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Napoli, mercato in fermento: Lucca vola in Premier, pronti nuovi innesti

Il Napoli accende il mercato dopo Copenaghen: Lorenzo Lucca al Nottingham Forest in prestito con riscatto. Via anche Lang, Conte e Manna lavorano ai sostituti.

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Come previsto, dopo la sfida di Champions a Copenaghen il mercato del Napoli si è acceso. Il primo nodo si è sciolto: Lorenzo Lucca ha lasciato Napoli in tarda serata per raggiungere il Nottingham Forest. Ha svolto allenamento la mattinata a Castel Volturno, giocato uno spezzone contro il Savoia, poi i saluti e la partenza.

Formula e cifre

L’operazione è in prestito a 2 milioni con diritto di riscatto a 35. Un affare impostato da due settimane che tutela il club azzurro anche sul piano dei conti, evitando perdite rispetto all’accordo con l’Udinese di sei mesi fa.

Perché la Premier

L’interesse degli inglesi è stato chiaro fin dall’inizio. C’era l’alternativa Beşiktaş, ma la scelta è ricaduta sulla Premier League. In corsa si era inserito anche il Siviglia con la carta Juanlu, ma i costi non combaciavano. Con il Forest si è parlato anche di Ndoye; per ora la formula della cessione è il risultato concreto.

Lang verso Istanbul

Dopo Lucca, può toccare a Noa Lang: nonostante sondaggi inglesi e tedeschi, resta forte la pista Galatasaray, pronta a chiudere già oggi. I trascorsi del calciatore in Turchia e le cifre convincono tutte le parti.

I sostituti: Conte dà l’ok

Se Antonio Conte ha dato il via libera alle uscite, è perché Giovanni Manna (nella foto) ha già i nomi in mano. Nessun affondo per En-Nesyri (in orbita Juventus): il sostituto di Lucca sarà Romelu Lukaku, sempre più vicino al pieno recupero.

Esterni nel mirino

In cima alla lista resta Giovane Santana do Nascimento, brasiliano del Verona seguito da ottobre: affare da circa 20 milioni e contratto quinquennale. Sullo sfondo Ndoye come possibile pedina (il Forest ha chiesto info anche su Olivera), insieme a Boga, Sterling e Sancho per completare il reparto.

Dialogo con l’Atalanta

Contatti intensificati con l’Atalanta per Daniel Maldini, ipotesi prestito con opzione. Si parla anche di Ademola Lookman, rientrato dalla Coppa d’Africa e possibile uscente tra ora e l’estate: pista affascinante ma complessa economicamente, con il vincolo del “saldo zero” fino al 2 febbraio.

Ultimi dieci giorni caldi

Per un Lucca che saluta (ufficiale anche il prestito di Cheddira al Lecce), un nuovo azzurro è pronto ad arrivare. La linea è chiara: giovani utili subito e per il futuro, attenzione ai costi e pochi errori. Facile a dirsi, meno a farsi.

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Esteri

Iran-Usa, Vance: “Nessuna svolta a Ginevra, opzione militare resta sul tavolo”

Il vicepresidente Usa JD Vance afferma che nei colloqui di Ginevra l’Iran non ha accolto le richieste chiave di Washington sul nucleare. Resta aperta l’opzione militare.

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Nei colloqui tra Stati Uniti e Iran svoltisi a Ginevra non sarebbe emersa alcuna svolta sostanziale.

Lo ha dichiarato il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance, sottolineando che Teheran non avrebbe recepito le richieste fondamentali avanzate da Washington.

Due settimane per colmare le distanze

Dopo l’incontro, gli Stati Uniti hanno comunicato di essere disposti a concedere all’Iran due settimane per colmare le lacune ancora esistenti tra le parti.

Secondo quanto riferito da fonti vicine ai negoziati, prima del vertice Teheran avrebbe indicato una disponibilità a compromessi su alcuni aspetti del proprio programma nucleare, incluso il trasferimento all’estero dell’uranio quasi idoneo alla produzione di armi.

