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Napoli, effetto Allegri sullo spogliatoio: Rrahmani e Meret promuovono il nuovo corso

Il Napoli scopre il metodo Allegri. Rrahmani sottolinea la libertà di comunicazione e il clima positivo, mentre Meret rilancia le ambizioni in Champions e conferma la fiducia nel nuovo tecnico.

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Ogni cambio di allenatore porta con sé parole nuove e inevitabili confronti con il passato. Nel Napoli affidato a Massimiliano Allegri, però, le dichiarazioni di Amir Rrahmani sembrano fotografare un cambiamento già percepibile all’interno dello spogliatoio.

«Con Allegri ci sentiamo liberi di comunicare, c’è una positività che ci serve», ha spiegato il difensore a Sky Sport. Una frase accompagnata subito da una precisazione: «Non significa che con gli altri allenatori non accadesse».

Il riferimento al biennio precedente, segnato dalla gestione di Antonio Conte e dal ruolo centrale di Lele Oriali, appare inevitabile. Rrahmani non mette in discussione il lavoro svolto, ma sottolinea la diversa atmosfera portata dal nuovo tecnico.

Un rapporto più diretto con l’allenatore

Allegri avrebbe conquistato rapidamente i veterani del gruppo grazie a un approccio diretto, senza intermediari tra allenatore e squadra.

Un metodo che sembra essere stato apprezzato già nei primi giorni di lavoro. Il tecnico livornese porta con sé un curriculum ricco di scudetti e grandi campagne europee, ma ha scelto di presentarsi allo spogliatoio con leggerezza, disponibilità al confronto e grande attenzione al lavoro quotidiano.

La filosofia di fondo, tuttavia, non cambia: anche per Allegri, come per Conte, vincere resta l’obiettivo principale.

Rrahmani al centro della nuova difesa

Rrahmani sarà ancora uno dei pilastri della retroguardia azzurra. Il difensore kosovaro dovrebbe formare la coppia centrale con Sam Beukema, tornato a correre sul terreno di gioco nel finale dell’ultimo allenamento.

Alle loro spalle ci saranno Rafa Marin e Luca Marianucci, chiamati a garantire profondità e affidabilità durante l’assenza di Alessandro Buongiorno, costretto a sottoporsi a un intervento chirurgico al ginocchio e destinato a restare fuori per almeno tre mesi.

«Rafa Marin e Marianucci sono giovani e hanno qualità. Rafa, in particolare, ha già dimostrato il proprio valore», ha osservato Rrahmani.

Il ritorno alla difesa a quattro

Il Napoli dovrebbe tornare stabilmente alla difesa a quattro. Allegri non ne fa mistero e anche le prime esercitazioni tattiche sembrano indicare chiaramente questa direzione.

«Per il modo in cui ci stiamo allenando, sembra proprio di sì», ha confermato Rrahmani, evitando invece di sbilanciarsi sugli obiettivi stagionali: «Solo il tempo lo dirà».

Il lavoro riguarda sia la fase di possesso sia quella senza palla, con l’obiettivo di arrivare nelle migliori condizioni alle prime amichevoli.

Meret riparte da titolare

Nel nuovo Napoli non dovrebbe esserci un vero ballottaggio tra i pali. Alex Meret è destinato a partire ancora una volta da titolare, davanti a Vanja Milinkovic-Savic.

Per il portiere si tratta del nono ritiro in maglia azzurra. «Sono giorni duri di preparazione, ma siamo partiti bene e con grande entusiasmo. Vogliamo iniziare la stagione nel migliore dei modi», ha raccontato.

Meret ha sottolineato soprattutto l’attenzione di Allegri per i dettagli: «Vuole che si sbagli poco tecnicamente. Ogni gesto può determinare una partita o addirittura una stagione».

L’obiettivo Champions League

Dopo l’eliminazione prematura della scorsa stagione, il Napoli vuole tornare protagonista anche in Europa.

«Andare avanti in Champions è fondamentale», ha spiegato Meret. «L’anno scorso ci siamo fermati subito e fare strada è uno dei nostri desideri».

