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Cronache

Morto nella rissa tra pusher, 21 arresti a Milano

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 Sarebbero stati “incapaci di trattenere le rispettive pulsioni violente, pronti a sfogarle nel lancio di oggetti contro propri coetanei o nel colpirli con calci e pugni, affascinati dall’uso delle armi e dall’adrenalina del contatto fisico. Il tutto, per salvaguardare i profitti ricavabili dal traffico di stupefacenti e la riscossione dei crediti a esso legati”. E poi la loro “ferocia” era arrivata al punto da infierire sulla ‘vittima’ anche quando era accasciata sul marciapiede, incapace di difendersi e senza piu’ forze, per via delle ferite. E’ lo spaccato che emerge dalle due ordinanze, una del gip Luca Milani e l’altra della collega del Tribunale per i minorenni Nicoletta Cremona, con cui oggi 21 giovani sono stati arrestati, due collocati in comunita’ e uno obbligato alla permanenza in casa, per la maxi rissa tra due gruppi, uno di Vimercate e l’altro di Pessano con Bornago, comuni del Milanese, in cui il 29 settembre dell’anno scorso e’ stato ucciso Dimitry Simone Stucchi, 22 anni. Le accuse a vario titolo sono concorso in omicidio, rissa aggravata, lesioni personali, detenzione illecita di sostanza stupefacente, tentata estorsione in concorso e porto di armi od oggetti atti ad offendere. Secondo il quadro tracciato in seguito alle indagini dei carabinieri, il movente sarebbe stato l’acquisto di 100-150 grammi di hashish per un corrispettivo di 800 euro pagato con banconote false. Come ha scritto il giudice Milani, lo “scontro tra i gruppi antagonisti era stato preannunciato da un susseguirsi di messaggi scambiati” via social in cui una fazione avrebbe “provocato” l’altra e nei quali gli indagati avrebbero “concordato con i rispettivi sodali le strategie di attacco”. Sullo sfondo un contesto di spaccio con “rapporti gia’ da tempo tesi” come ha dimostrato il pestaggio poche ore prima della tragedia, davanti a scuola. tra Davide Colombi e Youssef Mahmoud Elsayed Ali Mahmoud Elgendi, i capi dei rispettivi gruppi, da stamane a San Vittore, i quali avrebbero ‘chiamato a raccolta’ gli amici armati di bastoni, armi da taglio, mazze, sanpietrini e bottiglie di vetro per affrontarsi al parco Giramondo di Pessano. A sferrare la coltellata mortale quella sera sarebbe stato un ragazzo, tra quelli in cella, che all’epoca aveva 17 anni e 10 mesi, nato a Melzo e di origine nordafricana, fratello di un 15enne che era con lui. “Sembrava veramente una tigre – ha ricordato un teste – con un balzo ha raggiunto Simone: lo ha afferrato alla testa e con la mano destra, nella quale aveva un coltello, lo ha colpito all’altezza delle costole sul fianco sinistro”. A testimoniare la ferocia anche il racconto di un altro dei ragazzi agli arresti domiciliari: ha spiegato di aver visto Simone, mentre era gia’ ferito, accasciarsi sul marciapiede, agonizzante, con attorno “due/tre persone dell’altro gruppo che continuavano ad aggredirlo benche’ ormai inerme (…):la sensazione, dai loro gesti, che stessero accoltellandolo”. Un raid, quello in cui ha perso la vita Simone, che a dire del gip, testimonia come questi giovani avessero agito in “spregio per la vita umana, mossi dall’intento becero di salvaguardare i loro traffici legati” in particolare al modo della droga, “senza preoccuparsi delle conseguenze delle rispettive azioni” e, come e’ emerso dalle loro telefonate subito dopo l’omicidio, senza mostrare il benche’ minimo dispiacere per quanto accaduto a uno loro coetaneo. I loro timori erano “per gli esiti delle indagini” e il loro rammarico per “non essere riusciti a mietere piu’ vittime tra gli avversari”.

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Nel ‘regno’ di Messina Denaro giovani ballano contro mafia

