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Napoli – Barcellona nel segno di Diego, Spalletti: Proviamo a vincere

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Napoli – Barcellona, chi non vorrebbe giocarla? Allo stadio Maradona si disputerà un match impegnativo ma che riempirebbe di adrenalina positiva ogni atleta.
Bisogna sempre tentare l’impossibile. Dietro ogni ostacolo può esserci il successo, dunque mai arrendersi prima di averci quantomeno provato. E’ la filosofia di Luciano Spalletti intervenuto nella conferenza stampa pre partita:
“Niente è impossibile per noi, ciò che è possibile per Dio… e lui sta con noi. Una gara difficile. Proviamo ad essere i soldati di un videogioco, una battaglia per conquistare una postazione, se vinci ti fai spazio se ti sparano soccombi”.

L’allenamento del Napoli prima della partita con il Barcellona al “Maradona”

Il mister avrà fatto del suo meglio per dare ai ragazzi la carica emotiva e l’equilibrio mentale indispensabile dopo il pari con il Cagliari: “Occorre far leva sulle nostre qualità, quelle che ci hanno portato ai primi posti della classifica. L’obiettivo è avere una squadra che voglia restare nella testa della sua gente”.
Il Napoli dopo Lozano e Anguissa perde Malcuit per per infortunio ma la buona notizia è che ha recuperato Insigne, Politano e può far affidamento dal primo minuto su Fabian e Osimhen che non erano in perfetta condizione fisica nelle ultime partite. Lo stesso Di Lorenzo scenderà in campo regolarmente dopo la botta alla testa subita con il Cagliari.


“Insigne partirà dall’inizio ed ha quel livello di personalità e qualità calcistica per indirizzare il risultato. Si cercherà di mettere in campo una squadra equilibrata, sarà più bravo chi sbaglia meno. Il risultato di 1-1 non favorisce nessuno, la partita porterà all’eliminazione di una delle più forti della competizione. Per fare risultato prima del 90′ serve una squadra seria. Una lezione abbiamo imparato lunedì: a Cagliari c’è stata più fame di salvezza che la nostra voglia di scudetto. Vediamo ora se queste gare da sogno sono quelle che aspettiamo dal primo pallone toccato da bambini. Osimhen? Con il suo gol di testa ha mostrato quella incazzatura animale che mi aspetto anche da altri. Lui ha delle qualità super, extra in velocità, serve essere più compatti per dargli il supporto giusto”.


E il riferimento a Diego Armando Maradona suscita in Spalletti una bella emozione:
“Diego sceglieva sempre da che parte stare, io sono convinto che domani sera sarà dalla nostra parte. Noi non abbiamo uno del suo livello per rompere gli schemi, ma tutti insieme possiamo diventare una squadra degna di Maradona e lui sarà lì pronto ad applaudire alle nostre belle giocate”

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Esteri

Kiev, Mosca verso nuovo esercito privato ‘anti-Wagner’

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Mosca ha nominato un nuovo “guardiano” per le carceri in Russia e nei territori dell’Ucraina occupati con il compito di creare una nuova “compagnia militare privata” per cercare di contrastare il monopolio detenuto in questo settore da Evgenij Viktorovic Prigozhin, proprietario del Gruppo Wagner, de facto l’esercito privato (PMC) di Putin. Lo riferisce l’Odessa Journal. Secondo il capo dell’intelligence della Difesa ucraina, un criminale di Horlivka vicino alla famiglia dell’ex presidente fuggitivo Viktor Yanukovych – Armen Sarkisyan – è diventato la nuova “guardia” per le carceri della Federazione Russa e dei territori ucraini occupati. L’Odessa Journal ricorda che Sarkisyan è sulla lista dei ricercati ucraini come uno degli organizzatori degli omicidi di Maidan (gli ucraini definiscono “Cento eroi celesti” i connazionali che hanno perso la vita durante le proteste antigovernative nel 2013-14). “Uno degli scopi principali della sua attività è la creazione di una nuova ‘compagnia militare privata’ – scrive l’intelligence della Difesa ucraina -. Si ipotizza che entro un tempo limitato la nuova struttura recluterà un numero significativo di ‘reclute'”. Il modello del progetto dovrebbe essere il famigerato Gruppo Wagner e le nuove forze saranno reclutate nelle carceri. Il “progetto”, commenta l’intelligence, dovrebbe rafforzare il contingente di occupazione e creare concorrenza interna tra gli eserciti privati russi. Il nuovo PMC è stato sponsorizzato dall’uomo d’affari russo-armeno Samvel Karapetyan, fedele di Putin di origine armena, uno degli sponsor dell’invasione russa in Ucraina. I servizi d’intelligence di Kiev commentano infine che una “nuova struttura è un tentativo di contrastare l’effettivo monopolio di Evgenij Viktorovic Prigozhin nel campo delle PMC in Russia”.

