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Cinema

Mostra del cinema di Venezia poco glam, ci saranno meno divi nell’anno del covid

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“Cate Blanchett la sento costantemente, e’ a Londra, non ha mai messo in dubbio la sua disponibilita’, anzi” dice Alberto Barbera della presidente di giuria di Venezia 77. E’ comprensibile: alla divina australiana spetta un compito eccezionale in un’annata eccezionale, quello non solo di condurre i giurati verso il verdetto del Leone d’oro, ma anche di assicurare quel tocco di glamour sul red carpet di cui quest’anno giocoforza si sentira’ la mancanza.

Alberto Barbera. Presidente di giuria di Venezia 77

La Blanchett, bellissima ed elegante (legata peraltro ad uno dei main sponsor della Mostra) rischia di essere una delle poche star. “Non ci saranno? Non e’ da questo, speriamo, che si giudichera’ il festival”, dice il presidente della Biennale Roberto Cicutto. Brad Pitt no, Leonardo DiCaprio non se ne parla, George Clooney che pure ha la seconda casa in Italia non ha film in programma, Lady Gaga impiumata di rosa sara’ un caro ricordo e se tutto va bene potrebbe riuscire ad arrivare Frances McDormand.

Le superstar sono assenti, tanto quanto i film blockbuster (Barbera pero’ suggerisce pazienza, un last minute potrebbe arrivare). Grandi soddisfazioni sono attese da Helen Mirren, che dal Salento a Venezia giunge di sicuro, per The Duke di Roger Mitchell, da BHL ossia Bernard Henry Levi protagonista del documentario Princesse Europe tra le proiezioni speciali, da Andrew Garfield che e’ nel film di Gia (nipote di) Coppola, Mainstream, tra i rari americani del festival e James Norton protagonista per Uberto Pasolini di Nowhere Special. Sicuro anche Willem Dafoe, attore feticcio di Abel Ferrara, protagonista di Sportin’ Life.

Presidente della Biennale. Roberto Cicutto

In compenso, italiani a pioggia da Favino alle Rohrwacher, da Lo Cascio a Valeria Golino, da Jasmine Trinca a Monica Bellucci (nel cast del film franco-tunisino-belga-svedese The man who sold his skin di Ben Hania), con Paolo Conte a guidare la banda. Fotografi e paparazzi si preparino, quest’anno il glam internazionale non si concilia con il tempo di Covid: si spera in Greta, l’attivista Thunberg, e’ al centro di un documentario omonimo di Nathan Grossman, in fondo la Svezia e’ vicina.

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Cinema, un bel film al femminile di Arnaud Desplechin nella violenta Roubaix

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 Non e’ certo la prima volta che Arnaud Desplechin porta sul grande schermo la sua citta’ natale, Roubaix, violenta, povera e multirazziale. Dopo ‘Les fantmes d’Ismal’ e ‘3 Souvenirs de ma jeunesse’, per fare solo due titoli, la racconta in un polar al femminile dal titolo ‘Roubaix, une lumiere’ con Roschdy Zem, Lea Seydoux e Sara Forestier gia’ in concorso al Festival di Cannes e ora in sala dal 1 ottobre distribuito da No.Mad Entertainment. Ispirato a un fatto vero, il film, dai forti tratti psicologici, racconta come in una notte di Natale, a Roubaix, il capo della polizia Daoud (Roschdy Zem) e l’agente di fresca nomina Louis (Antoine Reinartz) si imbattono nell’omicidio di un’anziana signora ritrovata strangolata. Due giovani donne sbandate, vicine di casa della signora di 82 anni, vengono prima interrogate e poi incriminate del delitto. Si tratta di Claude (Lea Seydoux) e Marie (Sara Forestier), due tossicomani, alcolizzate e amanti, due persone comunque sorprendenti in quanto a umanita’.

