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Napoli in ritiro, così ha deciso Ancelotti
Il Napoli che perde in casa con il Bologna è una notizia. Che lo faccia nel modo penoso in cui è accaduto al San Paolo dopo un mese di penosi rapporti tra società, calciatori e allenatori racconto di una situazione non più difficile ma fuori controllo quasi. Che cosa accadrà dopo la sconfitta col Bologna? Carlo Ancelotti ha deciso di fare una cosa che quando fu ordinata dalla società a lui non piacque: porta la squadra in ritiro da mercoledì. Dunque questa volta, la decisione è stata presa dal tecnico a cui, per la verità, Aurelio De Laurentiis aveva delegato i pieni poteri dopo il cosiddetto ammutinamento del 5 novembre scorso, quando la squadra si rifiutò di andare in ritiro a Castelvolturno. Quella volta l’aveva deciso lo stesso presidente. L’incontro annunciato ieri sera, al termine della sconfitta col Bologna dallo stesso Ancelotti, ha sortito questa decisione. Allenatore e giocatori si sono ritrovati per fare il punto sulla pesante situazione che si sta vivendo in quest’ultimo periodo. Ancelotti ha chiesto alla squadra una dimostrazione di fiducia, ha voluto guardare negli occhi i giocatori per carpirne la sincerità. Dopo la sconfitta al San Paolo il tecnico in tv è stato chiaro. Ha detto “la squadra non dà tutto”. L’incontro è durato un’ora circa. Alla fine i giocatori hanno lasciato il centro sportivo di Castel Volturno alla spicciolata. Si rivedranno domani per l’allenamento è da mercoledì scatterà il ritiro. La squadra soggiornerà nell’hotel adiacente al centro sportivo, l’Holiday Inn. Questa volta non ci saranno insubordinazioni. Il ritiro non è punitivo, come alcuni han fatto intendere. Come non lo era quello di De Laurentiis. Stavolta, non ci saranno disobbedienze, la società ha comunicato il provvedimento attraverso una nota nella quale si legge che la decisione è stata presa dall’allenatore. Il Napoli giocherà sabato sera allo stadio Friuli contro l’Udinese. Per Carlo Ancelotti la Dacia Arena è l’ultimo appello ai suoi calciatori. Se non dovessero rispondere, può anche darsi che il tecnico tiri le somme di questa esperienza e faccia scelte traumatiche.
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Razzetti d’argento, D’Ambrosio da record: Italia subito protagonista
Alberto Razzetti regala all’Italia la prima medaglia nelle gare in vasca degli Europei di Parigi, conquistando l’argento nei 400 misti. Carlos D’Ambrosio firma il record italiano dei 200 stile libero, mentre Quadarella, Ceccon, Curtis, Martinenghi e Cerasuolo raggiungono le rispettive finali.
È Alberto Razzetti a inaugurare il medagliere dell’Italia nelle gare in vasca agli Europei di nuoto di Parigi. Il ligure conquista l’argento nei 400 misti, mentre Carlos D’Ambrosio firma il nuovo record italiano dei 200 stile libero nella frazione iniziale della staffetta 4×200.
Una prima giornata positiva anche per Simona Quadarella, Thomas Ceccon, Sara Curtis, Nicolò Martinenghi e Simone Cerasuolo, tutti qualificati alle rispettive finali.
Razzetti d’argento nei 400 misti
Razzetti rispetta i pronostici e chiude al secondo posto in 4’10”40. Davanti all’azzurro soltanto Ilia Borodin, atleta russo in gara da neutrale, oro con il nuovo record dei campionati in 4’08”17. Bronzo al britannico Max Litchfield in 4’11”58.
Il ligure parte forte nella farfalla, la sua frazione preferita, prima di subire il sorpasso di Borodin. Litchfield prova a inserirsi nel dorso, ma Razzetti conserva la seconda posizione e resta l’unico capace di mantenersi in scia al vincitore nella rana e nello stile libero.
Nel finale, tuttavia, non trova le energie per tentare il controsorpasso.
«Sono contento, ci tenevo tantissimo a conquistare una medaglia», commenta Razzetti. «Sapevo che era alla mia portata, anche se il favorito era Ilia. Speravo di essergli più vicino, ma dovevo dare il via nel migliore dei modi alla spedizione. Fa piacere essere tra le nazioni più forti».
D’Ambrosio abbatte il muro dell’1’45”
La grande sorpresa arriva dalla staffetta maschile 4×200 stile libero. Carlos D’Ambrosio, schierato nella frazione di apertura, nuota in 1’44”72 e stabilisce il nuovo record italiano assoluto dei 200 stile libero.
Il giovane veneto diventa il primo italiano a scendere sotto il muro dell’1’45”, migliorando di 43 centesimi il precedente primato di 1’45”15, da lui stesso realizzato ai Mondiali giovanili di Otopeni nel 2025.
La prestazione individuale non basta però per portare la staffetta sul podio: l’Italia conclude al quarto posto. Quinta, invece, la 4×200 femminile, condizionata da una difficile frazione iniziale di Alessandra Mao.
