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Napoli corsaro, Sampdoria sconfitta a Marassi

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Vince il Napoli con la Sampdoria per 2-0 dopo un match molto combattuto, con tante occasioni sprecate dagli azzurri che volano al quarto posto in classifica a 59 punti scavalcando l’Atalanta impegnata nel tardo pomeriggio con la Fiorentina. Il Napoli arriva a Genova dopo il KO infrasettimanale con la Juventus nell’intento di riprendere la scia positiva interrotta mercoledì quando il Napoli veniva da 4 vittorie consecutive. Era vietato sbagliare in vista della corsa per un posto in Champions. Dopo la vittoria di Milan e Inter gli azzurri possono sperare – in quest’ultima parte della stagione – solo in un passo falso di Atalanta e Juventus per raggiungere l’obiettivo ma ciò che conta di più era portare a casa i tre punti contro i blucerchiati, tranquilli nella loro posizione di centroclassifica.
Rino Gattuso opera 5 cambi rispetto alla gara con la Juve: in porta ritorna Ospina, mentre in difesa accanto a Koulibaly e Di Lorenzo si rivedono Manolas e Mario Rui. A centrocampo confermati Fabian e Demme. Per i tre giocatori dietro la prima punta Osimhen (preferito a Mertens) scelto dal primo minuto Politano (e non Lozano) di fianco a Zielinski e Insigne. Nella Sampdoria in attacco due ex: oltre Gabbiadini, l’immancabile Fabio Quagliarella che contro i partenopei quasi sempre ha fatto ottime prestazioni con goal anche spettacolari.
La Samp tiene palla dall’inizio ma al 4’ ottima occasione per Zielinki che a centro area raccoglie al volo un cross di Politano: il suo siluro finisce fuori. La gara procede con un certo equilibrio anche se le folate del Napoli in attacco creano non pochi pericoli agli avversari spesso in affanno.
Al 21’ imbeccata di Insigne per Zielinki in area che dal fondo mette in mezzo ma la Samp si salva. Al 24’ discesa del capitano azzurro che entra in area ma Audero si oppone al suo tiro e devia in angolo.
Bella l’azione del Napoli al 34’: passaggi di prima alla trequarti campo tra Fabian, Osimhen, Zielinski e ancora Fabian che dal limite non sbaglia e porta il Napoli in vantaggio. Fallisce un agevole raddoppio Politano al 42’ spedendo sul fondo da due passi. Finisce così il primo tempo.
Nella ripresa i blucerchiati entrano in campo con un piglio diverso, più aggressivi. Viene ammonito Koulibaly per fallo su Candreva (al 24’ era stato ammonito anche Manolas). Gli azzurri hanno una occasione d’oro per il 2-0: al 51’ ripartenza per il Napoli con Fabian che verticalizza per Zielinski il cui tiro in porta, a colpo sicuro, viene mandato da Audero in calcio d’ angolo. Al 53’ fa tutto Fabian ma tira alto e un minuto dopo Insigne raccoglie la respinta di Audero su tiro di Fabian ma anche qui l’estremo difensore blucerchiato si supera. Il Napoli ha ripreso nelle mani il pallino del gioco, esercita una certa pressione provando a chiudere la gara.
Al 61’ e al 64’ Ospina si fa trovare pronto su Quagliarella e Gabbiadini. Al 66’ la Samp sostituisce Quagliarella con Keita.
Al 73 momenti di confusione in area del Napoli. Palla in angolo. Ospina a terra, sospetti crampi muscolari ma il portiere resta in campo nonostante Meret fosse già pronto a subentrare. Gattuso ne approfitta per sostituire Politano e Zielinski con Lozano e Mertens. Nel frattempo segna per i doria Thorsby di testa ma il Var richiama Valeri al controllo e l’arbitro annulla per fallo del norvegese su Koulibaly.
Il match resta vivo e fa registrare continui capovolgimenti di fronte. Fa la sua parte Osimhen all’87’: palla persa dalla Samp e verticalizzazione immediata per il nigeriano che in corsa brucia Yoshida e batte Audero per lo 0-2.
Due sostituzioni per il Napoli al 90’: fuori Insigne per Elmas e Fabian per Bakayoko. L’arbitro Valeri concede sei minuti di recupero. Ma gli azzurri difendono bene e chiudono la gara portando a casa i tre punti.

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Grande Milan, ribaltato il Verona a San Siro

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Da una nuova possibile ‘Fatal Verona’ a una rimonta di tre reti che vale il miglior avvio di sempre in campionato. Nonostante le assenze, il Milan ribalta l’Hellas sul 3-2 e vola a quota 22: nell’era dei tre punti, dopo otto giornate, non era mai andato oltre i 20. L’ennesimo segnale di grande maturita’ per la banda di Pioli, in testa in attesa del Napoli. Un Diavolo incerottato senza Maignan, Theo Hernandez e Diaz, vede complicarsi la serata dopo sette minuti con il vantaggio ospite firmato da Caprari, servito nello spazio da Veloso. Il Milan abbozza una reazione, Daniel Maldini ci prova con una girata che vola alta sulla traversa ma il Verona mantiene un ritmo forsennato in pressione e non si accontenta. A meta’ del primo tempo arriva anche un calcio di rigore concesso dall’arbitro Prontera di Bologna, che punisce un contatto molto dubbio di capitan Romagnoli sull’ex Kalinic: Tatarusanu intuisce ma non basta per impedire il raddoppio dal dischetto di Barak. Per Pioli piove sul bagnato, al 37′ si ferma anche Rebic (il migliore dei suoi fino a quel momento) e il cambio di Leao e’ obbligato.

