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Napoletani a Liverpool, la città dei Beatles vale sempre un bel tour

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Sono duemilacinquecento i napoletani in trasferta al seguito della loro squadra a Liverpool, la città più napoletana d’Inghilterra come è soprannominata. E un giro lo merita per davvero la città dei Beatles: qui tutto parla di loro. Dunque prima della partita o per chi si trattiene il giorno dopo The Cavern, il locale dove sono nati Paul, John, Ringo e George, vale la visita.

C’è sempre musica dal vivo, si può bere una birra e guardare le chitarre dei personaggi più famosi esposte in vetrina. Oppure acquistare qualche gadget targato Beatles: dai plettri per le chitarre con l’effige dei quattro alle T shirt ed altri mille oggetti divertenti sempre griffati con le immagini dei ragazzi di Liverpool. In The Cavern per i napoletani nostalgici anche una bella foto di Pepe Reina ai tempi dell’Anfield.
Un passaggio al porto per vedere le belle case galleggianti, i canoisti che si allenano o qualche bella vecchia imbarcazione non si può non fare. E per mangiare fish & chips al porto o panini e birra da gustare in ogni angolo della città dove c’è un clima effervescente e tanta allegria.

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U2 sorprendono con due uscite: “Days of Ash” politico, “Easter Lily” intimo

Gli U2 pubblicano a sorpresa due lavori: “Days of Ash” politico e “Easter Lily” più intimo. Bono: “Il rock come resistenza”.

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Gli U2 tornano con una doppia uscita inattesa, scandita simbolicamente dal calendario religioso. Dopo “Days of Ash”, pubblicato il mercoledì delle ceneri con toni esplicitamente politici, la band ha rilasciato a sorpresa “Easter Lily” nel giorno del venerdì santo, un lavoro più intimo e riflessivo.

Il titolo è anche un omaggio all’album Easter di Patti Smith.

Dalla denuncia alla riflessione personale

“Days of Ash” si era caratterizzato per attacchi diretti a figure e temi geopolitici, con riferimenti a politiche migratorie, conflitti e leadership internazionali.

“Easter Lily”, invece, segna un cambio di registro: sei brani più introspettivi, nati – come ha spiegato Bono – da domande personali e profonde sul senso delle relazioni in tempi difficili.

I brani: amicizia, perdita e rinascita

La traccia d’apertura, “Song for Hal”, è dedicata al produttore Hal Willner, scomparso durante il periodo del lockdown, ed è interpretata da The Edge.

I temi dell’amicizia attraversano anche “In a life”, mentre “Scars” viene definita una canzone di incoraggiamento.

“Resurrection song” racconta un viaggio verso l’ignoto, mentre “Easter parade” richiama esplicitamente il tema pasquale della rinascita.

Il ritorno di Brian Eno

A chiudere il lavoro è “Coexist (I will bless the Lord at all times?)”, realizzata con Brian Eno, che torna a collaborare con la band dopo 17 anni.

Il brano è concepito come una ninna nanna dedicata ai genitori dei bambini coinvolti nei conflitti.

Il futuro: un ritorno al rock più ruvido

Nonostante la parentesi più intima, Bono guarda già avanti: la band è al lavoro su un nuovo progetto “rumoroso e caotico”, pensato per la dimensione live.

“Il rock and roll più grintoso è un atto di resistenza”, ha spiegato, indicando la direzione artistica futura degli U2 in un contesto globale segnato da crisi e tensioni.

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Edoardo Bennato in tour: “Quando sarò grande” tra Venezia, Roma, Empoli e Pompei

Edoardo Bennato torna live con “Quando sarò grande”: quattro concerti-evento tra Venezia, Roma, Empoli e Pompei.

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Edoardo Bennato torna dal vivo con “Quando sarò grande”, un tour di quattro date-evento che lo porterà in alcune delle location più suggestive d’Italia.

