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Mondiali 2026, Argentina-Svizzera 3-1 dopo i supplementari: Alvarez e Lautaro firmano la semifinale con l’Inghilterra

L’Argentina supera 3-1 la Svizzera dopo i tempi supplementari e conquista la semifinale dei Mondiali contro l’Inghilterra. Decisivi Mac Allister, Julian Alvarez e Lautaro Martinez. Gli elvetici, rimasti in dieci per l’espulsione di Embolo, hanno resistito fino al 112’.

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Capacità di soffrire, pazienza e qualità nei momenti decisivi. L’Argentina supera per 3-1 la Svizzera dopo i tempi supplementari e conquista l’accesso alla semifinale dei Mondiali 2026, dove affronterà l’Inghilterra di Harry Kane e Jude Bellingham.

La squadra di Lionel Scaloni ha dovuto attendere il 112’ per spezzare la resistenza degli elvetici, rimasti in dieci uomini nella ripresa. A decidere la sfida sono stati Alexis Mac Allister, Julian Alvarez e Lautaro Martinez, mentre Lionel Messi è stato controllato con attenzione dalla difesa preparata dal ct svizzero Murat Yakin.

Mac Allister sblocca subito la partita

L’Argentina parte con aggressività e passa in vantaggio già al 10’. Messi calcia un angolo sul quale si inserisce Mac Allister, più rapido dei difensori svizzeri nel colpire di testa e battere il portiere Gregor Kobel.

I campioni del mondo continuano a creare occasioni, ma non riescono a chiudere la partita. La Svizzera resta compatta, limita gli spazi a Messi e cresce con il passare dei minuti.

Ndoye pareggia, poi l’espulsione di Embolo

Nella ripresa sono gli elvetici a prendere progressivamente il controllo del gioco. Al 67’ arriva il meritato pareggio firmato da Dan Ndoye, che riporta il risultato sull’1-1.

Cinque minuti più tardi la partita cambia. Breel Embolo riceve il secondo cartellino giallo per simulazione e viene espulso dopo un intervento del Var legato a un caso di scambio d’identità. La decisione ha provocato le proteste della panchina e del ct svizzero, che ha contestato duramente l’applicazione del protocollo arbitrale.

Nonostante la superiorità numerica, l’Argentina fatica a trovare spazi e la sfida si prolunga fino ai tempi supplementari.

La prodezza di Alvarez e il sigillo di Lautaro

Quando la prospettiva dei calci di rigore comincia ad avvicinarsi, Julian Alvarez inventa la giocata decisiva. Al 112’ l’attaccante lascia partire un potente tiro dalla distanza che si infila all’incrocio dei pali, senza lasciare possibilità a Kobel.

Nel recupero del secondo tempo supplementare arriva anche il 3-1 di Lautaro Martinez. L’attaccante dell’Inter conclude un’azione in contropiede e mette definitivamente al sicuro la qualificazione dell’Albiceleste.

Scaloni: «Abbiamo sofferto»

Il commissario tecnico argentino ha riconosciuto le difficoltà incontrate dalla sua squadra contro una Svizzera fisica, organizzata e capace di mettere in difficoltà i campioni del mondo.

Scaloni ha sottolineato come l’espulsione di Embolo abbia favorito l’Argentina, pur ammettendo che la sua squadra non sia riuscita a sfruttare subito l’uomo in più. L’obiettivo principale, adesso, è recuperare le energie in vista della semifinale.

Ad Atlanta torna Argentina-Inghilterra

L’Argentina affronterà l’Inghilterra mercoledì 15 luglio ad Atlanta. La sfida riporta alla memoria uno dei confronti più celebri della storia del calcio, quello dei Mondiali del 1986 segnato dalla “mano de Dios” e dal secondo, straordinario gol di Diego Armando Maradona.

Messi e compagni sono a due partite dalla possibilità di confermarsi campioni del mondo, impresa che non riesce a una nazionale dai successi consecutivi del Brasile nel 1958 e nel 1962. L’Inghilterra, invece, cerca la prima finale mondiale dal trionfo casalingo del 1966.

