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Napoli, bagno di folla a Dimaro: Allegri sorride ma non salta al coro contro la Juventus

Tremila tifosi accompagnano la festa del Napoli a Dimaro. Allegri viene accolto dal coro “chi non salta è juventino”, sorride ma resta immobile. Ovazioni per Di Lorenzo e Mazzocchi, mentre sorprende l’atteggiamento cupo di Anguissa.

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C’è persino un fumogeno, come se la piazza di Dimaro fosse diventata per una sera una curva dello stadio. Ci sono gli striscioni, le bandiere e soprattutto i cori dei tremila tifosi arrivati da ogni parte per salutare il Napoli al termine del ritiro in Val di Sole.

Tra sei giorni la squadra troverà un’altra piazza ad accoglierla, quella del Plebiscito, nel cuore di Napoli, con due ali di folla pronte ad accompagnarla nella processione del Centenario. Ma anche nella piccola località trentina, che da quindici anni ospita il tradizionale appuntamento estivo degli azzurri, la passione si fa sentire.

Allegri accolto dal coro contro la Juventus

Il momento più atteso è l’ingresso sul palco di Massimiliano Allegri. Per il nuovo allenatore è una sorta di primo esame davanti al popolo napoletano.

Dalla piazza parte il coro “chi non salta è juventino”, lo stesso che in passato aveva accolto Antonio Conte. Allegri, in tuta verde, sorride ma resta immobile.

«La sento da quindici anni questa cosa», risponde divertito. Non salta e non potrebbe essere altrimenti: alla Juventus ha legato una parte fondamentale della propria carriera, vincendo cinque scudetti e raggiungendo due finali di Champions League.

Poi il ringraziamento ai tifosi e alla città che ha ospitato il ritiro: «Abbiamo fatto un’esperienza meravigliosa. Per me è la prima volta da allenatore qui e l’ospitalità è stata straordinaria».

De Laurentiis spettatore in prima fila

Il saluto istituzionale è affidato al vicepresidente Edoardo De Laurentiis. Il presidente Aurelio resta invece seduto in prima fila, inizialmente nelle vesti di semplice spettatore.

Era accaduto anche la sera precedente, quando aveva assistito alla proiezione dell’Odissea di Christopher Nolan. Al momento della foto di gruppo, però, la piazza lo chiama a gran voce sul palco e De Laurentiis accetta l’invito.

Per lui era stata una giornata intensa, iniziata con una passeggiata lungo la pista ciclabile della Val di Sole e proseguita allo stadio di Carciato, dove aveva assistito all’allenamento diretto da Allegri.

Il presidente aveva poi visitato l’area espositiva dedicata ai trofei della storia del club e lo store ufficiale, firmando maglie e palloni ai tifosi.

L’ovazione per Mazzocchi e Di Lorenzo

I calciatori vengono chiamati sul palco, ruolo per ruolo, dagli speaker Marco e Raf. È un rito che si ripete ogni estate, ma che conserva intatta la propria forza simbolica.

La prima grande ovazione è per Pasquale Mazzocchi. «Siete spettacolari», dice il difensore, ringraziando i tifosi per l’affetto ricevuto durante tutto il ritiro.

Il capitano Giovanni Di Lorenzo sottolinea il legame con la città: «Avete portato un pezzo di Napoli in Trentino. Ci fate sentire ogni volta la passione che avete per questa maglia».

C’è spazio anche per Antonio Vergara, che commenta il rinnovo contrattuale: «Sono onorato». Tra gli ultimi a salire sul palco ci sono Hojlund, Politano e Neres.

Anguissa appartato e con il volto scuro

A sorprendere è soprattutto l’atteggiamento di André-Frank Zambo Anguissa. Il centrocampista entra a capo chino, con le mani in tasca, risponde appena ai cori e si sistema in disparte, alle spalle di Meret e Milinkovic-Savic.

Un comportamento distante dal clima di festa e che non passa inosservato. In una serata in cui ogni gesto viene osservato e interpretato, il suo umore appare evidentemente cupo.

I tifosi provano a incoraggiarlo intonando il coro “Zambo, Zambo”, ma il calciatore continua a mostrarsi pensieroso e resta ai margini del gruppo.

Sul palco anche lo staff sanitario

Alla festa partecipano anche i componenti dello staff tecnico e sanitario, con fisioterapisti e medici guidati dal nuovo responsabile De Luca.

La serata chiude così il ritiro di Dimaro con cori, applausi e qualche interrogativo. Il Napoli lascia il Trentino accompagnato ancora una volta dall’entusiasmo della sua gente. Il prossimo appuntamento sarà a Napoli, in piazza del Plebiscito, dove la passione azzurra promette di assumere dimensioni ancora più imponenti.

