Napoli
Napoli accelera sul supercalcolo: parte il progetto Echo-Twin tra IA, gemelli digitali e Big Data
A Napoli prende il via Echo-Twin, il progetto nazionale sul supercalcolo coordinato dalla Fondazione Icsc. L’iniziativa punta a sviluppare infrastrutture intelligenti e sostenibili per salute, ambiente e mobilità, con forti investimenti nel Sud Italia.
Tra intelligenza artificiale, gemelli digitali e supercalcolo, Napoli diventa uno dei poli strategici italiani per l’innovazione tecnologica avanzata.
Ha preso ufficialmente avvio il progetto Echo-Twin, iniziativa coordinata dalla Fondazione Icsc.
L’obiettivo è potenziare l’infrastruttura nazionale di supercalcolo attraverso sistemi intelligenti a basso consumo energetico capaci di sostenere applicazioni avanzate nei settori della salute, del clima, dell’ambiente e della mobilità sostenibile.
Un progetto finanziato da Mur e Unione Europea
Il progetto è finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca con il contributo dell’Unione Europea.
Echo-Twin punta a rafforzare il ruolo dell’Italia nel campo del supercalcolo e delle tecnologie strategiche, in una fase storica segnata dalla competizione internazionale su intelligenza artificiale, cloud e gestione dei dati.
Zoccoli: “Strategica la sovranità tecnologica”
A sottolineare il valore dell’iniziativa è stato Antonio Zoccoli.
“Il progetto Echo-Twin conferma il valore del lavoro svolto negli ultimi quattro anni dal Centro Nazionale Icsc”, ha dichiarato.
Secondo Zoccoli, il progetto rappresenta anche una dimostrazione concreta dell’efficacia degli investimenti del Pnrr nel sostenere ricerca, innovazione e competitività del sistema Paese.
Tra gli obiettivi indicati dal presidente Icsc c’è anche il rafforzamento della sovranità tecnologica italiana ed europea.
Coinvolte università, enti pubblici e imprese
L’iniziativa si fonda su un ampio partenariato pubblico-privato che coinvolge:
- università
- enti pubblici di ricerca
- infrastrutture nazionali
- piccole e medie imprese innovative
Il progetto punta inoltre a costruire una rete integrata capace di collegare ricerca scientifica, sviluppo industriale e innovazione tecnologica.
Investimenti concentrati nel Sud Italia
Uno degli aspetti più rilevanti di Echo-Twin riguarda la forte concentrazione degli investimenti nel Mezzogiorno.
Sono infatti previsti nuovi laboratori, data center e percorsi di formazione avanzata soprattutto nelle regioni del Sud Italia.
Secondo i promotori, il progetto potrebbe contribuire a:
- ridurre il divario digitale territoriale
- rafforzare le competenze tecnologiche avanzate
- aumentare la competitività delle imprese meridionali
- favorire l’integrazione nelle reti europee e globali dell’innovazione
Gemelli digitali e infrastrutture intelligenti
Il cuore tecnologico del progetto sarà rappresentato dai cosiddetti “digital twin”, ovvero gemelli digitali capaci di simulare sistemi complessi attraverso enormi quantità di dati e potenza computazionale.
Queste tecnologie potranno essere applicate a sanità, gestione ambientale, monitoraggio climatico e mobilità urbana sostenibile, settori sempre più strategici nella trasformazione digitale globale.
Napoli
Tumore al seno, a Napoli il progetto che punta sulla prevenzione e sugli stili di vita
ALTS presenta a Napoli “Benessere donne in movimento”, il progetto dedicato alla prevenzione primaria del tumore al seno attraverso attività fisica, alimentazione equilibrata e maggiore consapevolezza. La conferenza stampa si terrà mercoledì 10 giugno a Palazzo San Giacomo.
Muoversi di più, mangiare meglio e sottoporsi regolarmente ai controlli può ridurre il rischio e consentire di individuare prima il tumore al seno. Parte da questa consapevolezza “Benessere donne in movimento”, il nuovo progetto dell’Associazione per la lotta ai tumori del seno, fondata a Napoli dal chirurgo oncologo Giuseppe D’Aiuto.
