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Cronache

Morti per amianto a Fincantieri Palermo, decenni di processi e una sola sentenza definitiva

Il caso degli operai morti per amianto a Fincantieri Palermo racconta una strage silenziosa durata decenni: centinaia di vittime, molti processi e una sola sentenza definitiva.

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Una strage silenziosa, durata decenni, con centinaia di vittime e decine di procedimenti penali, ma una sola sentenza definitiva. Il caso degli operai morti nello stabilimento Fincantieri di Palermo rappresenta in modo emblematico le criticità strutturali della giustizia italiana nei processi per morti sul lavoro.

I numeri difficili da accertare

Stabilire un numero esatto dei decessi è complesso. Le patologie legate all’inalazione e al contatto con l’amianto – come asbestosi e mesotelioma – presentano tempi di latenza molto lunghi, fino a trent’anni. Secondo una stima che non considera i casi risalenti agli anni in cui non era ancora chiaro il nesso causale, dal 1990 sarebbero oltre 220 le persone morte o colpite da gravi patologie invalidanti nello stabilimento palermitano.

Le prime indagini e il primo processo

Le prime iscrizioni nel registro degli indagati risalgono al 2001 e riguardano tre ex dirigenti che si sono succeduti nel tempo: Antonino Cipponeri, Giuseppe Cortesi e Luciano Lemetti, quest’ultimo nel frattempo deceduto.

Il primo processo si è concluso nel 2010 con condanne severe e il riconoscimento di provvisionali alle vittime o ai loro familiari. La sentenza ha poi ottenuto il sigillo della Corte di Cassazione, passaggio decisivo per l’avvio delle azioni civili di risarcimento.

Gli altri procedimenti ancora pendenti

Tutti gli altri procedimenti – 14 al momento – risultano ancora pendenti. Si tratta di processi segnati da condanne in primo grado ribaltate in appello, annullamenti in Cassazione e decisioni che hanno sostenuto l’assenza di utilizzo dell’amianto dopo il 1981, nonostante perizie e testimonianze di centinaia di operai.

A ciò si aggiungono cambi di giudici, azzeramenti dei dibattimenti e rinvii che hanno portato, nel tempo, alla prescrizione dei reati di lesioni, lasciando senza risposta molte vittime e familiari.

“Inquinamento ambientale accertato”

“Nonostante si sia tentato di dire il contrario, anche in sentenza, è ormai assodato che alla Fincantieri di Palermo c’è stato uno straordinario inquinamento ambientale per anni”, afferma l’avvocato Fabio Lanfranca, che ha rappresentato decine di famiglie di vittime e la Fiom.

Il legale sottolinea anche un elemento positivo: “Pur in tempi lunghi, una risposta dalla giustizia c’è stata, sia nell’accertamento delle responsabilità penali sia nel riconoscimento delle provvisionali”.

Centinaia di vittime ancora in attesa

Resta però il dato più rilevante: centinaia di parti civili attendono ancora una risposta definitiva. Uno dei processi conclusi in primo grado nel 2015, dopo l’annullamento con rinvio della Cassazione, è tuttora pendente in appello. Un altro, recentemente discusso dalla procura generale, vede la richiesta di condanna a un anno per Cortesi, mentre le parti civili hanno sollecitato anche quella di Cipponeri.

Tra il tribunale e l’ufficio del gip di Palermo si contano infine altri 12 procedimenti ancora aperti, a testimonianza di una vicenda giudiziaria che, a distanza di decenni, continua a non trovare una conclusione complessiva.

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Nuovo cuore disponibile per il bimbo del Monaldi, decisione dopo il consulto degli esperti

L’Azienda dei Colli: decisione sul nuovo trapianto di cuore al bimbo ricoverato al Monaldi solo dopo la valutazione del team di esperti.

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Ogni decisione sull’eventuale trapianto del nuovo cuore disponibile per il bambino ricoverato al Ospedale Monaldi sarà presa solo dopo la valutazione del team di esperti.

Lo rende noto l’Azienda dei Colli, precisando che nella giornata odierna i medici si esprimeranno sulla trapiantabilità del piccolo paziente attualmente ricoverato in Terapia Intensiva.

La gestione del cuore del donatore

Secondo quanto comunicato dall’azienda sanitaria, l’attesa non comporterà alcuna ripercussione sull’organo del donatore, in quanto compatibile con le procedure di gestione della donazione in corso.

La decisione finale sarà quindi subordinata alle condizioni cliniche del bambino e alle valutazioni multidisciplinari del pool di specialisti.