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Ciro Immobile dice basta: addio al calcio dopo 350 gol

Ciro Immobile annuncia il ritiro dopo una carriera da 656 partite e 350 gol. È stato campione d’Europa, quattro volte capocannoniere e Scarpa d’Oro.

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Ciro Immobile lascia il calcio giocato. A 36 anni, dopo 656 partite e 350 gol conteggiati nel bilancio complessivo della sua carriera, l’attaccante di Torre Annunziata ha annunciato il ritiro.

La notizia è stata comunicata dal Paris FC, il club nel quale si era trasferito nel febbraio 2026 dopo le esperienze con Besiktas e Bologna. In Francia ha disputato l’ultima parte di una carriera professionistica durata 17 anni.

«Ciro Immobile è una leggenda», ha sottolineato il club parigino. Alla base della decisione anche la volontà dell’attaccante di dedicare più tempo alla famiglia.

Gli anni da leggenda con la Lazio

La parte più importante della carriera resta quella vissuta con la Lazio. In otto stagioni Immobile è diventato il miglior marcatore nella storia del club biancoceleste, con 207 reti in 340 presenze considerando tutte le competizioni.

Con la Lazio ha conquistato una Coppa Italia e due Supercoppe italiane. Nel suo palmarès figurano anche una Supercoppa di Germania con il Borussia Dortmund e una Supercoppa di Turchia con il Besiktas.

È stato capocannoniere della Serie A quattro volte. Nel 2020 ha vinto la Scarpa d’Oro grazie ai 36 gol segnati in campionato, eguagliando il primato realizzativo stabilito da Gonzalo Higuain.

Il trionfo europeo con l’Italia

Con la Nazionale italiana Immobile ha collezionato 57 presenze e realizzato 17 reti. Ha partecipato alla vittoria dell’Europeo disputato nel 2021, segnando due gol durante il torneo concluso con il successo sull’Inghilterra a Wembley.

Dagli inizi a Torre Annunziata al settore giovanile della Juventus, la sua carriera lo ha portato a indossare anche le maglie di Pescara, Genoa, Torino, Borussia Dortmund, Siviglia, Lazio, Besiktas, Bologna e Paris FC.

Si chiude così il percorso di uno degli attaccanti italiani più prolifici della sua generazione. Titoli, record e una Scarpa d’Oro certificano il valore di un centravanti capace di costruire la propria leggenda soprattutto attraverso i gol.

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Napoli, accordo per Badiashile: ad Allegri il gigante della difesa

Il Napoli chiude l’accordo con il Chelsea per Benoît Badiashile. Il difensore arriverà in prestito con diritto di riscatto per rinforzare il reparto di Allegri.

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Dopo quasi un mese di trattative, il Napoli ha raggiunto l’accordo con il Chelsea per Benoît Badiashile. Il via libera di Aurelio De Laurentiis ha sbloccato l’operazione: restano da completare lo scambio dei documenti, le visite mediche e la firma prima dell’annuncio ufficiale.

Il difensore francese, fortemente voluto dal direttore sportivo Giovanni Manna e da Massimiliano Allegri, arriverà in prestito oneroso con diritto di riscatto.

Operazione da 30 milioni più bonus

Il Napoli verserà subito tre milioni di euro al Chelsea. L’opzione per l’acquisto definitivo è stata fissata a 27 milioni, mentre un ulteriore milione di bonus sarebbe legato alla conquista dello scudetto.

L’investimento complessivo potrà quindi raggiungere i 30 milioni in caso di riscatto, salendo potenzialmente a 31 con il bonus. Manna è riuscito a evitare l’inserimento dell’obbligo di acquisto, lasciando al club la possibilità di valutare il rendimento e le condizioni fisiche del giocatore durante la stagione.

Con Badiashile sarebbe già stata raggiunta un’intesa per un contratto fino al 2031, con uno stipendio vicino ai 2,5 milioni netti all’anno, destinato a entrare pienamente in vigore in caso di riscatto.

