Collegati con noi

Spettacoli

Moda, a New York debutta la prima collezione ‘non gender’

Pubblicato

del

New York ha debuttato la prima collezione ‘non gender’, senza genere sessuale. ‘No Sesso’, una creazione della designer transessuale di Los Angeles Pierre Davis, ha sfilato al Pier59 Studios a Chelsea durante l’apertura della fashion week. “Lo show – ha detto la Davis, 29 anni – e’ stato ispirato dall’abbigliamento business ed evoca uno spirito ‘Glamazon’ (unione tra glamour e amazon, ndr) a prescindere dal genere”. In passerella hanno sfilato sia modelle che modelli indossando abiti eleganti, canottiere, abbigliamento sportivo. La stilista, nata uomo, spera di fare capire che e’ importante dare delle opportunita’ a prescindere dall’identita’. “Il terreno di gioco non e’ livellato in questo mondo – ha commentato – ed e’ ancora piu’ difficile nella moda”.

Advertisement

In Evidenza

Beppe Barra, 80 anni da maestro e la festa di Napoli

Pubblicato

del

Napoli lo festeggerà il prossimo 24 luglio con un concerto in Piazza Mercato, a Ischia Global nei giorni scorsi c’è stata una affettuosa anteprima con la consegna del premio alla carriera: Peppe Barra compie 80 anni, ‘Un’età certa’ come recita il titolo scelto per le celebrazioni ufficiali, vissuta con la travolgente vitalità di un ragazzo e un calendario fittissimo di impegni per i prossimi mesi. Figlio di Giulio Barra, fantasista e valente artista del Varietà, e dell’indimenticabile Concetta, sua compagna di scena per anni, attore, cantante, personaggio straordinario a tutto tondo, Barra è una delle voci più autorevoli del teatro e della canzone popolare napoletana e non solo. È un artista rispettato nel mondo, ambasciatore di una cultura che ha contribuito come pochi a salvaguardare nel tempo e far amare.

Ma Barra è stato ed è anche uno sperimentatore, sin dai tempi della Nuova Compagnia di Canto Popolare, capace di conferire nuova linfa a testi musicali e teatrali antichi di centinaia di anni, così come stravolgere, facendole proprie, canzoni tradizionali e composizioni recenti. Da più di mezzo secolo infatti è Razzullo, protagonista ogni Natale di quella seicentesca ‘Cantata dei Pastori’ che non è solo uno spettacolo ma una esperienza di vita per chi ha la fortuna di assistervi. Un viaggio, quello in simbiosi con il personaggio del buffo scrivano, partito con Roberto De Simone,il grande maestro che tanti anni fa lo rassicurò: non era stonato come lui stesso, all’epoca incredibilmente timido, temeva. Anzi, doveva cantare perchè aveva una voce straordinaria. La stessa che oggi continua ad incantare tutte le generazioni, basta ascoltare il doppio album recentemente pubblicato, ‘Cipria e caffè’ (Enjoy All Music/Soundfly) che racchiude 13 brani, con la produzione artistica di Mario Conte e Paolo Del Vecchio, collaboratori da tempo di Barra sia in studio che sul palco.

Perchè Peppe Barra può definirsi un personaggio di rilievo della cultura del Novecento, da decenni instancabile protagonista del recupero della tradizione popolare musicale e teatrale, ponte tra passato e futuro, grazie alla sua capacità di contaminare i generi, creando un repertorio dove i testi classici, le canzoni d’autore, la musica rock, jazz e quella barocca, dove si incontrano le tammurriate, le favole di Basile, Petito e Viviani, il cabaret, le filastrocche popolari, le liriche teatrali, le poesie. “Sono felice, non rimpiango nulla della mia vita, anzi rifarei tutto, e attendo la mia festa. Penso di essere amato e riconosciuto ormai in tutta Italia, inoltre ho ottimi rapporti con gli artisti non solo di Napoli. Sono stato appena premiato al Global Ischia Festival, dove ho incontrato Gianna Nannini, Lina Sastri, abbiamo vissuto belle serate” racconta.

Unica amarezza di questi giorni, la scomparsa di Angela Pagano. Il meritatissimo tributo di Napoli è stato voluto fortemente dal Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi: “Siamo orgogliosi di celebrare il talento indiscusso di Peppe Barra, simbolo della tradizione della musica e del teatro di Napoli. Da parte di tutta la città, gli rivolgiamo, anche con questo evento, i migliori auguri per i suoi 80 anni, e cogliamo l’occasione per ringraziarlo per il ruolo fondamentale che ha svolto nella diffusione della cultura partenopea ben oltre i confini del nostro territorio”. Nella piazza celebre per la rivolta di Masaniello c’è la Chiesa Santa Croce e Purgatorio dove lo stesso giorno sarà inaugurata la mostra “Peppe Barra- Il gesto e la voce” a cura di Francesco Esposito. La mostra, attraverso gli scatti di grandi fotografi, costumi di scena, dischi e altro materiale d’archivio, racconterà in un’unica grande immagine la straordinaria carriera di un artista iconico, colto, raffinato, nato per caso a Roma ma legato per sempre indissolubilmente alla sua Procida e naturalmente a Napoli.

A seguire vi sarà l’attesa reunion delle Paranze e dei tammorrari del Vesuvio, per evocare il legame tra Barra e il mondo popolare, che avvolgeranno l’intera area di ritmi, canti e allegria. Alle 21,30 inizierà il grande concerto che vedrà con Barra, la vincitrice di Grammy Dee Dee Bridgewater, il cantautore, polistrumentista e compositore Angelo Branduardi e i partenopei Gnut e Toto Toralbo per sottolineare la vicinanza alle nuove generazioni. In scena ci saranno anche i suoi compagni di viaggio, Paolo Del Vecchio (chitarre, mandolino), Luca Urciuolo (pianoforte), Sasà Pelosi (basso acustico), Ivan La Cagnina (percussioni), Francesco Di Cristoforo (fiati etnici ) con l’intervento di Simone Bottasso (fisarmonica), Il DJ Set di Paolo Polcari (Almamegretta), sospeso tra tammurriate ed elettronica, chiuderà i festeggiamenti. Condurranno la serata Lalla Esposito e Luca De Lorenzo.

