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Cronache

Morte del figlio e rifiuto delle cure: no al rito abbreviato per i genitori imputati a Vicenza

La Corte d’Assise di Vicenza respinge il rito abbreviato per i genitori imputati per la morte del figlio a cui furono negate le cure tradizionali. Processo ordinario al via.

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featured, Stupro di gruppo, 6 anni ,calciatore, Portanova

La Corte d’Assise di Vicenza ha respinto la richiesta di rito abbreviato avanzata dai genitori Luigi Gianello e Martina Binotto, imputati di omicidio con dolo eventuale per la morte del figlio adolescente Francesco. Non è bastata la dichiarazione pubblica di pentimento: il collegio ha disposto la prosecuzione con rito ordinario. I due erano presenti in aula per la prima volta.

Gli atti acquisiti e il perimetro del dibattimento

Il collegio ha ordinato l’acquisizione degli atti d’indagine e dei documenti della Procura dei Minori di Venezia, che aveva avviato un procedimento per la sospensione della potestà genitoriale dopo la segnalazione del caso. Acquisito anche un supplemento d’indagine depositato dalla Procura su alcune telefonate intercorse dopo la chiusura delle indagini. Non verranno escussi testimoni; saranno invece sentiti i consulenti tecnici di accusa e difesa e la madre del ragazzo.

La ricostruzione dei fatti

Il procedimento trae origine dal decesso del 14enne all’Ospedale San Bortolo di Vicenza. Le indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore Paolo Fietta. Una segnalazione era già giunta ai servizi sociali comunali quando le condizioni dell’adolescente risultavano critiche.

Il “metodo Hamer” e la diagnosi

Secondo l’imputazione, i genitori si sarebbero affidati a un medico di Padova, seguace del Ryke Geerd Hamer. La diagnosi di osteosarcoma al femore era stata formulata nel 2022 all’Istituto Rizzoli di Bologna. Il medico avrebbe dissuaso dall’effettuare una biopsia, orientando verso trattamenti alternativi (argilla, antinfiammatori) e un periodo di “rinforzo fisico” in Toscana. Dopo un peggioramento, una chemioterapia tardiva e, infine, il decesso nel 2024.

Le dichiarazioni alla vigilia del processo

Alla vigilia dell’udienza, Gianello aveva affermato di non aver mai agito con l’intenzione di nuocere al figlio, invitando a non rinunciare alle cure ospedaliere anche a chi segua percorsi alternativi. La madre aveva a sua volta messo in guardia dall’affidarsi esclusivamente al metodo Hamer, soprattutto quando le decisioni ricadono sui figli.

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Cronache

Giornalisti in sciopero, Fnsi: “Contratto fermo da 10 anni, serve dignità per salvare l’informazione”

Sciopero dei giornalisti per il mancato rinnovo del contratto da 10 anni: Fnsi denuncia salari erosi, precariato e mancanza di regole sull’AI.

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Le giornaliste e i giornalisti italiani tornano a scioperare per la terza volta. A proclamarlo è la Fnsi, che parla di una mobilitazione necessaria per richiamare l’attenzione su una crisi strutturale del settore.

Secondo il sindacato, lo sciopero non è una scelta “a cuor leggero”, ma un passaggio ritenuto indispensabile per informare cittadini e istituzioni su ciò che sta accadendo nel mondo dell’informazione.

Contratto fermo da dieci anni

Al centro della protesta c’è il mancato rinnovo del contratto nazionale, scaduto da dieci anni e mai aggiornato con la Fieg.

In questo periodo, denuncia la Fnsi, gli stipendi sarebbero stati progressivamente erosi dall’inflazione, mentre gli editori hanno continuato a beneficiare di aiuti pubblici.

Precariato ed equo compenso

Particolarmente critica la situazione dei collaboratori e dei giornalisti autonomi.

Secondo il sindacato, migliaia di professionisti lavorano senza una definizione chiara dell’equo compenso, con redditi spesso al di sotto della soglia di povertà.

La Fnsi punta il dito anche contro il ricorso diffuso a forme di lavoro precario, definite pratiche di dumping contrattuale.

Il nodo dell’intelligenza artificiale

Tra i temi emergenti, anche l’assenza di regole sull’uso dell’intelligenza artificiale nel settore editoriale.

Il sindacato segnala la mancanza di tutele economiche per gli autori dei contenuti utilizzati dalle piattaforme digitali e dagli operatori globali del web.

Informazione e democrazia

Per la Fnsi, la vertenza non riguarda solo i lavoratori, ma la qualità stessa dell’informazione.

“Dignità e futuro dell’informazione passano attraverso il rinnovo contrattuale e la difesa dei diritti”, sottolinea il sindacato, evidenziando il legame diretto tra condizioni di lavoro e qualità del prodotto giornalistico.

