Cronache
Musei pieni a Napoli e in Campania, il 2 giugno della cultura fa il pieno di visitatori
Nel giorno della Festa della Repubblica, migliaia di visitatori hanno scelto musei, parchi archeologici e luoghi della cultura a Napoli e in Campania. Da Palazzo Reale al MANN, da Capodimonte a Pompei, l’ingresso gratuito del 2 giugno conferma la forza attrattiva del patrimonio campano.
C’era il mare, c’era il sole, c’era la tentazione semplice di una giornata di festa da passare all’aperto. Eppure migliaia di persone hanno scelto un’altra Napoli: quella delle sale dei musei, delle dimore reali, degli scavi archeologici, dei chiostri, dei capolavori e delle pietre antiche. Nel giorno della Repubblica, la città e la Campania hanno mostrato ancora una volta la loro forza più profonda: essere un museo vivo, diffuso, stratificato, capace di attirare turisti e cittadini anche quando tutto sembrerebbe spingere verso la spiaggia.
Curzio Malaparte scriveva che Napoli è “una Pompei che non è stata mai sepolta”. Il 2 giugno questa immagine è tornata attuale: la Napoli che continua a vivere sopra le sue epoche e la Pompei sepolta che continua a parlare al mondo si sono ritrovate dentro lo stesso successo di pubblico. L’ingresso gratuito nei musei e nei parchi archeologici statali ha trasformato la festa civile anche in una giornata di partecipazione culturale.
La Repubblica celebrata anche nei musei
L’apertura gratuita del 2 giugno ha richiamato migliaia di visitatori nei luoghi della cultura statali. È una scelta ormai entrata nelle abitudini di molti cittadini: non solo la prima domenica del mese, ma anche alcune giornate dal forte valore simbolico diventano occasioni per restituire il patrimonio culturale alla fruizione più ampia.
A Napoli il flusso è stato consistente fin dal mattino. Molti hanno scelto di affiancare alle celebrazioni istituzionali della Festa della Repubblica una visita nei musei del centro, trasformando la giornata in un percorso tra memoria nazionale e memoria storica della città.
Palazzo Reale e Pignatelli, la cultura nel cuore della città
Tra i luoghi più frequentati c’è stato Palazzo Reale, naturale punto di attrazione per chi si trovava nell’area di piazza del Plebiscito. I visitatori hanno potuto attraversare gli spazi dell’antica residenza e visitare anche la mostra “Alberto Biasi e le altre visioni delle superfici: Hsiao-Rotta Loria-Tornquist”, allestita nelle Sale del Belvedere.
Aperto anche il Museo Pignatelli, con la mostra “Banksy vs Warhol”, ulteriore segnale di una proposta culturale che tiene insieme storia, dimore monumentali e linguaggi contemporanei. Una combinazione che continua a funzionare, soprattutto per un pubblico misto di turisti, famiglie e napoletani.
Capodimonte cresce e punta sui capolavori
In forte crescita anche il Museo e Real Bosco di Capodimonte, residenza estiva dei sovrani e oggi uno dei luoghi più affascinanti della cultura napoletana. I biglietti registrati sono stati poco più di duemila, con un incremento significativo rispetto all’anno precedente.
A richiamare il pubblico sono stati i grandi capolavori della collezione, da Tiziano ad Artemisia Gentileschi, con Caravaggio ancora una volta capace di esercitare una forza magnetica sui visitatori. Curiosità anche per la mostra di Emilio Isgrò dedicata alla canzone napoletana, segno di un museo che prova a dialogare con la città non solo attraverso la pittura, ma anche attraverso la sua memoria sonora e popolare.
Il MANN e il mito di Parthenope
Ottima risposta anche per il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che ha registrato oltre tremila visitatori. Il MANN resta uno dei cuori culturali della città, anche grazie alla capacità di legare il patrimonio archeologico alla narrazione identitaria di Napoli.
In questo senso continua ad avere forte richiamo la mostra “Parthenope, la sirena e la città”, inaugurata il 3 aprile e dedicata al rapporto tra la figura mitica della sirena e la storia di Napoli. Una mostra che attraversa archeologia, mito, antropologia e memoria urbana, parlando non solo ai turisti ma anche ai napoletani che cercano nelle radici antiche una chiave per leggere la città di oggi.
Vomero, Sant’Elmo e San Martino trainano la collina
Numeri importanti anche per i nuovi Musei nazionali del Vomero, il polo che raccoglie i principali siti culturali dell’area collinare. Le presenze complessive hanno superato quota seimila, con Castel Sant’Elmo e la Certosa di San Martino in grande evidenza.
