Collegati con noi

Sport

MotoGP, Marc Marquez domina al Sachsenring: decima vittoria e mondiale riaperto

Marc Marquez vince il Gran Premio di Germania dopo essersi imposto anche nella Sprint. Al Sachsenring conquista il decimo successo in MotoGP e sale al terzo posto nel Mondiale, a 18 punti dal leader Jorge Martin.

Pubblicato

del

Marc Marquez torna a dettare legge sul Sachsenring. Lo spagnolo della Ducati vince il Gran Premio di Germania, completa la doppietta dopo il successo nella gara Sprint e conquista la sua decima affermazione nella classe regina sul difficile circuito tedesco.

Una vittoria netta, costruita dalla pole position e gestita senza cedimenti fino alla bandiera a scacchi. Marquez si conferma così il “re del Sachsenring” e riapre definitivamente la corsa al titolo mondiale.

Marc Marquez domina dall’inizio alla fine

Lo spagnolo parte bene e chiude al comando il primo giro. Alle sue spalle prova inizialmente a resistere il fratello Alex Marquez, che però cade alla curva 13 mentre tenta di mantenere il contatto con il battistrada.

Da quel momento Marc Marquez controlla la gara senza commettere errori. Il ritmo della Ducati è superiore e neppure la distanza completa mette in difficoltà il campione, apparso ormai pienamente ristabilito dopo i problemi fisici che ne avevano condizionato il rendimento.

Il successo arriva al termine di un fine settimana perfetto, iniziato con la pole position ottenuta con il nuovo record della pista e proseguito con la vittoria nella Sprint.

Doppio podio per le Aprilia Trackhouse

Alle spalle di Marquez si accende la sfida tra le due Aprilia del team Trackhouse. Negli ultimi giri Ai Ogura riesce a superare Raul Fernandez e conquista il secondo posto, davanti al compagno di squadra.

Un risultato che conferma l’ottimo momento della struttura satellite Aprilia, capace ancora una volta di precedere le moto ufficiali.

Pedro Acosta, con la Ktm, chiude al quarto posto, mentre Jorge Martin e Francesco Bagnaia terminano rispettivamente quinto e sesto.

Di Giannantonio e Alex Marquez fuori gara

Giornata negativa per Fabio Di Giannantonio. Il pilota italiano, dopo una partenza difficile, perde alcune posizioni e successivamente cade, abbandonando la gara.

Fuori anche Alex Marquez, scivolato mentre provava a seguire il ritmo del fratello. La sua caduta ha lasciato campo libero alle Aprilia di Ogura e Fernandez nella lotta per il podio.

Martin resta leader, Marquez è a 18 punti

Jorge Martin conserva la testa della classifica mondiale con 208 punti. Ai Ogura sale al secondo posto con 194, mentre Marc Marquez raggiunge quota 190 e si porta a soli 18 punti dal leader.

Marco Bezzecchi resta fermo a 184 punti dopo l’infortunio alla clavicola riportato durante le qualifiche. Il pilota Aprilia dovrà osservare un periodo di recupero prima di poter tornare in pista.

Il risultato del Sachsenring modifica quindi gli equilibri del campionato: Martin resta davanti, ma la rimonta di Marquez è ormai concreta.

«Dovevo attaccare e l’ho fatto»

«Sono super felice, è stato un fine settimana speciale», ha commentato Marquez al termine della gara.

«Se voglio vincere il campionato dovevo attaccare qui e lo abbiamo fatto. Bisogna fare le cose giuste quando ci sentiamo forti. Sono contento di avere raggiunto le dieci vittorie qui al Sachsenring: è un numero importante».

Soddisfatto anche Ai Ogura: «È stata una domenica migliore di quanto mi aspettassi. È stato molto difficile superare Raul Fernandez, ma ho avuto un buon passo fino alla fine».

Il Mondiale resta nelle mani di Martin, ma dopo il dominio in Germania il messaggio di Marc Marquez agli avversari è inequivocabile: la corsa al titolo è nuovamente aperta.

