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Napoli, festa a Dimaro tra fuochi e cori: Di Lorenzo elogia Conte, De Bruyne studia Napoli

A Dimaro entusiasmo alle stelle: fuochi, cori e il primo gol di Lucca. Di Lorenzo: “Conte sa come si rivince”. De Bruyne conquista tutti per umiltà.

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A Dimaro, anche dopo un’amichevole estiva, l’atmosfera è quella delle grandi occasioni: fuochi d’artificio tricolori, stelle filanti, cori incessanti e un entusiasmo da sold out. La cornice è sempre la stessa, ormai familiare come una scena di Totò e Peppino: gente che assiste da ogni angolo, anche da dietro le siepi, per non perdersi un attimo del nuovo Napoli targato Antonio Conte.

Il test contro il Catanzaro ha mostrato qualche passo in avanti rispetto alla gara con l’Arezzo, ma è chiaro che anche le amichevoli diventano complicate per chi parte con i gradi da campione d’Italia. Lo sa bene Conte, che ha scelto di non parlare alla fine del match: il suo messaggio passa attraverso il campo, e sarà poi articolato a Castel di Sangro.

Di Lorenzo guida il gruppo: “Con Conte sappiamo come si vince e come si rivince”

A rappresentare la squadra davanti ai microfoni è il capitano Giovanni Di Lorenzo, che fa il punto sui dieci giorni di ritiro. Il suo è un messaggio chiaro: “Non abbiamo mai pensato che Conte potesse lasciare. Ripartire da lui è fondamentale: sa come si vince e come si rivince”. Il gruppo è saldo, l’ambiente è sereno, i nuovi si stanno integrando rapidamente: “Siamo un gruppo sano, abbiamo sempre teso la mano a chi arriva”.

Sull’amichevole col Catanzaro il capitano è diretto: “Vincere fa sempre piacere anche in ritiro. Le gambe vanno meglio, abbiamo lavorato tanto ma siamo contenti. De Bruyne? Un campione vero, anche per umiltà. Sta studiando Napoli e il Napoli, e questo dice tutto su di lui”.

Un mercato da favola: 120 milioni già investiti, altri 80 in arrivo

Dietro l’ottimismo del gruppo c’è un mercato faraonico: finora sono stati investiti 120 milioni di euro, e ne sono previsti altri 80 per completare l’organico. L’ingaggio di De Bruyne è stato un segnale fortissimo: la società ha mostrato che la musica è cambiata, e Di Lorenzo ne è stato il primo a comprenderlo. Senza Conte, ammette, sarebbe andato via. Ma con l’ex ct in panchina, ha scelto di restare e di essere il collante tra il vecchio e il nuovo Napoli.

Lucca segna il primo gol, ora due giorni di stop

Contro il Catanzaro è arrivato anche il primo gol in maglia azzurra per Lorenzo Lucca, su calcio di rigore. La gente voleva che tirasse De Bruyne, ma è toccato all’attaccante. Un piccolo cambio di programma anche ai microfoni: era atteso da Radio Crc, ma ha declinato. Piccole cose, mentre l’attenzione ora è sul prosieguo della preparazione.

Dopo l’ultimo allenamento mattutino, due giorni di riposo, poi la ripartenza da mercoledì con 15mila tifosi attesi ogni giorno. A Dimaro, l’estate azzurra è appena cominciata, ma l’obiettivo è chiaro: ripetersi e continuare a vincere.

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Giada D’Antonio, debutto olimpico tra sogno e caduta: “Ho rotto il ghiaccio”

Giada D’Antonio debutta alle Olimpiadi sulla pista Olympia delle Tofane: fuori dopo 15 secondi nella combinata, ma pronta per lo slalom. Il racconto dell’esordio.

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A quota 2.320 metri, sull’Olympia delle Tofane, Giada D’Antonio si presenta al cancelletto per il suo debutto olimpico. A 16 anni è la più giovane della spedizione azzurra. Sugli spalti spunta uno scudetto azzurro, lo stesso colore del Napoli di Maradona, in mezzo al tricolore sventolato dalla famiglia: radici partenopee, colombiane ed ecuadoregne.

L’esordio, però, dura appena una quindicina di secondi. Nella combinata a squadre, in coppia con Nadia Delago, la giovane azzurra inforca nel secondo intermedio, perde lo sci sinistro dopo l’urto con un paletto ed esce di gara.

La sua Olimpiade, però, non finisce lì.

L’errore e la reazione

“Ho rotto il ghiaccio. Anzi ho anche provato la pista in vista dello slalom di mercoledì 18”, spiega dopo la gara. “Quel giorno conto di partire con la convinzione di oggi”.

L’approccio alla manche era stato deciso. “Sono partita cercando di attaccare, perché la pista permetteva di fare una bellissima gara. Nello slalom capita l’errore, è un attimo inforcare. Sono felice comunque di aver dato il massimo fino a quel punto”.

La gara si interrompe presto, ma la lucidità resta. La 16enne campana parla con serenità di un errore fisiologico in una disciplina dove il margine è minimo.

Il sostegno della famiglia e di Napoli

Sugli spalti, dopo un attimo di silenzio, arriva l’applauso. Giada racconta di aver sentito “tutto il calore di Napoli”, con tante persone che si sono avvicinate per incoraggiarla.

Con lei ci sono la madre Sandra, che la accompagna anche come mental coach con il mantra “mente e controllo”, e il fratello Anthony, 18 anni, calciatore del Casalnuovo. “Prima di lei lo sci dalle nostre parti era utopia, invece Giada l’ha reso reale”, racconta con orgoglio.