Quadarella domina le batterie
Simona Quadarella controlla senza difficoltà le eliminatorie degli 800 stile libero, chiudendo con il miglior tempo in 8’23”17. Alle sue spalle la tedesca Isabel Gose, seconda in 8’26”01 e principale rivale dell’azzurra nella corsa al titolo.
La romana, campionessa europea in carica, punta a prolungare la serie di vittorie continentali iniziata a Glasgow nel 2018.
«Bisognava rompere il ghiaccio e quale modo migliore di una gara così?», osserva Quadarella. «Sono abbastanza contenta, ma la finale sarà tutta un’altra storia».
Ceccon e Curtis nelle corsie centrali
Thomas Ceccon accede alla finale dei 50 farfalla con il quinto tempo complessivo, 22”71. Un risultato che conferma l’elevato livello della competizione.
«È un tempo da finale mondiale», sottolinea il campione veneto. «Il livello è altissimo, considerando che quattro anni fa avevo vinto in 22”8».
Sara Curtis conquista invece una delle corsie centrali nella finale dei 100 stile libero. L’azzurra controlla la semifinale e chiude con il secondo tempo, 52”93, alle spalle della favorita olandese Marrit Steenbergen.
Martinenghi domina, Cerasuolo con il brivido
Nei 100 rana Nicolò Martinenghi si qualifica con il miglior crono complessivo, 58”67. Il campione azzurro gestisce la prova con apparente facilità e si presenta alla finale da principale candidato al podio.
Qualificazione più sofferta per Simone Cerasuolo. Dopo essere transitato in testa a metà gara, l’azzurro perde velocità nella seconda vasca e raggiunge la finale con l’ottavo e ultimo tempo disponibile, 59”29.
La seconda giornata offrirà così all’Italia numerose possibilità di medaglia. A chiudere il programma sarà la staffetta 4×100 misti mista, un’altra gara nella quale gli azzurri possono puntare al podio.
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Trump blinda Infantino: «Sostituirlo sarebbe un errore gravissimo»
Donald Trump interviene nella crisi della Fifa e difende Gianni Infantino: sostituirlo sarebbe, a suo giudizio, «un errore gravissimo». Il presidente statunitense elogia i risultati economici degli ultimi Mondiali mentre Uefa, Concacaf e Afc chiedono maggiore trasparenza.
Donald Trump scende apertamente in campo in difesa di Gianni Infantino, sempre più sotto pressione dopo il tentativo, poi abbandonato, di aprire agli investitori privati una parte dei diritti commerciali dei Mondiali.
«La Fifa commetterebbe un errore gravissimo se, per qualsiasi motivo, prendesse anche solo in considerazione l’idea di sostituire il presidente Gianni Infantino», ha scritto il presidente degli Stati Uniti su Truth Social.
L’elogio dei Mondiali
Trump ha definito Infantino «eccezionale», attribuendogli il merito di avere presieduto quella che considera la Coppa del Mondo di maggior successo della storia.
Secondo il presidente statunitense, i risultati ottenuti sarebbero stati quattro volte superiori rispetto a quelli delle precedenti edizioni. «Se dovesse andare via, l’evento non raggiungerà mai più tali livelli di successo o redditività», ha aggiunto Trump, firmando il messaggio con le iniziali “DJT”.
L’intervento conferma la vicinanza tra il presidente americano e il numero uno della Fifa, più volte apparsi insieme durante l’organizzazione e lo svolgimento dei Mondiali ospitati da Stati Uniti, Canada e Messico.
La rivolta delle confederazioni
Il sostegno della Casa Bianca arriva nel momento più difficile della presidenza Infantino. Uefa, Concacaf e Confederazione asiatica hanno contestato il progetto di vendere agli investitori privati il 20 per cento dei diritti commerciali dei Mondiali, operazione che avrebbe dovuto raccogliere circa 4,2 miliardi di dollari.
Il piano è stato ritirato dopo la dura opposizione delle tre confederazioni, che rappresentano complessivamente 136 delle 211 federazioni affiliate alla Fifa. La marcia indietro non ha però ricomposto la frattura.
Le organizzazioni continentali hanno chiesto una revisione pienamente indipendente dell’intera operazione e accusato Infantino di avere compromesso il rapporto di fiducia con il mondo del calcio. Uefa, Concacaf e Afc chiedono inoltre garanzie affinché progetti analoghi non vengano riproposti.
La partita sulla presidenza Fifa
Infantino punta alla rielezione nel congresso previsto nel marzo 2027. Nonostante l’opposizione crescente, conserva il sostegno della Confederazione africana e di numerose federazioni nazionali.
L’endorsement di Trump rafforza politicamente il presidente della Fifa, ma rischia anche di alimentare le contestazioni sulla vicinanza tra il vertice del calcio mondiale e la Casa Bianca. La partita decisiva sarà giocata dalle federazioni chiamate a scegliere il futuro presidente e il modello di governo della Fifa.
