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Napoli, il Maradona torna Fort Knox: 21 gare senza sconfitte nel 2025

Il Napoli ritrova il suo fortino: 21 partite senza sconfitte nel 2025 al Maradona. Contro l’Hellas Verona Conte punta sui titolari, senza pensare all’Inter.

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Ventuno partite di imbattibilità nel 2025, anno solare chiuso senza sconfitte allo stadio Stadio Diego Armando Maradona tra campionato e coppe. Il Napoli ritrova il suo Fort Knox a Fuorigrotta, un mese dopo l’ultimo successo contro la Juventus, nella rincorsa al primo posto e alla vigilia della supersfida scudetto con l’Inter. Alle 18.30, contro l’Hellas Verona, sono attesi quasi 48mila spettatori: una cornice da grande festa per i campioni d’Italia.

L’ultima sconfitta interna del Napoli targato Antonio Conte risale all’8 dicembre 2024. Da allora, una striscia impressionante che non trova eguali in Europa nel 2025. Numeri importanti, ma per Conte contano solo i tre punti della partita di oggi.

Le scelte di Conte

L’assenza di Neres costringe a cambiare dopo quattro gare consecutive con lo stesso undici. Gli acciacchi alla caviglia del brasiliano spingono verso il ritorno a soluzioni già collaudate: Lang titolare e Buongiorno al posto di Juan Jesus, con Beukema ancora a riposo. Verso lo stop anche Spinazzola, nonostante la buona prova di Roma: spazio a Gutierrez.

Per il resto, poche modifiche a una macchina che ha sfiorato la perfezione. Politano agirà da esterno nella mediana, mentre Di Lorenzo resta confermato nella linea a tre, centrale di destra, come dalla Supercoppa in poi. Nessun turnover in vista dell’Inter: Conte non fa differenze tra big e squadre in lotta per la salvezza.

Mentalità da fortino

Il record interno racconta molto del pensiero del tecnico leccese. Le vittorie e gli scudetti, secondo Conte, si costruiscono prima di tutto in casa, davanti ai propri tifosi. Il Maradona deve essere territorio esclusivo, un principio martellato quotidianamente alla squadra. Orgoglio, spirito di gruppo e la capacità di trasformare l’assedio in forza sono i cardini di una mentalità vincente.

Lo si è visto anche all’Olimpico, negli ultimi minuti contro la Lazio: Conte a bordo campo, sotto la pioggia, a spingere la squadra come un Braveheart moderno. Oggi contro il Verona pretende la stessa intensità, consapevole che le squadre disperate sono spesso le più insidiose.

Il Napoli guarda avanti, senza distrazioni. L’Inter può attendere: prima c’è da difendere il Fort Knox del Maradona e continuare una corsa che passa, inevitabilmente, dalle vittorie in casa.

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De Bruyne e Lukaku insieme nel Napoli: quando Kev e Big Rom giocano, la vittoria è quasi una certezza

De Bruyne e Lukaku tornano a giocare insieme nel Napoli dopo anni di carriera condivisa nel Belgio. Con loro in campo 52 vittorie su 80 partite.

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Un abbraccio lungo 79 partite e oltre cinquemila minuti. Tanto hanno dovuto aspettare Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku prima di ritrovarsi insieme in campo con una maglia diversa da quella del Belgio.

È accaduto finalmente nella sfida contro il Torino. Per la prima volta con il Napoli i due campioni hanno condiviso il campo e hanno contribuito alla vittoria degli azzurri. Una scena attesa da anni, quasi inevitabile per chi conosce la loro storia.

Perché quando Kev e Big Rom giocano insieme, molto spesso la partita finisce con dei punti in tasca. E quasi sempre con una vittoria.

Ottanta partite insieme, numeri che parlano chiaro

Con il match disputato contro il Torino, De Bruyne e Lukaku hanno raggiunto quota 80 partite giocate insieme in carriera.

Il bilancio racconta una storia molto chiara:

  • 52 vittorie

  • 12 pareggi

  • 16 sconfitte

Un rendimento che spiega perché Antonio Conte guardi con grande interesse al loro ritorno in campo nello stesso momento. Nei circa 900 minuti che restano in questo campionato, l’allenatore del Napoli avrà bisogno anche della loro esperienza.

