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Spettacoli

Musica, è morta Ronnie Spector: fu leader delle Ronettes, icona anni 60

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 “Il nostro amato angelo terreno, Ronnie, ha lasciato pacificamente questo mondo oggi dopo una breve battaglia col cancro”, ha reso noto la famiglia. “Ronnie ha vissuto la sua vita con il luccichio negli occhi, una attitudine coraggiosa, uno spettacolare senso dello humor e un sorriso sulla faccia”, prosegue la sua nota. Nata Veronica Greenfield a New York il 10 agosto 1943, Spector era figlia di una madre afroamericana-cherokee e di un padre di origini irlandese. The Ronettes, il gruppo che formo’ con la sorella e la cugina, si affermo’ nella Grande Mela grazie ad appassionate canzoni d’amore, prima che Ronnie firmasse nel 1963 con l’allora leggendario produttore Phil Spector, che poi sposo’. Con i loro occhi da vampiro pesantemente truccati, le loro acconciature da alveare altissime e gonne sopra il ginocchio, la band segno’ gli anni ’60 con una seri di hit, tra cui “Baby, I Love You” e “(The Best Part of) Breakin’ Up”, insieme a “Be My Baby” che nel 1999 fu inserita nella Grammy Hall of Fame. Con le Supremes, le Ronettes furono tra i primi gruppi di cantanti, e il primo femminile, ad andare in tour con i Beatles, aprendo i loro concerti nella tournee’ del 1966. Il trio e’ entrato nella Rock and Roll Hall of Fame nel 2007.

“Il nostro amato angelo terreno, Ronnie, ha lasciato pacificamente questo mondo oggi dopo una breve battaglia col cancro”, ha reso noto la famiglia. “Ronnie ha vissuto la sua vita con il luccichio negli occhi, una attitudine coraggiosa, uno spettacolare senso dello humor e un sorriso sulla faccia”, prosegue la sua nota. Nata Veronica Greenfield a New York il 10 agosto 1943, Spector era figlia di una madre afroamericana-cherokee e di un padre di origini irlandese. The Ronettes, il gruppo che formo’ con la sorella e la cugina, si affermo’ nella Grande Mela grazie ad appassionate canzoni d’amore, prima che Ronnie firmasse nel 1963 con l’allora leggendario produttore Phil Spector, che poi sposo’. Con i loro occhi da vampiro pesantemente truccati, le loro acconciature da alveare altissime e gonne sopra il ginocchio, la band segno’ gli anni ’60 con una seri di hit, tra cui “Baby, I Love You” e “(The Best Part of) Breakin’ Up”, insieme a “Be My Baby” che nel 1999 fu inserita nella Grammy Hall of Fame. Con le Supremes, le Ronettes furono tra i primi gruppi di cantanti, e il primo femminile, ad andare in tour con i Beatles, aprendo i loro concerti nella tournee’ del 1966. Il trio e’ entrato nella Rock and Roll Hall of Fame nel 2007,