Il portiere ha infine aperto alla possibilità di proseguire ancora a lungo la propria esperienza in azzurro: «Qui mi trovo molto bene. Se c’è fiducia da parte dell’allenatore e della società non ho problemi a continuare questa bellissima avventura. Questa fiducia la sento».

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Ciro Immobile dice basta: addio al calcio dopo 350 gol

Ciro Immobile annuncia il ritiro dopo una carriera da 656 partite e 350 gol. È stato campione d’Europa, quattro volte capocannoniere e Scarpa d’Oro.

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Ciro Immobile lascia il calcio giocato. A 36 anni, dopo 656 partite e 350 gol conteggiati nel bilancio complessivo della sua carriera, l’attaccante di Torre Annunziata ha annunciato il ritiro.

La notizia è stata comunicata dal Paris FC, il club nel quale si era trasferito nel febbraio 2026 dopo le esperienze con Besiktas e Bologna. In Francia ha disputato l’ultima parte di una carriera professionistica durata 17 anni.

«Ciro Immobile è una leggenda», ha sottolineato il club parigino. Alla base della decisione anche la volontà dell’attaccante di dedicare più tempo alla famiglia.

Gli anni da leggenda con la Lazio

La parte più importante della carriera resta quella vissuta con la Lazio. In otto stagioni Immobile è diventato il miglior marcatore nella storia del club biancoceleste, con 207 reti in 340 presenze considerando tutte le competizioni.

Con la Lazio ha conquistato una Coppa Italia e due Supercoppe italiane. Nel suo palmarès figurano anche una Supercoppa di Germania con il Borussia Dortmund e una Supercoppa di Turchia con il Besiktas.

È stato capocannoniere della Serie A quattro volte. Nel 2020 ha vinto la Scarpa d’Oro grazie ai 36 gol segnati in campionato, eguagliando il primato realizzativo stabilito da Gonzalo Higuain.

Il trionfo europeo con l’Italia

Con la Nazionale italiana Immobile ha collezionato 57 presenze e realizzato 17 reti. Ha partecipato alla vittoria dell’Europeo disputato nel 2021, segnando due gol durante il torneo concluso con il successo sull’Inghilterra a Wembley.

Dagli inizi a Torre Annunziata al settore giovanile della Juventus, la sua carriera lo ha portato a indossare anche le maglie di Pescara, Genoa, Torino, Borussia Dortmund, Siviglia, Lazio, Besiktas, Bologna e Paris FC.

Si chiude così il percorso di uno degli attaccanti italiani più prolifici della sua generazione. Titoli, record e una Scarpa d’Oro certificano il valore di un centravanti capace di costruire la propria leggenda soprattutto attraverso i gol.

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Napoli, accordo per Badiashile: ad Allegri il gigante della difesa

Il Napoli chiude l’accordo con il Chelsea per Benoît Badiashile. Il difensore arriverà in prestito con diritto di riscatto per rinforzare il reparto di Allegri.

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Dopo quasi un mese di trattative, il Napoli ha raggiunto l’accordo con il Chelsea per Benoît Badiashile. Il via libera di Aurelio De Laurentiis ha sbloccato l’operazione: restano da completare lo scambio dei documenti, le visite mediche e la firma prima dell’annuncio ufficiale.

Il difensore francese, fortemente voluto dal direttore sportivo Giovanni Manna e da Massimiliano Allegri, arriverà in prestito oneroso con diritto di riscatto.

Operazione da 30 milioni più bonus

Il Napoli verserà subito tre milioni di euro al Chelsea. L’opzione per l’acquisto definitivo è stata fissata a 27 milioni, mentre un ulteriore milione di bonus sarebbe legato alla conquista dello scudetto.

L’investimento complessivo potrà quindi raggiungere i 30 milioni in caso di riscatto, salendo potenzialmente a 31 con il bonus. Manna è riuscito a evitare l’inserimento dell’obbligo di acquisto, lasciando al club la possibilità di valutare il rendimento e le condizioni fisiche del giocatore durante la stagione.