Advertisement

Sport

Ciro Immobile dice basta: addio al calcio dopo 350 gol

Ciro Immobile annuncia il ritiro dopo una carriera da 656 partite e 350 gol. È stato campione d’Europa, quattro volte capocannoniere e Scarpa d’Oro.

Pubblicato

del

Ciro Immobile lascia il calcio giocato. A 36 anni, dopo 656 partite e 350 gol conteggiati nel bilancio complessivo della sua carriera, l’attaccante di Torre Annunziata ha annunciato il ritiro.

La notizia è stata comunicata dal Paris FC, il club nel quale si era trasferito nel febbraio 2026 dopo le esperienze con Besiktas e Bologna. In Francia ha disputato l’ultima parte di una carriera professionistica durata 17 anni.

«Ciro Immobile è una leggenda», ha sottolineato il club parigino. Alla base della decisione anche la volontà dell’attaccante di dedicare più tempo alla famiglia.

Gli anni da leggenda con la Lazio

La parte più importante della carriera resta quella vissuta con la Lazio. In otto stagioni Immobile è diventato il miglior marcatore nella storia del club biancoceleste, con 207 reti in 340 presenze considerando tutte le competizioni.

Con la Lazio ha conquistato una Coppa Italia e due Supercoppe italiane. Nel suo palmarès figurano anche una Supercoppa di Germania con il Borussia Dortmund e una Supercoppa di Turchia con il Besiktas.

È stato capocannoniere della Serie A quattro volte. Nel 2020 ha vinto la Scarpa d’Oro grazie ai 36 gol segnati in campionato, eguagliando il primato realizzativo stabilito da Gonzalo Higuain.

Il trionfo europeo con l’Italia

Con la Nazionale italiana Immobile ha collezionato 57 presenze e realizzato 17 reti. Ha partecipato alla vittoria dell’Europeo disputato nel 2021, segnando due gol durante il torneo concluso con il successo sull’Inghilterra a Wembley.

Dagli inizi a Torre Annunziata al settore giovanile della Juventus, la sua carriera lo ha portato a indossare anche le maglie di Pescara, Genoa, Torino, Borussia Dortmund, Siviglia, Lazio, Besiktas, Bologna e Paris FC.

Si chiude così il percorso di uno degli attaccanti italiani più prolifici della sua generazione. Titoli, record e una Scarpa d’Oro certificano il valore di un centravanti capace di costruire la propria leggenda soprattutto attraverso i gol.

Continua a leggere

Sport

Napoli, accordo per Badiashile: ad Allegri il gigante della difesa

Il Napoli chiude l’accordo con il Chelsea per Benoît Badiashile. Il difensore arriverà in prestito con diritto di riscatto per rinforzare il reparto di Allegri.

Pubblicato

del

Dopo quasi un mese di trattative, il Napoli ha raggiunto l’accordo con il Chelsea per Benoît Badiashile. Il via libera di Aurelio De Laurentiis ha sbloccato l’operazione: restano da completare lo scambio dei documenti, le visite mediche e la firma prima dell’annuncio ufficiale.

Il difensore francese, fortemente voluto dal direttore sportivo Giovanni Manna e da Massimiliano Allegri, arriverà in prestito oneroso con diritto di riscatto.

Operazione da 30 milioni più bonus

Il Napoli verserà subito tre milioni di euro al Chelsea. L’opzione per l’acquisto definitivo è stata fissata a 27 milioni, mentre un ulteriore milione di bonus sarebbe legato alla conquista dello scudetto.

L’investimento complessivo potrà quindi raggiungere i 30 milioni in caso di riscatto, salendo potenzialmente a 31 con il bonus. Manna è riuscito a evitare l’inserimento dell’obbligo di acquisto, lasciando al club la possibilità di valutare il rendimento e le condizioni fisiche del giocatore durante la stagione.

Con Badiashile sarebbe già stata raggiunta un’intesa per un contratto fino al 2031, con uno stipendio vicino ai 2,5 milioni netti all’anno, destinato a entrare pienamente in vigore in caso di riscatto.