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Spettacoli

Achille Lauro: ma mia forza? Sono divisivo…

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Da aprile a settembre si e’ ripreso la sua vita (“ho viaggiato, preso aerei, mi sono divertito”), per altri quattro mesi si e’ ritirato su un’isola deserta con il suo team per dare nuovo vigore alla sua creativita’ e pensare alla sua musica, ora Achille Lauro e’ pronto a tornare, e lo fa tra i 25 Big in gara a Sanremo, con il brano Domenica e l’Harlem Gospel Choir (e per la serata cover ha scelto Sei bellissima con Loredana Berte’). La quarta partecipazione consecutiva (tre in gara – la prima folgorante con Rolls Royce, seguita da Me ne frego “che e’ stato un evento dirompente”, una da superospite fisso l’anno scorso), una sorta di record festivaliero per l’istrionico artista che sul palco dell’Ariston ha suscitato sempre interesse, e attirato anche qualche critica. “Ma non e’ la competizione ad attrarci – Lauro, il suo nome all’anagrafe, parla rigorosamente in prima persona plurale e dribbla qualunque domanda politica -, in questo caso avrei portato un brano tipo ’16 marzo’. Invece utilizziamo Sanremo come una vetrina, uno dei cento progetti che abbiamo. La consideriamo una trasmissione nella quale ho i miei 4 minuti per cinque sere per far arrivare la mia creativita’. Andiamo la’ a portare qualcosa che nessuno ha mai fatto. Per me la musica si guarda, si percepisce, e’ un mondo che spazia ovunque”, aggiunge non mostrando la minima incertezza sulla potenza evocativa del suo lavoro. Del resto i suoi “quadri”, i suoi trucchi, i suoi costumi hanno stupito e sono diventati un segno distintivo della sua opera. “Ma e’ riduttivo parlare di travestimenti. Per me e’ una messa in scena della canzone stessa e una mia proiezione. Cerco sempre di andare oltre, che non vuol dire trasgredire, ma fare sempre qualcosa di diverso e di piu’, per non ripetersi e ristagnare nella propria zona comfort. In questo senso – scherza – sono anni che cerco di distruggere la mia carriera, ma ancora non ci sono riuscito. Sono divisivo e credo che questa sia la nostra forza”. E poi approfondisce il nesso tra arte e distruzione: “Non e’ arte se non suscita qualcosa, se non smuove qualcosa, se non divide. E non parlo di cio’ che faccio io, sarebbe presuntuoso, ma qualunque gesto che ha un fine di smuovere qualcosa e’ un gesto nobile. E gli artisti hanno piu’ opportunita’ di farlo”. “Se la mia arte fosse un quadro? L’Urlo di Munch: susciterebbe emozioni diverse in ogni persona”. Nel tentativo di andare sempre oltre, Achille Lauro pubblica l’11 febbraio “Lauro – Achille Idol Superstar”, una nuova edizione dell’ultimo album, con sette brani nuovi (compreso il brano sanremese), naturale prosecuzione evolutiva del percorso fatto con 1969 e che si presenta come crossover tra diversi generi, “ma l’anima rimane la stessa: sono coerente con quello che sono. E’ anche un album totalmente fuori moda, contro tendenza ma cercare di fare moda. Sto seguendo la mia strada unica. Quando ho lasciato l’urban e cambiato, l’ho fatto perche’ non era piu’ il mio. Cerco di portare in scena qualcosa che non esiste”. Non rifiuta gli accostamenti con David Bowie o Billy Idol: “Tutti gli artisti che sono passati nella nostra vita hanno avuto un’influenza sia a livello estetico che discografico: sei un milk-shake di tutto quello che hai ascoltato”. L’album e’ solo il primo di una serie di appuntamenti di Lauro per il 2022: il tour con l'”Electric Orchestra” al via il 27 maggio a Roma con tre date prima di attraversare tutta l’Italia (“sara’ molto rock and roll, ma anche un crossover con il musical. Qualcosa che non si e’ mai visto prima e che magari potra’ prendere vita autonoma e andare in giro per il mondo”) e la collaborazione con Amazon Prime Video che lo portera’ a scrivere colonne sonore ma anche a recitare in piccoli camei. E sara’ anche il primo artista in Europa a tenere un evento-concerto nel mondo del metaverso e del gaming.

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Cronache

Gigi D’Alessio é papà, la compagna Denise Esposito ha dato alla luce un bimbo bellissimo

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Denise Esposito ha dato a Gigi D’Alessio un altro figlio. Il piccolo erede di Gigi D’Alessio é nato alla clinica Ruetsch a Napoli. Alla pop star napoletana e alla sua compagna gli auguri di felicità e salute dalla redazione di Juorno.it.
Gigi D’Alessio é  padre per la quinta volta. L’ultimo nato si chiama Francesco. La sua nuova compagna é Denise Esposito, di 28 anni. 54 candeline spente nell’ultimo compleanno, quattro figli, un matrimonio finito male e una relazione importante – quella con Anna Tatangelo, sono le cose peraltro risapute e pubbliche del cantante napoletano.

Niente altro scriviamo su questa lieta notizia per rispetto della privacy della coppia.

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Spettacoli

Sanremo, Amadeus: Fiorello? Ho prenotato stanza vicino alla mia

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A una settimana dall’inizio del festival di Sanremo, il 1 febbraio, c’e’ ancora il punto interrogativo sulla presenza di Fiorello: “Ci conosciamo da 35 anni, siamo come fratelli. Ormai non mi sopporta piu’: lo marco stretto come Gentile con Maradona ai Mondiali, mordo alle caviglie… Ho prenotato la camera di fronte alla mia: in questo momento e’ vuota, speriamo che qualcuno venga a posare le valigie e ad aprire la porta”, dice Amadeus durante il collegamento con Non Stop News su Rtl 102.5. “Il festival della ripartenza? Chiamiamolo il festival della gioia: speriamo di trascorrere cinque serate di divertimento e musica, che e’ terapeutica. In un momento drammatico – sottolinea il direttore artistico – il festival dell’anno scorso fu importante sul piano musicale”.

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