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Spettacoli

Napoli, al Teatro San Ferdinando debutta “Le allegre comari di Windsor” con Paolantoni

Debutta al Teatro San Ferdinando “Le allegre comari di Windsor” con Francesco Paolantoni nel ruolo di Falstaff. Regia di Mariano Bauduin, repliche fino al 26 aprile.

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Debutta mercoledì 15 aprile alle ore 21 al Teatro San Ferdinando lo spettacolo Le allegre comari di Windsor di William Shakespeare, con repliche fino a domenica 26.

L’allestimento, prodotto dal Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, è firmato da Mariano Bauduin per adattamento, musiche e regia.

Protagonista in scena Francesco Paolantoni, che interpreta Sir John Falstaff, affiancato da un ampio cast di attori della scena napoletana.


Il ritorno al teatro di prosa di Paolantoni

Lo spettacolo segna il ritorno al teatro di prosa per Paolantoni, a quarant’anni dal debutto come protagonista in Ferdinando di Annibale Ruccello.

L’attore ha definito il ruolo di Falstaff una prova affascinante e centrale nel proprio percorso artistico, sottolineando anche la componente musicale dello spettacolo, che lo vedrà impegnato non solo nella recitazione ma anche nel canto.

Un ritorno che ha il valore di una nuova partenza, condivisa con un gruppo di interpreti legati da un lungo rapporto artistico.


Una rilettura tra tradizione e teatro popolare

La regia di Bauduin propone una lettura originale del testo shakespeariano, immaginando lo spettacolo come “l’ultima notte di Falstaff”.

L’allestimento fonde elementi della tradizione elisabettiana con il teatro popolare, in uno spazio scenico che richiama un Globe Theatre immerso in un contesto fantastico.

La scelta di affidare tutti i ruoli a interpreti maschili richiama la tradizione originaria e accentua la dimensione farsesca e grottesca della messinscena, con evidenti riferimenti al teatro parodico e al varietà.


Musica e ironia per un Falstaff contemporaneo

Elemento centrale dello spettacolo è la componente musicale.

Bauduin ha costruito una partitura che rielabora armonie classiche con uno spirito ispirato alla rivoluzione musicale degli anni Sessanta, soprattutto britannica, capace di rompere gli schemi con ironia e libertà espressiva.

Falstaff emerge così come figura ambigua e vitale, portatrice di una saggezza popolare che attraversa il racconto e accompagna gli altri personaggi, mantenendo intatta la forza universale del teatro di Shakespeare.

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In Evidenza

Affari Tuoi, Alice rifiuta 75mila euro e perde tutto: nel pacco finale solo 50 euro

Alice, concorrente veneta di Affari Tuoi, rifiuta l’offerta finale da 75mila euro del Dottore scegliendo di rischiare tutto. Nel suo pacco però ci sono soltanto 50 euro, mentre i 300mila erano nell’altro pacco. Finale amaro nella puntata condotta da Stefano De Martino.

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Finale amarissimo ad Affari Tuoi per Alice, concorrente del Veneto protagonista di una puntata ricca di emozioni, colpi di scena e scelte coraggiose.

La pizzaiola della provincia di Rovigo, accompagnata dal marito Cristiano, elettricista di 42 anni e padre insieme a lei del piccolo Ezechiele, arriva a un passo dal sogno dei 300mila euro ma alla fine torna a casa con appena 50 euro.

Alice cambia subito pacco e lascia 30mila euro

La partita della concorrente veneta inizia con una decisione immediata: Alice lascia il pacco numero 15 scegliendo l’11.

Una scelta che inizialmente sembra pesante, perché nel pacco abbandonato ci sono 30mila euro.

Nonostante questo, la gara prende presto una piega positiva.

La partita si mette bene e il Dottore offre 35mila euro

A metà puntata Alice si ritrova in una situazione molto favorevole: restano soltanto tre pacchi blu contro cinque rossi, tra cui quelli pesantissimi da 50mila, 200mila e 300mila euro.