Con Badiashile sarebbe già stata raggiunta un’intesa per un contratto fino al 2031, con uno stipendio vicino ai 2,5 milioni netti all’anno, destinato a entrare pienamente in vigore in caso di riscatto.

Il francese ha scelto Napoli

Decisiva è stata la volontà del calciatore, che avrebbe respinto altre proposte provenienti dalla Premier League per aspettare gli azzurri. Badiashile aveva già conosciuto l’atmosfera dello stadio Maradona e avrebbe indicato Napoli come destinazione preferita.

Il difensore è atteso in Italia nei prossimi giorni. Le visite mediche dovrebbero svolgersi all’inizio della settimana a Villa Stuart, a Roma. Superati i controlli, potrà raggiungere Allegri a Castel Volturno.

Un rinforzo per l’emergenza difensiva

Mancino, alto 194 centimetri e dotato di una buona tecnica individuale, Badiashile può garantire forza fisica, qualità nell’impostazione e pericolosità sui calci piazzati.

Il suo arrivo assume particolare importanza considerando le assenze di Alessandro Buongiorno e Luca Marianucci e i problemi fisici che hanno rallentato la preparazione di Sam Beukema. Allegri spera di poter convocare il francese già per la prima giornata di campionato contro il Genoa.

Dopo Costantino Favasuli, il Napoli si prepara così ad accogliere il secondo rinforzo della nuova stagione e a consegnare al tecnico il centrale necessario per affrontare l’emergenza nel reparto arretrato.

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Tamberi è tornato: oro europeo nel giorno di Camilla, Sioli bronzo

Tamberi torna sul trono europeo del salto in alto a Birmingham. Oro con 2,32 metri nel giorno del compleanno della figlia Camilla; Sioli è bronzo.

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Il primo oro da papà arriva nel giorno del primo compleanno della figlia Camilla. Gianmarco Tamberi torna sul trono europeo del salto in alto conquistando a Birmingham la medaglia d’oro con 2,32 metri.

Mezza barba, pretattica e spettacolo: Gimbo ritrova i gesti e la forza mentale dei giorni migliori. Dopo un errore iniziale a 2,18, l’azzurro cresce salto dopo salto fino alla misura decisiva. L’ucraino Oleh Doroshchuk si ferma a 2,30 e conquista l’argento. Festa doppia per l’Italia grazie al bronzo di Matteo Sioli con 2,27.

«Camilla mi ha dato la forza»

Tamberi dedica il successo alla figlia e alla famiglia, presenti allo stadio insieme alla moglie Chiara.

«È tutto speciale. È stata Camilla a darmi la forza di reagire dopo Parigi, il motivo per cui ho continuato e mi sono rimesso in gioco. Non poteva continuare a vedere il “babà”, come mi chiama lei, prendere schiaffi a destra e a sinistra».

Il campione marchigiano trasforma la vittoria anche in un messaggio per chi sta affrontando un momento difficile: «Continuate a crederci e a lottare. Giocatevela sempre con voi stessi, perché chi continua a investire alla fine vince».

“Guess who’s back”

Dietro al numero di gara Tamberi aveva scritto “Guess who’s back”, indovina chi è tornato. Una profezia preparata prima di lasciare la camera d’albergo.

«Sapevo che sarebbe successo. Sentivo di stare bene, anche se in pochi mi credevano quando le gare andavano male. È come se il mio corpo aspettasse il momento che conta per venire fuori».

L’oro cancella due anni segnati dalla delusione dei Giochi di Parigi, dai problemi fisici, dai calcoli renali e da un difficile avvicinamento agli Europei. Dopo avere definito “terribili” i salti delle qualificazioni, Tamberi ha ritrovato in finale talento, coraggio e quella capacità di esaltarsi nelle grandi occasioni che ha caratterizzato la sua carriera.

«Che sollievo. Sono stati due anni difficili e non ho mai smesso di crederci. So quello che ho fatto per arrivare qui. Non faccio mai un passo indietro, ci arrivo a muso duro. Mi basta sapere che ne è valsa la pena».

Poi le capriole, il morso alla medaglia e l’abbraccio alla famiglia. Gimbo è tornato. Nel giorno più bello per papà Tamberi.

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