Resta alta l’attenzione sulla vicenda, mentre la famiglia attende l’esito del consulto medico che guiderà le prossime scelte terapeutiche.

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Cronache

Caivano, tenta di rapire bimbo al supermercato: arrestato 45enne

Paura a Caivano: un 45enne arrestato dai Carabinieri per tentato sequestro di persona dopo aver cercato di portare via un bimbo di 5 anni in un supermercato.

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Momenti di paura nel tardo pomeriggio a Caivano, dove un uomo di 45 anni è stato arrestato dai Carabinieri con l’accusa di tentato sequestro di persona.

L’episodio è avvenuto intorno alle 19.30 in un supermercato di via Atellana. Alla centrale operativa è arrivata una richiesta di aiuto: “Ha tentato di rapire un bambino”.

Il tentativo davanti alle casse

Secondo la ricostruzione effettuata dai militari, supportata dalle immagini di videosorveglianza e dalle testimonianze raccolte, due donne stavano uscendo dal market con i figli di 5 e 8 anni quando l’uomo si è avvicinato, apparentemente in stato di ebbrezza.

Rivolgendosi a una delle donne, avrebbe detto: “Questo non è tuo figlio, dammelo”, tentando poi di prendere in braccio il bambino di 5 anni. L’amica della madre si sarebbe frapposta tra l’uomo e il piccolo. Il bambino, spaventato, avrebbe chiamato la madre.

La donna si è quindi rifugiata all’interno del supermercato, all’altezza delle casse, ma l’uomo l’avrebbe seguita tentando nuovamente di afferrare il minore. Una cassiera sarebbe intervenuta per fare da scudo.

L’intervento dei Carabinieri

L’uomo si è poi allontanato. Nel frattempo, il padre del bambino è arrivato in auto e la famiglia ha lasciato il luogo dell’accaduto.

Grazie all’analisi delle telecamere e agli accertamenti immediati, i Carabinieri hanno rintracciato il 45enne ancora nei pressi del supermercato e lo hanno arrestato.

L’uomo, di nazionalità ghanese e con precedenti, è stato trasferito in carcere. Dovrà rispondere di tentato sequestro di persona. La sua posizione sarà valutata dall’autorità giudiziaria nel rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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Incendio Teatro Sannazaro, Napoli promette la ricostruzione immediata

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«Purtroppo è distrutto», ha dichiarato il sindaco Gaetano Manfredi, tra i primi ad arrivare in via Chiaia, dove decine di residenti sono stati evacuati.

Secondo una prima ricostruzione, un corto circuito partito dalla platea avrebbe innescato le fiamme, propagate rapidamente verso l’alto fino al crollo della cupola e di parte del tetto. Le cause sono in fase di accertamento.

Teatro Sannazzaro incendio

Sfollati, danni e ordinanza del Comune

Sono 60 gli sfollati e 24 gli appartamenti evacuati, di cui 12 gravemente danneggiati. Otto le persone tra intossicati e feriti lievi durante le operazioni di spegnimento.

Via Chiaia è stata chiusa al traffico, così come la metropolitana nella zona, con disagi e proteste. Il Comune ha emanato un’ordinanza invitando i residenti a tenere chiuse porte e finestre per l’aria resa irrespirabile dal fumo.

Una prima stima dei danni parla di 60-70 milioni di euro, cifra che include anche le attività commerciali adiacenti.

Le istituzioni: “Ricostruire subito”

Il presidente della Regione Roberto Fico ha definito l’evento “una ferita per tutti”. Il Ministero della Cultura è intervenuto con il ministro Alessandro Giuli, che ha promesso la ricostruzione, e con il sottosegretario Gianmarco Mazzi, che ha annunciato l’apertura di un tavolo con Comune e Regione per individuare fondi e tempi.

La Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta per incendio colposo a carico di ignoti.

 

Il dolore del mondo dello spettacolo

La direttrice artistica Lara Sansone, insieme al marito Sasà Vanorio, ha parlato di “lutto”, chiedendo alle istituzioni di non lasciare solo il teatro.

Tra le voci del mondo dello spettacolo, Marisa Laurito ha sollecitato una ricostruzione immediata, mentre Luisa Ranieriha ricordato il Sannazaro come luogo della sua infanzia, legato alle rappresentazioni di Luisa Conte.

Il rogo colpisce uno dei luoghi simbolo della memoria culturale napoletana. Ora la priorità è la messa in sicurezza dell’area e la definizione di un piano per la ricostruzione.

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