Cronache
Mondiali 2026, dominio inglese: 200 convocati giocano nei campionati britannici
I campionati inglesi portano 200 calciatori ai Mondiali 2026, più di qualsiasi altro Paese. La Serie A è quinta con 71 convocati, mentre il Manchester City è il club più rappresentato.
Il Mondiale non è ancora cominciato, ma una prima classifica ha già un vincitore netto. Il calcio inglese porterà in Canada, Messico e Stati Uniti ben 200 dei 1.248 giocatori convocati, confermandosi il principale serbatoio di talento del torneo più importante del pianeta.
Le liste ufficiali delle 48 nazionali fotografano la geografia economica e tecnica del calcio contemporaneo. Dietro ogni convocazione non c’è soltanto il valore del singolo calciatore, ma anche la capacità dei campionati di attrarre campioni, investimenti e risorse.
L’Inghilterra domina la classifica dei convocati
Il primato inglese comprende la Premier League e le categorie professionistiche inferiori. Un vantaggio enorme rispetto agli altri principali sistemi calcistici europei, sostenuto dalla forza finanziaria dei club e dai ricavi garantiti dai diritti televisivi.
Le venti rose della Premier League hanno un valore complessivo stimato in circa 12,5 miliardi di euro, una potenza economica che consente anche alle società di metà classifica di acquistare calciatori internazionali.
La Germania segue con 109 convocati. Francia e Spagna sono appaiate a quota 86, mentre l’Italia occupa soltanto il quinto posto con 71 giocatori provenienti dai club della Serie A.
Serie A quinta tra i grandi campionati
Il dato italiano conferma la qualità ancora presente nel massimo campionato, ma evidenzia anche la crescente distanza dalla Premier League.
La Serie A porta al Mondiale poco più di un terzo dei giocatori provenienti dal sistema calcistico inglese. Un divario che riflette differenze nei fatturati, negli investimenti, nella capacità di attrarre i migliori talenti e nella forza commerciale internazionale.
L’Italia non sarà presente alla fase finale con la propria Nazionale, ma il suo campionato continua a fornire numerosi giocatori alle altre selezioni. Un contributo importante che, tuttavia, non basta a riportare la Serie A ai livelli dei tornei economicamente più forti.
Arabia Saudita e Turchia attirano i campioni
Alle spalle dei cinque maggiori campionati europei emerge la crescita dell’Arabia Saudita. I club sauditi portano al Mondiale 49 calciatori, confermando gli effetti della politica di grandi investimenti avviata negli ultimi anni.
Il campionato olandese segue con 46 giocatori, mentre la Turchia ne schiera 45. La Major League Soccer statunitense arriva a quota 42, sostenuta anche dalla crescita del movimento calcistico nel Paese che ospiterà la maggior parte delle partite del torneo.
Non si tratta soltanto di qualità tecnica. In Arabia Saudita e Turchia il richiamo degli ingaggi elevati ha attirato campioni ed elementi di primo piano, trasformando quei tornei in protagonisti sempre più influenti del calciomercato internazionale.
Brasile e Portogallo crescono
I campionati di Brasile e Portogallo saranno rappresentati da 36 calciatori ciascuno. Per il torneo brasiliano si tratta di una crescita rilevante rispetto al Mondiale del 2022, quando i convocati provenienti dai club nazionali erano molti meno.
Il dato mostra la maggiore capacità delle società brasiliane di trattenere i giocatori più forti o di riportare in patria campioni con una lunga esperienza europea.
Il Portogallo continua invece a confermarsi uno dei principali laboratori del calcio mondiale, capace di valorizzare giovani talenti e accompagnarli verso i grandi campionati europei.
Manchester City, una squadra dentro il Mondiale
Anche la graduatoria dei club racconta il dominio economico inglese. Il Manchester City è la società più rappresentata con 19 calciatori convocati, distribuiti tra dodici diverse nazionali.
Alle sue spalle c’è il Bayern Monaco con 18. Arsenal e Paris Saint-Germain ne portano 16 ciascuno, mentre il Barcellona arriva a 15.
Seguono Manchester United con 13 e Al-Hilal, Atletico Madrid e Crystal Palace con 12. Borussia Dortmund, Galatasaray e Liverpool sono presenti con 11 calciatori ciascuno.
La profondità delle rose dei grandi club emerge con chiarezza: alcune società potrebbero virtualmente schierare quasi un’intera formazione composta esclusivamente da giocatori impegnati al Mondiale.
