Cronache
Napoli è la città dove i turisti restano almeno 3 giorni, e il 90% vuole ritornarci
Con una permanenza media di tre giorni, Napoli è la città italiana, dopo Roma, in cui i turisti restano più a lungo. Il livello di soddisfazione di chi ha visitato la città nei primi mesi di quest’anno è superiore rispetto a quello, già elevato, registrato nel 2023 con il patrimonio storico-monumentale, la cultura, il folklore e l’enogastronomia che sfiorano la valutazione massima. E il 90% dei turisti intervistati vuole tornare a far visita alla città. Sono alcuni dei dati che emergono dal lavoro condotto dall’Osservatorio scientifico, lo strumento di cui il Comune di Napoli si è dotato per analizzare in modo costante i flussi di visitatori, in maniera da garantire servizi adeguati e fare del turismo uno stabile fattore di crescita economica e sociale della città.
I risultati dello studio sono confluiti nel report “Napolicresce con il turismo” presentato questa mattina dal sindaco Gaetano Manfredi e dall’assessora al Turismo e alle Attività produttive Teresa Armato. All’incontro nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo hanno preso parte anche il presidente della Commissione Turismo del Consiglio comunale, Luigi Carbone, la coordinatrice del Tavolo Osservatorio scientifico Valentina della Corte e l’architetto Marco Tatafiore. Nel periodo aprile-ottobre 2023 è stata registrata una media mensile che oscilla intorno a 1,2 milioni di pernottamenti, con una marcata crescita rispetto all’anno precedente. In tutti gli altri mesi, ad eccezione di febbraio, è stata sempre superata la soglia degli 800mila pernottamenti. I primi dati del 2024 sono anche superiori a quelli del 2023.
In base al questionario a cui hanno risposto circa 5mila turisti italiani (70%) e stranieri (30%), ciò che viene maggiormente apprezzato di Napoli sono storia, paesaggio ed enogastronomia, con una valutazione pari a 4,4 su una scala da 1 a 5. Nessuna delle offerte valutate, tra le altre, eventi culturali e sportivi, divertimento, offerta alberghiera ed extra-alberghiera e professionalità delle risorse umane, ha ricevuto un punteggio più basso di 3,5. Un giudizio complessivamente positivo, quindi, tale da spingere il 90% degli italiani intervistati e il 91% degli stranieri a dire di voler tornare a far visita alla città. Un focus particolare è stato dedicato all’enogastronomia.
L’89% del campione ha dichiarato che ricorderà almeno uno dei prodotti tipici assaggiati durante la vacanza. Affinché l’impatto della crescita del settore turistico non vada a discapito della qualità della vita dei residenti, gli esperti dell’Osservatorio hanno raccolto anche il parere di 3mila napoletani. Nove residenti su 10 ritengono che il turismo apporti benefici economici alla città (89,39%) e alle attività locali (91,66%), che abbia incrementato l’orgoglio culturale dei residenti (89.39%) e che aiuti a mantenere viva la cultura locale (90,44%). Il 96,02% ritiene un’esperienza positiva incontrare turisti provenienti da tutte le parti del mondo.
“Questo bilancio sull’andamento del turismo ci mostra numeri molto positivi, ma anche l’importanza di una politica di sistema grazie alla quale la qualità dell’offerta è progressivamente migliorata, come ci conferma il gradimento dei turisti che è molto alto”, dichiara il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. “Anche la destagionalizzazione dei flussi – aggiunge – è ormai una realtà. Vogliamo rafforzare il nostro brand, che è già molto forte, e migliorare ulteriormente i servizi. Bisogna potenziare anche l’offerta alberghiera per renderla adeguata alle necessità e alle richieste che abbiamo. I processi del turismo vanno governati, ma il lavoro che stiamo facendo ci sta dando grandi soddisfazioni in un settore che per la città è molto importante perché crea economia e lavoro”.
