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Napoli, addio scudetto: l’Inter vola a +9, ora l’obiettivo è la Champions

Il Napoli dice addio allo scudetto dopo il pareggio con il Parma e la vittoria dell’Inter a Como. Azzurri a -9, ora focus sulla Champions League.

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Il sogno scudetto del SSC Napoli si allontana quasi definitivamente. I risultati dell’ultima giornata hanno chiarito gli equilibri in vetta: la vittoria dell’Inter a Como e il pareggio degli azzurri a Parma portano il distacco a -9, un margine che, a sei giornate dalla fine, riduce al minimo le possibilità di rimonta.


Il pareggio di Parma pesa più del previsto

Al Parma, il Napoli non è andato oltre un pareggio che ha il sapore dell’occasione persa.

La partita si è messa subito in salita per gli uomini di Antonio Conte, colpiti dopo appena 33 secondi dal gol di Gabriel Strefezza, favorito da un errore difensivo.

La reazione è stata sterile: possesso palla prolungato ma poche occasioni nitide contro un avversario compatto e chiuso nella propria metà campo. Il pareggio firmato da Scott McTominay non è bastato per cambiare l’inerzia della classifica.


Inter concreta, scatto decisivo verso il titolo

A rendere quasi definitiva la corsa scudetto è stata la vittoria dell’Inter contro il Como.

I nerazzurri hanno capitalizzato al massimo il turno, trasformando un potenziale -4 in un +9 che, salvo scenari imprevedibili, indirizza il titolo verso Milano.


Ora il Napoli deve difendere la Champions

Archiviata, di fatto, la corsa al tricolore, il Napoli è chiamato a gestire il finale di stagione con un obiettivo chiaro: blindare la qualificazione in Champions League.

Il punto guadagnato sul AC Milan e il vantaggio di otto punti sulla quinta rappresentano segnali incoraggianti in questa direzione.


Una stagione segnata dagli infortuni

Nel bilancio complessivo pesa una stagione condizionata da numerosi infortuni, che hanno limitato continuità e rendimento.

Il Napoli resta competitivo, ma ha pagato proprio nei momenti decisivi della corsa al titolo.

Ora l’attenzione si sposta sulla gestione delle ultime sei giornate, con l’obiettivo di consolidare la posizione e garantire al club il ritorno nella massima competizione europea, fondamentale anche sul piano economico oltre che sportivo.

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Napoli-Bologna 2-3, difesa fragile e rimonta incompleta: Alisson si salva, Conte perde terreno Champions

Il Napoli perde 3-2 al Maradona contro il Bologna dopo aver rimontato due reti di svantaggio. Alisson è il migliore degli azzurri insieme a Politano, mentre la difesa mostra fragilità evidenti. Di Lorenzo ritrova il gol ma commette errori pesanti. Conte resta secondo ma la corsa Champions si complica.

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La qualificazione Champions può attendere. Il SSC Napoli cade al Maradona contro il Bologna FC 1909 dopo una gara che racconta perfettamente i limiti attuali della squadra di Antonio Conte.

Il Napoli rimonta due gol ma resta vulnerabile dietro, troppo leggero nelle marcature e incapace di proteggersi nei momenti decisivi della partita.

Il Bologna colpisce appena accelera e sfrutta ogni esitazione difensiva azzurra.

Milinkovic paralizzato, Di Lorenzo tra luci e ombre

Tra i più in difficoltà c’è Vanja Milinković-Savić, poco reattivo sul gol iniziale di Bernardeschi e impotente sul colpo finale di Rowe.

Male anche la linea difensiva.

Giovanni Di Lorenzo ritrova il gol dopo cento giorni e prova a trascinare la squadra con carattere e intensità, ma appare lontano dalla miglior condizione fisica. Il rigore del Bologna nasce da un suo errore.

Rrahmani resta ordinato ma concede troppo spazio a Bernardeschi, mentre Alessandro Buongiorno trasmette continue sensazioni di sofferenza atletica.

Politano e Alisson gli unici davvero vivi

Tra i pochi a dare continuità alla manovra offensiva c’è Matteo Politano.

Anche se a intermittenza, è lui a tenere acceso il Napoli soprattutto nel primo tempo grazie alla qualità nello stretto e alla velocità d’esecuzione.