Il Mondiale racconta il potere del calcio globale
I numeri delle convocazioni non stabiliscono automaticamente quale sia il campionato tecnicamente migliore, ma offrono un’indicazione precisa sulla distribuzione del talento e della ricchezza.
La Premier League resta il centro economico del calcio mondiale, mentre Arabia Saudita, Turchia e Stati Uniti avanzano grazie a investimenti e ingaggi sempre più competitivi.
La Serie A conserva prestigio e qualità, ma il quinto posto nella graduatoria mostra quanto sia diventato difficile competere con i sistemi capaci di generare ricavi molto più elevati.
Il Mondiale a 48 squadre offrirà spazio a calciatori provenienti da decine di tornei diversi. Dietro la dimensione globale della competizione, però, resta evidente la concentrazione del talento nei campionati più ricchi: una mappa del pallone che coincide sempre più con quella del potere economico.
Cronache
Omicidio di Luigi “Luca” Esposito, in auto con lui c’era un’altra persona: si cerca il misterioso accompagnatore
Le immagini di videosorveglianza mostrerebbero Luigi “Luca” Esposito arrivare nella zona periferica di Eboli insieme a un’altra persona. Gli investigatori cercano l’uomo che potrebbe conoscere dettagli decisivi sull’omicidio del giornalista 53enne.
Luigi “Luca” Esposito non sarebbe arrivato da solo nella strada interpoderale di località Cioffi, alla periferia di Eboli, dove il suo corpo carbonizzato è stato ritrovato all’alba di domenica.
Secondo quanto emergerebbe da un esame più approfondito delle immagini di videosorveglianza, il giornalista sportivo di 53 anni avrebbe raggiunto la zona a bordo della sua Lancia Y bianca insieme a un’altra persona.
Un particolare che potrebbe rivelarsi decisivo per ricostruire le ultime ore di vita della vittima.
Il mistero dell’accompagnatore
Dell’uomo che si trovava con Esposito non ci sarebbe, al momento, alcuna traccia.
Gli investigatori stanno cercando di identificarlo e di chiarire quale ruolo abbia avuto nella vicenda. Potrebbe aver partecipato al delitto oppure essere in possesso di informazioni fondamentali sull’incontro e sulle circostanze che hanno preceduto la morte del giornalista.
Le immagini, già visionate in una prima fase dai carabinieri, sono state analizzate nuovamente fotogramma per fotogramma nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura di Salerno.
Gli accertamenti sui rapporti personali
La ricostruzione della rete di conoscenze di Esposito si sta rivelando complessa.
Dopo l’Arpac e la Regione Campania, anche l’Ordine dei biologi avrebbe escluso che il 53enne fosse iscritto al relativo albo professionale. Gli investigatori stanno quindi verificando le informazioni relative alla sua attività lavorativa, ma l’attenzione resta concentrata soprattutto sui rapporti personali.
Le sorelle della vittima sono assistite dall’avvocata Annalisa Califano.
I sommozzatori nel canale vicino al luogo del delitto
I carabinieri del nucleo sommozzatori sono tornati nella zona del ritrovamento per controllare un piccolo corso d’acqua pieno di rifiuti che scorre alle spalle del terreno.
L’obiettivo è individuare eventuali oggetti utilizzati per colpire Esposito e poi abbandonati nel canale. Gli accertamenti medico-legali avrebbero infatti escluso l’uso di armi da fuoco.
Gli investigatori cercano bastoni, corpi contundenti o altri strumenti compatibili con le profonde lesioni riscontrate sul corpo.
L’autopsia e le lesioni
L’autopsia è stata eseguita dal medico legale incaricato dalla Procura, Gabriele Casaburi, alla presenza del consulente della famiglia, Giuseppe Raimo.
Sono stati effettuati esami istologici, tossicologici e genetici, questi ultimi necessari anche per la conferma definitiva dell’identità della vittima.
Gli accertamenti dovranno chiarire la causa e l’orario della morte e soprattutto stabilire se Esposito fosse già morto quando il corpo è stato dato alle fiamme.
Fratture al volto e alla clavicola
L’esame autoptico avrebbe confermato le lesioni già emerse dalla Tac total body effettuata dal dottore Fiorentino Mondillo, direttore dell’Unità operativa di Radiologia del Dea di Battipaglia-Eboli-Roccadaspide.