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Esteri

Kiev, russi si preparano a lasciare centrale Zaporizhzhia

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 Secondo il presidente dell’agenzia nucleare ucraina Energoatom Petr Kotin ci sarebbero segnali che l’esercito russo si starebbe preparando a lasciare la centrale nucleare di Zaporizhzhia: “Nelle ultime settimane abbiamo effettivamente avuto informazioni secondo cui ci sono segnali che i russi potrebbero lasciare la centrale di Zaporizhzhia”, ha detto alla tv nazionale, citato da Ukrainska Pravda. Kotin ha sottolineato che “è troppo presto per dire che l’esercito russo stia lasciando l’impianto”, ma si può dire che si stanno “preparando”, “c’è l’impressione che stiano facendo le valigie e rubando tutto quello che riescono a trovare”.

Kotin ha anche sottolineato che “sulla stampa russa viene indicato che potrebbe valere la pena di abbandonare la centrale di Zaporìzhzhia e di porla sotto il controllo dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea)”. Il presidente di Energoatom infine ha ricordato che i russi “hanno stipato tutto quello che potevano nell’impianto di Zaporizhzhia: attrezzature militari, il personale, camion, probabilmente con armi ed esplosivi” e hanno messo trappole esplosive nel territorio della centrale.

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Esteri

Madri dei soldati russi lanciano petizione contro la guerra

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Un gruppo di madri di soldati russi si è unito ad un gruppo di attiviste per chiedere il ritiro delle truppe di Mosca dall’Ucraina, lanciando domenica una petizione online. lo riporta la Cnn. La campagna, organizzata dal gruppo russo Resistenza femminista contro la guerra, coincide con la festa della mamma che si celebra oggi in Russia. La petizione è pubblicata su Change.org e indirizzata ai parlamentari delle commissioni competenti della Duma e del Consiglio della Federazione. La petizione aveva oltre 1.800 firme alle 16.30 italiane. “Da nove mesi va avanti la cosiddetta ‘operazione militare speciale’, che porta distruzione, dolore, sangue e lacrime”, si legge nella petizione. “Tutto ciò che accade in Ucraina e in Russia preoccupa i nostri cuori. Indipendentemente da nazionalità, religione o stato sociale, noi – le madri della Russia – siamo unite da un desiderio: vivere in pace e armonia, crescere i nostri figli in un ambiente pacifico e non aver paura per il loro futuro”. “In molte regioni le famiglie dei mobilitati hanno dovuto provvedere autonomamente alla raccolta dell’equipaggiamento per i propri uomini da mandare a morire, comprando tutto a proprie spese, anche i giubbotti antiproiettile. Chi provvederà alle famiglie che hanno perso i loro capifamiglia? Conosciamo la risposta. Tutte queste difficoltà saranno un peso aggiuntivo sulle spalle già sovraccariche delle madri!”, continua la petizione. L’iniziativa descrive le madri dei coscritti e dei soldati mobilitati come “costrette a bussare alle soglie delle amministrazioni cittadine” per tentare di riportare a casa i loro uomini. Organizzano sit-in, scrivono appelli collettivi, depositano petizioni, ma “nessuno le ascolta”. “Siamo contrarie alla partecipazione dei nostri figli, fratelli, mariti, padri. Il vostro dovere è proteggere i diritti e le libertà delle madri e dei bambini, non dovresti chiudere un occhio davanti a tutto questo”, si legge nella petizione.

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