Il “pirata del rock” si esibirà il 6 luglio in Piazza San Marco a Venezia, il 20 luglio al Circo Massimo di Roma, il 3 settembre al Parco di Serravalle di Empoli e il 12 settembre al Teatro Grande di Pompei.

Un progetto musicale tra rock e orchestrazioni

Sul palco Bennato sarà accompagnato dalla Be-Band e dal Quartetto Flegreo, con un arricchimento orchestrale speciale nella tappa veneziana, dove è prevista anche la partecipazione dell’Orchestra Sinfonica veneziana diretta dal Maestro Diego Basso, nell’ambito del Festival della Bellezza.

Il repertorio spazierà tra i grandi successi della sua carriera, brani che hanno segnato la storia della musica italiana e che continuano a mantenere una forte attualità.

Il significato di “Quando sarò grande”

Il titolo del tour richiama uno dei brani simbolo dell’artista, “Quando sarai grande”, pubblicato nel 1977 all’interno dell’album Burattino senza fili.

Un lavoro che racconta il passaggio dall’infanzia all’età adulta, con uno sguardo critico verso i meccanismi della società e le difficoltà dei giovani nel trovare spazio e ascolto.

Bennato, voce libera e controcorrente

Da sempre figura fuori dagli schemi, Bennato continua a portare avanti una visione artistica indipendente, capace di unire ironia, denuncia e libertà espressiva.

Con questo tour, l’artista ribadisce la propria identità: quella di un narratore libero, che sceglie di raccontare il mondo senza filtri, mantenendo viva quella tensione creativa che lo ha reso uno dei protagonisti più originali della musica italiana.

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Paul McCartney torna con “Days We Left Behind”: nuovo album il 29 maggio

Paul McCartney pubblica il singolo “Days We Left Behind” e annuncia il nuovo album. Un viaggio nostalgico nella Liverpool della giovinezza.

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Paul McCartney torna con un nuovo progetto discografico e lo fa guardando indietro, alla Liverpool della sua giovinezza, prima ancora della leggenda dei The Beatles.

È uscito il singolo Days We Left Behind, che anticipa il diciottesimo album in studio, The Boys of Dungeon Lane, previsto per il 29 maggio.

Una ballad intima e autobiografica

Il brano si presenta come una ballad essenziale: pianoforte e chitarra acustica, senza batteria.

Il testo è costruito su una dimensione autobiografica, con immagini nostalgiche che evocano “bar fumosi” e strumenti economici, simboli degli inizi.

McCartney, oggi 83enne, riflette sul tempo e sulla memoria, trasformando il racconto personale in una riflessione più ampia e generazionale.

Liverpool al centro del racconto

Il cuore del progetto è Liverpool, città natale dell’artista. Il titolo dell’album richiama Dungeon Lane, strada del quartiere Speke dove McCartney è cresciuto insieme a George Harrison.

Nel testo emergono riferimenti precisi alla geografia urbana, in una linea narrativa già presente in brani storici come Penny Lane.

Il legame con John Lennon

Un passaggio del brano richiama anche Forthlin Road, dove McCartney ha vissuto e dove è nata l’amicizia con John Lennon.

Un riferimento diretto alle origini della storia dei Beatles, che resta uno dei punti centrali dell’immaginario dell’artista.

Un progetto nato nel tempo

L’album ha avuto una lunga gestazione, iniziata circa cinque anni fa con il produttore Andrew Watt.

Il lavoro si è sviluppato tra diverse sessioni, tra Los Angeles e il Sussex, con McCartney impegnato a suonare gran parte degli strumenti, come già accaduto in lavori recenti.

Tra passato e futuro

Il disco, composto da 14 brani, promette atmosfere diverse: dal rock nello stile dei Wings alle armonie beatlesiane, con la melodia al centro.

Un progetto che unisce memoria e continuità artistica, confermando la capacità di McCartney di rileggere il proprio passato senza restarne prigioniero.

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