“Piu’ che un film poliziesco, l’ho immaginato come una delle tante tragedie umane chi si consumano in un commissariato ogni giorno – ha detto il regista al Festival di Cannes – . Mi interessano piu’ le tragedie umane che i fatti di cronaca”. La morte di Micheline Demesmaeker, questo il vero nome della vittima, era stata gia’ oggetto di un documentario a firma di Mosco Boucault, a cui ha attinto il regista francese. “Era la prima volta che mi colpiva tanto un fatto di cronaca, forse perche’ era accaduto nella mia citta’ – sottolinea infine Desplechin -, ma queste due donne per le quali avrei dovuto provare disprezzo le vedevo, allo stesso tempo, piene di umanita’. E mi sono detto che era una bellissima opportunita’ affidare i loro ruoli a due brave attrici”. “Un commissario esperto e compassionevole. Due donne amanti e forse assassine. Una citta’, Roubaix, estremo nord della Francia, terra desolata e impoverita, filmata con toni lividi e notturni. Un polar dai tanti rimandi cinefili (Hitchcock, Melville, Pialat), mosso pero’ da un sentimento di pieta’ verso vittime e carnefici, quasi sconsolato nell’attestare i vari tentativi della ragione di rendere comprensibile il caos della realta’” cosi’ la puntuale designazione come Film della Critica da parte dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani – SNCCI.

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Venezia, è il giorno di Luca Guadagnino

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Alla Mostra del Cinema di Venezia domani 6 settembre arriva fuori concorso Luca Guadagnino con un corto, FIORI, FIORI, FIORI! nel quale il regista racconta a suo modo, utilizzando un tablet e uno smartphone, il lockdown e Il documentario SALVATORE – SHOEMAKER OF DREAMS dedicato a Salvatore Ferragamo. Fuori concorso anche Salvatore Mereu con ASSANDIRA, con lo scrittore Gavino Ledda (gia’ attore per i Taviani in Padre padrone, il film premiato a Cannes tratto dal suo libro, ndr) nei panni di Costantino, pastore in pensione, che si ritrova coinvolto nel progetto del figlio di un agriturismo, destinato a culminare in una notte da incubo. In gara per il Leone d’oro THE WORLD TO COME di Mona Fastvold con Katherine Waterston, Vanessa Kirby, Christopher Abbott e Casey Affleck (anche coproduttore) che, ispirandosi a una storia vera, racconta la passione fra nasce due donne negli Stati Uniti rurali dell’800 e KHORSHID di Majid Majidi, storia di bambini obbligati a lavorare per sostenere le loro famiglie che incappano in un ‘colpo’ di scena quasi miracoloso. Ad Orizzonti debutta l’italiano Giovanni Aloi che lavora spesso in Francia, con LA TROISIE’ME GUERRE, che ha per protagonista Leo, giovane soldato che pattuglia le strade di Parigi. Durante una violenta manifestazione rischia raggiungere un punto di non ritorno. Ecco alcuni dei principali appuntamenti di domani: KHORSHID di Majid Majidi (Venezia 77) con Ali Nasirian, Javad Ezzati, Tannaz Tabatabaie, Rouhollah Zamani (Sala Grande alle 16.45). ll film narra la storia del dodicenne Ali e dei suoi tre amici: insieme cercano di sopravvivere e sostenere le loro famiglie, tra lavoretti in un garage e piccoli crimini. In un colpo di scena che ha del miracoloso, ad Ali viene affidato il compito di ritrovare un tesoro nascosto sottoterra. THE WORLD TO COME di Mona Fastvold (Venezia 77) con Katherine Waterston, Vanessa Kirby, Christopher Abbott e Casey Affleck (Sala Grande alle 19.15). Verso la meta’ dell’Ottocento nel nord dello stato di New York, Abigail incontra Tallie, donna estroversa di straordinaria bellezza, appena trasferitasi con il marito Finney in una fattoria nelle vicinanze. Le due provano a stringere una relazione, riempendo un vuoto nelle loro vite di cui non conoscevano l’esistenza. FIORI, FIORI, FIORI! Cortometraggio di Luca Guadagnino (Fuori concorso – Proiezioni speciali) con Maria Continella, Natalia Simeti, Claudio Gioe’, Dave Kajganich (SALA GRANDE ALLE 13.45 – Proiezione per gli accreditati). Durante il lockdown per la pandemia, Luca Guadagnino, con una piccola troupe, scende in Sicilia da Milano, armato soltanto di uno smartphone e di un tablet e si confronta son gli amici d’infanzia su come sia stato vissuto quel momento eccezionale che ha unito il mondo. A seguire: SALVATORE – SHOEMAKER OF DREAMS (Fuori concorso – Proiezioni speciali). Si esplora il mistero e il fascino di una figura importante, articolata e complessa come quella di Salvatore Ferragamo. Una storia umana, artistica e imprenditoriale raccontata da diversi punti di vista. ASSANDIRA di Salvatore Mereu (Fuori concorso) con Gavino Ledda, Anna Koenig, Marco Zucca, Corrado Giannetti (Sala Grande alle 21.45). Costantino ha visto il fuoco che si e’ mangiato in una notte sola Assandira, il suo agriturismo in mezzo al bosco. Scontro generazionale e conflitto tra la Sardegna di ieri e quella di oggi animano un dramma famigliare in cui gli errori si pagano senza appello. LA TROISIE’ME GUERRE di Giovanni Aloi (Orizzonti) con Andrew Garfield, Maya Hawke, Nat Wolff e Jason Schwartzman (Sala Darsena alle 14). Leo, giovane soldato che pattuglia le strade di Parigi, durante una grande manifestazione antigovernativa e’ risucchiato nel mezzo di una folla furiosa. La pressione e la rabbia impotente che ha dentro stanno per esplodere.

