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Cronache

Monte San Biagio saluta Aurora Livoli: “Non vendetta ma giustizia”

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Monte San Biagio, in provincia di Latina, ha dato l’ultimo saluto ad Aurora Livoli, 19 anni, in una chiesa gremita e avvolta dal silenzio del lutto. Centinaia di rose bianche hanno accompagnato il feretro nella chiesa di San Giovanni Battista, dove l’intera comunità si è stretta ai familiari.

Le parole del padre e il richiamo alla giustizia

Davanti alla bara, il padre della giovane ha pronunciato parole nette e misurate: “Non voglio vendetta ma giustizia”. Un messaggio che ha attraversato tutta la cerimonia, nel rispetto dei fatti e dell’attesa dell’accertamento giudiziario.

L’omelia del vescovo

I funerali sono stati celebrati dal vescovo di Gaeta Luigi Vari, che nell’omelia ha richiamato la brutalità della violenza subita e la sofferenza lasciata. “È difficile farsi ragione di una violenza che ci lascia senza fiato”, ha detto, invitando la comunità a condividere amore, speranza e pensiero per Aurora. Il vescovo si è poi rivolto idealmente alla giovane, ricordando il viaggio intrapreso “con il sapore della vita” e interrotto in modo tragico.

Il dolore dei genitori

In prima fila i genitori. La madre ha parlato di “rose bianche” e di un addio affidato agli angeli; il padre ha ribadito la richiesta di giustizia, respingendo ogni logica di vendetta.

Il saluto del sindaco

La conclusione della cerimonia è stata affidata al sindaco Federico Carnevale, che dall’altare ha parlato con voce spezzata dall’emozione: “Ogni parola appare fragile e insufficiente. Aurora aveva una vita davanti, sogni e aspirazioni. La sua morte lascia un vuoto profondo”.

All’uscita del feretro, palloncini bianchi sono stati liberati nel cielo, mentre il paese si fermava in un ultimo, composto saluto.

Il procedimento giudiziario

I fatti sono oggetto di indagine. L’uomo indicato come responsabile, Emilio Gabriel Valdez Velasco, è accusato dalla procura; come previsto dall’ordinamento, vale per lui la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. La comunità attende ora che la giustizia faccia il suo corso.

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Cronache

Omicidio di Anguillara, i pm: “Particolare ferocia”. Tentativi di distruzione del corpo e depistaggi

Omicidio ad Anguillara Sabazia: secondo i pm l’indagato avrebbe tentato di bruciare e fare a pezzi il corpo per ostacolare il riconoscimento. Si indaga su movente e arma.

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Dopo aver ucciso la moglie Federica Torzullo, Claudio Agostino Carlomagno avrebbe tentato di dare fuoco e fare a pezzi il corpo per “ostacolarne il riconoscimento”. È quanto emerge dal decreto di fermo a carico dell’uomo, accusato di omicidio aggravato e occultamento di cadavere di Federica Torzullo, 41 anni, trovata sepolta in un canneto alle spalle dell’azienda di famiglia ad Anguillara Sabazia.

Per la Procura di Civitavecchia, il delitto è connotato da “particolare ferocia”. Nel provvedimento si evidenzia anche il rischio di fuga: la gravità dei fatti e le condotte di dissimulazione indicherebbero capacità organizzativa tale da rendere concreta l’ipotesi di latitanza.

Tracce, telefoni e ipotesi di depistaggio

Gli inquirenti riferiscono di tracce sugli abiti da lavoro dell’indagato, rinvenuti in un’asciugatrice e ritenuti lavati. Si ipotizza inoltre l’uso del cellulare della vittima dopo l’omicidio per depistare. L’ultimo scambio di messaggi tra il telefono di Federica e la madre risalirebbe alla mattina di venerdì 9 gennaio tra le 7.55 e le 8.05, quando la donna sarebbe già deceduta. Nello stesso arco temporale l’uomo viene ripreso mentre esce di casa in auto; entrambi i telefonirisultano poi localizzati nell’area dell’azienda dove il corpo è stato ritrovato, in una buca scavata con un mezzo meccanico e coperta dai rovi.

Silenzio davanti ai pm

Dopo la prima notte in carcere, l’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al pm titolare e al procuratore Alberto Liguori, recatisi nel carcere di Civitavecchia con il suo difensore. Gli investigatori puntavano a chiarire la dinamica della notte tra l’8 e il 9 gennaio nella villetta dove la coppia viveva con il figlio di 10 anni.

Dinamica e punti da chiarire

Restano da individuare l’arma del delitto e il movente. La coppia era in fase di separazione: non si esclude una lite degenerata. Tra le ipotesi, l’aggressione potrebbe essere iniziata nella cabina armadio e conclusa mentre la vittima tentava di raggiungere l’uscita. Gli esperti del RIS Carabinieri e del Nucleo investigativo dei Carabinieri di Ostia hanno rilevato con il luminol tracce di sangue all’ingresso e nella cabina.

Autopsia e accertamenti tecnici

I primi riscontri decisivi sono attesi dall’autopsia, prevista per domani all’Istituto di medicina legale della Sapienza Università di Roma. Proseguono anche gli accertamenti irripetibili sulla scatola nera dell’auto e sui cellulari; le verifiche, sospese temporaneamente, riprenderanno nei prossimi giorni.

