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Napoli, in Coppa Italia e campionato si misura la voglia di riscatto nella doppia sfida con Lazio e Juventus

Valeria Grasso

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Quattro sconfitte e una vittoria in 40 giorni di attività è il magro bilancio della gestione Gattuso.
Ma è nel complesso una annata decisamente storta, sofferta a tutti i livelli che fa soffrire tutto il popolo di fede azzurra sparso nel mondo e in primis i napoletani.
Sono lontani i tempi in cui il Napoli dettava legge in campionato. Son lontani i tempi in cui il San Paolo era un bunker inespugnabile. La debâcle con la Fiorentina di sabato scorso ha purtroppo evidenziato mille lacune: il Napoli manca di idee, di gioco, di salute. Appare fragile, fisicamente e psicologicamente. Difficoltà di manovra e di andare in goal. La cura Gattuso non ha funzionato fino ad ora.  Va bene la presa di coscienza del mister e del suo staff. Va bene l’assunzione di responsabilità, non cercare alibi nel ‘caso delle multe’, nell’attuale mancato rinnovo di alcuni contratti, nel pubblico ultras assente da mesi per protesta verso il nuovo regolamento degli stadi.


Ma è tempo di trovare le soluzioni giuste dal momento che è Gattuso stesso ad ammettere “stiamo giocando con il fuoco…”.  Lazio e Juventus (seconda e prima in classifica in campionato, le due squadre più in forma del momento) sono alle porte. Il brevissimo ritiro tra sabato e domenica sarà servito a guardarsi negli occhi e a capire il da farsi, tutti insieme. Sarà stato importante per placare il nervosismo e l’amarezza, quella emersa palese dal comportamento di Allan dopo la sua sostituzione sabato sera. E’ tempo di reagire con personalità, con carattere. Di ‘fare squadra’ e giocare con il coltello tra i denti e al tempo stesso con le idee chiare. È tempo pure di fare scelte drastiche, dando spazio a chi è in grado, oggi, di dare maggiore affidabilità e continuità, perché ha più fame di qualcun altro. Da oggi nuovo ritiro in vista della partita di domani. È fondamentale visto lo scenario attuale e gli obiettivi puntare su questo quarto di finale di Coppa Italia. Forse questa competizione è l’unica strada ancora praticabile per restare l’anno prossimo in Europa. L’altra notizia è che domani sera per Napoli-Lazio potrebbero tornare al “San Paolo” i tifosi dei gruppi organizzati nelle due curve. Speriamo serva anche questo per far tornare la voglia di vincere agli azzurri.

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Tour de France: Pogacar giallo di felicità, ultimo sprint a Bennett

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Tadej Pogacar e’ il volto nuovo del ciclismo mondiale e, da oggi, siede allo stesso tavolo dei corridori che hanno reso grande questa disciplina fatta di dolore, tormenti e, soprattutto, fatica. Lo sloveno, che domani compira’ 22 anni, oltre a essere il secondo vincitore piu’ giovane delle 107 edizioni del Tour de France (il piu’ giovane ad arrivare in giallo a Parigi), e’ stato l’atleta che ha costruito l’impresa sportiva piu’ entusiasmante degli ultimi anni, rovesciando la classifica generale nella cronometro di ieri a La Plance des Belles Filles. Il corridore della UAE Emirates ha vinto il Tour ai tempi dei Coronavirus, che si e’ concluso con la consueta passerella oggi a Parigi, con classe, tenacia e forza, dimostrando di essere un campione con la C maiuscola. Pogacar e’ riuscito a cucirci addosso la maglia gialla senza l’appoggio del team (chi continua a sostenere che il ciclismo sia diventato uno sport di squadra e’ servito), spodestando dal trono un altro giovane di belle speranze come il colombiano Egan Bernal, le cui ambizioni sono evaporate man mano che le tappe si succedevano e le scorie della fatica diventavano insostenibili.