Una storia iniziata quasi quattordici anni fa

Il primo incrocio in campo tra i due risale a quasi quattordici anni fa, quando con il Belgio disputarono il finale di un’amichevole vinta 4-2 contro l’Olanda.

Erano due ragazzi. Due talenti che stavano appena iniziando a farsi conoscere nel calcio europeo.

Da allora hanno condiviso spogliatoi, ritiri e sogni. Anche con la maglia del Chelsea, quando speravano di conquistare insieme la Premier League. Ma soprattutto con la nazionale belga, con cui hanno vissuto il momento più alto nella semifinale del Mondiale 2018, persa contro la Francia poi campione del mondo.

In quella squadra De Bruyne era l’uomo che faceva segnare. Lukaku quello che segnava.

Un’intesa quasi naturale

Tra loro l’intesa è sempre stata quasi naturale.

Nelle 80 partite disputate insieme hanno contribuito a 19 reti combinate:

  • 16 assist di De Bruyne per Lukaku

  • 3 assist di Lukaku per De Bruyne

Una connessione che spesso sembra funzionare quasi a occhi chiusi.

Gli infortuni e la promessa di Napoli

Quando si sono ritrovati la scorsa estate in ritiro con il Napoli si erano promessi di continuare questa storia anche in azzurro.

Gli infortuni però hanno rallentato tutto. Lukaku è rimasto fuori quasi cinque mesi, mentre anche De Bruyne ha dovuto fermarsi per diverso tempo.

Qualcuno parla di età, ma nessuno dei due sembra voler dare peso all’anagrafe. L’obiettivo è ancora chiaro: aiutare il Napoli e arrivare al Mondiale negli Stati Uniti della prossima estate, che potrebbe rappresentare l’ultima grande avventura con la nazionale belga.

Il finale di stagione del Napoli passa anche da loro

Prima però c’è il Napoli.

C’è una Champions League da conquistare e un finale di stagione da affrontare con l’esperienza di due campioni che hanno giocato e vinto ai massimi livelli europei.

Antonio Conte sa che potrà contare anche su di loro. Due giocatori che hanno attraversato insieme quasi tutta la carriera.

E che, quando si ritrovano nello stesso campo, spesso riescono ancora a cambiare il destino delle partite.

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Scudetto, il campionato riapre i sogni: l’Inter frena e il finale torna tutto possibile

Il passo falso dell’Inter nel derby riapre la corsa scudetto. Milan e Napoli restano distanti, ma con 30 punti ancora in palio il finale di campionato può riservare sorprese.

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Nel calcio, spesso, la realtà sembra scritta. Poi succede qualcosa che incrina le certezze e riapre la porta ai sogni.

Il passo falso dell’Inter nel derby ha fatto esattamente questo. Fino a domenica sera il campionato sembrava indirizzato, quasi archiviato. Lo scudetto pareva già cucito sulle maglie nerazzurre. Oggi invece il finale di stagione torna ad avere quel sapore imprevedibile che rende il calcio così affascinante.

La classifica resta chiara: il Milan è a sette punti, il Napoli addirittura a undici dalla capolista. Ma con dieci giornate ancora da giocare e trenta punti in palio, il campionato ha improvvisamente riaperto uno spiraglio all’immaginazione.

Nel calcio, si sa, basta poco per cambiare la storia.

Il calendario e le possibilità del Napoli

Guardando il calendario, il Napoli potrebbe avere qualche motivo per coltivare una speranza.

Gli azzurri avranno lo scontro diretto in casa contro il Milan e una serie di partite sulla carta abbordabili: Lecce, Cagliari, Parma, Lazio, Cremonese, Bologna, Pisa e Udinese. L’unico vero punto interrogativo potrebbe essere la trasferta di Como.

Antonio Conte, che negli ultimi mesi ha ritrovato progressivamente molti dei suoi giocatori più importanti, può dunque permettersi almeno di tenere acceso il sogno. Non significa crederci ciecamente, ma nel calcio le stagioni si decidono spesso proprio nelle pieghe inattese del calendario.

Il Milan e l’effetto derby

Se il Napoli può sognare, il Milan ha forse ancora più motivi per farlo.

Il derby vinto ha regalato ai rossoneri una spinta emotiva potente, di quelle che a volte cambiano il finale di una stagione. Ma il calendario della squadra di Allegri è tutt’altro che semplice.