D’Antonio guarda ai ragazzi del Sud: “Se ci si allena bene e si ha un obiettivo, bisogna rincorrerlo. Auguro il meglio ai giovani, non sono a livello inferiore rispetto a quelli del Nord”.

Tra idoli e nuove opportunità

La giovane azzurra archivia anche le polemiche sulla convocazione. “Non mi importa se il mio errore le riaccenderà, io sono qui per dare il massimo”.

Resta l’emozione di aver sciato sulla pista che fu teatro delle imprese di Lindsey Vonn, suo idolo, e di aver incontrato Mikaela Shiffrin, che le ha regalato dei guanti personalizzati.

Il debutto olimpico si chiude con una caduta, ma anche con un messaggio chiaro: la gara decisiva per lei è lo slalom. E la determinazione non sembra mancare.

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Mattarella a Cortina per il SuperG di Goggia e Brignone

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarà a Cortina per assistere al SuperG femminile di Milano Cortina 2026 e visitare Villaggio Olimpico e Casa Italia.

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Dopo aver dichiarato ufficialmente aperti i Giochi di Milano Cortina 2026, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella tornerà a Cortina per assistere ad alcune gare olimpiche.

Il Capo dello Stato sarà presente in particolare al SuperG femminile, che vedrà al via tra le azzurre Sofia Goggia e Federica Brignone. Si tratta di una delle prove più attese del programma alpino, in una cornice simbolica come quella delle Dolomiti.

Il programma tra sport e istituzioni

Mattarella arriverà nella “Regina delle Dolomiti” domani pomeriggio, dopo aver inaugurato a Trento l’anno accademico con l’intitolazione ad Alcide De Gasperi della Biblioteca universitaria centrale.

Giovedì il presidente visiterà il Villaggio Olimpico, dove sarà accolto dal presidente del Coni Luciano Buonfiglio e dal segretario generale Carlo Mornati. È previsto un pranzo con le atlete e gli atleti azzurri, momento di vicinanza istituzionale al movimento sportivo italiano.

Prima di lasciare Cortina, Mattarella farà tappa anche a Casa Italia, confermando l’attenzione del Quirinale nei confronti dello sport nazionale in una fase centrale dei Giochi.

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Conte deluso dopo l’eliminazione: “Arbitri da migliorare, ma onore ai ragazzi”

Conte commenta l’eliminazione del Napoli contro il Como in Coppa Italia. Critiche agli arbitri ma elogi alla squadra dopo la sconfitta ai rigori.

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Antonio Conte analizza con amarezza l’eliminazione del Napoli, sconfitto ai rigori dal Como dopo una gara combattuta. Il tecnico azzurro evita di soffermarsi esclusivamente sull’episodio contestato della mancata espulsione di Ramon, ma allarga il discorso alla gestione arbitrale dell’intera stagione.

“Non stiamo sempre a parlare di decisioni arbitrali perché in ogni partita c’è sempre qualcuno che si lamenta”, afferma. Poi aggiunge: “Sicuramente non è una buona stagione per gli arbitri. Mi auguro possano trovare qualcosa per migliorare la situazione. Così come miglioriamo noi le nostre squadre, penso che anche Rocchi debba migliorare i suoi arbitri e il VAR. Troppe lamentele in ogni partita non vanno bene per il calcio”.

Onore ai ragazzi, oltre i limiti della rosa

Al di là delle polemiche, Conte rivendica la prestazione del gruppo. “Onore ai miei ragazzi, perché non era una partita semplice. Affrontavamo un Como con l’organico completo e dieci giorni di pausa. Noi venivamo dalla gara contro il Genoa, finita anche in dieci”.

Il tecnico sottolinea come la squadra stia andando oltre le proprie potenzialità attuali: “In un anno e mezzo abbiamo vinto uno scudetto e una Supercoppa. Oggi ai rigori si è qualificato il Como ma potevamo qualificarci noi. Mi dispiace perché vorresti fare di più, ma stiamo facendo più di quanto questa rosa oggi possa garantire”.

Fabregas tra entusiasmo e pragmatismo

Dall’altra parte Cesc Fabregas celebra il passaggio del turno ma predica equilibrio. “Questa semifinale è un traguardo storico, un momento positivo, però sabato abbiamo una partita di campionato molto importante e l’euforia va lasciata per la fine della stagione”.

Il tecnico del Como spiega anche la sostituzione di Ramon: “Temevo il secondo cartellino. È un ragazzo di 20 anni, alla prima stagione da professionista, sta facendo molto bene ma in quel momento ho preferito non rischiare”.

Fabregas ammette qualche limite nella gestione dei secondi tempi, ma parla di un segnale incoraggiante: “Nel primo tempo abbiamo giocato bene, nel secondo meno. Non è la prima volta che succede, c’è da migliorare. Però oggi abbiamo mandato un messaggio positivo”.

Un’eliminazione che non cancella il percorso

Il Napoli esce dalla Coppa Italia tra gli applausi dei tifosi. Conte chiude con un ringraziamento al pubblico: “I tifosi continuano ad apprezzarci perché vedono l’impegno. Abbiamo giocato un’ottima partita contro una squadra che mette tutti in difficoltà”.

La semifinale sfuma ai rigori, ma il tecnico azzurro difende il cammino e rilancia l’obiettivo campionato, consapevole che la stagione resta aperta su altri fronti.

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