Cronache
Napoli, dalla riscossione 304 milioni: il Patto riduce debito e disavanzo del Comune
Napoli Obiettivo Valore ha riscosso oltre 304 milioni di euro in tre anni lavorando quasi due milioni di posizioni tributarie. I risultati contribuiscono al risanamento previsto dal Patto per Napoli: il disavanzo comunale è sceso da 2,2 a 1,4 miliardi e il debito finanziario si è ridotto di circa 840 milioni.
Oltre 304 milioni di euro riscossi, quasi due milioni di pratiche lavorate e una platea di contribuenti progressivamente più ampia. Il recupero delle entrate comunali diventa uno dei pilastri del risanamento finanziario di Napoli e del percorso avviato nel 2022 con il Patto per Napoli.
I dati sono stati presentati da Napoli Obiettivo Valore, la società di progetto interamente partecipata da Municipia che affianca Palazzo San Giacomo nella gestione degli accertamenti su Tari e Imu e nella riscossione coattiva delle entrate comunali.
Nel corso dell’evento “Italia Innovativa”, organizzato dall’Ansa nella Prefettura di Napoli, il presidente della società, Luca Bianchi, ha riferito che in circa tre anni sono stati recuperati più di 304 milioni di euro sulle imposte comunali.
Quasi due milioni di pratiche lavorate
Napoli Obiettivo Valore ha lavorato complessivamente oltre 1,96 milioni di posizioni, per un valore superiore a 1,74 miliardi di euro.
Gli incassi hanno superato quota 304 milioni, confermando una crescita rispetto ai 275 milioni registrati alla fine del primo trimestre del 2026. Ad aprile il Comune aveva comunicato che erano già state esaminate 1,8 milioni di pratiche, per un valore di 1,6 miliardi.
Il contratto con il concessionario, sottoscritto nel giugno del 2023, ha una durata decennale e punta a recuperare complessivamente oltre un miliardo di euro.
Se il ritmo attuale dovesse essere confermato, l’obiettivo potrebbe essere raggiunto prima della scadenza. Si tratta, tuttavia, di una proiezione che dipenderà dall’andamento futuro degli accertamenti, dai ricorsi e dalla capacità effettiva di recuperare le somme richieste.
Tari e Imu, il recupero dell’evasione
Una parte significativa dei risultati riguarda contribuenti e immobili che non risultavano correttamente inseriti nelle banche dati comunali.
Secondo il bilancio presentato dalla società, gli accertamenti hanno prodotto incassi vicini ai 127 milioni di euro. L’attività contro l’evasione Tari ha garantito oltre 43 milioni, con un tasso di riscossione superiore al 31 per cento, mentre dall’evasione Imu sono arrivati quasi 24 milioni.
Il recupero non rappresenta soltanto un’entrata immediata. L’inserimento dei soggetti individuati negli archivi tributari consente infatti di ampliare stabilmente la platea dei contribuenti anche per gli anni successivi.
È il principio del “pagare tutti per pagare meno”. L’eventuale riduzione delle tariffe, però, dipenderà dalle scelte di bilancio del Comune e dalla continuità degli incassi, non essendo un effetto automatico del recupero dell’evasione.
Dalla riscossione coattiva 177 milioni
Il contributo maggiore arriva dalla riscossione coattiva, cioè dalle procedure attivate nei confronti di chi non ha pagato dopo gli avvisi e le scadenze previste.
Sono state lavorate oltre 1,21 milioni di posizioni, per un valore complessivo vicino agli 890 milioni di euro. Gli incassi ottenuti attraverso questo canale hanno superato i 177 milioni.
I dati mostrano un’adesione rilevante da parte dei cittadini che hanno ricevuto gli atti e hanno successivamente pagato o chiesto una rateizzazione. Già nel 2024, nei primi mesi di attività, erano stati riscossi o rateizzati quasi 35 milioni tra Tari, Imu e sanzioni del Codice della strada.
La riscossione resta comunque un terreno delicato, soprattutto quando coinvolge famiglie o imprese in difficoltà. L’efficacia del sistema dipende anche dalla capacità di offrire informazioni chiare, correggere rapidamente eventuali errori e consentire piani di pagamento sostenibili.
Il Patto per Napoli da 1,2 miliardi
La maggiore capacità di riscossione è uno degli impegni centrali del Patto per Napoli, sottoscritto nell’aprile del 2022 dal sindaco Gaetano Manfredi e dall’allora presidente del Consiglio Mario Draghi.
L’accordo prevede trasferimenti statali per circa 1,2 miliardi di euro, subordinati al rispetto di obiettivi annuali di risanamento, incremento delle entrate e contenimento della spesa.