Castel Sant’Elmo continua ad attrarre per la sua posizione panoramica e per la forza architettonica della struttura. La Certosa, invece, resta uno dei luoghi in cui Napoli si racconta meglio: arte, storia, devozione, vedute, memoria urbana. Più contenuto, ma comunque significativo, il flusso al Museo Duca di Martina nella Villa Floridiana.
Pompei ed Ercolano, la Campania antica non smette di attrarre
Fuori dal centro di Napoli, la parte del leone l’hanno fatta ancora una volta gli scavi di Pompei ed Ercolano. Pompei ha registrato oltre tredicimila presenze, confermandosi uno dei grandi attrattori culturali non solo della Campania, ma dell’intero Paese.
Se Napoli è, con le parole di Malaparte, una Pompei mai sepolta, quella sepolta continua a essere una calamita mondiale. Ogni giornata di apertura gratuita conferma la forza di un sito che unisce storia, tragedia, bellezza e curiosità universale. Ercolano, con la sua dimensione più raccolta e straordinariamente conservata, resta l’altra grande porta di accesso alla Campania antica.
Caserta, Paestum, Padula e Capua: la cultura corre anche in provincia
Il successo non ha riguardato solo Napoli e l’area vesuviana. Anche nel resto della regione i luoghi della cultura hanno registrato una buona partecipazione. Aperta la Reggia di Caserta, che ha ospitato anche momenti legati alle celebrazioni del 2 giugno, e aperto il Parco archeologico di Paestum, altro polo fondamentale del patrimonio campano.
Bene anche i siti gestiti dalla Direzione regionale Musei Campania, con oltre cinquemila visitatori complessivi. Tra i più frequentati la Certosa di Padula, il Teatro romano di Benevento e l’Anfiteatro campano di Capua. Luoghi diversi, spesso lontani dai flussi turistici più prevedibili, ma capaci di raccontare la profondità storica della regione.
La cultura come infrastruttura civile
La giornata del 2 giugno consegna un dato chiaro: la cultura, in Campania, non è solo attrazione turistica. È anche infrastruttura civile. È un modo per riconoscersi, per abitare meglio i luoghi, per rimettere in circolo memoria e identità.
I numeri dei musei pieni non sono soltanto statistiche. Raccontano una domanda crescente di bellezza, conoscenza e partecipazione. In una regione spesso raccontata solo attraverso emergenze e contraddizioni, migliaia di persone in fila davanti a musei, scavi e palazzi storici sono una notizia politica nel senso più alto del termine: la dimostrazione che il patrimonio culturale, quando viene aperto, comunicato e reso accessibile, diventa davvero patrimonio di tutti.
Cronache
Madre e figlia morte per ricina, spunta la denuncia per favoreggiamento a un’amica
Svolta nell’inchiesta sulla morte di Antonella Di Vita e della figlia Sara, uccise da un avvelenamento da ricina. Una donna ascoltata come testimone è stata denunciata per favoreggiamento.
Una serie di messaggi WhatsApp potrebbe aprire una nuova fase nell’inchiesta sulla morte di Antonella Di Vita e della figlia Sara, 16 anni, decedute a fine dicembre per un avvelenamento da ricina. Una donna, amica della famiglia e ascoltata più volte dagli investigatori, è stata denunciata per favoreggiamento dopo alcune presunte incongruenze tra le sue dichiarazioni e il contenuto delle chat acquisite dalla Squadra Mobile di Campobasso.
I messaggi sulle tensioni familiari
Secondo quanto emerge dall’indagine, Antonella Di Vita avrebbe confidato all’amica ansie, difficoltà personali e problemi nel rapporto con il marito. In alcuni messaggi avrebbe parlato anche di separazione e chiesto aiuto per trovare un avvocato divorzista.
La donna, ascoltata inizialmente come persona informata sui fatti, avrebbe però negato di conoscere tensioni significative nella coppia, descrivendo un contesto familiare sereno. Una versione che sarebbe stata ripetuta anche in successive audizioni.
La svolta durante l’audizione
Il quadro sarebbe cambiato quando gli investigatori le hanno mostrato i messaggi inviati da Antonella. Di fronte a quelle conversazioni, ritenute rilevanti per ricostruire il clima familiare precedente alla tragedia, l’audizione si è trasformata in interrogatorio e per la donna è scattata la denuncia per favoreggiamento.
Gli inquirenti precisano che l’inchiesta per duplice omicidio volontario resta, al momento, senza indagati. La contestazione alla testimone riguarda l’ipotesi di avere ostacolato la ricostruzione dei fatti, non l’attribuzione di responsabilità per la morte delle due donne.
