Cronache
Napoli città cardioprotetta, “l’Origano” di Olga Fernandes consegna un defibrillatore al Bar del Mare di Riva Fiorita
La consegna del defibrillatore sarà effettuata il 19 luglio. Alla cerimonia saranno presenti Diego Maradona junior, il professor Carlo Vosa, l’artista Gigi Finizio e tanti altri che hanno a cuore iniziative benefiche e solidali. E’ l’ennesima apparecchiatura salvavita che la divulgatrice scientifica Olga Fernandes riesce a fornire a enti, associazioni, strutture di ogni genere con il suo impegno solidale.
Un malore improvviso, imprevedibile, letale. Un arresto cardiaco e la vita può scivolare via in quei pochi minuti nei quali un soccorso tempestivo ed appropriato può fare la differenza. Solo in Italia ogni giorno muoiono più di 200 persone per arresto cardiaco; lo sa molto bene la giornalista e divulgatrice scientifica Olga Fernandes che ormai da anni si interessa di città cardioprotetta attraverso la sua iniziativa l’ORigano, collegata anche al suo omonimo libro di poesie.
Il prossimo 19 luglio, Olga consegnerà un defibrillatore al ristorante “Bar del mare”, di Riva Fiorita. L’ennesima apparecchiatura salvavita che la divulgatrice scientifica riesce a fornire a enti, associazioni, strutture di ogni genere con il suo impegno solidale.

Bar del Mare di Riva Fiorita. Olga Fernandes consegnerà un defibrillatore al titolare del bar Nicola Marino
“In Italia- spiega Olga Fernandes- più di 70mila persone perdono la vita ogni anno in seguito ad un arresto cardiocircolatorio. Il tasso di sopravvivenza è determinato dal tempo di intervento dei soccorritori. Ogni minuto che passa,aggiunge,le possibilità di salvarsi si riducono del 10 per cento. Dopo 5 minuti, la speranza di vita è del 50 per cento. In Italia, dove mediamente i soccorsi arrivano tra i 12 ed i 15 minuti, la percentuale scende al 2 per cento. Un defibrillatore nei paraggi del luogo dove avviene il malore è decisivo”.
Alla consegna della preziosa apparecchiatura parteciperà anche Diego Armando Maradona junior, che non perde occasione per impegnarsi in iniziative a favore del prossimo, così come l’artista Gigi Finizio, l’attore e cabarettista Lino D’Angiò e il cardiochirurgo Carlo Vosa, che pure saranno presenti insieme ad altre personalità. Nicola Marino, proprietario del Bar del Mare, ha già effettuato l’apposito corso di formazione per utilizzare il defibrillatore, ed è pronto a intervenire in caso di necessità.
“La nostra zona – spiega Marino – è molto affollata, non soltanto nel periodo estivo. Qui ci sono ragazzi che praticano sport tutto l’anno, e purtroppo nel tempo non sono mancati incidenti con l’aggravante che l’area è difficilmente raggiungibile dalle autoambulanze a causa delle auto parcheggiate purtroppo non correttamente. Sono pienamente convinto della validità dell’iniziativa della Fernandes ed ho aderito con piacere. Se davvero vogliamo che qualcosa cambi, chi può deve fare la sua parte”.
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Federico II svelata: dieci anni di campus a San Giovanni a Teduccio, l’università apre le porte alla città
Dieci anni del campus della Federico II a San Giovanni a Teduccio: il 20 marzo porte aperte con ricerca, startup, robot e visite guidate per raccontare la trasformazione di Napoli Est.
Cronache
Caso del cuore trapiantato al Monaldi: verbale secretato di un infermiere chiave nell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo
Inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo dopo il trapianto al Monaldi: secretato il verbale dell’infermiere presente in sala operatoria. Indagini su trasporto dell’organo e sulle procedure seguite.
Un verbale considerato cruciale potrebbe rappresentare un punto di svolta nell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo al quale è stato trapiantato un cuore poi risultato danneggiato dal ghiaccio secco.
È stato ascoltato dai magistrati l’infermiere specializzato Francesco Farinaceo, presente il 23 dicembre nella sala operatoria della chirurgia pediatrica dell’Ospedale Monaldi. Il suo verbale è stato secretato e al momento non è a disposizione delle parti.