L’iniziativa sarà presentata mercoledì 10 giugno, alle 12.30, nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo, con l’obiettivo di promuovere tra le donne uno stile di vita più sano e una maggiore attenzione alla prevenzione.
Il tumore più diffuso tra le donne
Il carcinoma mammario resta la neoplasia diagnosticata più frequentemente nella popolazione femminile italiana, con decine di migliaia di nuovi casi ogni anno.
Sedentarietà, sovrappeso, consumo di alcol e abitudini alimentari poco equilibrate rientrano tra i fattori sui quali è possibile intervenire. Non tutti i tumori al seno possono essere evitati, perché incidono anche età, familiarità, caratteristiche genetiche e fattori ormonali, ma uno stile di vita corretto contribuisce a ridurre il rischio complessivo.
La prevenzione primaria non sostituisce gli screening e i controlli clinici, ma rappresenta uno strumento ulteriore per proteggere la salute.
Diagnosi precoce e sopravvivenza
Accanto alle corrette abitudini quotidiane resta decisivo il ruolo della diagnosi precoce. Mammografia, visita senologica ed eventuali ulteriori accertamenti indicati dagli specialisti permettono di riconoscere molte lesioni quando sono ancora in una fase iniziale.
In Italia la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi di tumore della mammella è pari a circa l’86%, un risultato legato ai progressi delle cure, alla maggiore efficacia dei percorsi multidisciplinari e alla possibilità di intervenire tempestivamente.
Persistono, tuttavia, forti differenze territoriali nell’adesione agli screening, soprattutto tra il Nord e il Mezzogiorno.
La missione dell’ALTS
L’ALTS opera da anni nella prevenzione oncologica femminile attraverso campagne informative e migliaia di visite specialistiche gratuite.
Dopo il lavoro sulla prevenzione secondaria, l’associazione intende ora rafforzare gli interventi alla radice, promuovendo alimentazione equilibrata, attività fisica e controllo del peso.
Il progetto è risultato tra i quattro vincitori del premio “Semi di bene”, promosso dal Centro di servizio per il volontariato di Napoli e da UniCredit.
Passeggiate, bicicletta e laboratori di cucina
“Benessere donne in movimento” prevede attività concrete e accessibili: passeggiate a piedi, percorsi in bicicletta, esercizi seguiti da professionisti e laboratori di cucina dedicati alla preparazione di piatti sani.
L’obiettivo non è proporre sacrifici o regimi alimentari improvvisati, ma accompagnare le partecipanti verso abitudini sostenibili nel tempo.
«Passeggiate a piedi o in bicicletta, magari alla riscoperta dei nostri paesaggi, sotto la guida di un personal trainer, e laboratori di cucina con gli chef saranno esempi di come può avvenire questa trasformazione», spiega Giuseppe D’Aiuto.
La presentazione a Palazzo San Giacomo
Alla conferenza stampa parteciperanno il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, l’assessora allo Sport e alle Pari opportunità Emanuela Ferrante, il direttore della Tgr Rai Campania Antonello Perillo, lo chef Gennaro Esposito e il presidente dell’ALTS Giuseppe D’Aiuto.
Sono previsti anche interventi dei rappresentanti della scuola di calcio Napoli Women.
La sfida è trasformare la prevenzione in una pratica quotidiana, portandola fuori dagli ambulatori e dentro la vita delle donne, attraverso movimento, alimentazione consapevole e controlli effettuati nei tempi indicati dai programmi sanitari.
Cronache
Musei pieni a Napoli e in Campania, il 2 giugno della cultura fa il pieno di visitatori
Nel giorno della Festa della Repubblica, migliaia di visitatori hanno scelto musei, parchi archeologici e luoghi della cultura a Napoli e in Campania. Da Palazzo Reale al MANN, da Capodimonte a Pompei, l’ingresso gratuito del 2 giugno conferma la forza attrattiva del patrimonio campano.