L’appello del sindaco

Il sindaco di Anguillara, Angelo Pizzigallo, ha invitato al rispetto e alla discrezione, accogliendo la richiesta della famiglia della vittima; annunciata l’assenza di momenti pubblici di commemorazione spontanei nella giornata odierna.

Presunzione di innocenza

Le indagini sono in corso. Per l’indagato vale il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

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Cronache

Cordoglio bipartisan per Valentino Garavani: la politica saluta l’ultimo imperatore della moda

Dalle massime cariche dello Stato ai leader di partito, unanime il cordoglio per Valentino Garavani: un’icona del Made in Italy e dell’eleganza nel mondo.

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Cordoglio bipartisan per la scomparsa di Valentino Garavani. Politica e istituzioni ricordano l’“ultimo imperatore della moda” con una serie di dichiarazioni accorate, a partire dalle più alte cariche dello Stato.

La premier Giorgia Meloni affida ai social il suo omaggio: “Maestro indiscusso di stile ed eleganza e simbolo eterno dell’alta moda italiana. Oggi l’Italia perde una leggenda, ma la sua eredità continuerà a ispirare generazioni”.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sottolinea la portata storica dello stilista: “Capace di guardare oltre tendenze e convenzioni. Il mondo della moda gli deve grandi intuizioni e splendide creazioni”, esprimendo vicinanza a familiari e collaboratori.

Parlamento e governo

Alle parole del Quirinale si aggiungono quelle dei presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana. “Ha contribuito in modo decisivo a portare l’eleganza e l’identità italiana nel mondo”, scrive Fontana.

Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani parla di “icona del Made in Italy” che ha reso il Paese un’eccellenza globale. Il segretario della Lega Matteo Salvini lo definisce “simbolo del genio italiano conosciuto in tutto il mondo”. Per Maurizio Lupi, “dire Valentino significa dire stile, classe e raffinatezza”.

L’omaggio delle opposizioni

Dalle opposizioni arrivano i messaggi della segretaria del Pd Elly Schlein e del leader M5s Giuseppe Conte. Schlein ricorda come Valentino abbia “reso grande la creatività italiana nel mondo”, mentre Conte parla di “vera leggenda dell’eccellenza italiana”.

La capogruppo dem Chiara Braga richiama il segno iconico del “rosso Valentino”, che ha vestito generazioni di donne. Il presidente della Commissione Cultura della Camera Federico Mollicone propone infine che Roma intitoli una via allo stilista “per chiara fama”.

Un’eredità condivisa

Nel coro unanime della politica emerge un dato comune: Valentino Garavani non è stato solo uno stilista, ma un ambasciatore culturale del Made in Italy. Un’eredità che, come riconoscono istituzioni e partiti, continuerà a parlare al mondo.

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Delitto di Garlasco, scontro tra le difese su nuovi accertamenti e possibile revisione

Botta e risposta tra la difesa di Alberto Stasi e i legali della famiglia Poggi sui nuovi accertamenti nel caso Garlasco, tra indagine riaperta e ipotesi di revisione.

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È scontro a distanza tra la difesa di Alberto Stasi e i legali della famiglia di Chiara Poggi sui nuovi accertamenti richiesti dai genitori della ragazza, uccisa 18 anni fa a Garlasco. I primi contestano la rilevanza degli approfondimenti; i secondi li definiscono “doverosi” in vista di un eventuale giudizio di revisione della sentenza definitiva.

L’indagine riaperta a Pavia

Il caso è tornato al centro dell’attenzione dopo la riapertura dell’indagine da parte della Procura di Pavia, per la quale si attende una proroga. Nell’inchiesta è indagato Andrea Sempio, con una nuova ricostruzione dei fatti che ha riacceso il dibattito tra le parti.

Le contestazioni della difesa Stasi

L’avvocata Giada Bocellari ha criticato gli esiti degli approfondimenti commissionati dalla famiglia Poggi ai propri consulenti dattiloscopici e informatici. Secondo tali accertamenti, l’aggressione potrebbe essere iniziata in cucina e non all’ingresso della villetta di via Pascoli; inoltre, Chiara avrebbe aperto il computer di Stasi la sera precedente scoprendo file pornografici.

Per Bocellari si tratta di dati “non confermati”, già esclusi da precedenti perizie. La difesa annuncia l’estensione dell’analisi forense anche al computer di Chiara e stigmatizza quella che definisce una “ricerca pubblica di nuove prove” contro un condannato che “non potrà essere processato nuovamente”. Secondo la legale, eventuali nuovi elementi dovrebbero essere depositati “senza indugio” alla Procura nell’ambito dell’indagine su Sempio, nelle sedi competenti.

La replica dei legali dei Poggi

A stretto giro la risposta dell’avvocato Gian Luigi Tizzoni, storico legale dei genitori di Chiara. “Qualsiasi accertamento non solo è opportuno ma doveroso”, ha affermato, ricordando che Sempio è indagato “in concorso” con Stasi. Tizzoni ha respinto le critiche parlando di “agitazione incomprensibile” e chiarendo che, in caso di promozione di un giudizio di revisione, la famiglia Poggi parteciperebbe come parte civile.

Presunzione di innocenza e prossimi passi

Le posizioni restano contrapposte mentre l’indagine prosegue. Per tutti gli indagati vale il principio della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. Gli sviluppi dipenderanno dalle valutazioni della Procura sugli atti depositati e dall’eventuale iniziativa di revisione della sentenza.

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