Esteri
Mistero a Belgrado sulla morte di Aleksiei Zimin, lo chef russo anti-Putin
A Belgrado è mistero sulla morte di Aleksiei Zimin, un noto e popolare chef russo trovato privo di vita martedì sera in un appartamento che aveva affittato nel centro della capitale serba. Stando a notizie di vari media occidentali, che non hanno tuttavia trovato finora conferma ufficiale, Zimin – protagonista di apprezzate rubriche culinarie in televisione – sarebbe stato un oppositore dell’intervento militare russo in Ucraina e critico col presidente Vladimir Putin, e per questo nel 2022 si sarebbe trasferito da Mosca a Londra, dove gestiva un ristorante.
Il pensiero pertanto è andato velocemente ai diversi casi di oppositori di Putin e del Cremlino che hanno fatto una tragica fine. Non sembra condividere tale ipotesi il quotidiano belgradese Vecernje Novosti, secondo il quale lo chef russo – che il 7 novembre scorso aveva presentato a Belgrado il suo nuovo libro ‘Anglomania’, preparando un suo particolare menu per una cena in un club del centro storico della capitale serba – sarebbe morto per le conseguenze di seri disturbi di cui soffriva – una cirrosi epatica e la dilatazione dell’aorta tra l’esofago e lo stomaco, che si è rotta provocando una forte emorragia. Il giornale cita fonti della procura secondo cui sul corpo di Zimin non sono stati rinvenuti segni di violenza, e trattandosi di un cittadino straniero è stata disposta l’autopsia con esami tossicologici.
A scoprire nella tarda serata di martedì il corpo senza vita di Zimin, riferisce il giornale, sarebbe stato il proprietario dell’appartamento che lo chef affittava da alcuni giorni in via Krunska, in un quartiere elegante e residenziale di Belgrado, dove si trovano ambasciate e residenze altolocate. Non avendo ottenuto ripetutamente risposta al telefono, il proprietario aveva deciso di andarlo a trovare di persona. Nessun segno di effrazione a porta e finestre, nè tracce di manomissione nell’appartamento. Pertanto – hanno osservato le fonte citate dal quotidiano – tali elementi porterebbero a escludere un crimine. Zimin, 52 anni, ha lasciato la moglie Tatjana Dolmatovskaja, grafica costumista, diplomata all’Università di Belle Arti a Londra, e la figlia Varvara di 17 anni. Giornalista, scrittore e con la grande passione della cucina, Zimin, uomo con barba e stazza massiccia, aveva animato rubriche culinarie sulle tv russe.
A Mosca aveva aperto alcuni locali, compreso il ristorante Ragout, e il suo noto locale Zima nel quartiere Soho a Londra è noto per offrire pietanze della cucina tradizionale russa. Nella capitale britannica aveva fondato anche lo Zima Club, luogo d’incontro della comunità russa nella capitale britannica. I responsabili di alcuni locali e ristoranti gestiti da russi a Belgrado, dove migliaia di imprenditori e facoltosi russi si sono stabiliti dopo l’imposizione a Mosca delle sanzioni occidentali, interpellati sulla vicenda, non hanno voluto rilasciare alcuna dichiarazione, affermando di non essere a conoscenza di quanto accaduto.
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