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 Un grande evento contro la mafia, al quale parteciperanno circa 15 mila giovani, a Castelvetrano, “regno” del superlatitante Matteo Messina Denaro, l’ultimo grande boss di Cosa Nostra ancora in liberta’. Testimonial d’eccezione del concerto con il dj Paul Kalkebrenner che si terra’ sabato 13 agosto nel Parco Archeologico di Selinunte, sara’ uno che della cattura di boss latitanti se ne intende: il ‘Capitano Ultimo’, nome in codice del colonnello dei carabinieri Sergio De Caprio che arresto’ Toto’ Riina. E che adesso lancia un appello rivolto soprattutto ai giovani. “Messina Denaro non e’ stato ancora catturato – spiega – perche’ e’ difficile. Chi ha la responsabilita’ di svolgere le indagini deve chiedere risorse e mezzi per farlo. L’unica cosa da non fare e’ convivere con il silenzio”. L’Unlocked Music Festival torna per la seconda volta a Selinunte. Ideatrice del progetto “Musica & Legalita’” e’ la testimone di giustizia Valeria Grasso, l’imprenditrice che ha denunciato la moglie del boss Nino Madonia, killer del generale Dalla Chiesa. Nel Parco e’ stata allestita anche una mostra dell’agenzia di stampa A.N.S.A. “L’eredita’ di Falcone e Borsellino”, in tour per ricordare il trentennale delle stragi. “Ho voluto essere al fianco di Valeria – sottolinea ‘Ultimo’ – perche’ e’ una donna che si e’ ribellata a Cosa Nostra e che vuole lanciare un messaggio di speranza alle giovani generazioni non solo attraverso la musica ma anche chiedendo alle autorita’ di non abbassare la guardia nella lotta alla mafia”. Proprio questo tema sembra scomparso dall’agenda politica dei partiti impegnati nella campagna elettorale in vista del voto del 25 settembre. “I proclami non servono a molto – osserva l’ex ufficiale del Ros – in questi anni hanno partorito un topolino, cioe’ il nulla. La lotta alla mafia deve essere una lotta della societa’ civile, dei cittadini che devono chiedere alle istituzioni di fare di piu’. La mia speranza sono proprio questi ragazzi, le loro famiglie, il mondo della scuola. Sono loro il vero esercito contro la mafia”. L’uomo che arresto’ Toto’ Riina dopo 24 anni di latitanza commenta anche le motivazioni della sentenza sulla cosiddetta trattativa Stato – Mafia che ha assolto i vertici del Ros. Secondo i giudici d’appello la mancata perquisizione della villa di Riina sarebbe stata un “segnale di buona volonta’” lanciato a Cosa Nostra. “Le sentenze si rispettano – ribatte ‘Ultimo’ – anche quando, a volte, non si capiscono. La decisione di non perquisire il covo fu presa dalla Procura, che coordina l’attivita’ della polizia giudiziaria, non certo dai carabinieri. E’ un dato oggettivo, non un opinione. Personalmente posso solo dire di essere felice che il generale Subranni, il generale Mori e il colonnello De Donno siano stati riconosciuti innocenti”.

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Ucciso a coltellate dopo lite in bar del Cremonese, un arresto

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Un 40enne, Giovanni Senatore, e’ morto nella notte all’ospedale di Crema dopo essere stato accoltellato nel corso di una lite fuori da un bar nel centro storico del comune di Castelleone, in provincia di Cremona. Il presunto aggressore Mauro Mutigli, 38 anni, e’ stato rintracciato dai carabinieri di Cremona poco dopo nel suo appartamento in paese. E’ stato arrestato con l’accusa di omicidio volontario e portato in carcere. Tutto e’ successo intorno alle 21.30 in un locale di via Roma quando Senatore e Mutigli, entrambi residenti di Castelleone, hanno avuto una violenta discussione per motivi ancora da accertare. La situazione e’ degenerata quando hanno iniziato a volare pugni e calci. Un altro cliente del bar di 33 anni si e’ intromesso tra i due nel tentativo di riportare la calma. A quel punto Mutigli si e’ allontanato per tornare poco dopo brandendo un coltello. Con l’arma da taglio ha colpito Senatore all’addome e solo superficialmente il trentatreenne. Poi la fuga dell’aggressore per le vie del centro cittadino dove era in corso una festa con artisti di strada.

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Rissa durante movida a Ischia, il sindaco chiama la Polizia che riporta ordine e denuncia tre persone

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Si e’ conclusa con una denuncia a carico di tre persone la rissa consumatasi all’esterno di un disco bar sulla Riva Destra del porto di Ischia. L’episodio si e’ verificato nella notte tra lunedi’ e martedi’ in una delle zone piu’ affollate della movida ischitana quando alcuni giovani, per ragioni in via di accertamento, sono venuti alle mani. In zona si trovava anche il sindaco di Ischia, Enzo Ferrandino, che ha allertato la pattuglia della Polizia di Stato che, come di consuetudine, presidia la riva destra del porto ischitano per tutta la notte. Gli agenti del commissariato ischitano sono subito intervenuti e dopo aver riportato la calma hanno identificato tre uomini nei cui confronti e’ stata emessa denuncia; le indagini intanto proseguono con l’aiuto dei filmati acquisiti dal sistema di video sorveglianza della Riva e nelle prossime ore potrebbero essere emessi ulteriori provvedimenti a carico di altri partecipanti alla rissa. Il ringraziamento del sindaco dell’isola d’Ischia ai poliziotti non tarda ad arrivare. “Quest’anno la polizia sta facendo un lavoro straordinario per rendere le vacanze serene agli ischitani e ai nostri carissimi ospiti” ha detto Ferrandino che ha voluto sottilineare il coordinamento degli sforzi di tutte le forze dell’ordine  in questo periodo in cui l’isola è piena di turisti.

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