Il francese ha scelto Napoli

Decisiva è stata la volontà del calciatore, che avrebbe respinto altre proposte provenienti dalla Premier League per aspettare gli azzurri. Badiashile aveva già conosciuto l’atmosfera dello stadio Maradona e avrebbe indicato Napoli come destinazione preferita.

Il difensore è atteso in Italia nei prossimi giorni. Le visite mediche dovrebbero svolgersi all’inizio della settimana a Villa Stuart, a Roma. Superati i controlli, potrà raggiungere Allegri a Castel Volturno.

Un rinforzo per l’emergenza difensiva

Mancino, alto 194 centimetri e dotato di una buona tecnica individuale, Badiashile può garantire forza fisica, qualità nell’impostazione e pericolosità sui calci piazzati.

Il suo arrivo assume particolare importanza considerando le assenze di Alessandro Buongiorno e Luca Marianucci e i problemi fisici che hanno rallentato la preparazione di Sam Beukema. Allegri spera di poter convocare il francese già per la prima giornata di campionato contro il Genoa.

Dopo Costantino Favasuli, il Napoli si prepara così ad accogliere il secondo rinforzo della nuova stagione e a consegnare al tecnico il centrale necessario per affrontare l’emergenza nel reparto arretrato.

Continua a leggere

Sport

Tamberi è tornato: oro europeo nel giorno di Camilla, Sioli bronzo

Tamberi torna sul trono europeo del salto in alto a Birmingham. Oro con 2,32 metri nel giorno del compleanno della figlia Camilla; Sioli è bronzo.

Pubblicato

del

Il primo oro da papà arriva nel giorno del primo compleanno della figlia Camilla. Gianmarco Tamberi torna sul trono europeo del salto in alto conquistando a Birmingham la medaglia d’oro con 2,32 metri.

Mezza barba, pretattica e spettacolo: Gimbo ritrova i gesti e la forza mentale dei giorni migliori. Dopo un errore iniziale a 2,18, l’azzurro cresce salto dopo salto fino alla misura decisiva. L’ucraino Oleh Doroshchuk si ferma a 2,30 e conquista l’argento. Festa doppia per l’Italia grazie al bronzo di Matteo Sioli con 2,27.

«Camilla mi ha dato la forza»

Tamberi dedica il successo alla figlia e alla famiglia, presenti allo stadio insieme alla moglie Chiara.

«È tutto speciale. È stata Camilla a darmi la forza di reagire dopo Parigi, il motivo per cui ho continuato e mi sono rimesso in gioco. Non poteva continuare a vedere il “babà”, come mi chiama lei, prendere schiaffi a destra e a sinistra».

Il campione marchigiano trasforma la vittoria anche in un messaggio per chi sta affrontando un momento difficile: «Continuate a crederci e a lottare. Giocatevela sempre con voi stessi, perché chi continua a investire alla fine vince».

“Guess who’s back”

Dietro al numero di gara Tamberi aveva scritto “Guess who’s back”, indovina chi è tornato. Una profezia preparata prima di lasciare la camera d’albergo.

«Sapevo che sarebbe successo. Sentivo di stare bene, anche se in pochi mi credevano quando le gare andavano male. È come se il mio corpo aspettasse il momento che conta per venire fuori».

L’oro cancella due anni segnati dalla delusione dei Giochi di Parigi, dai problemi fisici, dai calcoli renali e da un difficile avvicinamento agli Europei. Dopo avere definito “terribili” i salti delle qualificazioni, Tamberi ha ritrovato in finale talento, coraggio e quella capacità di esaltarsi nelle grandi occasioni che ha caratterizzato la sua carriera.

«Che sollievo. Sono stati due anni difficili e non ho mai smesso di crederci. So quello che ho fatto per arrivare qui. Non faccio mai un passo indietro, ci arrivo a muso duro. Mi basta sapere che ne è valsa la pena».

Poi le capriole, il morso alla medaglia e l’abbraccio alla famiglia. Gimbo è tornato. Nel giorno più bello per papà Tamberi.

Continua a leggere
error: Contenuto Protetto