Pogacar ha avuto il merito, come lo ebbe Vincenzo Nibali nel 2014, di interrompere il dominio della britannica Ineos che, prima con il nome di Team Sky, aveva messo assieme i successi del 2012 (Bradley Wiggins), 2013, 2015, 2016, 2017 (Chris Froome), 2018 (Geraint Thomas) e 2019 (Egan Bernal); quest’anno, invece, se ne torna a casa a mani vuote e senza alcuna maglia, dopo che Carapaz ieri si e’ vista sfilare quella a pois. Sono le modalita’ a rendere straordinariamente meraviglioso l’exploit di Pogacar, che chiude il Tour in maglia gialla, ma anche con le maglie bianca (miglior giovane) e a pois (miglior scalatore), oltre che con tre tappe in saccoccia. Una vittoria totale, la sua. Senza discussioni, suggellata dalla prova a cronometro di ieri, nella quale ha polverizzato le ambizioni di Primoz Roglic, l’altro sloveno che, nel Giro d’Italia 2019, dopo vari litigi con Nibali, rinuncio’ pure alla maglia rosa. Roglic e’ il grande sconfitto delle ultime stagioni, sebbene abbia vinto la Vuelta 2019. Il crollo di ieri lo conferma, a prescindere dall’eccezionale impresa di Pogacar. Roglic, proprio alla Vuelta, nella terza settimana, aveva palesato segni di cedimento; lo stesso era avvenuto al Giro vinto l’anno scorso da Richard Carapaz. E l’Italia? Non c’e’ molto da rallegrarsi, perche’ – a parte un Nibali, ormai avanti con l’eta’ – il movimento offre davvero poco per le corse a tappe. Giulio Ciccone e’ un corridore ancora da scoprire in toto, mentre Fabio Aru e’ naufragato per l’ennesima volta. Resta il 10/o posto di Damiano Caruso, da sempre abituato a indossare i panni del gregario. Zero tappe vinte, gli sprinter a mani vuote e tanti rimpianti. L’Italia, in questo Tour, chiude con un bilancio in rosso.

La Slovenia, invece, piazza due corridori sui gradini piu’ alti del podio di Parigi. Il trionfo e’ servito. E che dire dei francesi, che non vincono (l’ultimo fu Bernard Hinault) il Tour dal 1985? Altra nazione che esce con le ossa rotte dalla corsa gialla 2020 e’ la Colombia: Quintana e Bernal sono andati fuori giri, Uran ha chiuso all’8/o posto dopo avere accarezzato il podio, Miguel Angel Lopez si e’ dovuto accontentare della 6/a piazza. L’ultima tappa e’ andata all’irlandese Sam Bennett che, allo sprint, sui Campi Elisi ha bruciato il danese campione del mondo Mats Pedersen, secondo, oltre allo slovacco ex iridatoPeter Sagan, terzo. Elia Viviani si e’ dovuto accontentare della 5/a piazza, Sonny Colbrelli dell’11/a.

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La Juventus di Pirlo gioca bene ed ha molte idee: tris alla Sampdoria mai in gara

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La nuova Juventus e Pirlo allenatore partono con il botto: 3 reti alla Sampdoria firmate Kulusevski, Bonucci e Ronaldo, tre punti conquistati e, finalmente, il bel gioco tanto atteso. E lo Stadium ritrova anche i tifosi, 217 giorni dopo l’ultima volta, con un migliaio di fortunati ad applaudire l’esordio del Maestro. E a proposito di Maestri: lo e’ anche Claudio Ranmieri, 28 anni piu’ del collega, che poco ha potuto fare con la sua Samp, di cui ha infoltito il centrocampo, contro una Juve chiaramente superiore.

Due sorprese per il neo-tecnico bianconero: a sinistra il ’99 Frabotta e in mediana il nuovo acquisto McKennie ad affiancare Rabiot. Nel reparto offensivo, Pirlo conferma quelli visti contro il Novara, con Ramsey a supporto di Ronaldo e Kulusevski, e anche in difesa ripropone il terzetto Danilo-Bonucci-Chiellini. Come gia’ accaduto nell’unico test estivo, la sua e’ una Juve camaleontica: il modulo di base e’ un 3-5-2 ibrido, che in fase offensiva oscilla tra il 3-4-1-2 e il 3-4-3, ma quando c’e’ da difendere si passa al 4-4-2.