C’era il mare, c’era il sole, c’era la tentazione semplice di una giornata di festa da passare all’aperto. Eppure migliaia di persone hanno scelto un’altra Napoli: quella delle sale dei musei, delle dimore reali, degli scavi archeologici, dei chiostri, dei capolavori e delle pietre antiche. Nel giorno della Repubblica, la città e la Campania hanno mostrato ancora una volta la loro forza più profonda: essere un museo vivo, diffuso, stratificato, capace di attirare turisti e cittadini anche quando tutto sembrerebbe spingere verso la spiaggia.
Curzio Malaparte scriveva che Napoli è “una Pompei che non è stata mai sepolta”. Il 2 giugno questa immagine è tornata attuale: la Napoli che continua a vivere sopra le sue epoche e la Pompei sepolta che continua a parlare al mondo si sono ritrovate dentro lo stesso successo di pubblico. L’ingresso gratuito nei musei e nei parchi archeologici statali ha trasformato la festa civile anche in una giornata di partecipazione culturale.
La Repubblica celebrata anche nei musei
L’apertura gratuita del 2 giugno ha richiamato migliaia di visitatori nei luoghi della cultura statali. È una scelta ormai entrata nelle abitudini di molti cittadini: non solo la prima domenica del mese, ma anche alcune giornate dal forte valore simbolico diventano occasioni per restituire il patrimonio culturale alla fruizione più ampia.
A Napoli il flusso è stato consistente fin dal mattino. Molti hanno scelto di affiancare alle celebrazioni istituzionali della Festa della Repubblica una visita nei musei del centro, trasformando la giornata in un percorso tra memoria nazionale e memoria storica della città.
Palazzo Reale e Pignatelli, la cultura nel cuore della città
Tra i luoghi più frequentati c’è stato Palazzo Reale, naturale punto di attrazione per chi si trovava nell’area di piazza del Plebiscito. I visitatori hanno potuto attraversare gli spazi dell’antica residenza e visitare anche la mostra “Alberto Biasi e le altre visioni delle superfici: Hsiao-Rotta Loria-Tornquist”, allestita nelle Sale del Belvedere.
Aperto anche il Museo Pignatelli, con la mostra “Banksy vs Warhol”, ulteriore segnale di una proposta culturale che tiene insieme storia, dimore monumentali e linguaggi contemporanei. Una combinazione che continua a funzionare, soprattutto per un pubblico misto di turisti, famiglie e napoletani.
Capodimonte cresce e punta sui capolavori
In forte crescita anche il Museo e Real Bosco di Capodimonte, residenza estiva dei sovrani e oggi uno dei luoghi più affascinanti della cultura napoletana. I biglietti registrati sono stati poco più di duemila, con un incremento significativo rispetto all’anno precedente.
A richiamare il pubblico sono stati i grandi capolavori della collezione, da Tiziano ad Artemisia Gentileschi, con Caravaggio ancora una volta capace di esercitare una forza magnetica sui visitatori. Curiosità anche per la mostra di Emilio Isgrò dedicata alla canzone napoletana, segno di un museo che prova a dialogare con la città non solo attraverso la pittura, ma anche attraverso la sua memoria sonora e popolare.
Il MANN e il mito di Parthenope
Ottima risposta anche per il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che ha registrato oltre tremila visitatori. Il MANN resta uno dei cuori culturali della città, anche grazie alla capacità di legare il patrimonio archeologico alla narrazione identitaria di Napoli.
In questo senso continua ad avere forte richiamo la mostra “Parthenope, la sirena e la città”, inaugurata il 3 aprile e dedicata al rapporto tra la figura mitica della sirena e la storia di Napoli. Una mostra che attraversa archeologia, mito, antropologia e memoria urbana, parlando non solo ai turisti ma anche ai napoletani che cercano nelle radici antiche una chiave per leggere la città di oggi.
Vomero, Sant’Elmo e San Martino trainano la collina
Numeri importanti anche per i nuovi Musei nazionali del Vomero, il polo che raccoglie i principali siti culturali dell’area collinare. Le presenze complessive hanno superato quota seimila, con Castel Sant’Elmo e la Certosa di San Martino in grande evidenza.
