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Napoli-Conte verso il sì: De Laurentiis prepara il vertice decisivo mentre gli azzurri si giocano la Champions a Pisa
Antonio Conte e Aurelio De Laurentiis sono sempre più vicini a trovare un’intesa per proseguire insieme al Napoli. Dopo i primi colloqui chiarificatori, resta da definire il vertice finale sul nuovo progetto tecnico ed economico del club. Intanto gli azzurri si preparano alla decisiva sfida contro il Pisa per blindare la qualificazione in Champions League.
Gli esami non finiscono mai, direbbe Eduardo. E neppure quelli tra Aurelio De Laurentiis e Antonio Conte sembrano conclusi, nonostante una stagione che si avvia verso la qualificazione in Champions League e un secondo posto ormai a portata di mano.
Nelle ultime ore tra il presidente del Napoli e il tecnico salentino ci sono stati i primi contatti diretti dopo settimane di silenzi pubblici, riflessioni e qualche inevitabile tensione. Telefonate, chiarimenti e confronti franchi che avrebbero avvicinato le parti verso quello che ormai molti definiscono già il “Conte-ter”.
La fumata bianca non è ancora arrivata, ma il clima tra Conte e De Laurentiis appare oggi molto meno distante rispetto alle settimane passate.
I dubbi di De Laurentiis sulla stagione
Il patron azzurro, secondo quanto filtra, non avrebbe nascosto alcune perplessità sulla gestione dell’ultima stagione. Più che il risultato finale, a lasciare amarezza sarebbe stato l’andamento di alcune partite e la sensazione di un Napoli capace di oscillare senza mai trovare piena continuità.
Pisa, in questo senso, è diventata quasi una metafora della stagione azzurra: una squadra che sembra pendere pericolosamente ma che poi riesce sempre a restare in piedi.
De Laurentiis avrebbe chiesto chiarimenti anche sul piano tecnico e gestionale, soprattutto in vista del nuovo progetto economico che il club intende avviare.
Il nodo dei costi e il nuovo Napoli
Nel vertice finale, atteso appena arriverà la certezza matematica della Champions League, il presidente ribadirà a Conte la necessità di un ridimensionamento dei costi, soprattutto sul fronte del monte ingaggi e delle spese di mercato.
Una linea condivisa anche dall’amministratore delegato Andrea Chiavelli e considerata indispensabile per garantire la sostenibilità futura del club.
Conte, però, avrebbe mostrato una disponibilità maggiore del previsto verso la nuova impostazione aziendale del Napoli.
Il tecnico leccese, che percepisce uno stipendio da circa 8 milioni di euro, non avrebbe mai realmente pensato alle dimissioni, così come De Laurentiis non avrebbe mai preso in considerazione l’idea di esonerarlo.
Nessun contatto con Milan, Roma o Nazionale
Nelle ultime settimane si sono rincorse indiscrezioni su possibili contatti tra Conte e altri club o addirittura con la Nazionale italiana. Ma secondo quanto emerge, il tecnico non avrebbe aperto alcun tavolo con Milan, Roma o FIGC.
Dopo l’appello lanciato da De Laurentiis dagli Stati Uniti — “se deve andare via me lo dica subito” — sarebbe calato un silenzio significativo, interpretato come il segnale della volontà reciproca di proseguire insieme.
Il presidente avrebbe preso atto che Conte non vuole lasciare Napoli, salvo eventuali rotture improvvise nel confronto finale.
I piani B del Napoli
De Laurentiis, tuttavia, avrebbe comunque valutato alcuni possibili scenari alternativi. Un piano B esiste, ma soltanto come soluzione estrema.
Tra i profili maggiormente apprezzati dal presidente ci sarebbero Maurizio Sarri, Vincenzo Italiano e Raffaele Palladino. Suggestioni e apprezzamenti che, almeno al momento, restano sullo sfondo.
La priorità assoluta del Napoli resta la permanenza di Antonio Conte sulla panchina azzurra.
Pisa decisiva per la Champions
Intanto il Napoli si prepara alla delicata sfida contro il Pisa, gara chiave nella corsa Champions. Un appuntamento che Conte considera simbolico e che arriva in un orario — mezzogiorno — contestato apertamente anche dal tecnico.
Nonostante la lunga emergenza fisica degli ultimi mesi, il Napoli recupera pezzi importanti. Oggi partirà anche David Neres, fermo da 118 giorni e reduce da una lunga serie di problemi muscolari.