Il clima nel paese e le audizioni
La Squadra Mobile ha già ascoltato decine di persone, in un’indagine complessa che si muove dentro una comunità piccola come Pietracatella, in Molise. Gli investigatori avrebbero registrato più episodi di reticenza e un clima non sempre collaborativo.
Antonella e Sara vivevano nel borgo con il marito della donna, Gianni Di Vita, ex sindaco del paese, e con l’altra figlia Alice, 19 anni, sopravvissuta perché non presente nel momento in cui sarebbe avvenuta la somministrazione della sostanza velenosa.
L’analisi dei dispositivi
Gli accertamenti tecnici restano centrali. Gli investigatori stanno completando l’analisi dei telefoni di Sara, Antonella e Alice, oltre a un tablet, un computer e due modem sequestrati nell’abitazione della famiglia.
Le copie forensi non sarebbero ancora state consegnate alle parti, ma il materiale digitale è considerato decisivo per ricostruire rapporti, comunicazioni, spostamenti e possibili elementi utili alla definizione del movente.
Il mistero della ricina
Resta aperto il punto più inquietante: la provenienza della ricina, la sostanza altamente tossica che ha ucciso madre e figlia. Secondo gli investigatori, il veleno sarebbe frutto di una sintesi complessa. Non è ancora chiaro se sia stato acquistato attraverso canali illegali, anche online, oppure prodotto localmente.
È uno dei nodi principali dell’inchiesta. Capire chi abbia avuto accesso alla sostanza e come sia entrata nella casa dei Di Vita può essere decisivo per dare un nome e un volto alla responsabilità del duplice omicidio.
Un’indagine ancora senza indagati
La morte di Antonella e Sara resta una vicenda carica di dolore e interrogativi. La denuncia per favoreggiamento segna un passaggio importante, ma non risolve il caso. Gli investigatori continuano a lavorare su testimonianze, dispositivi digitali, rapporti familiari e provenienza del veleno.
In questa fase, ogni ricostruzione deve restare ancorata agli atti e alle verifiche in corso. Due donne sono morte per avvelenamento, ma chi abbia preparato e somministrato la ricina resta ancora da accertare.
Cronache
Procida, aggredita la preside del Nautico durante il collegio docenti: arrestato un dipendente
La dirigente scolastica Maria Saletta Longobardo è stata aggredita durante un collegio docenti all’Istituto Nautico Caracciolo-Da Procida. Arrestato un assistente tecnico di laboratorio.
Un collegio dei docenti di fine anno si è trasformato in una scena di violenza all’Istituto Tecnico Nautico Caracciolo-Da Procida. La dirigente scolastica Maria Saletta Longobardo è stata aggredita all’interno della scuola e colpita al volto. Per l’episodio è stato arrestato un assistente tecnico di laboratorio di 47 anni, residente ad Afragola.
Il cellulare lasciato nell’aula
Secondo la ricostruzione dei carabinieri, l’uomo avrebbe lasciato il proprio smartphone nell’aula dove era in corso il collegio dei docenti, con l’ipotesi che il dispositivo fosse stato posizionato per registrare le conversazioni dei presenti.
Le ragioni del gesto sono ancora oggetto di accertamento. Tra le ipotesi investigative c’è quella di un tentativo di captare dichiarazioni o conversazioni riguardanti la dirigente scolastica, con la quale i rapporti sarebbero stati da tempo difficili.
La tensione e l’aggressione
La situazione è precipitata quando la presenza del telefono è stata scoperta. Il dipendente avrebbe cercato di recuperare il dispositivo e, secondo gli investigatori, avrebbe aggredito due agenti della Polizia Municipale di Procida intervenuti per riportare la calma.
Poco dopo l’uomo si sarebbe scagliato anche contro la dirigente scolastica, colpendola con un pugno al volto. La preside è caduta a terra davanti ai presenti. Sul posto sono arrivati i carabinieri, che hanno bloccato il quarantasettenne e proceduto al suo arresto.
Le ferite e le accuse
Maria Saletta Longobardo è stata soccorsa dal personale del 118 e trasferita in ospedale. I medici le hanno riscontrato lesioni giudicate guaribili in dieci giorni. Per i due agenti della Polizia Municipale coinvolti nella colluttazione la prognosi è di tre giorni.
Gli investigatori hanno acquisito alcuni video realizzati da persone presenti nella scuola. I filmati saranno esaminati per chiarire nel dettaglio la sequenza dei fatti. Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato trasferito nel carcere di Napoli Poggioreale, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Nei suoi confronti vengono contestati i reati di lesioni a dirigente scolastico e installazione abusiva di apparecchiature o mezzi idonei a intercettare comunicazioni. Come sempre in questa fase, vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
La solidarietà alla dirigente
L’episodio ha suscitato immediate reazioni di solidarietà nei confronti della dirigente Longobardo. L’associazione Dirigentiscuola ha espresso vicinanza alla preside e ha denunciato il clima sempre più difficile che si registra in molti istituti.