Palazzo San Giacomo ha già ricevuto più di 600 milioni. Il meccanismo incentiva il Comune a migliorare la riscossione, perché le maggiori entrate contribuiscono a rispettare gli obiettivi del piano e permettono di destinare più risorse ai servizi e agli investimenti sul territorio.
Disavanzo ridotto di 808 milioni
Gli effetti del piano emergono dai dati del bilancio comunale. Alla fine del 2021 il disavanzo era pari a circa 2,2 miliardi di euro. Il dato previsto per la chiusura del 2025 è sceso a 1,4 miliardi, con un recupero di circa 808 milioni.
Nello stesso periodo il debito finanziario si è ridotto di circa 840 milioni. Complessivamente, tra disavanzo e indebitamento, il Comune indica un miglioramento di circa 1,65 miliardi di euro.
Napoli resta comunque sottoposta al piano di riequilibrio fino al 2032. Il risanamento, quindi, non è concluso e richiede il mantenimento degli impegni assunti per diversi anni.
Più risorse per gli investimenti
Secondo l’amministrazione, una parte delle risorse liberate grazie al Patto e al miglioramento dei conti è stata utilizzata per aumentare gli investimenti sulla città.
Il Comune sostiene di avere triplicato la spesa destinata agli interventi strutturali, sfruttando sia i trasferimenti statali sia la maggiore capacità di sostenere finanziariamente i progetti.
La riscossione, in questa prospettiva, non è soltanto uno strumento contabile. Serve a ridurre il peso delle manovre correttive e a garantire risorse per manutenzioni, trasporti, servizi e infrastrutture.
I costi sostenuti dai contribuenti
Il Patto ha comportato anche misure più onerose. Tra queste, l’aumento dell’addizionale comunale Irpef dallo 0,8 all’1 per cento, entrato in vigore nel 2024, accompagnato dall’estensione dell’esenzione ai redditi fino a 12mila euro.
È stata inoltre aumentata l’addizionale comunale sui diritti di imbarco aeroportuale, una voce che ricade direttamente sui biglietti dei passeggeri e non esclusivamente sui residenti.
Secondo i dati richiamati dall’amministrazione, l’incremento non avrebbe frenato il traffico dell’aeroporto di Napoli, cresciuto tra il 2023 e il 2025. Anche in questo caso, però, l’andamento dei passeggeri può dipendere da diversi fattori e non consente, da solo, di misurare l’impatto della maggiore tassazione.
La sfida dei prossimi anni sarà trasformare gli attuali risultati in un equilibrio stabile: recuperare quanto dovuto, tutelare chi si trova in condizioni di difficoltà e dimostrare ai cittadini che le maggiori entrate si traducono concretamente in servizi migliori.
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Mappatella Beach, 21 anni dopo: dalla discarica al mare di tutti
Festa alla Rotonda Diaz per i 21 anni di Mappatella Beach, trasformata da area degradata in spiaggia pubblica attrezzata e accessibile.
Da discarica a cielo aperto a spiaggia pubblica attrezzata e frequentata anche dai turisti. Mappatella Beach ha celebrato i suoi primi 21 anni con il “Mare Libero Day”, l’iniziativa promossa dal deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli alla Rotonda Diaz di Napoli.
Secondo gli organizzatori, durante la mattinata sulla spiaggia erano presenti circa mille persone tra residenti e visitatori stranieri. Un’immagine che, per Borrelli, dimostra cosa significhi «restituire il mare alla città».
Oggi l’arenile è gestito dal Comune di Napoli e dispone di ombrelloni, docce, servizi igienici e attrezzature sportive. È presente anche un servizio di accompagnamento in acqua per le persone con disabilità, assicurato da personale qualificato e da dispositivi dedicati.
La bonifica iniziata nel 2005
Borrelli ha ricordato le condizioni dell’area nei primi anni Duemila, quando la spiaggia era invasa dai rifiuti e interessata anche dalla presenza di uno scarico fognario.
«Nel 2005 ottenemmo la bonifica, la sabbia fu ripulita e venimmo qui a fare il primo bagno», ha raccontato il parlamentare. Da quel momento è cominciato un percorso fatto di denunce, interventi pubblici e nuovi servizi.
Una battaglia condotta anche contro occupazioni abusive, vandalismi, borseggi e comportamenti incivili. Alla gestione e alla valorizzazione della spiaggia ha contribuito anche l’associazione 100×100 Naples.
L’obiettivo dell’intero litorale accessibile
Per Borrelli, Mappatella Beach rappresenta soltanto il primo passo di un percorso che dovrà interessare tutto il litorale cittadino, da Posillipo a Bagnoli fino a Napoli Est.
«Nei prossimi dieci anni dobbiamo rendere l’intero litorale napoletano fruibile da tutti. Il mare non può essere un privilegio per pochi: deve essere libero, pulito, sicuro e accessibile», ha dichiarato.