Castel Sant’Elmo continua ad attrarre per la sua posizione panoramica e per la forza architettonica della struttura. La Certosa, invece, resta uno dei luoghi in cui Napoli si racconta meglio: arte, storia, devozione, vedute, memoria urbana. Più contenuto, ma comunque significativo, il flusso al Museo Duca di Martina nella Villa Floridiana.
Pompei ed Ercolano, la Campania antica non smette di attrarre
Fuori dal centro di Napoli, la parte del leone l’hanno fatta ancora una volta gli scavi di Pompei ed Ercolano. Pompei ha registrato oltre tredicimila presenze, confermandosi uno dei grandi attrattori culturali non solo della Campania, ma dell’intero Paese.
Se Napoli è, con le parole di Malaparte, una Pompei mai sepolta, quella sepolta continua a essere una calamita mondiale. Ogni giornata di apertura gratuita conferma la forza di un sito che unisce storia, tragedia, bellezza e curiosità universale. Ercolano, con la sua dimensione più raccolta e straordinariamente conservata, resta l’altra grande porta di accesso alla Campania antica.
Caserta, Paestum, Padula e Capua: la cultura corre anche in provincia
Il successo non ha riguardato solo Napoli e l’area vesuviana. Anche nel resto della regione i luoghi della cultura hanno registrato una buona partecipazione. Aperta la Reggia di Caserta, che ha ospitato anche momenti legati alle celebrazioni del 2 giugno, e aperto il Parco archeologico di Paestum, altro polo fondamentale del patrimonio campano.
Bene anche i siti gestiti dalla Direzione regionale Musei Campania, con oltre cinquemila visitatori complessivi. Tra i più frequentati la Certosa di Padula, il Teatro romano di Benevento e l’Anfiteatro campano di Capua. Luoghi diversi, spesso lontani dai flussi turistici più prevedibili, ma capaci di raccontare la profondità storica della regione.
La cultura come infrastruttura civile
La giornata del 2 giugno consegna un dato chiaro: la cultura, in Campania, non è solo attrazione turistica. È anche infrastruttura civile. È un modo per riconoscersi, per abitare meglio i luoghi, per rimettere in circolo memoria e identità.
I numeri dei musei pieni non sono soltanto statistiche. Raccontano una domanda crescente di bellezza, conoscenza e partecipazione. In una regione spesso raccontata solo attraverso emergenze e contraddizioni, migliaia di persone in fila davanti a musei, scavi e palazzi storici sono una notizia politica nel senso più alto del termine: la dimostrazione che il patrimonio culturale, quando viene aperto, comunicato e reso accessibile, diventa davvero patrimonio di tutti.
Cronache
Sorrento, scooter contro auto in via degli Aranci: muore una donna, grave il giovane alla guida
Incidente mortale nella notte a Sorrento, in via degli Aranci. Uno scooter si è scontrato con un’auto in marcia per cause ancora in corso di accertamento. Morta sul colpo una donna del 1961, passeggera del mezzo a due ruote. Grave il conducente dello scooter, un giovane del 2006.
Tragedia nella notte a Sorrento, dove una donna nata nel 1961 è morta in un incidente stradale avvenuto in via degli Aranci. Sul posto sono intervenuti i carabinieri dell’aliquota radiomobile e della stazione di Sorrento.
Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli investigatori, uno scooter è finito contro un’auto in marcia per cause in corso di accertamento.
Morta la passeggera dello scooter
La donna viaggiava come passeggera sul mezzo a due ruote. L’impatto è stato violentissimo e per lei non c’è stato nulla da fare: è morta sul colpo.
Il conducente dello scooter, un giovane nato nel 2006, è stato soccorso e trasportato all’ospedale di Sorrento. È ricoverato in prognosi riservata.
Illeso l’automobilista
L’automobilista coinvolto nello scontro è rimasto illeso. I carabinieri stanno ricostruendo la dinamica dell’incidente per chiarire il punto dell’impatto, la direzione di marcia dei veicoli e ogni altro elemento utile agli accertamenti.
I mezzi coinvolti sono stati sequestrati. Le indagini proseguono per stabilire le cause dello scontro e verificare eventuali responsabilità.


