Politica
Napoli, Pd nel caos sull’assessore: stallo con Manfredi e partita ancora aperta
Stallo nel Pd napoletano sulla nomina dell’assessore. Nessun nome condiviso per Manfredi, trattative aperte tra correnti e segreteria nazionale.
Lo stallo nel Partito Democratico napoletano continua. La telefonata attesa tra Igor Taruffi e il sindaco Gaetano Manfredinon ha prodotto alcuna decisione definitiva sulla nomina del nuovo assessore.
A oltre tre anni dalle dimissioni di Paolo Mancuso, la casella resta ancora vuota. Il segnale è chiaro: il Pd non ha ancora trovato una sintesi interna.
Trattativa bloccata e tensioni interne
Taruffi ha comunicato la necessità di ulteriore tempo per sciogliere il nodo. Un passaggio che conferma le difficoltà del partito nel trovare un nome unitario.
La mancata convocazione del gruppo dei consiglieri comunali ha rafforzato la sensazione di uno stallo che si trascina da mesi. Nel frattempo, riunioni e contatti informali tra dirigenti e aspiranti candidati si susseguono senza una soluzione condivisa.
L’intervento della segreteria nazionale, guidata da Elly Schlein, mira a sbloccare una situazione che rischia di diventare strutturale.
I nomi in campo
Tra i possibili candidati emerge Gennaro Acampora, capogruppo in Consiglio comunale e considerato vicino al sindaco.
In corsa anche Peppe Annunziata, legato all’area del vicegovernatore Mario Casillo.
Crescono inoltre le quotazioni di Valerio Di Pietro, sostenuto dal parlamentare Marco Sarracino e vicino alla linea nazionale del partito.
Sul fondo resta la candidatura di Anna Riccardi, figura con un profilo civico e sociale.
Il nodo politico e la prospettiva elettorale
Da Roma filtrano segnali chiari: se Napoli non sarà in grado di esprimere una sintesi, potrebbe intervenire direttamente la segreteria nazionale.
Una situazione che pesa sul quadro politico alla vigilia della nuova campagna elettorale, con Manfredi orientato a ricandidarsi.
Il sindaco ha già chiarito che non si tratta di un rimpasto, ma di un completamento della squadra, dopo anche l’uscita di Luca Trapanese e l’ingresso di Carlo Puca.
Un partito ancora senza sintesi
Il mancato accordo sulla nomina dell’assessore evidenzia una difficoltà politica più ampia.
Il Pd napoletano resta diviso tra correnti e strategie, mentre il tempo scorre. E l’assenza di una decisione condivisa rischia di diventare un segnale politico negativo per l’intera coalizione di governo cittadino.
Politica
Forza Italia apre la corsa alla leadership: Tajani sfida il partito al confronto, Occhiuto rilancia la “scossa liberale”
Antonio Tajani apre ufficialmente il dibattito interno in Forza Italia in vista del congresso del 2027, invitando chiunque voglia candidarsi alla leadership a scendere in campo. Roberto Occhiuto si sfila dalla corsa ma rilancia la necessità di una “scossa liberale” nel centrodestra. Il congresso regionale della Calabria diventa così il primo banco di prova del futuro degli azzurri.
Politica
Mattarella e Meloni a Modena e Bologna per visitare i feriti dell’attacco con l’auto
Il presidente Sergio Mattarella visiterà oggi i feriti dell’attacco avvenuto a Modena negli ospedali Baggiovara e Maggiore di Bologna. Con lui anche Giorgia Meloni, rientrata anticipatamente da Cipro per partecipare alla visita istituzionale.
Politica
Meloni tra crisi Iran, sicurezza e migranti: tensione al Gulf Forum dopo l’allarme di Modena
Giorgia Meloni al Europe Gulf Forum affronta contemporaneamente la crisi internazionale legata all’Iran e allo Stretto di Hormuz e le tensioni interne dopo i fatti di Modena. Al summit in Grecia la premier rilancia cooperazione strategica, sicurezza energetica e controllo dei flussi migratori.
Telefonate con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, con il sottosegretario Alfredo Mantovano e con il sindaco di Modena. Sono state ore particolarmente delicate per Giorgia Meloni durante la partecipazione all’Europe Gulf Forum organizzato a Navarino, nel Peloponneso greco.
La premier italiana ha dovuto affrontare contemporaneamente il dossier internazionale sulla crisi in Iran e nello Stretto di Hormuz e le preoccupazioni legate alla sicurezza interna dopo i drammatici fatti di Modena, ringraziando pubblicamente sui social i cittadini che hanno fermato l’autore di quella che avrebbe potuto trasformarsi in una strage.
La “policrisi” tra Medio Oriente, energia e commercio
Nel suo intervento al summit, Meloni ha definito l’attuale scenario globale come “il tempo della policrisi”, sottolineando la necessità di una cooperazione strategica tra Mediterraneo e Paesi del Golfo.
All’incontro hanno partecipato numerosi leader politici e istituzionali internazionali, tra cui il ministro britannico David Lammy, il presidente finlandese Alexander Stubb, la presidente della Banca Centrale Europea Christine Lagarde e la direttrice del Fondo Monetario Internazionale Kristalina Georgieva.
Al centro dei colloqui il rischio di paralisi commerciale nello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il traffico energetico mondiale.
Lo Stretto di Hormuz e il nodo Iran
Meloni ha ribadito che l’Iran non deve dotarsi dell’arma nucleare e ha indicato nella riapertura dello Stretto di Hormuz “senza pedaggi o restrizioni discriminatorie” il primo passo per una soluzione sostenibile della crisi.
Secondo ambienti governativi italiani, Roma al momento non sarebbe direttamente coinvolta nei colloqui in corso tra americani, israeliani, pakistani e rappresentanti iraniani sulla sicurezza della navigazione.
L’Italia si è detta pronta a contribuire alla sicurezza marittima, seguendo il modello delle missioni europee Aspides e Atalanta già operative tra Mar Rosso e Oceano Indiano.
Bilaterali con Qatar e Kuwait
Nel corso del summit la premier ha incontrato anche il primo ministro del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, e il premier del Kuwait, Sheikh Ahmad Al-Abdullah Al-Sabah.
A quest’ultimo Meloni ha espresso solidarietà per gli attacchi iraniani, annunciando anche una futura visita ufficiale nel Paese del Golfo.
Migranti, asse Italia-Grecia-Malta-Cipro
Un altro fronte affrontato al Forum riguarda il rischio migratorio legato all’instabilità mediorientale.
Meloni sta portando avanti un coordinamento con il premier maltese Robert Abela, con il premier greco Kyriakos Mitsotakis e con il presidente cipriota Nikos Christodoulidis per evitare una nuova emergenza migratoria simile a quella del 2015.
Il prossimo 17 giugno i ministri dell’Interno dei quattro Paesi si riuniranno a Roma.
Meloni rivendica il modello Albania
Nel documento finale del summit viene richiamata anche la Dichiarazione di Chisinau sulla gestione dei flussi migratori.
Meloni ha rivendicato il modello italiano degli hub di rimpatrio in Paesi terzi, come quello avviato in Albania, sostenendo che l’approccio italiano alla gestione migratoria “è ormai diventato anche l’approccio dell’Europa”.