Kevin De Bruyne sarà regolarmente titolare dopo aver smaltito l’incidente accusato contro il Bologna.
Possibile anche una sorpresa offensiva: Vergara potrebbe partire dal primo minuto accanto al belga, mentre Alisson potrebbe iniziare dalla panchina.
Rrahmani carica il Napoli
A trasmettere fiducia all’ambiente ci ha pensato Amir Rrahmani, che ai microfoni di Crc ha ribadito l’importanza della sfida contro il Pisa.
“Sappiamo che servono tre punti per conquistare la Champions League”, ha spiegato il difensore azzurro.
E i numeri danno fiducia a Conte: il suo Napoli, dopo due gare consecutive senza vittoria, storicamente non sbaglia quasi mai.
Sport
Kimi Antonelli, il predestinato che ha conquistato Monaco e ora sogna il titolo mondiale
Andrea Kimi Antonelli vince il GP di Monaco e diventa il più giovane trionfatore nella storia della gara. Con il quinto successo consecutivo, il pilota Mercedes vola in testa al Mondiale con 66 punti di vantaggio su Lewis Hamilton.
Monaco era l’esame più difficile, Kimi Antonelli lo ha trasformato nell’ennesima prova di forza. Il talento bolognese della Mercedes, non ancora vent’anni, ha vinto il Gran Premio più iconico della Formula 1 ed è diventato il più giovane pilota a trionfare sulle strade del Principato.
Dopo la pole storica di Shanghai, Antonelli aggiunge un altro primato a una stagione che sta assumendo i contorni dell’impresa. Cinque vittorie consecutive, 156 punti in classifica e 66 lunghezze di vantaggio su Lewis Hamilton: numeri che raccontano la nascita di un protagonista destinato a segnare il futuro della Formula 1.
Il trionfo nel circuito che non perdona
Il GP di Monaco è il circuito cittadino per eccellenza, una pista dove il talento non basta se non è accompagnato da lucidità, precisione e controllo.
Antonelli ha guidato con maturità sorprendente, resistendo alla pressione, gestendo le ripartenze e mantenendo il comando anche nei momenti più delicati della gara.
La vittoria di Montecarlo pesa più di un normale successo, perché arriva sul tracciato dove ogni errore si paga subito e dove i grandi campioni hanno costruito una parte della loro leggenda.
Il ragazzo che impara più in fretta degli altri
Di Antonelli colpisce la rapidità con cui assimila informazioni tecniche, corregge gli errori e trova il limite della vettura.
La sua guida è aggressiva solo quando serve. Più spesso è pulita, sensibile, capace di proteggere gli pneumatici e mantenere equilibrio in ingresso curva.
È questa combinazione tra velocità naturale e controllo a renderlo diverso. Kimi non sembra inseguire la macchina: sembra capirla prima degli altri.
La scommessa vinta da Toto Wolff
Il primo a intuire il suo potenziale fu Gwen Lagrue, responsabile del programma giovani piloti Mercedes, che lo portò nell’orbita del team quando correva ancora nei kart.
Toto Wolff decise di puntare su di lui dopo avere visto pochi filmati. Sembrava un investimento di lungo periodo. Invece la scommessa sta pagando molto prima del previsto.
Quando nel 2025 Mercedes annunciò Antonelli come sostituto di Lewis Hamilton, molti parlarono di rischio. Oggi quella scelta appare come una delle più lucide della storia recente del team.
Dalla Formula 2 alla vetta della Formula 1
Nel 2024 Antonelli saltò la Formula 3 e passò direttamente dalla Formula Regional alla Formula 2.
Vinse due gare, una sotto il diluvio di Silverstone e una in Ungheria, mostrando velocità, coraggio e capacità di adattamento. Anche quando non lottava per il vertice con la Prema, raccoglieva esperienza preziosa.
La Mercedes vide abbastanza. Poco dopo il suo diciottesimo compleanno arrivò l’annuncio: Kimi sarebbe salito sulla monoposto lasciata libera da Hamilton.
Il nuovo volto della Formula 1 italiana
Viso incorniciato dai riccioli, sorriso spontaneo e una calma sorprendente appena abbassa la visiera, Antonelli è già entrato nel cuore degli appassionati italiani.
È figlio d’arte: papà Marco è stato pilota e gli ha trasmesso la passione per la velocità. Ma il salto compiuto da Kimi appartiene a una dimensione diversa.
L’Automobile Club d’Italia gli ha reso omaggio con una pagina sui quotidiani sportivi. Un segnale chiaro: l’Italia della Formula 1 ha trovato il suo nuovo simbolo.