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Roma, doppio sogno Mora-Endrick. Il Napoli aspetta Lukaku per Gabriel Jesus
La Roma tratta Rodrigo Mora e segue Endrick, mentre il Napoli attende le cessioni di Lukaku e Noa Lang per tentare l’assalto a Gabriel Jesus. Juventus alle prese con numerose uscite.
La Roma accelera per Rodrigo Mora e continua a lavorare sotto traccia per Endrick. Il Napoli, invece, deve prima sbloccare le cessioni di Romelu Lukaku e Noa Lang per finanziare l’assalto a Gabriel Jesus. Sono queste le operazioni principali di una giornata di mercato particolarmente intensa.
Roma, tre formule per Rodrigo Mora
I giallorossi hanno presentato al Porto diverse proposte per Rodrigo Mora, trequartista portoghese classe 2007. La formula sulla quale il club lusitano avrebbe mostrato maggiore disponibilità prevede 25 milioni di euro immediati e altri 25 nel 2027.
La Roma resta però prudente, considerando l’elevata valutazione del calciatore e la concorrenza internazionale. L’obiettivo è mettere a disposizione di Gian Piero Gasperini uno dei giovani più promettenti del calcio portoghese.
Il secondo grande sogno è Endrick. La società segue da settimane la situazione dell’attaccante brasiliano e potrebbe muoversi qualora il Real Madrid decidesse di lasciarlo partire. In prima fila c’è anche l’Aston Villa.
Per la corsia è spuntato invece Luis Henrique. L’Inter valuta il brasiliano circa 30 milioni di euro e non sembra intenzionata a concedere sconti.
Napoli, Lukaku può sbloccare Gabriel Jesus
Il mercato del Napoli ruota intorno alle uscite. Il Fenerbahce ha offerto circa sei milioni per Romelu Lukaku, mentre Aurelio De Laurentiis ne chiede inizialmente dodici. L’intesa potrebbe essere raggiunta intorno ai dieci milioni.
In uscita c’è anche Noa Lang, seguito dall’Ajax. Una volta concluse le due operazioni, il Napoli potrebbe presentare un’offerta all’Arsenal per Gabriel Jesus. Il brasiliano ha aperto al trasferimento, ma restano da affrontare la richiesta del club inglese e soprattutto un ingaggio da circa nove milioni netti.
Dopo l’infortunio di Luca Marianucci, Massimiliano Allegri chiede inoltre un rinforzo in difesa. Sono ripresi i contatti con il Chelsea per Benoît Badiashile.
Juventus, Vlahovic deve decidere
Il Beşiktaş attende una risposta da Dušan Vlahović. Il club turco aveva già presentato una proposta all’inizio di giugno e ora vuole conoscere le intenzioni del centravanti. Il serbo deve decidere se aspettare altre offerte o ritrovare Vincenzo Italiano, suo ex allenatore alla Fiorentina.
Può partire anche Jonathan David, chiuso dall’arrivo di Randal Kolo Muani e seguito dal Paris Saint-Germain. Michele Di Gregorio interessa invece a Marsiglia e Valencia.
Per l’eventuale sostituzione del portiere la Juventus valuta Guglielmo Vicario e Anatolij Trubin. Piace anche Zion Suzuki, che potrebbe diventare accessibile in prestito qualora venisse acquistato dal Psg.
In difesa Jhon Lucumí ha dato la propria preferenza ai bianconeri. Il Bologna chiede 28 milioni e la Juventus prova ad abbassare la valutazione.
Leao, il Milan chiede almeno 50 milioni
Il Galatasaray insiste per Rafael Leão, ma il Milan non apre a formule temporanee. Il portoghese può partire soltanto a titolo definitivo e per una cifra non inferiore ai 50 milioni di euro.
Il Parma ha intanto raggiunto una base d’accordo con il Tigre per David Romero. L’operazione dovrebbe costare circa nove milioni e potrebbe anticipare la cessione di Mateo Pellegrino alla Fiorentina.
Il Cagliari ha ufficializzato Kevin Carlos: l’attaccante arriva dal Nizza in prestito con diritto di riscatto fissato a tre milioni. In caso di acquisto definitivo, firmerà un contratto quadriennale.
Accordo anche tra Sassuolo e Bologna per Benjamin Dominguez, destinato ai neroverdi in prestito con diritto di riscatto. Il Bologna punta ora Roberto Piccoli e cerca una sistemazione per Thijs Dallinga.
Ferran Torres verso Parigi, il City prepara Bouaddi
Il Barcellona ha respinto la prima offerta da 40 milioni del Paris Saint-Germain per Ferran Torres, protagonista con il gol decisivo nella finale dell’ultimo Mondiale. I parigini hanno già raggiunto un’intesa con il giocatore e preparano un rilancio vicino ai 50 milioni.
Il Manchester City è invece vicino ad Ayyoub Bouaddi. Il centrocampista del Lille viene valutato intorno ai 100 milioni di euro e dovrebbe raccogliere l’eredità di Rodri, sempre più vicino al Barcellona. Enzo Maresca lo considera uno dei giocatori centrali del nuovo progetto del City.