Il francese ha scelto Napoli

Decisiva è stata la volontà del calciatore, che avrebbe respinto altre proposte provenienti dalla Premier League per aspettare gli azzurri. Badiashile aveva già conosciuto l’atmosfera dello stadio Maradona e avrebbe indicato Napoli come destinazione preferita.

Il difensore è atteso in Italia nei prossimi giorni. Le visite mediche dovrebbero svolgersi all’inizio della settimana a Villa Stuart, a Roma. Superati i controlli, potrà raggiungere Allegri a Castel Volturno.

Un rinforzo per l’emergenza difensiva

Mancino, alto 194 centimetri e dotato di una buona tecnica individuale, Badiashile può garantire forza fisica, qualità nell’impostazione e pericolosità sui calci piazzati.

Il suo arrivo assume particolare importanza considerando le assenze di Alessandro Buongiorno e Luca Marianucci e i problemi fisici che hanno rallentato la preparazione di Sam Beukema. Allegri spera di poter convocare il francese già per la prima giornata di campionato contro il Genoa.

Dopo Costantino Favasuli, il Napoli si prepara così ad accogliere il secondo rinforzo della nuova stagione e a consegnare al tecnico il centrale necessario per affrontare l’emergenza nel reparto arretrato.

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Tamberi è tornato: oro europeo nel giorno di Camilla, Sioli bronzo

Tamberi torna sul trono europeo del salto in alto a Birmingham. Oro con 2,32 metri nel giorno del compleanno della figlia Camilla; Sioli è bronzo.

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Il primo oro da papà arriva nel giorno del primo compleanno della figlia Camilla. Gianmarco Tamberi torna sul trono europeo del salto in alto conquistando a Birmingham la medaglia d’oro con 2,32 metri.

Mezza barba, pretattica e spettacolo: Gimbo ritrova i gesti e la forza mentale dei giorni migliori. Dopo un errore iniziale a 2,18, l’azzurro cresce salto dopo salto fino alla misura decisiva. L’ucraino Oleh Doroshchuk si ferma a 2,30 e conquista l’argento. Festa doppia per l’Italia grazie al bronzo di Matteo Sioli con 2,27.

«Camilla mi ha dato la forza»

Tamberi dedica il successo alla figlia e alla famiglia, presenti allo stadio insieme alla moglie Chiara.

«È tutto speciale. È stata Camilla a darmi la forza di reagire dopo Parigi, il motivo per cui ho continuato e mi sono rimesso in gioco. Non poteva continuare a vedere il “babà”, come mi chiama lei, prendere schiaffi a destra e a sinistra».

Il campione marchigiano trasforma la vittoria anche in un messaggio per chi sta affrontando un momento difficile: «Continuate a crederci e a lottare. Giocatevela sempre con voi stessi, perché chi continua a investire alla fine vince».

“Guess who’s back”

Dietro al numero di gara Tamberi aveva scritto “Guess who’s back”, indovina chi è tornato. Una profezia preparata prima di lasciare la camera d’albergo.

«Sapevo che sarebbe successo. Sentivo di stare bene, anche se in pochi mi credevano quando le gare andavano male. È come se il mio corpo aspettasse il momento che conta per venire fuori».

L’oro cancella due anni segnati dalla delusione dei Giochi di Parigi, dai problemi fisici, dai calcoli renali e da un difficile avvicinamento agli Europei. Dopo avere definito “terribili” i salti delle qualificazioni, Tamberi ha ritrovato in finale talento, coraggio e quella capacità di esaltarsi nelle grandi occasioni che ha caratterizzato la sua carriera.

«Che sollievo. Sono stati due anni difficili e non ho mai smesso di crederci. So quello che ho fatto per arrivare qui. Non faccio mai un passo indietro, ci arrivo a muso duro. Mi basta sapere che ne è valsa la pena».

Poi le capriole, il morso alla medaglia e l’abbraccio alla famiglia. Gimbo è tornato. Nel giorno più bello per papà Tamberi.

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