Cronache
Napoli cresce nel turismo congressuale, ma servono spazi per i grandi eventi
Napoli rafforza il suo ruolo nel turismo congressuale con un +12% nel primo quadrimestre 2026. Ma la città deve investire su centri congressi più grandi per competere sugli eventi internazionali.
Napoli consolida il suo ruolo nel turismo congressuale e si conferma una destinazione sempre più attrattiva per eventi, convention e incontri internazionali. Nel primo quadrimestre del 2026, secondo i dati del Convention Bureau Napoli, la città ha registrato un aumento del 12% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, che già rappresentava un record storico.
Il dato conferma una crescita non episodica, ma strutturale. Napoli è ormai entrata stabilmente nelle mappe del settore MICE, acronimo che indica meetings, incentives, conventions ed exhibitions, cioè il mercato degli eventi professionali, aziendali e associativi.
Il report ICCA premia la città
A rafforzare il quadro arriva anche l’ultimo report ICCA, che colloca Napoli al 40esimo posto in Europa e al 73esimo nel mondo, a pari merito con New York. In Italia la città è quinta, in una classifica guidata da Roma e Milano.
Per il Convention Bureau Napoli si tratta di un riconoscimento importante, perché misura la capacità della destinazione di attrarre congressi internazionali e di competere in un mercato molto selettivo. La direttrice Chiara D’Andrea ha sottolineato il valore del risultato a margine dei dati presentati durante IMEX Frankfurt, una delle principali fiere mondiali dedicate al settore.
La promozione internazionale e il ruolo di ENIT
La partecipazione alle fiere internazionali è uno degli strumenti decisivi per candidare Napoli come destinazione congressuale. A IMEX Frankfurt, il Convention Bureau Napoli ha presentato la città e la Campania a una selezione di buyer internazionali nello stand di ENIT, curato dal Ministero del Turismo.
Nel corso dell’incontro sono state illustrate le potenzialità del territorio per eventi internazionali, convention aziendali, incentive travel e congressi associativi. Napoli punta su una combinazione forte: storia, posizione geografica, accoglienza, servizi, patrimonio culturale e crescente capacità organizzativa.
Le richieste arrivano soprattutto dall’Italia
La domanda resta in larga parte nazionale. Circa il 69% delle richieste per organizzare congressi a Napoli arriva dall’Italia, soprattutto da Lombardia e Lazio. Il restante 31% proviene dall’estero, con un peso crescente del Regno Unito, seguito da Stati Uniti, Spagna e Francia.
I settori più interessati alla destinazione Napoli sono quello medico-scientifico, turistico-culturale e dell’innovazione tecnologica e ingegneristica. Sono comparti ad alto valore aggiunto, capaci di generare non solo presenze alberghiere, ma anche relazioni professionali, investimenti e visibilità internazionale.
Il limite dei grandi eventi
La crescita, però, incontra un ostacolo strutturale. Napoli ha margini importanti soprattutto per eventi con oltre 2.000 partecipanti, ma oggi fatica a intercettarli per carenze infrastrutturali.
Il nodo è quello degli spazi. Servono centri congressi adeguati, esistenti da potenziare o nuovi da realizzare, per rendere la città competitiva anche sulle manifestazioni di grandi dimensioni. Senza questo salto, Napoli rischia di perdere una parte del mercato più ricco e internazionale.
Una sfida per il futuro della città
Il turismo congressuale non è soltanto una voce del comparto turistico. È una leva economica capace di portare presenze qualificate, destagionalizzare i flussi, riempire alberghi e ristoranti anche nei periodi meno forti e rafforzare l’immagine internazionale della città.
Napoli ha dimostrato di avere attrattività, riconoscibilità e una domanda crescente. Ora la sfida è trasformare questo vantaggio in una strategia stabile. Per riuscirci servono investimenti, programmazione e una visione capace di unire turismo, cultura, impresa e infrastrutture.
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