L’assessora al Turismo Teresa Armato spiega: “Immediatamente dopo le restrizioni per il Covid è cominciato un flusso turistico nella nostra città che è andato crescendo mese dopo mese, anno dopo anno. Napoli può approfittare di questo fenomeno, facendo del turismo un settore trainante della crescita culturale, sociale, economica e occupazionale della nostra città. All’aumento delle presenze abbiamo risposto potenziando i servizi, migliorando la mobilità e mettendo un impegno straordinario per tenere la città pulita e garantire la sicurezza. Inoltre, ci siamo dotati di tutte quelle strutture e servizi, come gli infopoint e i tutor, che possono migliorare l’accoglienza. Vogliamo che questa straordinaria occasione della crescita del turismo non vada a discapito dei residenti. Abbiamo adottato, ad esempio, il blocco delle licenze per nuove attività di food and beverage nel centro storico e a distanza di un anno possiamo dire che stiamo tutelando quest’area senza penalizzare gli operatori economici del settore perché in altre aree della città abbiamo registriamo il 12% di nuove aperture”.
Cronache
Banda del buco tra Caserta e Napoli: dodici arresti per rapine a banche, poste e gioiellerie
Dodici persone sono state arrestate tra Caserta e Napoli nell’inchiesta sulla presunta banda del buco, gruppo accusato di rapine e tentati colpi attraverso cunicoli sotterranei. Gli investigatori verificano possibili collegamenti con la rapina al Crédit Agricole del Vomero.
Dodici arresti tra Caserta e Napoli riaccendono i riflettori sulla banda del buco, la tecnica criminale dei tunnel scavati sotto banche, uffici postali e gioiellerie per arrivare direttamente ai caveau o ai locali da svaligiare. L’operazione è stata condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Caserta, sotto il coordinamento della Procura di Napoli Nord.
Le misure cautelari riguardano persone italiane ritenute, a vario titolo, coinvolte in una serie di rapine e tentati assalti nel Casertano. Gli indagati sono da considerare innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
Il possibile collegamento con il colpo al Vomero
Gli investigatori non escludono collegamenti con la rapina compiuta il 16 aprile scorso al Crédit Agricole di piazza Medaglie d’Oro, al Vomero. In quell’occasione un commando raggiunse il caveau passando attraverso la rete fognaria e tenne in ostaggio 25 persone.
Si tratta, al momento, di una pista investigativa e non di un elemento accertato. Gli inquirenti stanno verificando eventuali punti di contatto tra le modalità operative del gruppo arrestato e quella spettacolare rapina nel cuore di Napoli.
La rapina alla gioielleria Marotta di Aversa
Tra gli episodi contestati figura la rapina alla gioielleria Marotta di Aversa, avvenuta il 20 luglio 2022. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i banditi entrarono nel negozio attraverso un tunnel scavato sotto il pavimento.
I rapinatori, armati di pistole a salve e travisati con tute integrali bianche, immobilizzarono il titolare, il figlio e un cliente. Le vittime furono legate e rinchiuse nel bagno, mentre il gruppo fuggì con gioielli e preziosi per circa 300 mila euro, oltre a un Rolex Air King sottratto al cliente presente nel locale.

L’organizzazione secondo il gip
Nell’ordinanza di oltre 400 pagine, firmata dal gip del Tribunale di Napoli Nord Fabrizio Forte, viene ricostruita la presunta organizzazione del gruppo.
Secondo gli investigatori, uno degli indagati avrebbe avuto il ruolo di palo e coordinatore esterno, monitorando i movimenti nella zona e mantenendo i contatti con gli uomini all’interno del tunnel attraverso un auricolare. Un altro indagato avrebbe invece garantito la fuga di uno dei complici a bordo di uno scooter Piaggio Beverly partito da Giugliano in Campania.
Le accuse contestate
Ai fermati vengono contestati, a vario titolo, i reati di rapina aggravata, porto abusivo di armi, possesso di strumenti da scasso e falsificazione di targhe.
Uno degli arrestati è accusato anche di detenzione illegale di munizioni trovate nella sua abitazione. L’inchiesta coinvolge inoltre altri presunti appartenenti all’organizzazione, indicati dagli inquirenti come promotori di un’associazione per delinquere finalizzata alle rapine con la tecnica del buco.