I rossoneri non ci stanno, in campo nella ripresa Castillejo e Krunic ma soprattutto un piglio diverso, sfruttando la velocita’ di Leao. Il portoghese reclama prima per un braccio largo di Casale in area gialloblu’ non sanzionato dal direttore di gara, poi pennella il cross per Giroud, che al 59′, rianima San Siro con la rete dell’1-2. La squadra di Tudor paga la fatica di un’ora di gioco a una velocita’ di crociera troppo elevata, perde intensita’ e lucidita’ subendo il forcing del Milan e nel giro di due minuti si ritrova sotto nel punteggio. Protagonista a sorpresa e’ Castillejo: l’esterno spagnolo si procura un rigore, trasformato con freddezza da Kessie al 76′, e poi al 78′ propizia il maldestro autogol di Gunter che fa esplodere il Meazza e completa la rimonta sul 3-2. Nel mezzo c’era stato anche l’ingresso di Ibrahimovic, che per poco non mette la ciliegina sulla torta con un tentativo in rovesciata. Ma la sostanza non cambia: il Milan resta imbattuto, primo stop per il Verona di Tudor.

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La Lazio vince in rimonta tra mille polemiche contro una bella Inter per un’ora

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La Lazio vince in rimonta il big match contro l’Inter, trovando un successo pesantissimo dopo il brutto ko di Bologna. All’Olimpico finisce 3-1 grazie alle reti di Immobile, Felipe Anderson e Milinkovic, che rendono inutile il momentaneo vantaggio di Perisic. Tante le polemiche da parte della squadra dell’ex Inzaghi, che recrimina per un gesto di mancata ‘sportivita” in occasione del secondo gol laziale: i biancocelesti sono arrivati a segnare con Dimarco a terra dolorante, facendo scaturire vivaci proteste dei nerazzurri con tanto di rissa accennata e continuata anche nel post partita.

Primo ko in campionato per l’Inter, quarta vittoria invece per la Lazio che sale a 14 punti in classifica. Buoni ritmi e tanta vivacita’ nelle primissime battute di gara, con i nerazzurri che si fanno vedere subito con Dzeko e i biancocelesti che rispondono al 10′ creando la prima vera palla gol: il tiro di Pedro viene respinto da Skriniar, sulla ribattuta Leiva calcia lato di potenza. Sul ribaltamento di fronte, appena un minuto piu’ tardi, arriva l’episodio che sblocca il match: Barella va giu’ in area dopo un contatto con Hysaj, dal dischetto si presenta Perisic (in assenza di Lautaro) e firma il vantaggio interista.

La Lazio reagisce e al 24′ va ad un passo dal pareggio con Basic, che si avventa sul cross basso di Anderson, chiamando Handanovic alla risposta centrale. Al 34′ si fa trovare pronto anche Reina dall’altra parte, volando a deviare un mancino di Perisic diretto sotto il sette. Superato da poco il quarto d’ora della ripresa, arriva un altro episodio da rigore, stavolta in favore dei biancocelesti: Bastoni intercetta con il braccio un colpo di testa di Patric, Irrati assegna il secondo penalty di serata e Immobile realizza la rete dell’1-1. Nel finale la Lazio la ribalta con tante polemiche: all’81’ Felipe Anderson segna con Dimarco fermo a terra, portando avanti i suoi tra le mille proteste degli interisti, che perdono la testa e nel recupero incassano anche il 3-1 definitivo firmato da Milinkovic Savic.

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Lo Spezia torna a vincere, 2-1 alla Salernitana

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Lo Spezia torna alla vittoria e lo fa battendo in rimonta la Salernitana. Al Picco il primo anticipo dell’ottava giornata del campionato di serie A finisce 2-1 per i padroni di casa. Sono tre punti pesantissimi per lo Spezia che si rilancia in classifica. Sorpasso dei liguri dopo un primo tempo double face ma una ripresa dai contenuti altissimi. E’ Kovalenko che regala il successo ai liguri con un gol d’autore. E’ una partenza soft anche perche’ i punti in palio sono davvero pesanti, lo sanno tutti che e’ un crocevia. Soprattutto gli aquilotti di Thiago Motta che giocano in casa e deve essere l’occasione per dare una svolta alla stagione. E l’avvio dello Spezia e di quelli convincenti secondo il solito modello con pressing alto sul portatore di palla mentre la Salernitana riesce a contenere e ripartire in contropiede con velocita’. Come detto lo Spezia mostra subito i muscoli e lo fa al 27′ con Salcedo che colpisce la traversa da posizione ravvicinata. Poi i ragazzi di Castori alzano il baricentro e incominciano ad avanzare dalle parti di Provedel che prima si esalta su Simy al 38′ ma nulla puo’ sullo stesso attaccante pochi secondi dopo quando sfrutta al meglio un assist di Obi.

Nella ripresa l’avvio dello Spezia e’ di quelli sprint con il pareggio che si concretizza con Strelec dopo pochi minuti (6′): colossale disattenzione di Kechrida che avvia la ripartenza dei liguri e la fiondata dell’attaccante e’ una sentenza per il portiere campano. Lo Spezia vuole la vittoria e alza vertiginosamente il ritmo. Prima sfiora il sorpasso con Nzola e Salcedo ma Belec e’ strepitoso poi al 32′ arriva il raddoppio grazie alla giocata straordinaria di Kovalenko che disegna una parabola straordinaria che finisce all’incrocio dei pali. Un gol pesantissimo che regala i tre punti alla formazione di Thiago Motta.

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