Il confronto con gli editori resta aperto, ma il messaggio è chiaro: senza un intervento strutturale, il sistema dell’informazione rischia un ulteriore indebolimento.

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Cronache

Casa del Jazz, scavi senza esito: nessun resto umano nei cunicoli legati alla Banda della Magliana

Conclusi gli scavi sotto la Casa del Jazz a Roma: trovate solo ossa animali e bottiglie. Nessuna svolta nei casi Orlandi e Adinolfi.

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Si chiudono senza esito gli scavi nell’area della Casa del Jazz, a Roma, dove non sono stati rinvenuti resti umani né elementi utili alle indagini.

Al loro posto, solo ossa animali e alcune bottiglie. Lo ha confermato il prefetto Lamberto Giannini nel corso di una conferenza stampa in Prefettura.

Verifiche ritenute necessarie

Nonostante l’assenza di riscontri, le attività erano considerate indispensabili. L’area, infatti, insiste sulla villa che fu di Enrico Nicoletti, figura legata alla Banda della Magliana.

Proprio per questo, negli anni, i cunicoli erano stati associati a ipotesi investigative su casi irrisolti, tra cui la scomparsa di Emanuela Orlandi e quella del giudice Paolo Adinolfi.

L’attività nei cunicoli

Le operazioni hanno riguardato un’area ampia e complessa. Sono stati esplorati cunicoli sotterranei per oltre 25 metri, collegando diversi tratti già individuati e verificando anche un pozzo e una struttura di servizio.

Gli specialisti della scientifica e del Ris non hanno repertato tracce significative, neanche con l’utilizzo di strumenti come il luminol.

Il significato delle ricerche

Secondo Giannini, “non si poteva lasciare un punto interrogativo”. Le verifiche sono state definite un passaggio necessario per fare chiarezza su vicende che da decenni restano senza risposta.

Una posizione condivisa anche da chi ha promosso gli approfondimenti, nella convinzione che ogni pista, anche la più incerta, debba essere esplorata.

Le reazioni e il nodo irrisolto

Alla conferenza stampa era presente anche Pietro Orlandi, che ha ribadito la sua convinzione che la verità emergerà.

Al momento, però, nessun elemento collega i cunicoli della Casa del Jazz ai grandi misteri romani degli ultimi decenni.

Le indagini non si fermano, ma questa pista si chiude senza sviluppi: la verità resta ancora da cercare altrove.

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Cronache

Omicidio Fabio Ascione, fermo non convalidato per il 17enne: resta in carcere. Attesa per Autiero

Omicidio Ascione a Napoli: il gip minorile non convalida il fermo del 17enne ma dispone il carcere. Attesa per l’udienza di Autiero.

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Il gip del Tribunale per i minorenni di Napoli non ha convalidato il fermo del 17enne indagato per la sparatoria tra gruppi rivali che ha preceduto l’omicidio di Fabio Ascione.

Il giudice ha tuttavia disposto la misura cautelare del carcere, ritenendo gravi i reati contestati: pubblica intimidazione con uso di armi e porto e detenzione di arma da fuoco aggravati.

La ricostruzione dei fatti

Secondo quanto emerso nell’indagine, la morte di Fabio Ascione, 20 anni, sarebbe avvenuta all’alba del 7 aprile durante una sparatoria tra giovani.

Il colpo mortale sarebbe partito accidentalmente dalla pistola impugnata dal 23enne Francesco Pio Autiero, ritenuto dalla Direzione distrettuale antimafia vicino al clan De Micco di Ponticelli.

Le dichiarazioni del minorenne

Nel corso dell’udienza di convalida, il 17enne ha reso dichiarazioni spontanee, confermando la dinamica dell’incidente e sostenendo che il colpo sia partito in modo non volontario.

Il giovane, secondo quanto riferito, si sarebbe mostrato profondamente scosso per la morte di Ascione, suo amico.

Attesa per l’udienza di Autiero

Per Francesco Pio Autiero è prevista l’udienza di convalida del fermo davanti al gip.

Nei suoi confronti, oltre ai reati legati alle armi, la Procura contesta anche l’omicidio volontario.

Sarà questo il passaggio decisivo per definire il quadro cautelare e l’impostazione dell’accusa nei confronti del principale indagato.

La fase delle indagini

La vicenda è ancora nella fase delle indagini preliminari.

Gli accertamenti dovranno chiarire in modo definitivo la dinamica della sparatoria, il ruolo dei singoli coinvolti e l’eventuale natura accidentale o volontaria dello sparo.

Resta fermo il principio della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva per tutti gli indagati.

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