Il Milan dovrà infatti affrontare Napoli al Maradona, oltre a ricevere Juventus e Atalanta, entrambe in piena corsa per un posto in Champions League. Tre partite che diranno molto sul destino del campionato.

Una cosa è certa: con il derby il campionato si è riacceso all’improvviso.

Le trappole per la capolista

Anche la capolista sa bene che il finale di stagione nasconde sempre qualche trappola.

C’è poi un dato curioso che aleggia come un piccolo fantasma statistico: nessuna squadra nella storia della Serie A ha mai vinto lo scudetto dopo aver perso entrambi i derby nella stessa stagione, proprio come accaduto quest’anno all’Inter.

Non significa che accadrà ancora. Ma il calcio vive anche di queste suggestioni.

Le grandi rimonte della storia

La Serie A, del resto, ha già raccontato storie di rimonte che sembravano impossibili.

Nel 1999 il Milan di Zaccheroni recuperò sette punti alla Lazio di Eriksson nelle ultime giornate, conquistando lo scudetto all’ultima giornata a Perugia.

L’anno successivo fu la Lazio a compiere l’impresa opposta, rimontando la Juventus di Ancelotti che aveva nove punti di vantaggio a otto giornate dalla fine. Indimenticabile la sconfitta bianconera sotto la pioggia di Perugia mentre i biancocelesti battevano la Reggina.

Anche lo scorso campionato ha regalato un ribaltone. Il Napoli riuscì a sorpassare l’Inter a cinque giornate dalla fine, approfittando della sconfitta nerazzurra contro la Roma mentre gli azzurri superavano il Torino al Maradona.

Un finale ancora tutto da scrivere

Rispetto alla stagione passata l’Inter ha meno distrazioni europee, ad eccezione della semifinale di Coppa Italia. Un dettaglio che potrebbe pesare nel finale.

Ma nel calcio le certezze raramente resistono fino alla fine.

Dieci giornate sono tante. Trenta punti sono un’enormità.

E quando il campionato entra nella sua ultima curva, succede spesso che la realtà lasci spazio all’imprevisto.

Perché in fondo il calcio vive proprio di questo: della possibilità che qualcosa accada quando ormai sembrava impossibile. E allora sì, sognare non costa nulla.

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Indian Wells, Sinner gioca il doppio con Opelka: eliminati da Granollers e Zeballos

Jannik Sinner gioca il doppio a Indian Wells con Reilly Opelka. La coppia viene eliminata al primo turno da Granollers e Zeballos con un doppio 6-4.

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Un momento di relax ma anche un’occasione per allenarsi. A Indian Wells il numero due del mondo Jannik Sinner ha scelto di partecipare anche al torneo di doppio, facendo coppia con lo statunitense Reilly Opelka.

Al primo turno i due hanno affrontato una delle coppie più solide del circuito, quella composta dallo spagnolo Marcel Granollers e dall’argentino Horacio Zeballos.

Granollers e Zeballos vincono in due set

La partita è stata combattuta ma si è conclusa con la vittoria della coppia ispano-argentina, che si è imposta con un doppio 6-4.

Il match ha comunque divertito il pubblico presente sugli spalti, tra scambi spettacolari, colpi ad effetto e un clima molto disteso tra i quattro giocatori in campo.

Una coppia già vincente in passato

Per Sinner e Opelka non si tratta della prima esperienza insieme. I due avevano già fatto coppia nel 2021, vincendo il titolo nel torneo di Atlanta.

Lo stesso tennista altoatesino ha raccontato di essere stato lui a contattare il collega americano per riproporre la coppia in California.

“Il doppio mi aiuta a rilassarmi”

Sinner ha spiegato che la scelta di giocare il doppio nasce soprattutto dal desiderio di vivere il campo con maggiore leggerezza.

“Mi piace giocare il doppio con qualcuno con cui mi sento molto a mio agio fuori dal campo, perché ho bisogno di divertirmi quando gioco in doppio”, ha dichiarato.

Secondo il campione italiano, queste partite rappresentano anche un buon allenamento tecnico, utile per lavorare su alcuni aspetti del gioco e allo stesso tempo mantenere un clima più rilassato durante il torneo.

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