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Mondiali di calcio femminili di Parigi, l’entusiasmo delle azzurre che hanno già la testa alla Giamaica

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A Reims, la citta’ dello Champagne, l’Italdonne potrebbe brindare agli ottavi del mondiale di calcio. Contro la Giamaica, che ha iniziato il torneo incassando tre reti dal Brasile, venerdi’ (ore 18) le Azzurre si giocano il primo match point per il passaggio del turno. Con un’altra vittoria ipotecherebbero la permanenza in Francia e, se l’Australia non riuscisse a battere il Brasile, sarebbero certe di chiudere il girone C nelle prime due posizioni. Il 2-1 colto a tempo quasi scaduto contro le ‘Matildas’ e’ stato il modo migliore per rompere il ghiaccio. “Stiamo bene – ha confermato in conferenza stampa Alia Guagni, difensore della Fiorentina – E’ stato un inizio importante: abbiamo giocato una partita bellissima e siamo molto contente”. Un avvio che va sfruttato al massimo, prima di tutto non sottovalutando le prossime avversarie: “Con la Giamaica non sara’ facile, e’ una squadra molto preparata sotto il profilo atletico. Corrono davvero tanto e ci daranno del filo da torcere”. Come le sue compagne, Guagni oscilla tra l’entusiasmo crescente che accompagna il viaggio dell’Italia e la voglia di rimanere con gli scarpini per terra. Anche perche’, ha ammesso, “non siamo abituate a tutto questo clamore, a fare interviste e conferenze stampa ogni giorno. E’ bello perche’ ti fa capire che il movimento sta crescendo, ma non dobbiamo mai perdere di vista cio’ che piu’ conta, il rettangolo di gioco. Era un sogno poter raggiungere questi obiettivi e lo stiamo realizzando”. Laureata in scienze motorie, dal 2013 al 2015 ha vissuto a Seattle, dove ha giocato in Seconda divisione. Tornata nella sua Firenze, due anni fa si e’ tolta la soddisfazione di vincere il primo scudetto della storia delle Viola: “Negli Usa una bambina che inizia a giocare a calcio e’ ben vista. E’ una realta’ che in Italia stiamo iniziando ad intraprendere adesso e ci vorranno anni per raggiungere quel livello. L’obbligo imposto alle societa’ professionistiche maschili di dotarsi di squadre femminili, i risultati raggiunti dalla Nazionale e gli investimenti fatti dalla Federazione sono la dimostrazione che questo e’ un periodo di svolta”. Milena Bertolini alla vigilia dell’esordio con l’Australia aveva chiesto ‘compattezza’, una qualita’ che l’Italia ha mostrato di avere: “La nostra arma vincente e’ il gruppo, siamo molto unite e dove non riesce ad arrivare una singolarmente arrivano le altre. Negli ultimi due anni siano cresciute tantissimo a livello fisico, anche se i nostri punti di forza restano tattica e tecnica”.

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Dal Senegal su un barcone per diventare come Koulibaly: grazie all’Afro Napoli United viene ingaggiato dalla Roma

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Ci ha messo mesi per veder ufficializzato il suo sogno: diventare un giocatore di calcio. È arrivato a 16 anni dal Senegal, a bordo di un barcone della speranza. Un viaggio difficile e pericoloso nel quale il giovane Ndiaye Maissa Codou ha temuto di non farcela. E però quel sacro fuoco, quella voglia di diventare come Kalidou Koulibaly il suo connazionale che in Senegal è un idolo gli hanno fatto sopportare tutto. E così il sogno un bel giorno è diventato realtà grazie all’Afro Napoli United, una cooperativa sportiva dilettantistica sociale nata per la promozione dell’integrazione sociale attraverso lo sport. Il direttore sportivo dell’Afro, Pietro Varriale è uno che di calcio ne capisce: “lo abbiamo visto giocare per strada e gli abbiamo chiesto di tesserarsi per noi”. Un difensore di ottimo livello tanto da essere corteggiato da tanti: Juventus, Napoli, Benevento e la Roma e lui ha scelto quest’ultima squadra. E appena il sogno è diventato realtà – dopo aver attraversato mille pastoie burocratiche – ha fatto una video chiamata alla sua mamma in Africa con il telefonino regalato dallo staff dell’Afro United e le ha detto: “Mamma ce l’ho fatta”.

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De Laurentiis: Insigne stia tranquillo! Mertens e Callejon, niente follie…Koulibaly e Ruiz? Meglio non affezionarsi

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Aurelio De Laurentiis ne ha un po’ per tutti: da Insigne a Mertens passando per Koulibaly e Fabian Ruiz. Il momento è quello della firma della convenzione per l’utilizzo dello stadio San Paolo, a Palazzo San Giacomo dove il  presidente del Calcio Napoli si è recato.  All’incontro c’era il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, il capo di gabinetto del Comune di Napoli Attilio Auricchio e l’assessore allo Sport Ciro Borriello e ovviamente tanti giornalisti con i quali il presidente ha parlato margine dell’incontro.