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Napoli, Allegri cambia rotta: contro il Bologna la prima regola è non prendere gol

Allegri lavora per blindare la difesa del Napoli dopo le sconfitte con Como, Inter e Arsenal. Milinkovic-Savic sostituirà Meret, mentre Lang e Spinazzola sono candidati a partire titolari contro il Bologna.

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La luna di miele tra Massimiliano Allegri e il Napoli non è finita, ma il tecnico ha individuato la prima emergenza da risolvere: blindare la difesa. I sei gol subiti nelle ultime tre partite contro Como, Inter e Arsenal rappresentano un dato preoccupante per un allenatore che ha costruito gran parte dei propri successi sulla solidità.

Prima dell’esperienza napoletana, Allegri aveva incassato in campionato una media di circa 0,88 reti per partita in 540 gare. Con il Milan vinse lo scudetto subendo 24 gol; con la Juventus, nella stagione 2015-2016, si fermò addirittura a 20.

Un Napoli ancora troppo fragile

Nei primi venti giorni della nuova stagione, gli azzurri sono apparsi meno sicuri rispetto alla gestione Conte e meno compatti delle tradizionali squadre allenate da Allegri.

Gli errori difensivi sono stati frequenti e talvolta evidenti. Il tecnico non ha scaricato le responsabilità sui giocatori, ma durante gli allenamenti ha insistito sulla necessità di ritrovare attenzione, distanze corrette e disciplina tattica.

Contro il Bologna sono previsti alcuni cambi. Milinkovic-Savic sostituirà l’infortunato Meret, mentre Spinazzola è candidato a prendere il posto di Olivera sulla fascia sinistra.

Lang verso il ritorno dal primo minuto

La novità principale dovrebbe essere Noa Lang, pronto a partire titolare dopo l’esclusione contro l’Arsenal. L’olandese sostituirà Alisson Santos, fermato da una lesione di medio grado al bicipite femorale sinistro.

Ad Allegri serviranno la creatività di Lang, ma anche la sua disponibilità nel lavoro di copertura. In attacco resta centrale Rasmus Hojlund, dal quale il Napoli si aspetta gol e maggiore continuità.

Marin guadagna terreno

Al centro della difesa Rafa Marin ha offerto una prova incoraggiante contro uno degli attacchi più forti d’Europa. Lo spagnolo ha mostrato personalità e può diventare un’alternativa credibile.

Beukema non è ancora al massimo della condizione, mentre Badiashile, arrivato senza una preparazione completa, deve accumulare minuti prima di poter partire stabilmente dall’inizio. Quando l’olandese sarà pienamente recuperato, dovrebbe essere lui il principale candidato ad affiancare l’intoccabile Rrahmani.

Allegri non pensa per ora a una difesa a cinque come soluzione iniziale, ma il sistema sperimentato con Favasuli e Di Lorenzo nelle posizioni di braccetti resta un’opzione.

Di Lorenzo resta intoccabile

Sulla fascia destra non sono previste sorprese: Giovanni Di Lorenzo resta un punto fermo. Il capitano è anche destinato a rientrare nei programmi della Nazionale di Roberto Mancini insieme a Matteo Politano.

«Non potrei mai dire di no all’Italia, neppure a 33 anni», ha spiegato Di Lorenzo. Un riconoscimento per un calciatore considerato indispensabile da Spalletti, Conte e ora Allegri.

Contro il Bologna il Napoli dovrà innanzitutto ritrovare equilibrio. Perché nel calcio di Allegri tutto parte da una regola antica e semplice: prima non prendere gol, poi provare a vincere.

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Mancini riparte dal Napoli: Di Lorenzo e Politano verso la conferma, prima chiamata per Vergara

Roberto Mancini dovrebbe convocare Giovanni Di Lorenzo, Matteo Politano e per la prima volta Antonio Vergara. In dubbio Meret, mentre Favasuli e Marianucci restano sotto osservazione.

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La rifondazione della Nazionale di Roberto Mancini passerà dai giovani, compresi alcuni calciatori con doppia nazionalità, ma anche dall’esperienza della vecchia guardia. Nella lista in preparazione per le prime quattro partite di Nations League dovrebbero trovare posto Giovanni Di Lorenzo e Matteo Politano.

I due giocatori del Napoli, entrambi trentatreenni, sono considerati dal commissario tecnico elementi capaci di garantire esperienza e personalità a un gruppo destinato a essere profondamente rinnovato.

Prima convocazione per Vergara

La vera novità dovrebbe essere Antonio Vergara, destinato alla prima chiamata con la Nazionale maggiore. Il centrocampista offensivo del Napoli era già entrato nei programmi del precedente commissario tecnico Gennaro Gattuso, che avrebbe voluto portarlo nella trasferta in Macedonia prima dell’infortunio.

Mancini sembra ora intenzionato a inserirlo nel gruppo per valutarlo da vicino e accelerarne il percorso internazionale.

Meret resta in dubbio

Tra i possibili convocati figura anche Alex Meret, ma la sua presenza dipenderà dal recupero dopo il problema muscolare accusato contro l’Arsenal.

Lo staff della Nazionale segue inoltre Costantino Favasuli e Luca Marianucci. Entrambi rientrano nel progetto di ringiovanimento, anche se le attuali condizioni fisiche potrebbero rinviarne la convocazione.

L’Italia affronterà tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre Belgio, Turchia per due volte e Francia. Quattro partite ravvicinate che segneranno l’avvio della seconda esperienza di Mancini sulla panchina azzurra.

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Gelo sul Napoli, il Maradona non si scalda: solo 11 mila biglietti venduti per il Bologna

Il Napoli affronta il Bologna davanti a un Maradona lontano dal tutto esaurito. Dopo le sconfitte con Como, Inter e Arsenal, Allegri deve ritrovare vittoria, gioco ed entusiasmo. Lang può partire titolare, Anguissa resta in dubbio.

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Il dato racconta meglio di molte parole il momento del Napoli: fino a ieri erano stati venduti appena 11 mila biglietti per la partita contro il Bologna. Sommando i circa 24 mila abbonati, il pubblico del Maradona dovrebbe superare le 35 mila presenze e potrebbe avvicinarsi faticosamente a quota 40 mila.

Numeri distanti dalle abituali affluenze dello stadio azzurro. Pesano i prezzi dei tagliandi, il periodo immediatamente successivo alle vacanze e il divieto di trasferta disposto per i tifosi residenti in Emilia-Romagna. Ma incidono soprattutto le tre sconfitte consecutive contro Como, Inter e Arsenal.

Una squadra che non ha ancora acceso il pubblico

Il Napoli di Massimiliano Allegri non ha ancora conquistato pienamente la piazza. Il cambio in panchina e il nuovo progetto possono giustificare un periodo di assestamento, ma una squadra costruita con ambizioni da scudetto è chiamata a mostrare subito una reazione.

Nell’ultima stagione la media al Maradona era stata di circa 47.700 spettatori, con punte vicine ai 54 mila contro Juventus e Inter. Anche la partita meno frequentata aveva richiamato circa 46 mila persone.

Il calo previsto per il Bologna assume quindi un valore che supera il semplice dato numerico: è il segnale di un entusiasmo improvvisamente raffreddato.

La protesta delle Curve sugli striscioni

Sul clima dello stadio pesa anche la nuova tensione tra il club e il tifo organizzato. Durante la gara di Champions League contro l’Arsenal, le Curve sono rimaste a lungo in silenzio per protestare contro lo stop all’ingresso degli striscioni.

La società avrebbe proposto una modifica del regolamento d’uso del Maradona per impedire l’esposizione sulle balaustre. La questione, dopo il mancato via libera della Questura e l’intervento della Prefettura, non è stata affrontata nell’ultima riunione del Gruppo operativo sicurezza. Per la partita con il Bologna, dunque, non sono previste modifiche.

Il confronto rischia di incrinare nuovamente i rapporti con il tifo organizzato dopo la tregua raggiunta negli ultimi mesi della gestione Spalletti.

Contro il Bologna non sono ammessi altri passi falsi

Il compito più urgente di Allegri è restituire entusiasmo e identità alla squadra. Le difficoltà contro Inter e Arsenal possono essere spiegate anche con la qualità degli avversari. Contro il Bologna, invece, il Napoli dovrà assumere il controllo della partita e abbandonare l’atteggiamento troppo attendista mostrato in Champions.

La gara di domenica alle 18 diventa così il primo vero esame della stagione: non basta vincere, serve una prestazione capace di riconciliare squadra e pubblico.

Tra le possibili novità c’è Noa Lang, candidato a partire dal primo minuto. Anguissa resta in dubbio e potrebbe iniziare dalla panchina, mentre Gilmour si avvia verso la conferma a centrocampo. Ora tocca al Napoli riportare il calore dentro un Maradona diventato improvvisamente freddo.

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