Un mondiale che non è più solo un sogno
Dopo sei Gran Premi, Antonelli non è più soltanto il giovane predestinato da proteggere. È il leader del Mondiale.
Hamilton è distante 66 punti, Russell fatica a tenere il passo con la stessa Mercedes e gli altri rivali inseguono una continuità che Kimi ha già trovato.
Toto Wolff invita alla prudenza, ma la classifica parla da sola. Antonelli è già dentro la lotta per il titolo mondiale.
Il futuro corre con Kimi
La Formula 1 ha visto nascere molti talenti precoci, ma pochi hanno mostrato così presto questa combinazione di velocità, freddezza e intelligenza tecnica.
Monaco non lo ha consacrato soltanto come vincitore. Lo ha presentato al mondo come possibile dominatore dei prossimi anni.
Kimi Antonelli era arrivato nel Circus con l’etichetta del predestinato. Dopo il trionfo nel Principato, quella parola non basta più. Ora è il pilota che tutti devono inseguire.
In Evidenza
Sinner al San Raffaele per accertamenti dopo il malore di Parigi: cresce l’attesa per Wimbledon
Jannik Sinner si è sottoposto a una serie di accertamenti all’ospedale San Raffaele di Milano dopo il malore accusato durante il Roland Garros. Il numero uno del mondo dovrebbe lasciare la struttura già in serata.
Jannik Sinner è tornato sotto osservazione medica per approfondire le cause del malore che lo aveva colpito durante il Roland Garros. Il numero uno del tennis mondiale si è presentato questa mattina all’ospedale San Raffaele di Milano per sottoporsi a una serie di accertamenti specialistici.
Il tennista altoatesino si trova nel Padiglione Diamante della struttura sanitaria milanese e, secondo le informazioni disponibili, dovrebbe lasciare l’ospedale già in serata dopo il completamento degli esami programmati.
Il malore durante il Roland Garros
L’episodio che ha portato agli approfondimenti medici risale al 28 maggio, durante il torneo del Roland Garros.
In quell’occasione Sinner aveva accusato un improvviso malessere che aveva destato preoccupazione tra tifosi, addetti ai lavori e componenti del suo staff.
Nonostante il problema fisico, il campione azzurro era riuscito a proseguire il proprio percorso agonistico, ma i medici hanno successivamente ritenuto opportuno programmare ulteriori controlli per chiarire l’origine dell’episodio.
Accertamenti programmati
Al momento non sono stati diffusi dettagli ufficiali sulla natura degli esami ai quali il tennista si sta sottoponendo.
Fonti vicine all’ambiente sportivo parlano di controlli approfonditi e programmati, effettuati a scopo precauzionale per verificare le condizioni generali dell’atleta e scongiurare eventuali criticità.
Non risultano al momento indicazioni di emergenze cliniche o di particolari aggravamenti delle condizioni di salute del giocatore.
La scelta di effettuare gli accertamenti in una delle principali strutture ospedaliere italiane conferma tuttavia l’attenzione con cui viene seguito il caso.
Attesa per il ritorno in campo
L’interesse attorno alle condizioni di Sinner è legato soprattutto ai prossimi impegni agonistici del numero uno del ranking ATP.
L’obiettivo principale resta Wimbledon, appuntamento nel quale l’azzurro sarà tra i principali favoriti per la vittoria finale.
Lo staff tecnico e medico sta monitorando attentamente la situazione per garantire che il giocatore possa affrontare il torneo londinese nelle migliori condizioni possibili.
La prudenza prima di Wimbledon
Nel tennis moderno la gestione fisica degli atleti rappresenta un elemento decisivo quanto la preparazione tecnica.
Sinner arriva da mesi particolarmente intensi, caratterizzati da numerosi incontri ad altissimo livello e da un calendario estremamente impegnativo.
Per questo motivo ogni segnale proveniente dal suo organismo viene valutato con la massima attenzione.
L’attesa ora è tutta per l’esito degli accertamenti del San Raffaele, che potrebbero fornire indicazioni più precise sulle cause del malore accusato a Parigi e sul programma di preparazione in vista della stagione sull’erba.
Tifosi in attesa di notizie
La presenza del campione italiano nella struttura milanese ha immediatamente acceso l’attenzione dei tifosi e dei media.
Sinner resta infatti uno degli sportivi più seguiti d’Italia e ogni aggiornamento sulle sue condizioni viene seguito con particolare interesse.