“Non c’ero al summit di Insigne con Raiola e Ancelotti, ha detto DeLa a chi gli chiedeva dei rapporti fra Insigne e il Mister e dell’incontro con Mino Raiola, il problema di Insigne è che lui deve capire da grande cosa vuole fare, perché lui ha sempre avuto un atteggiamento di scomodità a Napoli”.

Lorenzino Insigne

“Insigne è un grandissimo calciatore e può essere in forma o meno in forma. Se l’allenatore non lo utilizza lui non può uscirsene con battute o con atteggiamenti quasi di sfida perché l’allenatore è un padre di famiglia che ha 60 anni e solo per questo non ti manda a quel paese. Io Insigne lo capisco e lo proteggo – ha aggiunto De Laurentiis – mi piace e mi sta simpatico pero’ lui ha sempre sentito scomoda la situazione napoletana. Bisogna che si tranquillizzi”.

Poi i cronisti hanno chiesto a De Laurentiis di Mertens e di Callejon, del rinnovo, delle voci di lusinghe cinesi…e lui ha spiegato che per il belga  e per lo spagnolo “non sono disposto a fare sforzi importanti, ogni giocatore ha un suo valore a seconda di dove gioca e che età ha. Se poi un giocatore vuole andare a fare le marchette in Cina perché viene strapagato questo è un problema suo”.

Po interviene anche sui due ‘gioielli’ del Napoli: Coulibaly e Fabian Ruiz.”Io sono affezionato a Koulibaly, ha detto, e non l’ho venduto neanche per 150 milioni, poi arriverà un momento in cui Koulibaly bisognerà venderlo per forza”.  Quanto a Fabian Ruiz e alla corte delle due big spagnole, Real Madrid e Barcellona: “Se io – ha affermato – mi convinco a pagare uno che è sconosciuto 30 milioni non sono nato ieri. Chiaramente il giocatore vale. Abbiamo Fabian Ruiz ma chissà quanti altri ne troveremo, la porta ìè sempre aperta non bisogna mai affezionarsi a un giocatore”.

Una risposta indiretta al presidente del Napoli sulla vicenda Insigne arriva dal fratello di Lorenzo, Antonio, quale commento all’incontro di ieri fra Ancelotti, Raiola e suo fratello: “ È tranquillo, sereno, disponibile a giocare ovunque, è il capitano ed il primo tifoso, vuole solo giocare e dare il tutto per tutto. Ha voglia e foga di vincere con il Napoli, non riuscendoci fino ad adesso ne soffre un po’”, ha chiarito Antonio Insigne.che ha aggiunto “Lui non mi ha mai parlato male del mister, di qualche compagno, dell’ambiente. Ovviamente non tutti possono pensarla alla stessa maniera, ad ogni modo Insigne si mette a disposizione dell’allenatore e della squadra. Dispiace che a volte il malumore venga travisato, lui è il primo tifoso, si sente un rappresentante della gente di Napoli”. “A volte può reagire, ma è solo la rabbia del momento”.

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Stadio San Paolo, de Magistris e De Laurentiis firmano la Convenzione per l’uso della struttura

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Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha firmato con il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, la nuova convenzione quinquennale con possibilità di prorogarla per altri cinque anni, per l’uso dello stadio San Paolo. “Mi ero fermato con la convenzione perchè avevo anticipato dei soldi che non mi venivano dati; ora abbiamo chiuso”, ha sottolineato De Laurentiis. Meno loquace il sindaco Luigi de Magistris che però è contento di aver chiuso questo capitolo che ha creato più di una tensione con De Laurentiis. Ora, per fortuna, tutto è alle spalle, debiti e crediti sono stati compensati e tra Napoli e il Napoli i rapporti sono chiariti in una Convenzione per l’uso dello stadio. Il Napoli paga un canone fisso di 850.000 euro a stagione sportiva più 50.000 euro per gli introiti degli spazi pubblicitari venduti all’interno dello stadio. Nella nuova convenzione, la società sportiva potrà usare una parte delle aree interne del San Paolo per attività commerciali o anche un museo del calcio. Una  idea che piace tanto a De Laurentiis. “Faremo un museo – ha spiegato – che racconterà la storia del calcio Napoli e della città. Non ci saranno solo le maglie, le foto e i video storici del calcio, ma anche momenti della città di Napoli. Ci pensavo da quando ho preso il Napoli ma non trovavano lo spazio adatto, il posto giusto è il San Paolo, il luogo dove hanno giocato Maradona, Cavani, Hamsik, Higuain e Mertens”. Uno stadio che a De Laurentiis piace dopo i lavori di ammodernamento per le Universiadi. Anche se ha sempre da ridire per la pista di atletica.

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