Le basi operative a Giugliano
Secondo la Procura, il gruppo avrebbe utilizzato come basi operative due bar di Giugliano in Campania, dove sarebbero stati pianificati gli assalti a istituti di credito, uffici postali e gioiellerie.
La tecnica sarebbe stata sempre la stessa: studiare l’obiettivo, individuare l’accesso attraverso la rete fognaria o cunicoli sotterranei, scavare il passaggio e colpire evitando l’ingresso principale.
Carcere e domiciliari per gli indagati
Per diversi indagati il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere, mentre altri sono finiti agli arresti domiciliari. Contestati anche episodi di ricettazione di auto rubate, possesso illegale di armi e riciclaggio dei proventi delle rapine.
L’indagine prosegue per ricostruire l’intera rete dei presunti complici, verificare eventuali responsabilità in altri colpi e chiarire se il gruppo abbia avuto un ruolo anche in episodi recenti ancora al vaglio degli investigatori.
Cronache
Csm, nuove linee guida sulla comunicazione giudiziaria: più tutela per reputazione e presunzione di innocenza
Il Plenum del Csm approva a maggioranza le nuove linee guida sulla comunicazione istituzionale degli uffici giudiziari. Il testo limita il ricorso alle conferenze stampa e rafforza la tutela della reputazione delle persone coinvolte nei procedimenti.
Il Consiglio Superiore della Magistratura cambia le regole della comunicazione giudiziaria e introduce nuove garanzie per la tutela della reputazione delle persone coinvolte nei procedimenti penali. Il Plenum ha approvato a maggioranza la delibera sulle nuove linee guida per la comunicazione istituzionale degli uffici giudiziari, con 4 voti contrari e 3 astensioni.
Una delibera per aggiornare il rapporto tra giustizia e informazione
Il testo, illustrato in Plenum dalla relatrice Claudia Eccher, punta a rendere più sobria, tracciabile e rispettosa dei diritti fondamentali la comunicazione degli uffici giudiziari.
Le nuove linee guida prevedono una maggiore attenzione alla presunzione di innocenza, alla tutela reputazionale delle persone coinvolte nelle indagini e nei processi e alla necessità di evitare comunicazioni sproporzionate rispetto all’interesse pubblico della notizia.
Conferenze stampa più limitate
Uno dei punti centrali della delibera riguarda il ricorso alle conferenze stampa, che viene limitato ai casi in cui vi sia una reale esigenza di comunicazione istituzionale.
L’obiettivo è evitare esposizioni mediatiche non necessarie e contenere il rischio che la comunicazione giudiziaria assuma toni o forme capaci di incidere sulla percezione pubblica delle persone coinvolte, prima di un accertamento definitivo delle responsabilità.
Comunicazioni di aggiornamento sugli sviluppi dei procedimenti
Le linee guida introducono anche l’obbligo di comunicazioni di aggiornamento sugli sviluppi dei procedimenti. Si tratta di un passaggio rilevante, perché spesso la notizia dell’avvio di un’indagine o di una misura cautelare riceve grande attenzione pubblica, mentre gli sviluppi successivi, compresi eventuali proscioglimenti o archiviazioni, restano meno visibili.
La nuova impostazione punta quindi a riequilibrare la comunicazione, garantendo maggiore completezza informativa e riducendo il rischio di danni reputazionali permanenti.
Eccher: pagina storica per i diritti dei cittadini
Claudia Eccher, componente laica del Csm e relatrice della delibera, ha definito l’approvazione delle linee guida una pagina importante e di portata storica per la tutela dei diritti dei cittadini, della presunzione di innocenza e della reputazione delle persone coinvolte nei procedimenti penali.
Secondo Eccher, il Csm ha compiuto una scelta di equilibrio e responsabilità, adeguando le regole della comunicazione istituzionale della magistratura all’ecosistema digitale contemporaneo.