Il presidente nazionale Attilio Fratta ha parlato di una situazione ormai preoccupante per i dirigenti scolastici, chiamati ogni giorno a gestire tensioni, responsabilità e conflitti dentro ambienti che dovrebbero restare luoghi di formazione, sicurezza e rispetto.
Il sostegno da Procida e Ponza
Manifestazioni di affetto sono arrivate anche dalla comunità di Ponza, legata storicamente al Nautico procidano attraverso studenti, ex alunni e iniziative di gemellaggio tra le due isole. A esprimere solidarietà alla dirigente sono stati anche il sindaco Francesco Ambrosino e numerosi ex studenti.
La vicenda riporta al centro il tema della sicurezza nelle scuole e della tutela di chi le guida. Un istituto scolastico non può diventare il luogo della paura. Per questo, accanto agli accertamenti giudiziari, resta la necessità di proteggere il clima educativo e istituzionale dentro le comunità scolastiche.
Cronache
Napoli assume 142 nuovi vigili urbani, De Iesu: organico più forte per sicurezza e legalità
Il Comune di Napoli rafforza la polizia municipale con 142 assunzioni: 100 nuovi agenti entrano in servizio e 42 passano dal tempo determinato al tempo indeterminato.
Napoli rafforza il corpo della polizia municipale con 142 nuove assunzioni. Cento agenti entreranno ora in servizio, mentre altri 42, già operativi, passano dal contratto a tempo determinato al tempo indeterminato. La firma dei contratti è avvenuta ieri mattina e segna un nuovo passo nel piano del Comune per potenziare un organico da anni considerato insufficiente rispetto alle esigenze della città.
Le nuove assunzioni
A darne notizia è l’assessore alla polizia municipale e alla legalità, Antonio De Iesu, che ha sottolineato la presenza di molti giovani, uomini e donne, tra i nuovi assunti. Le immissioni arrivano attraverso lo scorrimento della graduatoria del concorso bandito un anno fa.
Il piano non si ferma qui. Per arrivare ai 200 agenti previsti, il Comune procederà con ulteriori scorrimenti: un primo gruppo di 25 idonei sarà sottoposto alle visite mediche, mentre altri 32 agenti arriveranno tramite mobilità da altre città italiane e dovrebbero essere contrattualizzati entro fine mese.
Un corpo sotto organico
Per De Iesu, le nuove assunzioni servono a rafforzare una struttura che resta ancora sottodimensionata. L’assessore ricorda il confronto con Milano, che dispone di circa 3.400 agenti di polizia locale, mentre Napoli ne conta circa 1.200.
Il problema, secondo l’amministrazione, nasce anche dalla mancanza di concorsi negli anni precedenti. Il Patto per Napoli, con le risorse ottenute dal Governo, ha consentito al Comune di riaprire la stagione delle assunzioni e di programmare un rafforzamento graduale del corpo.
Sicurezza, viabilità e legalità
I nuovi vigili urbani saranno chiamati a svolgere funzioni molto diverse tra loro. La polizia municipale non si occupa solo di traffico e codice della strada, ma anche di sicurezza urbana, abusivismo, controlli sulla movida, infortunistica stradale, viabilità, verifiche sui B&B e presidio del territorio.
È un lavoro spesso poco visibile, ma centrale in una città complessa come Napoli. L’obiettivo dell’amministrazione è aumentare la presenza degli agenti nelle strade, migliorare i controlli e rendere più efficace l’azione di prevenzione e contrasto alle irregolarità.
Verso l’America’s Cup 2027
Il rafforzamento dell’organico guarda anche alle sfide dei prossimi anni. Il 2027 si avvicina e Napoli sarà chiamata a gestire l’impatto dell’America’s Cup, evento internazionale che richiederà un presidio più forte sul fronte della mobilità, della sicurezza e dell’ordine urbano.
Per questo il Comune punta a nuove assunzioni anche nei prossimi anni, tenendo conto dei pensionamenti e della necessità di garantire continuità operativa.
Il piano del Comune
La firma dei 142 contratti rappresenta un segnale concreto, ma non risolve da sola il problema dell’organico. La strada indicata dall’amministrazione è quella di continuare con concorsi, scorrimenti e mobilità per colmare progressivamente le carenze.
Napoli ha bisogno di più agenti, più controlli e maggiore capacità di intervento. Le nuove assunzioni vanno in questa direzione e consegnano alla città un primo rafforzamento del corpo, in attesa dei prossimi ingressi già programmati.


