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Mondiali femminili calcio, gli Usa in finale dopo aver battuto l’Inghilterra 2 a 1
Gli Stati Uniti hanno conquistato la finale del mondiale femminile di calcio grazie al successo per 2-1 sull’Inghilterra, al termine di una partita equilibrata ed emozionante, tra le due formazioni che piu’ hanno impressionato fin qui, giocata a Lione davanti a 53.512 spettatori. Una vera e propria finale anticipata, alla quale non ha potuto dare il proprio contributo Megan Rapinoe. L’attaccante, autrice fin qui di 5 reti – entrata in polemica con il presidente Trump per il suo rifiuto ad un eventuale invito alla Casa Bianca – secondo quanto riferito da Fox Sport e’ stata fermata da un problema muscolare ed e’ rimasta a far da spettatrice a bordo campo. Tutte nel primo tempo le reti, con le statunitensi subito protagoniste, come richiedeva il ruolo di campionesse in carica. Ha aperto le marcature Christen Press al 10′, con un preciso colpo di testa. Il pareggio inglese si e’ pero’ fatto attendere appena 9 minuti, quando ha colpito Ellen White, alla sesta rete nel torneo, brava a finalizzare la prima occasione costruita dalla sua squadra. Al 31′ Alex Morgan ha riportato avanti gli Stati Uniti, ancora di testa, festeggiando al meglio i 30 anni e la fascia da capitano. Nella ripresa Var protagonista. Prima ha contribuito a far annullare il 2-2, realizzato ancora dalla White, purtroppo per lei in fuorigioco. Poi ha concesso un rigore all’Inghilterra, ma Houghton si e’ fatta parare il tiro da Naehr. Ed al fischio finale tutte ad abbracciare la portiera statunitense, mentre l’Inghilterra ha chiuso in 10 per l’espulsione di Millie Bright (doppio giallo) all’86.
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Napoli, il basket vola: sei vittorie e ora la sfida a Milano
Il Napoli Basketball continua a vincere: il successo 86-82 sullo Slask vale il terzo centro in Eurocup e il sesto complessivo tra coppa e campionato. Decisivi Brown, Dowtin e White, dentro una prestazione di squadra. Domenica alle 12 arriva Milano all’Alcott Arena, già esaurita.
C’è un Napoli che vince, convince e continua a correre: è quello del basket. Il Napoli Basketball conquista anche la Polonia, batte lo Slask Wroclaw 86-82 e centra la sesta vittoria consecutiva, sommando i tre successi in campionato ai tre in Eurocup. Un avvio che accende l’entusiasmo della città e racconta la crescita di una squadra capace di unire qualità, carattere e contributi diversi.
Il gruppo di Jasmin Repesa supera una trasferta difficile, resiste ai tentativi di fuga degli avversari e trova nel finale le giocate decisive. Domenica arriva un altro appuntamento importante: l’Olimpia Milano, attesa alle 12 all’Alcott Arena, già tutta esaurita.
Sei successi, una squadra che sa vincere anche soffrendo
Il valore del successo di Wroclaw sta anche nel modo in cui arriva. Napoli non domina per quaranta minuti e attraversa momenti complicati, ma conserva la capacità di reagire.
In un palazzetto caldo, contro un avversario atletico e determinato, gli azzurri rimangono dentro la partita anche quando la difesa concede qualcosa e lo Slask prende fiducia.
È un segnale incoraggiante: la squadra trova risposte anche quando non riesce a imporre con continuità il proprio gioco. Per un gruppo impegnato su due competizioni, è una qualità preziosa.
Brown colpisce da tre, Dowtin decide nel finale
Markel Brown è il miglior realizzatore azzurro con 15 punti e cinque triple, tirando con il 5 su 8 dall’arco. I suoi canestri danno profondità all’attacco e pesano nell’allungo dell’ultimo quarto.
Accanto a lui emerge Jeff Dowtin, autore di 14 punti e protagonista delle fasi decisive, quando servono iniziativa e lucidità.
Sotto canestro, White chiude con 11 punti e 8 rimbalzi, aggiungendo energia, presenza fisica e una schiacciata importante nel momento in cui Napoli prova a staccarsi.
Il contributo del gruppo, da Petrucelli a Faggian
Il successo non si esaurisce nei numeri dei migliori marcatori. John Petrucelli porta dieci punti e intensità difensiva, mentre Willy Caruso e Leonardo Faggian assicurano minuti utili e partecipazione.
Ci sono poi la gestione di Marco Spissu, le giocate di Zach Seljaas e i contributi degli uomini chiamati dalla panchina.
Il dato dei 26 assist di squadra aiuta a leggere questo avvio: Napoli cerca soluzioni attraverso la circolazione del pallone e il coinvolgimento dei compagni. Il talento individuale trova spazio dentro un’organizzazione collettiva.
La partita: equilibrio e continui cambi di ritmo
Lo Slask parte bene, ma Napoli risponde e chiude il primo quarto sul 22-18. La gara resta aperta, tra sorpassi e controsorpassi, con gli azzurri avanti 40-37 all’intervallo.