Il Dottore prova allora a convincerla a fermarsi offrendo 35mila euro.

Alice però decide di continuare, convinta di poter arrivare fino al premio più alto.

Il cambio finale evita Gennarino

Nel finale la tensione cresce ulteriormente. Restano pochi pacchi e uno dei rossi ancora in gioco è proprio quello da 300mila euro.

Alice sceglie allora di cambiare nuovamente il proprio pacco. Una decisione che sembra premiarla immediatamente: nel pacco lasciato c’era infatti Gennarino.

Lo studio si infiamma e cresce la convinzione che la concorrente possa davvero compiere il colpo clamoroso.

Ultima offerta: 75mila euro sicuri

La partita arriva così al momento decisivo. Restano soltanto due pacchi: uno contiene 50 euro, l’altro 300mila euro.

Il Dottore tenta l’ultima mossa offrendo 75mila euro garantiti.

È il momento più difficile della serata. Alice e Cristiano riflettono a lungo ma alla fine scelgono il rischio: rifiutano i 75mila euro e decidono di andare avanti fino in fondo.

La beffa finale: nel pacco solo 50 euro

Quando Stefano De Martino apre il pacco finale, nello studio cala il gelo.

Dentro ci sono soltanto 50 euro.

I 300mila euro erano nell’altro pacco e per Alice arriva una conclusione amarissima dopo una partita che sembrava poter cambiare la vita della famiglia veneta.

Tra applausi di incoraggiamento e grande delusione, la concorrente lascia comunque lo studio con il sostegno del pubblico dopo una delle puntate più tese della stagione.

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Spettacoli

Fiorello show al Salone del Libro: ironia su Amadeus, crime tv e ministri “infedeli”

Fiorello protagonista al Salone del Libro di Torino con uno show improvvisato tra ironia, nostalgia televisiva e satira politica. Battute su Amadeus, Sal Da Vinci, i talk crime e gli scandali politici, ma anche riflessioni amare sulla televisione moderna e sui social.

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Rosario Fiorello trasforma il suo incontro con il critico televisivo Aldo Grasso al Salone Internazionale del Libro di Torino in uno spettacolo tra satira, improvvisazione e nostalgia della grande televisione italiana.

Davanti a un Auditorium del Lingotto gremito, Fiorello alterna battute fulminanti, riflessioni amare sulla tv di oggi e momenti di comicità pura, coinvolgendo persino l’interprete della lingua dei segni, diventata parte integrante dello show.

Le battute sull’interprete Lis e Sal Da Vinci

Uno dei momenti più divertenti arriva quando Fiorello osserva l’interprete Lis tradurre il suo fiume di parole e gesti.

“Sembra Sal Da Vinci”, scherza lo showman, chiedendosi ironicamente se i movimenti utilizzati nella traduzione corrispondano davvero al testo della canzone “Per sempre sì”.

Poi il pensiero va proprio a Sal Da Vinci, escluso dall’Eurovision: “Noi gli siamo vicini, è una bella persona”, dice Fiorello chiedendo al pubblico un applauso per l’artista napoletano.

L’appello ad Amadeus: “Ama torna in Rai”

Tra una gag e l’altra arriva anche una frase destinata a far discutere sul futuro televisivo di Amadeus.

“Sarebbe il caso che tornasse a casa. Dai Ama, torna in Rai”, dice Fiorello, strappando applausi e sorrisi alla platea.

Per qualcuno un semplice scherzo tra amici, per altri quasi uno spoiler sulle possibili future mosse televisive del conduttore con cui Fiorello ha condiviso alcuni dei Festival di Sanremo più seguiti degli ultimi anni.

“La tv non sorprende più”

Nel dialogo con Aldo Grasso emerge anche una riflessione più profonda sullo stato della televisione italiana.

Fiorello ricorda la tv della sua infanzia, quando “la scelta era tra Rai 1 e Rai 2” e il telecomando nemmeno esisteva. Racconta i grandi varietà del sabato sera, “curatissimi e fatti da professionisti veri”, contrapponendoli a una televisione moderna che vive soprattutto di clip social e format ripetuti.

