibile collaboratore
La KNVB completerà nelle prossime settimane lo staff tecnico, nel quale Xavi vuole inserire anche competenze olandesi. Tra i nomi indicati dalle indiscrezioni figura Patrick Kluivert, altro simbolo del legame tra Ajax e Barcellona, ma la sua nomina non è ancora ufficiale.
Dopo aver lanciato in prima squadra talenti come Lamine Yamal e Pau Cubarsí e valorizzato Gavi, Xavi affronta la sua prima esperienza alla guida di una nazionale. Il debutto è previsto il 24 settembre contro la Germania, in Nations League.
Questa volta sarà Barcellona a migrare idealmente verso Amsterdam. Da Michels a Cruyff, da Guardiola a Xavi: la dinastia del calcio totale continua.
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Amorim fa piazza pulita: mezzo Milan è in vendita, mercato bloccato dagli esuberi
Il Milan deve sfoltire una rosa composta da 33 giocatori prima di completare il mercato. Ruben Amorim avrebbe aperto alla cessione di diversi elementi importanti, tra cui Tomori, Fofana, Nkunku e Santiago Gimenez.
La tournée senza vittorie ha fatto scattare l’allarme in casa Milan. Nel vertice di mercato a Milanello, Ruben Amorim avrebbe presentato a Gerry Cardinale una valutazione netta della rosa: pochi calciatori sono considerati indispensabili, mentre molti altri possono partire.
A dieci giorni dall’inizio della Serie A e a diciotto dalla chiusura del mercato, il Milan si trova però in una situazione complicata. Prima di acquistare deve vendere, liberando posti e soprattutto risorse economiche.
Quattro big tra i sacrificabili
Gli arrivi di Gonçalo Ramos, Mario Gila — attualmente fermo per un problema muscolare — e Sankhoun Diawara non bastano ancora per costruire la squadra immaginata da Amorim. Il tecnico portoghese chiede giocatori tecnici, capaci di interpretare il suo calcio e adattarsi rapidamente ai suoi principi tattici.
Tra i nomi più importanti finiti nella lista dei possibili partenti figurano Fikayo Tomori, Youssouf Fofana, Christopher Nkunku e Santiago Gimenez. La loro eventuale cessione potrebbe garantire al Milan una cifra complessiva vicina ai cento milioni di euro, da reinvestire su elementi ritenuti maggiormente funzionali.
«Sarà la settimana delle decisioni», aveva annunciato Amorim dopo la pesante sconfitta contro il Chelsea. Il confronto con Cardinale sarebbe servito proprio a trasformare quelle parole in precise indicazioni operative.
Una rosa di 33 giocatori
La vera emergenza è rappresentata dalle dimensioni dell’organico. Dopo la risoluzione consensuale del contratto con Ismaël Bennacer, la rosa conta ancora 33 calciatori: troppi per lavorare con continuità e incompatibili con le esigenze regolamentari.
Zachary Athekame dovrebbe trasferirsi in prestito al Lione allenato da Paulo Fonseca, mentre Alphadjo Cissè è destinato al Torino di Ignazio Abate. Entrambi gli allenatori hanno un passato rossonero.
Restano in cerca di sistemazione anche David Odogu, Pervis Estupiñán, Filippo Terracciano, Warren Bondo e Yunus Musah. Una situazione che inevitabilmente condiziona gli allenamenti, con numerosi giocatori impegnati insieme ai propri procuratori nella ricerca di una nuova squadra.
I casi Leao e Maignan
Da risolvere resta anche il futuro di Rafael Leao. Dopo le indiscrezioni circolate per settimane sulla stampa portoghese, l’attaccante sarebbe ora orientato a restare. Le proposte ricevute, compresa quella del Galatasaray, non lo avrebbero convinto.
Intanto continuano le polemiche sulle vacanze prolungate di Mike Maignan e Adrien Rabiot, attesi a Milanello il 16 agosto, all’indomani dell’amichevole di Breslavia contro il Manchester United. L’assenza del capitano ai funerali di Franco Baresi aveva già suscitato malumori tra una parte dei tifosi.
Il campionato è ormai alle porte, ma il nuovo Milan resta un cantiere affollato. Amorim ha indicato chi può partire. Ora tocca alla società trovare acquirenti e consegnargli, in pochi giorni, una squadra finalmente costruita secondo le sue idee.