All’iniziativa hanno partecipato, tra gli altri, l’assessora comunale al Turismo Teresa Armato, la consigliera Flavia Sorrentino, lo speaker radiofonico Gianni Simioli e diversi rappresentanti di Europa Verde.
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Il gigante dei mari scopre l’Ischia sommersa: DreAMBoat visita Aenaria
Il superyacht DreAMBoat, lungo 111 metri, ha sostato davanti a Ischia Ponte. Gli ospiti hanno visitato Aenaria grazie alla cooperativa Marina di Sant’Anna.
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Camion per Ischia e Procida, scatta il dirottamento a Napoli: autotrasportatori in agitazione
L’ordinanza di Pozzuoli dirotta a Porta di Massa i mezzi pesanti diretti a Ischia e Procida. Gli autotrasportatori temono problemi nei rifornimenti, contestano le deroghe e chiedono soluzioni alternative.
Da lunedì 17 agosto cambia il dispositivo per il traffico commerciale diretto dal porto di Pozzuoli alle isole di Ischia e Procida. I mezzi che superano i limiti previsti dall’ordinanza comunale, con massa complessiva oltre le 3,5 tonnellate e lunghezza superiore agli otto metri, dovranno imbarcarsi dallo scalo napoletano di Porta di Massa.
La misura è stata adottata dopo le verifiche effettuate sugli edifici danneggiati dalla scossa bradisismica del 31 luglio. La presenza di due fabbricati pericolanti lungo le strade di accesso al porto puteolano ha reso necessario limitare il transito dei veicoli più pesanti. Il nuovo assetto, concepito come temporaneo, è stato definito durante il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica riunito a Ischia.
La diffida degli autotrasportatori
La soluzione ha provocato la reazione della New Atec, associazione degli autotrasportatori ischitani. Nel pomeriggio è stata inviata una diffida al prefetto di Napoli Michele di Bari e, per conoscenza, al sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni, con la richiesta di riesaminare e rimodulare l’ordinanza. L’associazione ha contemporaneamente proclamato lo stato di agitazione.
Secondo gli operatori, il trasferimento degli imbarchi a Porta di Massa rischia di compromettere l’approvvigionamento alimentare e il trasporto di merci deperibili e beni di prima necessità, soprattutto durante il picco turistico di agosto. Viene contestata anche la stima secondo cui i camion interessati sarebbero circa quaranta al giorno e rappresenterebbero il 25% del traffico commerciale.
Il presidente di New Atec, Marco Galano, sostiene invece che nel periodo estivo i mezzi di questa categoria costituiscano la grande maggioranza dei veicoli commerciali diretti a Ischia.
Contestata la deroga per i camion dei rifiuti
Un altro punto contestato riguarda la deroga prevista per gli automezzi adibiti al trasporto dei rifiuti. Secondo New Atec, questi veicoli avrebbero massa e dimensioni analoghe a quelle dei camion commerciali sottoposti al divieto. L’associazione chiede quindi di chiarire perché le prescrizioni di sicurezza siano applicate in maniera differente.
Gli autotrasportatori segnalano inoltre l’assenza di soluzioni per le prenotazioni già effettuate sui traghetti in partenza da Pozzuoli fino al 31 agosto. Senza una riprogrammazione dei titoli di viaggio e delle corse, sostengono, molte imprese potrebbero trovarsi nell’impossibilità di operare.
Le proposte alternative
New Atec propone una deroga al transito tra le 2 e le 12, quando il traffico cittadino è ridotto, oppure un incremento di almeno il 70% delle corse merci da Porta di Massa. Tra le alternative viene indicato anche l’utilizzo, con un adeguato potenziamento, dello scalo di Baia.
L’associazione ha chiesto la convocazione urgente di un tavolo in Prefettura con il Comune di Pozzuoli, le autorità marittime e le compagnie di navigazione. In assenza di risposte entro tre giorni, gli operatori annunciano ulteriori iniziative di protesta.
Preoccupazioni arrivano anche dalle amministrazioni isolane. Il sindaco di Ischia Enzo Ferrandino considera il dispositivo insufficiente rispetto al fabbisogno di merci del periodo estivo. A Procida, il gruppo consiliare “La Procida che Vorrei” ha chiesto garanzie sulla capacità delle corse da Napoli e un eventuale aumento dei collegamenti per evitare una riduzione degli spazi destinati ai mezzi diretti sull’isola.
L’entrata in vigore dell’ordinanza numero 439 è prevista per il 17 agosto. Il provvedimento resterà legato ai tempi necessari per mettere in sicurezza i fabbricati che rendono problematico l’accesso al porto di Pozzuoli. La data e l’impianto delle limitazioni trovano conferma nelle ricostruzioni pubblicate dal Corriere del Mezzogiorno e dalla Tgr Campania.




