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Cinema

Morto Richard Williams, il papà del coniglio Roger Rabbit

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Addio al “papa’” del coniglio Roger Rabbit. Si è spento a 86 anni nella sua casa a Bristol in Gran Bretagna circondato dai suoi cari l’animatore anglo-canadese Richard Williams, vincitore di tre Oscar e tre Bafta. Aveva un tumore ma come riferisce la figlia Natasha Sutton Williams “ha lavorato senza sosta fino al giorno della sua morte disegnando e animando”. Nato a Toronto nel 1933, si era innamorato dell’animazione gia’ a 5 anni quando aveva visto il capolavoro Disney Biancaneve e i 7 nani, come lui stesso aveva raccontato recentemente. Arrivato negli anni Cinquanta in Gran Bretagna, lavoro’ a Casino Royale (1967), La Pantera Rosa colpisce ancora (1975) e La Pantera Rosa sfida l’ispettore Clouseau (1976). Ma il grande successo e molti premi arrivarono con Chi ha incastrato Rober Rabbit, il film con protagonista Bob Hoskins girato con tecnica mista nel 1988 da Robert Zemeckis. Oltre che per Roger Rabbit vinse un Bafta per The Little Island (1958) e nel 1971 un Oscar per l’adattamento de Il canto di Natale di Charles Dickens.

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Cinema

La fuga di Totti, Fedez e molti altri senza social: arriva lo show Celebrity Hunter by Amazon

Marina Delfi

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Alla fine dell’estate erano spariti dai social per due settimane per partecipare al primo show italiano non -fiction , caccia all’uomo. Protagonisti di questa serie targata Amazon, appena presentata a Roma, Francesco Totti, Fedez, Luis Sal, Claudio Santamaria, Francesca Barra, Diana Del Bufalo, Cristiano Caccamo e Costantino della Gherardesca. Celebrity Hunter, prodotto da EndemolShine Italia vede i vip stare senza social, senza cellulari per 14 giorni, in fuga in giro per l’Italia.

Imperativo d’obbligo: non farsi trovare. A spiegare questo show completamente diverso da qualunque altro è stato Dante Sollazzo, head of Unscripted di Endemol Shine Italia: “Sfuggire agli inseguitori non è stato facile per i protagonisti, ha spiegato, perché dopo i primi momenti i protagonisti vedevano spie e inseguitori dappertutto”.

 