Sono state rilevate fratture alle ossa nasali, a una clavicola e al volto. Sarebbe invece esclusa, allo stato, l’ipotesi dello strangolamento, non essendo state riscontrate lesioni compatibili alle vertebre cervicali o alle cartilagini del collo.
Una frattura al bacino potrebbe essere stata provocata dall’aggressione oppure dall’azione del fuoco appiccato nel tentativo di distruggere il corpo e cancellare le tracce del delitto.
La salma resta sotto sequestro in attesa degli esiti completi degli esami.
Cronache
Tragedia in Alta Valtellina, bambino di un anno travolto e ucciso da un pick-up
Un bambino di poco più di un anno è morto dopo essere stato investito da un pick-up guidato da un familiare a Valdidentro, in Alta Valtellina. La tragedia è avvenuta durante la raccolta del fieno. Indagano i carabinieri.
Un bambino di poco più di un anno è morto dopo essere stato investito da un pick-up in località Plator, nel territorio comunale di Valdidentro, in Alta Valtellina.
L’incidente è avvenuto poco prima delle 18.30 durante le operazioni di raccolta del fieno.
Il mezzo era guidato da un familiare
Secondo le prime informazioni, il veicolo era guidato da un familiare stretto del piccolo.
Il bambino sarebbe sfuggito al controllo dei genitori e sarebbe finito nella traiettoria del mezzo. Si tratta tuttavia di una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli investigatori.
Indagano i carabinieri
Sull’accaduto sono in corso gli accertamenti dei carabinieri della Compagnia di Tirano, chiamati a ricostruire con precisione la dinamica della tragedia e le circostanze nelle quali il bambino si trovava vicino al pick-up.
Al momento non sono stati resi noti ulteriori dettagli. La comunità dell’Alta Valtellina è sconvolta per la morte del piccolo.
Cronache
Tragedia nel lago di Como, muore a 9 anni davanti ai familiari
Arwa Rfali, bambina marocchina di 9 anni in vacanza con la famiglia, è annegata nel lago di Como davanti al Tempio Voltiano. Il corpo è stato recuperato dai sommozzatori dopo ore di ricerche.
Una bambina di 9 anni, Arwa Rfali, di nazionalità marocchina, è morta dopo essere scomparsa nelle acque del lago di Como, davanti al Tempio Voltiano, nella zona dei cosiddetti Giardini a lago.
La piccola si trovava in Italia con i genitori per trascorrere un periodo di vacanza e fare visita ad alcuni parenti residenti da anni nel Monzese. Nel pomeriggio stava giocando in acqua insieme ai cuginetti, a pochi metri dalla riva, quando è improvvisamente scomparsa.
L’allarme e le ricerche nel lago
A raccogliere per prima la richiesta di aiuto dei genitori è stata una pattuglia della polizia che si trovava nella zona. È quindi scattata una vasta operazione di ricerca alla quale hanno partecipato vigili del fuoco, unità navali della Guardia di finanza, personale sanitario e sommozzatori arrivati anche da Torino.
Le ricerche sono proseguite per circa otto ore, fino al ritrovamento del corpo nella tarda serata di martedì 21 luglio. Per la bambina, che avrebbe compiuto 10 anni il mese successivo, non c’era ormai più nulla da fare.
Il pericolo della falsa secca
La tragedia si è consumata in un tratto del lago caratterizzato da un fondale particolarmente insidioso. Per alcuni metri l’acqua appare poco profonda e il terreno sembra scendere gradualmente, ma subito dopo si apre un improvviso dislivello.
È possibile che la bambina sia stata sorpresa dalla profondità o trascinata dalla corrente. Saranno gli accertamenti a ricostruire con precisione la dinamica.
Un tratto vietato alla balneazione
Nella zona è in vigore il divieto di balneazione, segnalato da numerosi cartelli. Nonostante questo, nelle giornate estive la spiaggetta davanti al Tempio Voltiano viene frequentata da centinaia di persone, soprattutto turisti.
Lo stesso tratto del lago era già stato teatro, negli anni passati, di diversi annegamenti. Le vittime erano in molti casi giovani stranieri che non conoscevano l’andamento del fondale e i pericoli di quell’area.
I genitori sotto choc
I genitori di Arwa hanno assistito per ore alle operazioni di soccorso e sono stati successivamente accompagnati in questura, profondamente provati.
La morte della bambina riapre a Como il tema della sicurezza nella zona dei Giardini a lago e dell’effettiva possibilità di far rispettare il divieto di balneazione in un’area liberamente accessibile e frequentata ogni estate da moltissime persone.