Il migliore resta però Alisson.

Il brasiliano è il cuore pulsante della rimonta azzurra, attacca gli spazi con rabbia, legge in anticipo le giocate e trova il gol del momentaneo 2-2 con una corsa devastante.

La sua energia è una delle poche note davvero positive della serata.

McTominay spento, Hojlund incompleto

Delude invece Scott McTominay, spesso ingabbiato dal centrocampo del Bologna e incapace di incidere.

L’artista della mediana azzurra resta troppo lontano dalla porta e non riesce mai a prendere realmente in mano la partita.

Anche Rasmus Højlund alterna buone intuizioni a lunghi momenti di assenza.

Il danese confeziona un assist splendido per Alisson ma continua a dare la sensazione di mancare di peso specifico dentro l’area.

Bologna più organizzato e lucido

La squadra di Vincenzo Italiano si conferma invece più compatta, più organizzata e soprattutto più lucida nei momenti chiave.

Bernardeschi e Orsolini accendono la qualità offensiva, mentre Freuler, Ferguson e Pobega soffocano il centrocampo azzurro.

Il colpo finale di Rowe nel recupero è la fotografia perfetta di una squadra che oggi appare più equilibrata e matura rispetto al Napoli.

Conte ora sotto pressione

La sconfitta lascia il Napoli al secondo posto ma con il margine Champions sempre più sottile.

La sensazione è che la squadra abbia energia offensiva ma fragilità strutturali evidenti, soprattutto quando gli avversari alzano ritmo e intensità.

Conte continua a chiedere equilibrio e aggressività, ma il finale di stagione rischia ora di trasformarsi in una corsa piena di tensione.

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Ranieri apre alla Nazionale: “Ct dell’Italia? Ora sono libero, mai dire mai”

Claudio Ranieri apre alla possibilità di diventare ct della Nazionale italiana. A Portofino, durante il Premio Di Marzio, l’ex tecnico della Roma ha dichiarato: “Ora sono libero, perché no? Mai dire mai”. Ranieri ha spiegato di aver rifiutato in passato perché impegnato con la Roma, ma oggi non esclude una chiamata azzurra.

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Claudio Ranieri apre concretamente alla possibilità di diventare commissario tecnico della Nazionale italiana di calcio. Parlando a margine del Premio Di Marzio a Portofino, l’ex allenatore e dirigente della Roma ha lasciato intendere che oggi, rispetto al passato, la situazione sarebbe diversa.

“La Nazionale? Dissi di no perché ero impegnato con la Roma e non potevo avere due lavori. Adesso sono libero, perché no? Mai dire mai”, ha dichiarato ai microfoni di Sky Sport.

Il riferimento alla chiamata dopo Spalletti

Ranieri ha fatto riferimento alla fase in cui il suo nome era stato accostato alla panchina azzurra come possibile sostituto di Luciano Spalletti dopo le dimissioni dell’allora commissario tecnico.

In quel momento, però, Ranieri era ancora impegnato nel doppio ruolo con la Roma e aveva scelto di non prendere in considerazione l’ipotesi azzurra.

Ora il quadro appare diverso.

“Se ti chiama la Nazionale devi dire sì”

Nel suo intervento Ranieri ha sottolineato il peso simbolico della panchina della Nazionale italiana.

“Dirigente o allenatore? Se vieni chiamato, devi dire sì e basta”, ha spiegato.

Parole che suonano come una disponibilità concreta nei confronti della FIGC, soprattutto in una fase in cui il calcio italiano cerca una nuova stabilità tecnica e progettuale.

“Dobbiamo risollevarci”

Ranieri ha poi allargato il discorso al momento difficile vissuto dal calcio italiano negli ultimi anni.

“Dobbiamo risollevarci, non si può restare così lontani dai grandi eventi”, ha detto, riferendosi alle difficoltà della Nazionale nelle competizioni internazionali recenti.

L’esperienza, l’equilibrio e il profilo internazionale dell’allenatore romano continuano a renderlo uno dei nomi più apprezzati e rispettati del panorama calcistico italiano.