Ranieri, invece, lascia fuori Ramirez e Quagliarella e schiera un prudente 4-5-1: l’unica punta e’ Bonazzoli, sugli esterni Depaoli e Leris, la coppia di centrali e’ formata da Tonelli e Colley. I blucerchiati pasticciano in impostazione, per poco non ne approfittano Ramsey e Ronaldo: il gallese e’ fermato fallosamente da Tonelli che viene ammonito al 4′, il portoghese e’ chiuso in calcio d’angolo da Audero. Il primo gol della Juve targata Pirlo e’ di un volto nuovo, l’ex Parma . Una rete alla Dybala, verrebbe da dire, con lo svedese che grazie a un mancino preciso trova l’angolino del palo lontano. La manovra dei bianconeri e’ travolgente, impressionante l’altezza del baricentro con l’ultimo uomo Bonucci che spesso gioca oltre il cerchio della meta’ campo dei blucerchiati, e CR7 continua la sua caccia alla marcatura personale: al 24′ di sinistro colpisce la traversa, una decina di minuti dopo fallisce un rigore in movimento. Durante l’intervallo, Ranieri stravolge la sua Samp e per la ripresa lancia i due big che aveva in panchina, l’ex Quagliarella e Ramirez, togliendo i due esterni Depaoli e Leris, oltre a sostituire l’ammonito Tonelli con Yoshida. I blucerchiati rientrano con un piglio diverso, anche perche’ i bianconeri abbassano ritmi e baricentro, ma dalle parti di Szczesny creano davvero poco, se non una conclusione di Quagliarella che termina ampiamente sul fondo. Il primo cambio di Pirlo arriva all’ora di gioco con De Sciglio che rileva Frabotta, il raddoppio e’ di Bonucci al 33′: dal corner battuto da Kulusevski, Bereszynski manca incredibilmente l’impatto con il pallone e il 19 bianconero, dopo un miracolo di Audero su McKennie, firma il 2-0. Nel finale sono protagonisti i due portieri, con Szczesny sicuro su un rimpallo Yoshida-Bonucci e il blucerchiato che per una questione di centimetri nega la gioia del primo gol in Italia al centrocampista americano, mentre Quagliarella sfiora il 2-1 nell’occasione migliore avuta dalla Samp. A due minuti dalla fine, dopo svariati tentativi, Ronaldo trova finalmente la rete: assist di Ramsey, il diagonale del portoghese e’ imprendibile per il portiere cresciuto nella Juve. Nel prossimo turno, Pirlo e’ atteso dalla trasferta di Roma: spera di avere il nuovo attaccante, magari proprio quel Dzeko ad oggi ancora giallorosso. La Samp, invece, attende il neopromosso Benevento. di un altro allenatore rampante, l’ex bianconero Pippo Inzaghi.

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Calcio, 15 positivi ma Al Hilal va in campo lo stesso

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Incredibile in Asia. Il club campione d’Asia, i sauditi dell’Al Hilal, ha giocato contro gli iraniani dello Shahr Khodro nonostante quindici suoi giocatori (fra i quali Sebastian Giovinco), e sei membri dello staff, siano risultati positivi al coronavirus. Ieri l’Al Hilal aveva chiesto il rinvio della partita dopo che altri dieci giocatori, dopo i cinque del primo test, erano risultati positivi al tampone. Ma la confederazione asiatica non lo aveva concesso in base al fatto che comunque la squadra saudita aveva altri 14 elementi a disposizione. Per completare l’organico l’allenatore Razvan Lucescu aveva fatto ricorso ai ragazzi delle giovanili, poi oggi la squadra e’ andata in campo e ha strappato un pareggio per 0-0 che le consente di qualificarsi alla fase ad eliminazione diretta.

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