Cronache
Morte di Eduardo Granato, il caso riaperto: riesumazione e nuova autopsia
La Procura di Napoli ha disposto nuovi accertamenti sulla morte di Eduardo Granato, il pizzaiolo 28enne trovato senza vita nel 2023 in un palazzo di via Duomo. Prevista la riesumazione del corpo e una nuova autopsia.
La morte di Eduardo Granato torna al centro dell’inchiesta. A distanza di anni dal ritrovamento del corpo del giovane pizzaiolo napoletano in un palazzo monumentale di via Duomo, la Procura di Napoli ha disposto nuovi accertamenti per provare a chiarire le ultime ore di vita del ragazzo e verificare le numerose zone d’ombra che hanno accompagnato la vicenda.
La svolta passa dalla riesumazione del cadavere e da una nuova autopsia. Gli accertamenti dovranno riguardare in particolare torace, cranio e ossa, nella speranza di recuperare elementi utili anche da ciò che resta dei tessuti molli. Una decisione che conferma come il caso non sia considerato chiuso e come la pista del suicidio, sin dalle prime fasi, abbia lasciato aperti molti interrogativi.
Il corpo trovato in un palazzo di via Duomo
Eduardo Granato aveva 28 anni. Era un giovane pizzaiolo, aspirante chef, e venne trovato senza vita nel cortile interno di un edificio privato nel centro storico di Napoli. Era il gennaio del 2023. Prima della morte aveva trascorso una serata con due amici. Poi avrebbe dovuto fare ritorno verso la zona della Pignasecca, dove viveva con la fidanzata.
Invece il suo percorso cambia. Non è ancora chiaro se abbia raggiunto via Duomo a piedi o su uno scooter. Resta il dato più inquietante: il suo corpo viene ritrovato in un palazzo privato, accessibile solo con una chiave o attraverso qualcuno dall’interno.
La domanda centrale: perché Eduardo era lì?
È questo il punto da cui ripartono gli investigatori: perché Eduardo Granato si trovava in quell’edificio? Chi lo ha fatto entrare? Ha incontrato qualcuno? Era atteso? Sono domande ancora senza risposta, ma decisive per ricostruire la dinamica della morte.
Il fascicolo, già riaperto dopo l’opposizione alla richiesta di archiviazione, ha portato a nuove audizioni e a ulteriori verifiche. Il gip aveva disposto approfondimenti su testimoni, residenti e persone presenti o potenzialmente informate sui fatti, dopo che la famiglia aveva sempre contestato la tesi del gesto volontario. La Procura aveva aperto un’inchiesta per istigazione al suicidio, affidando le indagini alla Squadra Mobile di Napoli.
La festa nel palazzo e i testimoni da riascoltare
Uno degli elementi più delicati riguarda la presenza, quella notte, di una festa all’interno del palazzo. Una circostanza che rende ancora più pressante la necessità di capire se qualcuno abbia visto o sentito qualcosa. Possibile che un ragazzo entri in un edificio privato, precipiti dal terzo o quarto piano e nessuno sia in grado di fornire indicazioni decisive?
Gli investigatori hanno riascoltato familiari, residenti e persone collegate al palazzo. Ogni dettaglio può diventare importante: orari, movimenti, accessi, rumori, presenze nella scala o nel cortile interno.
I cellulari e i contatti cancellati
Un altro fronte riguarda i telefoni di Eduardo. Gli accertamenti sui dispositivi sono ritenuti fondamentali per ricostruire relazioni, spostamenti e contatti delle ultime ore. Secondo quanto emerso dagli approfondimenti, uno dei nodi riguarda anche la cancellazione di contatti dai cellulari del giovane negli ultimi mesi.
È un elemento che gli investigatori dovranno valutare con prudenza, ma che apre un interrogativo inevitabile: qualcuno aveva interesse a eliminare tracce digitali utili alla ricostruzione della vita e degli incontri di Eduardo?
Il ruolo delle indagini difensive
La riapertura del caso è anche il risultato del lavoro svolto dai legali e dai consulenti della famiglia. L’avvocato Giorgia Bagnasco, insieme ad altri professionisti e al team Manisco, ha contribuito a mantenere alta l’attenzione su una vicenda segnata da troppe incongruenze.
Le indagini difensive hanno spinto a riconsiderare elementi che rischiavano di restare sullo sfondo: il luogo del ritrovamento, l’accesso al palazzo, la festa, i cellulari, le testimonianze e le condizioni del corpo.
Le verifiche medico-legali
La nuova autopsia dovrà chiarire se sul corpo di Eduardo siano ancora rintracciabili segni compatibili con una dinamica diversa dalla caduta volontaria. Tra le ipotesi da verificare c’è anche quella di eventuali lesioni precedenti alla precipitazione.
Al momento si tratta di accertamenti, non di conclusioni. Proprio per questo la prudenza è necessaria. Saranno i consulenti medico-legali e gli investigatori a stabilire se gli elementi raccolti possano indicare una diversa ricostruzione dei fatti.
Una morte ancora senza verità
La morte di Eduardo Granato resta una ferita aperta per la famiglia e un enigma giudiziario per Napoli. La riesumazione del corpo e la nuova autopsia rappresentano un passaggio decisivo, forse l’ultima possibilità di recuperare elementi materiali in grado di dare una direzione all’inchiesta.
Per ora c’è una sola certezza: troppe domande sono rimaste senza risposta. E quando un ragazzo di 28 anni viene trovato morto in un palazzo dove non avrebbe avuto ragione apparente di entrare, la ricerca della verità non può fermarsi davanti alla spiegazione più semplice.
Cronache
Traona, pensionata denuncia una truffa da un milione
Una pensionata di 74 anni ha denunciato una truffa da circa un milione di euro. Dopo un falso sms della carta di credito, un uomo si è presentato in casa fingendosi carabiniere.
Cronache
Report, tensioni interne e smentite: il caso Ranucci resta aperto
Un documento attribuito alla redazione di Report propone una gestione più collegiale e richiama maggiore distanza dalla politica. La nota ufficiale dei lavoratori nega però qualsiasi commissariamento di Sigfrido Ranucci.
Cronache
Baia sommersa, la città romana sotto il mare
Nei Campi Flegrei strade, ville, terme e mosaici romani giacciono sotto il mare per effetto del bradisismo. Un paesaggio archeologico che unisce Baia e Portus Iulius.