Il peso permanente delle notizie giudiziarie online
La relatrice ha richiamato un punto decisivo: nell’era digitale, una notizia giudiziaria non si esaurisce più nella cronaca del giorno dopo. Resta indicizzata, permanente e capace di produrre effetti duraturi sulla vita personale, familiare e professionale delle persone coinvolte.
Per questo, le nuove linee guida non vengono presentate come una limitazione del diritto di cronaca, ma come uno strumento per definire criteri chiari, oggettivi e non discriminatori nella comunicazione giudiziaria.
Cronaca giudiziaria e diritti fondamentali
La delibera del Csm interviene su un terreno delicato, dove si incontrano esigenze diverse: il diritto dei cittadini a essere informati, il ruolo della stampa, la trasparenza dell’azione giudiziaria e la tutela delle persone non ancora giudicate in via definitiva.
Il principio indicato dalle nuove linee guida è quello di una comunicazione istituzionale corretta, sobria e proporzionata. Una comunicazione che informi senza anticipare giudizi, che rispetti la dignità delle persone e che tenga conto degli effetti permanenti prodotti dalla diffusione online delle notizie giudiziarie.
Cronache
Leonardo Maria Del Vecchio lancia Fondazione Lmdv per inclusione, salute e formazione
Leonardo Maria Del Vecchio vara Fondazione Lmdv per dare continuità ai suoi progetti filantropici nei campi di inclusione, salute, formazione, infanzia e cultura.
Leonardo Maria Del Vecchio mette ordine e continuità nel suo impegno filantropico con la nascita della Fondazione Lmdv, nuovo ente pensato per sostenere progetti di inclusione, salute, formazione, cultura e nuove generazioni.
Il figlio di Leonardo Del Vecchio, oggi chief strategy officer di EssilorLuxottica e presidente del marchio Ray-Ban, intende così trasformare una serie di iniziative personali e collaborazioni con il terzo settore in una piattaforma stabile, capace di costruire alleanze e interventi strutturati sui territori.
Dalla vista all’inclusione sociale
Del Vecchio manterrà anche il ruolo di presidente di Fondazione Onesight EssilorLuxottica Italia, realtà impegnata nella prevenzione e nella cura della vista. È un ambito coerente con la storia industriale del gruppo EssilorLuxottica, leader mondiale nelle lenti e negli occhiali.
La nuova Fondazione Lmdv avrà però un raggio d’azione più ampio. Tra i primi interventi figurano il progetto di co-housing sociale Finalmente Casa!, sviluppato con la Comunità di Sant’Egidio, il programma Mastri 4.0 per la formazione al lavoro, il polo per l’infanzia di Agordo e un nuovo hub culturale a Pietrasanta.
Una filantropia orientata ad autonomia e futuro
Del Vecchio ha spiegato di aver sentito il bisogno di dare una casa e una struttura a un percorso cresciuto negli anni attraverso incontri, responsabilità e progetti concreti.
Nella sua visione, la filantropia non deve limitarsi all’erogazione di risorse, ma deve costruire relazioni, ascoltare i bisogni dei territori e creare condizioni perché le persone possano conquistare autonomia e prospettiva.
Il consiglio di amministrazione della Fondazione
Nel consiglio di amministrazione della Fondazione Lmdv siedono, insieme al fondatore e presidente, Marco Talarico e Alessandro Galleni, già al fianco di Del Vecchio in Lmdv Capital.
Fa parte del cda anche Simone Poli, con esperienze nel terzo settore. Entro il 2026 è prevista inoltre la costituzione di un advisory board composto da esperti provenienti da ambiti diversi.
Il ruolo di Lmdv Capital e l’ingresso nell’editoria
La nascita della Fondazione si inserisce in una fase di forte attivismo per Leonardo Maria Del Vecchio, impegnato anche sul fronte imprenditoriale con Lmdv Capital, società attraverso la quale è entrato di recente nel mondo dell’editoria.
Sul piano familiare e finanziario resta aperto anche il tema della successione e del nuovo assetto di Delfin, la holding fondata da Leonardo Del Vecchio. La Fondazione Lmdv nasce però con una missione distinta: dare continuità a un impegno sociale che punta su persone, comunità e opportunità concrete.