Continua a leggere

Cronache

È morto Massimo Brunetti, storico tastierista dei Camaleonti

Pubblicato

del

Addio a Massimo Brunetti, storico tastierista della band ‘I Camaleonti’, nata negli anni 60. Il musicista è morto improvvisamente nella sua abitazione di Pescara, città di cui era originario e in cui viveva. Aveva 69 anni. Ad annunciarlo sui social è Livio Macchia, bassista della band e suo amico di sempre: “Ciao Max. Anche tu hai voluto chiudere la porta al Mondo… Sei andato a trovare Tonino e Paolo per riformare il gruppo? Ciao amico e collega Massimo Brunetti… Ci mancherai… Fai Buon Viaggio”, scrive su Facebook riferendosi ad Antonio Cripezzi e Paolo De Ceglie, altri due componenti del gruppo musicale, morti rispettivamente nel 2022 e nel 2004. I funerali di Brunetti verranno celebrati domani, lunedì 22 luglio, alle ore 17:00, nella chiesa dei Santi Angeli Custodi, a Pescara.

Continua a leggere

Spettacoli

Con Piscicelli scompare la Napoli dei nuovi pionieri

Pubblicato

del

Era un uomo riservato Salvatore Piscicelli che se ne è andato stamane a Roma, città adottiva ma mai sentita come sua, all’età di 76 anni. Era un regista schivo e personale, appassionato osservatore del lavoro altrui, sperimentatore del linguaggio grazie alla formazione giovanile da critico cinematografico. Era considerato un “maestro” anche se l’onore gli è sempre apparso esagerato, ma così lo consideravano i suoi “fratelli d’arte” Mario Martone o Paolo Sorrentino.

Nato a Pomigliano d’Arco il 4 gennaio 1948 era cresciuto nella Napoli dei primi anni ’70, una città attraversata da un’autentica scarica elettrica sul fronte della cultura tra rinnovamento musicale, eredità teatrale della scuola De Filippo, volontà di rinnovamento e piena di talenti fioriti nell’underground delle cantine, dei teatrini, delle prime produzioni indipendenti nate dopo decenni di silenzio. Il suo era diventato il tempo di Werner Schroeter, artista errabondo sbarcato a Napoli con Ida Di Benedetto nel ’78 con un film germinale come “Nel regno di Napoli”; della Nuova Compagnia di Canto Popolare di Roberto De Simone, del laboratorio della compagnia teatrale Falso Movimento fondata da Angelo Curti e Mario Martone, di protagonisti come Enzo Moscato, Antonio Capuano, Aurelio De Rosa, tutti chiamati a costruire un’immagine della città lontana dagli stereotipi tradizionali.

In questo contesto il “ragazzino di provincia” Salvatore Piscicelli debutta dietro la macchina da presa nel 1976 con il documentario “La canzone di Zeza”, ma diventa presto un nome di riferimento con il suo primo lungometraggio “Immacolata e Concetta” (1979). Il film, interpretato da Ida Di Benedetto e dedicato alla “scandalosa” storia d’amore tra due donne sullo sfondo di una Pomigliano d’Arco in bilico tra sapori rurali e trasformazione industriale, fa scalpore, vince il secondo premio al Festival di Locarno, parla un linguaggio internazionale che sembra l’avanguardia di una nuova stagione del cinema italiano. Due anni dopo è in concorso alla Mostra di Venezia con “Le occasioni di Rosa”, ambientato a Secondigliano all’indomani del terremoto dell’Irpinia. Grazie all’attenzione del regista per figure femminili forti e anticonvenzionali, l’esordiente Marina Suma vincerà il David di Donatello.

A quel punto però la “nuova onda” del cinema italiano conosce un momento di stasi e, mentre appare l’astro di Massimo Troisi (che debutta nello stesso 1981), le strade della produzione diventano impervie per Salvatore Piscicelli, renitente a ogni compromesso commerciale e costretto ad aspettare il 1985 per una nuova regia. Sarà il musical “Blues metropolitano” con cui si conclude un’ideale trilogia partenopea che racchiude in sé gli umori di una stagione culturale. Infatti nel resto della sua attività artistica il regista rimarrà fedele ai suoi temi più profondi: la figura femminile, le contraddizioni segrete dell’amore e della coppia. “Regina” del 1987 con la sua musa Ida Di Benedetto sembra oggi un omaggio al molto amato Rainer Fassbinder; “Baby Gang” (1992) appare un profetico “instant movie” dal taglio pasoliniano, “Quartetto” (2001) richiama i dettami del “Dogma” di Lars von Trier.

In mezzo va ricordato il suo impegno come autore e produttore per “Rose e pistole” (1999) affidato alla regia della compagna Carla Apuzzo e che anticipava un’idea napoletana del Pulp poi ripresa dai Manetti Bros. con “Ammore e malavita”. Nel 2003 firma l’autobiografico “Alla fine della notte” con Ennio Fantastichini per poi tornare due anni dopo all’antico amore – il documentario – con “La comune di Bagnaia”. Oggi ci lascia qualche romanzo, la riscrittura per la pagina di un paio di sceneggiature e il film-testamento “Vita segreta di Maria Capasso” con Luisa Ranieri del 2019 dal suo romanzo.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto