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Cronache

Napoli, auto contro tir in via Argine: morto un 55enne. È la prima vittima della strada del 2026

Incidente mortale nella notte a Napoli: un 55enne ha perso la vita nello scontro tra la sua auto e un tir in via Argine. È la prima vittima della strada del 2026 nel capoluogo.

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È costato la vita a Raffaele Rescigno, 55 anni, napoletano, l’incidente stradale avvenuto nella notte tra venerdì e sabato a Napoli. Si tratta del primo sinistro mortale dall’inizio del 2026 nel capoluogo partenopeo.

Il bilancio dello scorso anno si era chiuso con 22 vittime della strada, tra cui 9 pedoni, 9 motociclisti, 2 ciclisti e due occupanti di autovetture coinvolti in distinti incidenti. Nel computo del 2025 rientra anche Giuseppe Cafiero, guardia giurata di 63 anni rimasta gravemente ferita il 26 dicembre a Fuorigrotta e deceduta il 4 gennaio 2026.

L’incidente in via Argine

Lo scontro è avvenuto poco dopo la mezzanotte, intorno alle 00.30, in via Argine, al civico 313, non lontano dalla sede della Motorizzazione civile. Rescigno era alla guida di una Opel Corsa quando l’auto ha impattato violentemente contro un tir con cisterna Gpl fermo sul lato destro della carreggiata.

L’urto è stato particolarmente violento: la parte anteriore destra dell’auto si è incastrata nello spigolo posteriore sinistro dell’autocisterna, al cui interno si trovava un uomo di 54 anni, italiano, al posto di guida. Nonostante lo scoppio degli airbag, il trauma da schiacciamento riportato dal 55enne è risultato gravissimo.

I sanitari del 118 hanno tentato a lungo le manovre di rianimazione, ma l’uomo è deceduto sul posto durante le operazioni di soccorso.

I primi rilievi e i dubbi sulla sosta del tir

Dai primi accertamenti condotti dalla sezione Infortunistica stradale della Polizia municipale, diretta da Vincenzo Cirillo, non emergerebbero dubbi sul fatto che l’auto abbia perso il controllo finendo contro il mezzo pesante in sosta. Allo stesso tempo, sono in corso verifiche sull’effettiva posizione della cisterna, che potrebbe non aver dovuto occupare quello spazio laterale della carreggiata.

Le indagini

I primi interventi sono stati eseguiti dalla Centrale operativa territoriale della Polizia municipale, diretta da Lucio Sarnacchiaro, seguiti dai rilievi tecnici della sezione Infortunistica, sotto il coordinamento del comandante generale Ciro Esposito.

Le immagini della videosorveglianza di via Argine e i rilievi planimetrici saranno determinanti per ricostruire l’esatta dinamica dell’impatto. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori vi è anche quella di un malessere improvviso o di un colpo di sonno che potrebbe aver causato la perdita di controllo del veicolo.

Entrambi i mezzi sono stati posti sotto sequestro, così come la salma, che sarà sottoposta ad autopsia. Come previsto dalla prassi, l’autista del tir è stato sottoposto ai test tossicologici. Raffaele Rescigno era separato ed era padre di due figli.

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Nuovo cuore disponibile per il bimbo del Monaldi, decisione dopo il consulto degli esperti

L’Azienda dei Colli: decisione sul nuovo trapianto di cuore al bimbo ricoverato al Monaldi solo dopo la valutazione del team di esperti.

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Ogni decisione sull’eventuale trapianto del nuovo cuore disponibile per il bambino ricoverato al Ospedale Monaldi sarà presa solo dopo la valutazione del team di esperti.

Lo rende noto l’Azienda dei Colli, precisando che nella giornata odierna i medici si esprimeranno sulla trapiantabilità del piccolo paziente attualmente ricoverato in Terapia Intensiva.

La gestione del cuore del donatore

Secondo quanto comunicato dall’azienda sanitaria, l’attesa non comporterà alcuna ripercussione sull’organo del donatore, in quanto compatibile con le procedure di gestione della donazione in corso.

La decisione finale sarà quindi subordinata alle condizioni cliniche del bambino e alle valutazioni multidisciplinari del pool di specialisti.

Resta alta l’attenzione sulla vicenda, mentre la famiglia attende l’esito del consulto medico che guiderà le prossime scelte terapeutiche.

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Cronache

Caivano, tenta di rapire bimbo al supermercato: arrestato 45enne

Paura a Caivano: un 45enne arrestato dai Carabinieri per tentato sequestro di persona dopo aver cercato di portare via un bimbo di 5 anni in un supermercato.

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Momenti di paura nel tardo pomeriggio a Caivano, dove un uomo di 45 anni è stato arrestato dai Carabinieri con l’accusa di tentato sequestro di persona.

L’episodio è avvenuto intorno alle 19.30 in un supermercato di via Atellana. Alla centrale operativa è arrivata una richiesta di aiuto: “Ha tentato di rapire un bambino”.

Il tentativo davanti alle casse

Secondo la ricostruzione effettuata dai militari, supportata dalle immagini di videosorveglianza e dalle testimonianze raccolte, due donne stavano uscendo dal market con i figli di 5 e 8 anni quando l’uomo si è avvicinato, apparentemente in stato di ebbrezza.

Rivolgendosi a una delle donne, avrebbe detto: “Questo non è tuo figlio, dammelo”, tentando poi di prendere in braccio il bambino di 5 anni. L’amica della madre si sarebbe frapposta tra l’uomo e il piccolo. Il bambino, spaventato, avrebbe chiamato la madre.

La donna si è quindi rifugiata all’interno del supermercato, all’altezza delle casse, ma l’uomo l’avrebbe seguita tentando nuovamente di afferrare il minore. Una cassiera sarebbe intervenuta per fare da scudo.

L’intervento dei Carabinieri

L’uomo si è poi allontanato. Nel frattempo, il padre del bambino è arrivato in auto e la famiglia ha lasciato il luogo dell’accaduto.

Grazie all’analisi delle telecamere e agli accertamenti immediati, i Carabinieri hanno rintracciato il 45enne ancora nei pressi del supermercato e lo hanno arrestato.

L’uomo, di nazionalità ghanese e con precedenti, è stato trasferito in carcere. Dovrà rispondere di tentato sequestro di persona. La sua posizione sarà valutata dall’autorità giudiziaria nel rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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Incendio Teatro Sannazaro, Napoli promette la ricostruzione immediata

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«Purtroppo è distrutto», ha dichiarato il sindaco Gaetano Manfredi, tra i primi ad arrivare in via Chiaia, dove decine di residenti sono stati evacuati.

Secondo una prima ricostruzione, un corto circuito partito dalla platea avrebbe innescato le fiamme, propagate rapidamente verso l’alto fino al crollo della cupola e di parte del tetto. Le cause sono in fase di accertamento.

Teatro Sannazzaro incendio

Sfollati, danni e ordinanza del Comune

Sono 60 gli sfollati e 24 gli appartamenti evacuati, di cui 12 gravemente danneggiati. Otto le persone tra intossicati e feriti lievi durante le operazioni di spegnimento.

Via Chiaia è stata chiusa al traffico, così come la metropolitana nella zona, con disagi e proteste. Il Comune ha emanato un’ordinanza invitando i residenti a tenere chiuse porte e finestre per l’aria resa irrespirabile dal fumo.

Una prima stima dei danni parla di 60-70 milioni di euro, cifra che include anche le attività commerciali adiacenti.

Le istituzioni: “Ricostruire subito”

Il presidente della Regione Roberto Fico ha definito l’evento “una ferita per tutti”. Il Ministero della Cultura è intervenuto con il ministro Alessandro Giuli, che ha promesso la ricostruzione, e con il sottosegretario Gianmarco Mazzi, che ha annunciato l’apertura di un tavolo con Comune e Regione per individuare fondi e tempi.

La Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta per incendio colposo a carico di ignoti.

 

Il dolore del mondo dello spettacolo

La direttrice artistica Lara Sansone, insieme al marito Sasà Vanorio, ha parlato di “lutto”, chiedendo alle istituzioni di non lasciare solo il teatro.

Tra le voci del mondo dello spettacolo, Marisa Laurito ha sollecitato una ricostruzione immediata, mentre Luisa Ranieriha ricordato il Sannazaro come luogo della sua infanzia, legato alle rappresentazioni di Luisa Conte.

Il rogo colpisce uno dei luoghi simbolo della memoria culturale napoletana. Ora la priorità è la messa in sicurezza dell’area e la definizione di un piano per la ricostruzione.

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