Secondo quanto emerge dagli atti dell’indagine, Farinaceo sarebbe stato l’infermiere che ha materialmente aperto il contenitore nel quale era custodito il cuore proveniente da Bolzano e destinato al piccolo paziente.
Le indagini della Procura di Napoli
L’inchiesta è coordinata dal pubblico ministero Giuseppe Tittaferrante sotto la supervisione del procuratore aggiunto Antonio Ricci. Gli accertamenti sono affidati ai carabinieri del NAS, guidati dal colonnello Alessandro Cisternino.
Gli investigatori stanno ricostruendo con precisione tutte le fasi dell’intervento: prima dell’espianto, durante il trasporto dell’organo e nel momento del trapianto.
Secondo quanto riferito in testimonianza dall’infermiera Virginia Terracciano, sarebbe stato proprio Farinaceo ad aprire il contenitore con il cuore donato e ad assistere allo scambio di indicazioni tra il chirurgo e l’équipe medica presente in sala.
Il ruolo del chirurgo e i dubbi sull’avvio dell’intervento
Tra i punti centrali dell’inchiesta c’è la decisione di avviare l’intervento chirurgico sul piccolo paziente. Gli inquirenti stanno cercando di chiarire cosa abbia spinto il chirurgo Guido Oppido a procedere con l’apertura dello sterno.
Le ipotesi al vaglio sono principalmente due: la necessità di intervenire rapidamente per evitare che il cuore donato diventasse inutilizzabile allo scadere delle quattro ore successive all’espianto oppure la convinzione di aver ricevuto un via libera dai colleghi presenti in sala operatoria.
Oppido è tra i sette medici attualmente indagati nell’inchiesta ed è stato sospeso dall’ospedale al termine di una prima istruttoria interna.
La denuncia sul “clima tossico” nel reparto
Farinaceo risulta anche il primo firmatario di una lettera di denuncia inviata il 27 gennaio ai vertici dell’azienda ospedaliera. Nel documento viene segnalato un presunto “clima tossico” all’interno del reparto attribuito alla gestione del chirurgo.
Dopo la sua audizione è probabile che vengano ascoltati anche gli altri firmatari della lettera, tra cui diversi infermieri già sentiti come testimoni.
Secondo alcune testimonianze raccolte dagli investigatori, il chirurgo avrebbe iniziato il clampaggio dell’aorta prima dell’arrivo del cuore in sala operatoria. Un passaggio che gli inquirenti stanno verificando con attenzione.
Il trasporto dell’organo e il termos da spiaggia
Un altro elemento emerso nelle ultime ore riguarda un video acquisito dagli investigatori relativo al trasporto di un organo avvenuto nel 2021.
Nel filmato si vedrebbe l’utilizzo dello stesso contenitore termico artigianale da spiaggia utilizzato anche per il trasporto del cuore destinato al piccolo Domenico.
Questo dettaglio è diventato uno dei punti più controversi dell’intera vicenda.
Gli accertamenti sull’espianto a Bolzano
Parallelamente l’attenzione degli investigatori si concentra anche su quanto accaduto nell’Ospedale San Maurizio, dove è stato espiantato il cuore donato.
Secondo un report degli ispettori del Ministero della Salute, sarebbe al vaglio anche la possibilità di un errore nel dosaggio di un farmaco somministrato durante la fase di espianto.
Un eventuale errore potrebbe aver danneggiato l’organo prima del trasporto.
L’avvocato Francesco Petruzzi, legale dei genitori del piccolo Domenico, Antonio e Patrizia Caliendo, ha spiegato che questo aspetto potrà essere chiarito dagli esami autoptici sui tessuti.
Secondo il legale, tuttavia, tale eventualità non cambierebbe il quadro delle responsabilità che gli inquirenti stanno valutando in relazione alle procedure seguite dall’équipe dell’ospedale napoletano.
Cronache
Terremoto di magnitudo 2.8 nell’Avellinese: scossa registrata vicino a Forino
Scossa di terremoto di magnitudo 2.8 registrata vicino a Forino, in provincia di Avellino. Epicentro a circa 6 km di profondità secondo l’INGV.