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Cinema

Mollica, Italia da Oscar, da Fellini a Sorrentino

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L’ironia di Fellini, l’entusiasmo incontenibile di Benigni, il fulminante ‘fuck you’ di Antonioni a Jack Nicholson “che faceva un po’ troppo lo splendido”. Sono fra i ricordi, momenti e aneddoti, “bellissime emozioni” che riportano alle persone e agli artisti dietro il glamour, vissuti da Vincenzo Mollica e condivisi in L’italia agli Oscar – Racconto di un cronista, il libro a cura di Steve della Casa (Luce Cinecitta’ /Edizioni Sabinae) realizzato in occasione dello storico accordo per una partnership almeno quinquennale fra Istituto Luce Cinecittà e il Museo dell’Academy of Motion Pictures di Los Angeles, di cui sono ancora in corso i lavori. Mollica ha seguito la prima edizione degli Oscar da inviato a Los Angeles trent’anni fa: “Era candidato Peppuccio Tornatore, con Nuovo cinema Paradiso ed erano 15 anni che Italia non vinceva come miglior film straniero. Quando vinse Giuseppe era felicissimo, anche se non ebbe il tempo di parlare sul palco dopo il produttore Franco Cristaldi, riusci solo a dire grazie” racconta il maestro del giornalismo alla presentazione del libro, dove e’ venuto a salutarlo anche Francesco De Gregori. Tra gli eventi indimenticabili l’Oscar alla Carriera all’amico Federico Fellini: “Quando e’ arrivato a Los Angeles, l’Academy gli ha fatto un trovare un trono e tutti, da Billy Wilder in giu’ andavano a rendergli omaggio. Lui, ironico come sempre, quasi li benediva- dice Mollica -. Poi sull’aereo di ritorno in Italia, Federico mi parlo’ del rammarico per non aver mai lavorato con Sophia Loren (che gli aveva consegnato la statuetta insieme a Marcello Mastroianni, ndr) ma che stava scrivendo un film in cui sarebbe stata tra i protagonisti, intitolato Attore! Nel cast ci sarebbe stato anche Salvo Randone, che Fellini definiva il piu’ grande rapinatore di applausi del teatro”. Come non ricordare poi le storiche vittorie di Roberto Benigni per La vita e’ bella (miglior film, miglior attore protagonista e la colonna sonora a Nicola Piovani, ndr): “quel momento straordinario nel quale Benigni arriva sul palco saltando sulle sedie e’ diventato uno degli spot simbolo dell’Academy – commenta sorridendo Mollica -. Nei giorni successivi, andai con Benigni a New York, e c’erano tassisti che quando lo vedevano gli urlavano ‘Roberto!’. Lui per loro improvvisava un balletto in mezzo alla strada”. Un’altra grande emozione furono le candidature postume a Massimo Troisi per Il postino: “Si riunirono le fidanzate di Massimo, che si sentivano tutte a loro modo vedove. E mi torno’ in mente quando lui mi aveva raccontato per ore del progetto de Il Postino, in un’osteria di Roma. Mentre stavamo mangiando entro’ all’improvviso Al Pacino con due sgallettate… e lo misero a mangiare un posto piu’ riservato”. Il giornalista era a Los Angeles anche per la vittoria di Sorrentino: “E’ stata bellissima anche quella, oltre che inattesa. Il film era stato molto amato ma non si pensava che vincesse. Poi Sorrentino fece una dedica strepitosa, da Fellini a Maradona… che gli vuoi dire di piu’?”. Per Mollica, “il cinema italiano non e’ secondo a nessuno nel mondo perche’ e’ vitale e ha una forza che ha sempre rappresentato una guida”. Sulla copertina del libro, Mollica e Della Casa hanno voluto Anna Magnani: “E’ la numero uno assoluta, rappresenta il cinema in tutte le sue forme, e’ L’italia, ed e’ stata la prima donna italiana a vincere un Oscar. Tutti i grandi protagonisti del cinema l’hanno sempre amata e rispettata. C’e’ un inchino da fare a questa donna cosi’ generosa e straordinaria, che ha regalato al cinema pagine di vita”. il giornalista e’ stato molto contento anche dell’Oscar alla carriera per Lina Wertmuller: “Mi piacerebbe ne arrivasse uno anche per Giancarlo Giannini e uno a Nanni Moretti… chissa’ cosa succederebbe su qual palcoscenico!”.

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Cinema

I look dei Golden Globe: strepitosa Nicole Kidman in rosso come la sensuale Scarlett Johansson. JLo versione pacco natalizio

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È stata una serata molto commovente quella dei Golden Globes. Oltre ai premi, gli attori si sono focalizzati anche sulla situazione in Australia, stretta nella morsa del fuoco ormai da mesi. Ma è stata anche la serata del  tappeto rosso, il ‘red carpet’ dove hanno sfilato le divine del cinema che hanno indossato gli abiti degli stilisti più amati  del pianeta, quasi tutti italiani.

 

Tocchi di glamour sofisticati oppure outfit vistosi e luccicanti?
Quest’anno il tappeto rosso è stato ricco di colori, ma non tutti hanno brillato nelle loro scelte degli abiti. Jennifer Lopez secondo noi ha sbagliato completamente il suo look. Ha indossato una gonna bianca dal lungo strascico ma con due fiocconi verde-oro ( di Valentino haute) che la facevano sembrare un pacco di Natale ma che secondo Vogue era la più elegante. Non ha convinto neppure Gwyneth Paltrow, con un l’abito di Fendi molto bello ma non adatto per una serata da gala. La bravissima Rosanna Arquette aveva un abito tenda che non le donava.

Nicole Kidman era invece praticamente perfetta, in  un abito rosso di Atelier Versace. Stesso discorso per Scarlett Johansson, che ha esibito una scollatura a forma di cuore sul décolleté: bella e sensuale come sempre. Charlize Theron era vestita da Dior di nero e verde acido, e si è confermata fantastica.

Alcune foto sono tratte dal profilo Instagram dei Golden Globe e sono di @alexilubomirski

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