“La televisione era il luogo della sorpresa”, osserva Fiorello, sottolineando come oggi molti giovani conoscano i programmi soltanto attraverso brevi frammenti su Instagram o TikTok.

La critica ai talk crime: “Su Garlasco cambio canale”

Non manca una stoccata ai programmi televisivi che puntano ossessivamente sulla cronaca nera.

Fiorello critica apertamente l’eccessiva presenza dei casi di omicidio nei palinsesti: “Quando sento parlare di Garlasco cambio canale”, dice, aggiungendo che il crime “viene spalmato ovunque”.

Un passaggio che riflette anche un malessere crescente verso la spettacolarizzazione televisiva della cronaca giudiziaria.

Satira politica e autoironia sull’età

Fiorello non risparmia neppure la politica. Ironizza sugli scandali che coinvolgono alcuni esponenti di governo e scherza: “Sono preoccupato perché da 48 ore nessun ministro tradisce”.

Poi arriva l’autoironia sull’età: “Ho appena compiuto 66 anni, tra quattro anni entrerò al Salone del Libro con il girello”.

Tra malinconia e comicità, Fiorello conferma ancora una volta la sua capacità di trasformare qualsiasi palco in un racconto spontaneo, imprevedibile e profondamente televisivo.

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Spettacoli

Eurovision 2026, il televoto italiano premia Moldavia e Romania: Bulgaria vincitrice solo sesta in Italia

All’Eurovision Song Contest 2026 il pubblico italiano ha premiato la Moldavia davanti a Romania e Israele. La Bulgaria, vincitrice ufficiale della manifestazione, è risultata soltanto sesta nel televoto italiano. Diffusi anche i nomi della giuria italiana composta da esperti di musica, spettacolo e comunicazione.

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Per il pubblico italiano dell’Eurovision Song Contest 2026 il vero vincitore avrebbe dovuto essere la Moldavia. I dati del televoto italiano mostrano infatti una classifica molto diversa rispetto a quella finale della manifestazione. Al primo posto nelle preferenze espresse dagli spettatori italiani c’è la Moldavia, seguita dalla Romania e da Israele.

Quarta posizione per l’Albania, quinta per l’Ucraina. La Bulgaria, vincitrice ufficiale dell’edizione 2026 grazie a Dara e al brano Bangaranga, nel voto popolare italiano si è fermata soltanto al sesto posto.

Una classifica diversa rispetto al risultato finale

Il dato conferma ancora una volta quanto il gusto musicale del pubblico italiano possa differire dagli equilibri complessivi dell’Eurovision.

La vittoria bulgara è maturata grazie alla somma tra voti delle giurie tecniche e televoto internazionale, ma in Italia gli spettatori hanno premiato soprattutto le performance considerate più popolari, energiche e immediate.

Particolarmente apprezzate le esibizioni moldava e rumena, capaci di conquistare consenso sui social network e durante la diretta televisiva.

Chi componeva la giuria italiana

La giuria italiana dell’Eurovision Song Contest 2026 era composta da professionisti del mondo dello spettacolo, della musica e della comunicazione.

Ne facevano parte il produttore di eventi Angelo Bonello, il maestro Enrico Cremonesi, la coreografa Dalila Frassanito, la giornalista Giorgia Belfiore, la speaker radiofonica Nicole Angelozzi, la giovane cantante Angelica Bove e Roberto Paolillo del coordinamento artisti del Festival di Sanremo.

Eurovision sempre più specchio dell’Europa pop

L’Eurovision continua a rappresentare uno specchio delle differenze culturali e musicali presenti in Europa.

Le classifiche nazionali mostrano sensibilità diverse da Paese a Paese e spesso generano discussioni tra fan e addetti ai lavori. Anche quest’anno il divario tra televoto italiano e risultato finale ha alimentato il dibattito online sul peso delle giurie tecniche e sulle dinamiche geopolitiche che influenzano sempre di più la competizione.

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