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Sinner domina Popyrin e vola agli ottavi: ora il derby italiano con Andrea Pellegrino infiamma Roma

Jannik Sinner travolge Alexei Popyrin agli Internazionali d’Italia e vola agli ottavi dove sfiderà Andrea Pellegrino in un derby azzurro sul Centrale del Foro Italico. Il numero uno del mondo è a una vittoria dal record di Djokovic nei Masters 1000 e continua a trascinare il tennis italiano verso un possibile trionfo a Roma cinquant’anni dopo Adriano Panatta.

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La mano al petto e un sospiro improvviso di paura. A sorprendere Jannik Sinner, stavolta, non sono stati gli avversari in campo ma il passaggio delle Frecce Tricolori durante le prove sul cielo del Foro Italico.

Per il resto, il numero uno del mondo continua a dominare gli Internazionali d’Italia con impressionante naturalezza.

Dopo Sebastian Ofner, anche Alexei Popyrin si è arreso senza riuscire realmente a mettere in difficoltà l’azzurro. Il punteggio finale di 6-2, 6-0 racconta perfettamente la superiorità mostrata da Sinner, capace di chiudere il match in poco più di un’ora.

Ora il derby con Andrea Pellegrino

Agli ottavi di finale andrà in scena un derby tutto italiano contro Andrea Pellegrino, vera sorpresa del torneo.

Il pugliese, numero 155 del ranking mondiale, è riuscito a entrare nel tabellone principale passando dalle qualificazioni e ora si prepara alla sfida più importante della sua carriera sul Centrale del Foro Italico.

“Sfidarlo lì è un’esperienza che mi rimarrà per tutta la vita”, ha raccontato Pellegrino.

Per il tennista azzurro sarà una sfida quasi da “Davide contro Golia”, contro il giocatore più forte del mondo davanti a oltre diecimila spettatori.

Il precedente del 2019: “Presi una stesa incredibile”

Tra Sinner e Pellegrino esiste un solo precedente ufficiale, disputato nel 2019 a Santa Margherita di Pula.

All’epoca Sinner era appena esploso nel circuito challenger, ma mostrava già segnali del talento straordinario che oggi lo ha portato in cima al tennis mondiale.

“Presi una stesa incredibile”, ricorda sorridendo Pellegrino, riferendosi al doppio 6-1 subito sette anni fa.

Sinner a caccia del record di Djokovic

Con il successo contro Popyrin, Sinner ha raggiunto quota 30 vittorie consecutive nei Masters 1000 e ora punta il primato assoluto di Novak Djokovic, fermo a 31 successi consecutivi.

Ma il numero uno del mondo continua a mantenere il suo approccio sobrio e concentrato.

“Non gioco a tennis per i record, ma per divertirmi e migliorare me stesso”, ha spiegato in conferenza stampa.

Parole che confermano la maturità e la serenità con cui Sinner sta vivendo il momento più importante della sua carriera.

“Il successo non mi ha cambiato”

Il campione italiano ha parlato anche dell’enorme entusiasmo che lo circonda, soprattutto a Roma.

“Il successo non mi ha cambiato, neanche la mia famiglia. Siamo persone normali”, ha detto Sinner.

Poi il ringraziamento al pubblico italiano: “Mi stupisco sempre dell’entusiasmo che ricevo. Siamo tanti italiani e vogliamo portare l’Italia il più in alto possibile”.

Italia protagonista al Foro Italico

Agli ottavi ci saranno anche Lorenzo Musetti e Luciano Darderi.

Musetti aprirà il programma sul Centrale contro Casper Ruud, mentre Darderi affronterà Alexander Zverev.

Sfuma invece il sogno di Flavio Cobolli, sconfitto da Thiago Agustin Tirante, e quello di Mattia Bellucci, eliminato dallo spagnolo Martin Landaluce.

Roma sogna un italiano campione dopo 50 anni

Il Foro Italico continua intanto a registrare numeri record, con oltre 43 mila presenze nella giornata odierna.

L’obiettivo del tennis italiano resta storico: riportare il titolo maschile degli Internazionali a un italiano cinquant’anni dopo il trionfo di Adriano Panatta.

E oggi, con Sinner numero uno del mondo e una generazione azzurra sempre più competitiva, quel sogno appare meno impossibile.

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