Le linee rosse di Washington

Martedì sera, in un’intervista a Fox News, Vance ha spiegato che, pur essendo stato concordato un nuovo incontro, non si è giunti a un’intesa sulle cosiddette “linee rosse” fissate dal presidente Donald Trump.

Gli Stati Uniti chiedono all’Iran di porre fine all’arricchimento dell’uranio, elemento centrale del programma nucleare iraniano. La Casa Bianca teme che tale attività possa consentire a Teheran di acquisire la capacità di costruire un’arma nucleare.

Opzione militare non esclusa

Vance ha aggiunto che, in assenza di progressi concreti, l’opzione militare resta una possibilità, senza fornire ulteriori dettagli.

Il confronto resta aperto e le prossime settimane saranno decisive per verificare se i colloqui potranno evolvere verso un’intesa o se prevarrà un irrigidimento delle posizioni.

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Esteri

New York, il sindaco Mamdani propone aumento del 9,5% della tassa sulla proprietà

Il sindaco di New York Zohran Mamdani propone un aumento del 9,5% della tassa sulla proprietà per colmare un deficit di 5,4 miliardi di dollari.

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Il sindaco di New York City, Zohran Mamdani, ha proposto un aumento del 9,5% dell’imposta sulla proprietà, definendolo una “ultima spiaggia” nel caso in cui non riesca a ottenere dalla governatrice Kathy Hochul un incremento delle imposte sul reddito per i contribuenti più abbienti.

La misura riguarderebbe oltre 3 milioni di abitazioni unifamiliari, cooperative e condomini, oltre a più di 100.000 edifici commerciali.

Un bilancio da 127 miliardi di dollari

La proposta è contenuta nel piano di spesa preliminare presentato da Mamdani, il primo da quando è diventato sindaco. Il bilancio ammonta a 127 miliardi di dollari ed entrerà in vigore il primo luglio, dopo la fase di revisione e trattativa con il Consiglio comunale.

Si tratta di un incremento rispetto all’attuale piano di spesa da 122 miliardi di dollari.

Il nodo del deficit e lo scontro con l’ex sindaco

Secondo Mamdani, l’aumento delle entrate sarebbe necessario per coprire un disavanzo di 5,4 miliardi di dollari, attribuito a imprecisioni nella stesura del bilancio da parte del suo predecessore, Eric Adams.

Adams ha però respinto l’accusa, sostenendo di aver lasciato all’amministrazione successiva oltre 8 miliardi di dollari in riserve.

Il confronto tra le due versioni si inserisce in un dibattito politico più ampio sulle politiche fiscali della città e sulla sostenibilità della spesa pubblica in uno dei principali centri economici mondiali.

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Esteri

Guerra in Ucraina, Witkoff: “Progressi significativi nei colloqui tra Kiev e Mosca”

L’inviato Usa Steve Witkoff parla di progressi significativi nei colloqui tra Ucraina e Russia a Ginevra nell’ambito dell’iniziativa guidata da Washington.

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I colloqui tra Ucraina e Russia, in corso a Ginevra, avrebbero registrato “progressi significativi” nell’ambito dell’iniziativa guidata dagli Stati Uniti per porre fine alla guerra.

A dichiararlo è stato Steve Witkoff, inviato statunitense impegnato nella mediazione, mentre le delegazioni si preparavano a un secondo giorno di negoziati.

Le parole dell’inviato statunitense

In un messaggio pubblicato sulla piattaforma X, Witkoff ha affermato che il coinvolgimento del presidente Donald Trumpnel riunire le parti avrebbe contribuito a risultati concreti.

Secondo quanto riferito, entrambe le delegazioni avrebbero concordato di aggiornare i rispettivi leader sugli sviluppi emersi durante gli incontri e di proseguire il lavoro diplomatico con l’obiettivo di arrivare a un’intesa.

Il contesto della mediazione americana

L’iniziativa si inserisce nel quadro degli sforzi internazionali per fermare il conflitto iniziato nel 2022. Al momento non sono stati resi noti dettagli specifici sui contenuti dei presunti progressi né su eventuali bozze di accordo.

Le trattative restano in corso e l’evoluzione dei colloqui dipenderà dalle decisioni politiche che verranno assunte nelle rispettive capitali.

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