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Bellocchio: lavoro a documentario su mia famiglia

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Sto lavorando su un progetto personalissimo, un documentario familiare che si intitolera’ “Marx puo’ aspettare”. L’annuncio e’ arrivato ieri sera dal regista e sceneggiatore Marco Bellocchio in occasione del Bif&st, il Bari international film festival. Bellocchio, non presente fisicamente ma collegato in video, e’ stato insignito del premio Mario Monicelli al miglior regista per il film “Il traditore”. Parlando dei progetti sui quali e’ al lavoro, Bellocchio ha spiegato che il documentario “parte da Piacenza, da Bobbio ed e’ sulla mia famiglia, su una vicenda tragica che e’ accaduta alla mia famiglia. E’ un film che si chiama ‘Marx puo’ aspettare’, che e’ una cosa che ha detto mio fratello a suo tempo. Questo piccolo, ma per me grandissimo film, e’ gia’ molto avanti e spero di poterlo congedare presto”.

Ma Bellocchio e’ al lavoro anche su altro. Dopo il film del 2003 “Buongiorno notte” sulla prigionia di Aldo Moro, torna su quella vicenda con una serie tv in sei puntate che si chiamera’ “Esterno notte”. “A livello di grandi produzioni – spiega Bellocchio – c’e’ questa esperienza nuova, ‘Esterno notte’, una serie in sei puntate sulla strage di via Fani, sul sequestro e sulla morte di Aldo Moro, su quei 55 giorni. Per me e’ un’esperienza nuovissima, per i tempi drammaturgici della serie e poi perche’ di questa tragedia italiana tendiamo a rappresentare quello che e’ avvenuto fuori dalla prigione”. In ‘Buongiorno notte’, che e’ la storia nella cella di Moro, quasi tutto avveniva li’ dentro. Qui siamo fuori, ci sono anche altri protagonisti, Paolo VI, Francesco Cossiga, la moglie di Aldo Moro, i terroristi, fino alla sua conclusione tragica. Per me e’ un’esperienza molto diversa da ‘Buongiorno, notte’, e’ come il campo e il controcampo. Quello che sto facendo e’ il controcampo del campo che era il covo dove era detenuto Moro”.

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