Se gli esami confermeranno l’assenza di problemi significativi, il numero uno del mondo potrà riprendere regolarmente il percorso di avvicinamento a Wimbledon, dove punta a confermare il proprio ruolo di protagonista assoluto del tennis internazionale.
Sport
Cobolli fa volare il Nove: la finale del Roland Garros sfiora 2,7 milioni di spettatori
La finale del Roland Garros tra Flavio Cobolli e Alexander Zverev ha conquistato 2 milioni 685mila spettatori e il 23,3% di share sul Nove, con picchi di 3,4 milioni e del 28%.
Flavio Cobolli non ha conquistato il Roland Garros, ma ha trascinato il tennis italiano verso un altro straordinario successo televisivo. La finale disputata contro Alexander Zverev ha fatto volare gli ascolti del Nove, trasformando il canale nella rete nazionale più seguita durante la messa in onda dell’incontro.
Il match ha raccolto in daytime 2 milioni 685mila spettatori, con il 23,3% di share, confermando quanto il tennis sia ormai diventato uno dei principali motori dell’audience televisiva italiana.
Picchi di 3,4 milioni di spettatori
Durante le fasi più combattute della finale, seguita fino al quinto set, gli ascolti hanno raggiunto punte di 3 milioni 400mila spettatori.
Il picco di share è arrivato al 28%, un risultato particolarmente significativo per una partita trasmessa nel pomeriggio e su un canale che non appartiene alle tradizionali reti generaliste Rai e Mediaset.
La lunga battaglia tra Cobolli e Zverev ha mantenuto davanti allo schermo un pubblico ampio, coinvolto dalla rimonta dell’italiano e dall’incertezza del risultato fino alla fase decisiva.
Il Nove primo canale nazionale durante la finale
Nel periodo di trasmissione della partita, il Nove è stato il primo canale televisivo nazionale, superando tutte le altre reti sul pubblico complessivo.
Il canale ha raggiunto il 9,2% di share nell’intera fascia daytime ed è risultato il terzo più seguito nelle 24 ore, con una media del 5,4%.
Numeri che dimostrano come il grande sport in chiaro possa modificare profondamente gli equilibri tradizionali degli ascolti televisivi.
La scelta di trasmettere la partita in chiaro
La finale del Roland Garros era un’esclusiva di Warner Bros. Discovery, titolare dei diritti attraverso Eurosport.
Il gruppo aveva deciso di rendere disponibile il match anche sul Nove, consentendo a tutto il pubblico italiano di seguire gratuitamente la prima finale Slam della carriera di Cobolli.
La partita è stata preceduta dal programma di approfondimento “Courtside” ed è stata raccontata dalla squadra di commentatori di Eurosport.
Cobolli conquista il pubblico italiano
Il percorso del tennista romano a Parigi ha progressivamente attirato l’attenzione del grande pubblico.
Cobolli ha raggiunto la finale dopo un torneo straordinario e ha affrontato Zverev senza arrendersi dopo un primo set nettamente favorevole al tedesco.
L’azzurro ha reagito, ha vinto il secondo parziale e ha portato la partita al quinto set, prima di cedere fisicamente nella frazione decisiva.
Il coraggio e la capacità di lottare hanno trasformato la finale in un evento collettivo, capace di coinvolgere anche telespettatori che normalmente non seguono il circuito internazionale.
Il tennis sempre più centrale negli ascolti
Negli ultimi anni il tennis ha conquistato uno spazio crescente nella televisione italiana, grazie ai risultati ottenuti dagli azzurri e alla presenza continua di giocatori italiani nelle fasi decisive dei principali tornei.
Le imprese di Jannik Sinner hanno aperto una nuova stagione, ma il successo televisivo di Cobolli conferma che l’interesse non è legato esclusivamente a un singolo campione.
Il pubblico segue ormai con partecipazione un’intera generazione di tennisti italiani, diventata protagonista ai massimi livelli.
Una finale persa ma un successo televisivo
Zverev ha conquistato il suo primo titolo del Grande Slam, imponendosi in cinque set. Cobolli ha invece lasciato Parigi con la consapevolezza di avere compiuto un salto definitivo nella propria carriera.
Alla crescita sportiva si aggiunge ora un dato televisivo di grande valore.
Quasi 2,7 milioni di spettatori e il 23,3% di share raccontano un’altra vittoria del tennis italiano, capace di portare il Nove davanti a tutte le reti nazionali e di trasformare una finale pomeridiana in uno degli eventi televisivi dell’anno.