Nel terzo periodo i polacchi aumentano la pressione e trovano in Devin Robinson un riferimento difficile da contenere. Napoli evita però di perdere contatto e arriva all’ultima pausa sotto soltanto di due punti: 63-61.
La squadra di Repesa conserva così la possibilità di giocarsi il risultato negli ultimi dieci minuti.
L’allungo e i liberi che chiudono la gara
L’ultimo quarto è interrotto anche dalla verifica di un errore al tavolo, con la correzione del punteggio. Alla ripresa Napoli trova efficacia dall’arco e maggiore intesa sui due lati del campo.
Le triple di Brown, le iniziative di Dowtin e la presenza di White costruiscono il vantaggio. A un minuto dalla fine gli azzurri sono avanti 84-77, ma lo Slask reagisce ancora e torna a contatto con Moore.
Napoli non perde lucidità: Dowtin e Spissu chiudono dalla lunetta, fissando l’86-82. Gli abbracci a centrocampo celebrano una vittoria costruita insieme e difesa fino all’ultimo possesso.
Repesa dà identità e continuità
In questo avvio si riconosce il lavoro di Repesa: rotazioni, distribuzione delle responsabilità e capacità di trovare risorse differenti durante la stessa partita.
Il calendario impone ritmi intensi e rende ancora più importante il contributo della panchina. A Wroclaw, Napoli dimostra di poter affrontare le difficoltà senza smarrire il proprio obiettivo.
Sei vittorie non assegnano trofei e non cancellano il lavoro da fare. Costituiscono però una base concreta per guardare avanti con fiducia.
Domenica Milano, il palazzetto si prepara alla festa
Il prossimo banco di prova è l’EA7 Emporio Armani Milano, campione d’Italia, domenica 18 ottobre alle 12.
L’Alcott Arena-Palabarbuto è sold out. La Curva Est invita gli spettatori a portare sciarpe e bandiere bianche, blu o azzurre, per accompagnare la squadra in una sfida di alto livello.
Napoli arriva all’appuntamento con entusiasmo e risultati. Contro Milano potrà misurare la propria crescita: intanto, ha già dato alla città sei ragioni consecutive per appassionarsi al suo basket.
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Panini Calciatori 2026-27, Maradona nella «Time Capsule»
Presentato il nuovo album Calciatori Panini 2026-27. La novità Time Capsule recupera le figurine storiche di venti leggende della Serie A. Spazio anche ai giovani con New Wave e agli extra stickers del Fantacalcio. Uscita prevista il 20 ottobre.
Maradona, Baresi, Ronaldo e Pirlo tornano nell’album Panini attraverso le figurine che ne hanno accompagnato la leggenda. È la novità della sezione «Time Capsule», dedicata a venti grandi protagonisti della Serie A nella collezione «Calciatori 2026-2027», presentata il 14 ottobre e in arrivo il 20 ottobre.
L’album affianca così i campioni del passato ai giocatori di oggi e ai giovani emergenti, mettendo in relazione generazioni diverse di tifosi e collezionisti.
Venti leggende nella «Time Capsule»
La nuova sezione recupera le immagini storiche di venti leggende del campionato italiano, inserendole in nuovi sticker da collezione.
Tra i nomi annunciati figurano Diego Armando Maradona, Franco Baresi, Ronaldo e Andrea Pirlo: protagonisti di epoche e squadre differenti, rimasti nella memoria degli appassionati.
La «Time Capsule» propone un percorso nella storia della Serie A attraverso un oggetto familiare: la figurina, capace di richiamare una stagione, una formazione o un ricordo personale.
La presentazione con i vertici di Serie A e Panini
Alla presentazione hanno partecipato il presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli, l’amministratore delegato Luigi De Siervo e l’amministratore delegato di Panini Ivam Faria.
L’appuntamento ha accompagnato il rinnovo pluriennale della partnership tra Lega e Panini. La nuova raccolta punta a conservare il legame con la tradizione, introducendo sezioni rivolte anche ai nuovi appassionati.
Giovani talenti e novità per il Fantacalcio
Accanto alla memoria dei grandi campioni trova spazio «New Wave», dedicata ai giovani talenti delle squadre di Serie A.
Sono previsti anche 40 extra stickers legati al Fantacalcio, con uno spazio nell’album per comporre il proprio undici ideale.
La collezione mette quindi insieme tre prospettive: i protagonisti che hanno scritto la storia, quelli del presente e i calciatori all’inizio del proprio percorso.
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Napoli, Allegri e De Bruyne: il confronto per ripartire
L’incomprensione tra Allegri e De Bruyne evidenzia questioni tattiche e comunicative da risolvere, senza ridurre a un singolo episodio le difficoltà del Napoli. La società ha costruito una dimensione internazionale e continua ad affidarsi a grandi allenatori. La ripartenza richiede collaborazione e compattezza.
Il Napoli deve correggere ciò che non funziona, senza trasformare una sconfitta e un’incomprensione in campo nella rappresentazione di una società allo sbando. Il confronto tra Massimiliano Allegri e Kevin De Bruyne, emerso durante la partita persa contro il Villarreal, merita attenzione. Ma va collocato nella giusta dimensione: una questione tecnica e di comunicazione da risolvere all’interno di un club che ha costruito una presenza riconoscibile nel calcio di vertice.
La serata europea ha mostrato problemi di equilibrio, gestione e compattezza. Ridurli al gesto di un singolo sarebbe comodo, ma poco utile per comprendere come possa ripartire la squadra.
L’incomprensione riguarda soprattutto la posizione in campo
Durante la gara di Vila-real, Allegri ha richiamato più volte De Bruyne per chiedergli di abbassare il raggio d’azione e contribuire alla costruzione del gioco.
L’obiettivo era affidare alla qualità del belga la gestione del pallone e consentire a Scott McTominay di avvicinarsi maggiormente all’area avversaria. Una soluzione pensata per ritrovare ordine mentre il Napoli soffriva la pressione del Villarreal.
La comunicazione non ha funzionato come il tecnico avrebbe voluto. I gesti di insofferenza hanno reso visibile la difficoltà, ma non permettono da soli di stabilire l’esistenza di una frattura personale.
De Bruyne è rimasto in campo fino alla fine: un dato da considerare prima di leggere l’episodio esclusivamente come uno scontro disciplinare.
Chiarirsi è necessario, costruire un caso permanente no
Secondo le ricostruzioni del dopopartita, allenatore e calciatore hanno affrontato quanto accaduto. Il senso del chiarimento deve essere pratico: rendere comprensibili le richieste e tradurle in comportamenti condivisi.
Ad Allegri spetta definire l’organizzazione della squadra. A De Bruyne compete mettere esperienza e talento al servizio di quella struttura, anche quando il ruolo richiesto non coincide perfettamente con quello preferito.
Il confronto tra un grande allenatore e un grande calciatore può essere impegnativo. La sua qualità si misura nella soluzione trovata, non nell’assenza assoluta di divergenze.
Il Napoli ha costruito una dimensione internazionale
Il contesto conta. Il Napoli è una società forte, strutturata e ambiziosa, che negli anni ha conquistato risultati, attratto campioni e consolidato la propria riconoscibilità internazionale.
Parlare di un posto nell’élite del calcio mondiale significa riconoscere questo percorso, senza confonderlo con una garanzia di vittoria in ogni competizione.
La solidità di un club si vede anche nella capacità di attraversare le fasi difficili: sostenere il lavoro tecnico, pretendere responsabilità e intervenire con lucidità. La sconfitta di Villarreal richiede risposte, ma non cancella quanto costruito.
I grandi allenatori testimoniano l’ambizione del club
Da anni Napoli è una destinazione per tecnici di primo piano. Rafael Benítez, Maurizio Sarri, Carlo Ancelotti, Luciano Spalletti e Antonio Conte, fino ad Allegri, rappresentano esperienze e idee differenti, accomunate da un profilo elevato.
Una successione che racconta l’ambizione della società e l’attrattività della piazza. Non tutte le stagioni hanno prodotto gli stessi risultati, ma la qualità dei tecnici scelti costituisce un elemento significativo del progetto.
Anche per questo il lavoro dell’allenatore merita una valutazione seria: attraverso organizzazione, crescita e risultati, con il tempo necessario a verificare le correzioni.
La leadership si vede quando la partita si complica
A De Bruyne è legittimo chiedere di più sul piano della comunicazione e dell’aiuto ai compagni. Il talento orienta il gioco, ma un leader deve contribuire anche alla tenuta emotiva del gruppo.
La responsabilità, tuttavia, non può ricadere soltanto sul belga. Riguarda i giocatori più esperti, il capitano e tutti coloro che devono aiutare la squadra a restare ordinata dopo un errore o un gol subito.
Manifestare delusione può accadere. Evitare che quella delusione diventi disconnessione dal resto della squadra è parte del lavoro collettivo.
Le attività autorizzate non sono una prova di scarso impegno
Anche gli episodi fuori dal campo vanno valutati con misura. Un impegno personale o una presenza a un evento, quando autorizzati dal club, non dimostrano automaticamente disinteresse verso la squadra.
Il giudizio professionale deve poggiare su allenamenti, disponibilità, rispetto delle regole e prestazioni. Collegare ogni risultato negativo alla vita privata rischia di spostare l’attenzione dalle questioni verificabili.
La risposta passa dal gioco e dalla compattezza
Il Napoli deve ritrovare distanze corrette, protezione difensiva e continuità. Sono problemi emersi a Villarreal che richiedono lavoro sul campo e collaborazione tra interpreti di grande qualità.
Allegri e De Bruyne sono due risorse del Napoli. Far funzionare la loro intesa è una responsabilità reciproca, all’interno di una società che ha gli strumenti per gestire il momento.
La prova sarà nelle prossime partite: maggiore chiarezza nelle scelte, meno dispersione nelle difficoltà e una squadra capace di reagire insieme.


