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Esteri

Missili russi su Kiev durante la visita del segretario generale dell’Onu Guterres

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Missili su Kiev durante la visita del segretario generale dell’Onu. Proprio mentre Antonio Guterres parlava in conferenza stampa insieme al presidente Volodymyr Zelensky, commentando la sua missione in Ucraina e la visita nei luoghi degli eccidi alla periferia della capitale, raid russi hanno colpito la citta’. Due forti esplosioni nel quartiere di Podil, distretto di Shevchenkivskyi, una zona del centro, seguite da colonne di fumo, che suonano come uno schiaffo agli sforzi diplomatici per far tacere le armi, due giorni dopo il faccia a faccia del numero uno delle Nazioni Unite con Vladimir Putin al Cremlino. Un attacco che ha preso di mira una zona residenziale, cadendo nei pressi dell’ambasciata britannica e del ministero degli Esteri e provocando “vittime”, secondo i primi soccorritori. “Con questo efferato atto di barbarie la Russia dimostra ancora una volta il suo atteggiamento nei confronti dell’Ucraina, dell’Europa e del mondo”, ha reagito il ministro degli Esteri di Kiev, Dmytro Kuleba, ricordando che in citta’ c’era anche il premier bulgaro Kiril Petkov. Borodyanka, Bucha, Irpin. La triste toponomastica delle stragi di civili nell’aggressione russa aveva puntellato la visita di Guterres, prima dell’incontro con Zelensky e delle bombe di Mosca. Una missione compiuta con l’obiettivo almeno di un cessate il fuoco per consentire l’evacuazione da Mariupol. “Quando vedo questi palazzi distrutti, immagino la mia famiglia in una di queste case oggi annerite. Vedo le mie nipotine nel panico e in fuga. La guerra e’ un’assurdita’, questa distruzione e’ inaccettabile nel XXI secolo”, ha detto il capo del Palazzo di Vetro nella via principale di Borodyanka, davanti ai palazzi residenziali distrutti dalle bombe e dall’artiglieria e ai piedi del monumento a Taras Shevchenko. Il lungo corteo di auto con il simbolo UN e quelle della sicurezza ucraina e’ poi volato a Bucha, quasi ignorando strade dissestate e ponti rattoppati alla bene e meglio, mentre ai lati scorreva la devastazione di case, negozi e carcasse di tank. Sul luogo del ritrovamento di decine di cadaveri nel giardino della Chiesa ortodossa di Sant’Andrea, Guterres ha lanciato un appello alla Russia affinche’ cooperi con la Corte penale internazionale dell’Aja sui crimini di guerra, individuati in “oltre 8 mila casi” dalla procura generale ucraina ma bollati come una “messinscena” da Mosca. Alle indagini partecipera’ anche l’Italia con una decina di esperti sul campo. Infine a Irpin il numero uno dell’Onu ha ricordato che come in ogni altra guerra nel mondo “sono sempre i civili a pagare il prezzo piu’ alto”. Cauto nelle dichiarazioni, Guterres non ha tuttavia mai puntato l’indice direttamente contro Putin. Anche se in un’intervista alla Cnn ha amaramente constatato che “la guerra non finira’ con le riunioni, la guerra finira’ solo quando la Federazione Russa decidera’ di finirla”.

Per poi in serata, accanto a Zelensky, affermare che il Consiglio di Sicurezza ha fallito e “non e’ riuscito a prevenire e a porre fine” alla guerra. Intanto ha mandato a Zaporizhzhia, l’ultima citta’ a est relativamente sicura prima della regione di Donetsk e quindi di Mariupol, la rappresentante delle Nazioni Unite in Ucraina, Osnat Lubrani, “per preparare un tentativo di evacuazione da Mariupol. L’Onu e’ pienamente mobilitata per aiutare a salvare vite ucraine e per assistere i bisognosi”, ha scritto lei stessa su Twitter. Sulla piazza di Borodyanka, all’ombra dei palazzi distrutti, e’ tornato il mercato settimanale, come tutti i giovedi’. Banchi di salumi sottovuoto, pesce surgelato, pane e frutta secca dove fanno la spesa anche i residenti dei villaggi piu’ lontani. “La vita sta lentamente tornando alla normalita’”, ha detto il generale Oleksandr Pavliuk, capo dell’amministrazione militare regionale di Kiev, che ha accompagnato Guterres ritenendo “importante che vedesse con i suoi occhi” gli effetti dell’invasione russa. “Ma adesso il problema piu’ grave sono le mine. Nella regione ci sono ancora 22 mila esplosivi lasciati dai russi. E’ un lavoro enorme”.

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Esteri

Nuove sanzioni Ue a Mosca, ma Orban sfida Bruxelles

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“La Russia deve pagare per l’ulteriore escalation”. A meta’ pomeriggio la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen scende al pianterreno di palazzo Berlaymont, accompagnata del ministro degli Esteri Ue Josep Borrell, per metterci la faccia. E presentare l’ottavo pacchetto sanzioni del suo esecutivo. O meglio, la sua proposta. Che ora dovra’ essere vagliata e approvata dai 27 Paesi membri. Qui le cose potrebbero non filare lisce. Perche’ la presidente ha promesso anche il price cap al greggio russo, sulla linea di quanto stabilito “in linea di principio” al G7. Una misura che dovra’ superare le forche caudine dell’unanimita’. Il diavolo, come sempre, sta nei dettagli. Von der Leyen ha parlato dell’introduzione delle “basi legali” per arrivare al price cap. Cosa significa in concreto? A che livello verra’ fissato il tetto? Per ora non si sa. “Abbiamo gia’ deciso di vietare l’ingresso del greggio russo via mare a partire dal 5 dicembre”, ha ricordato la presidente. “Alcuni Paesi in via di sviluppo – ha continuato – hanno ancora bisogno di forniture di petrolio russo, a prezzi bassi, e questo tetto contribuira’ a ridurre le entrate della Russia nonche’ a mantenere stabili i mercati energetici globali”. Nel concreto, tocchera’ al Consiglio. “La prima fase, dopo la proposta della Commissione, prevede che il Coreper (i rappresentanti permanenti degli Stati membri) discuta e trovi un consenso”, ha spiegato un funzionario europeo. La formulazione, dunque, e’ stata (forse) volutamente vaga. L’Ungheria, ad esempio, promette apertamente battaglia. Anzi. Viktor Orban ha annunciato una “consultazione nazionale” sulle sanzioni energetiche, suscitando lo spettro di un veto permanente, o addirittura il blocco al rinnovo delle misure contro la Russia. Nel mentre, oltre Atlantico, l’orchestra suona tutt’altra musica. “Gli Usa stanno lavorando con alleati e partner per imporre rapidamente severi costi economici a Mosca per i referendum farsa in Ucraina”, ha fatto sapere il capo dell’ufficio coordinamento sanzioni del dipartimento di Stato americano, James O’Brien. La Commissione, ad ogni modo, non si e’ limitata al price cap. L’ottavo pacchetto contiene misure molto puntute. Nell’ordine: nuove limitazioni all’export di alta tecnologia verso la Russia, per colpire la macchina bellica; riduzione dell’import di materie prime; divieto per gli europei di sedere nei cda di aziende statali russe (gia’ soprannominata come la norma-Schroeder, dato che l’ex cancelliere tedesco guida il Cda di Rosneft). Nel complesso, e’ la stima dell’Ue, le misure priveranno il Cremlino di altri 7 miliardi di euro d’introiti. L’ultimo capitolo riguarda l’aggiramento delle sanzioni: chi le evadera’ (o aiutera’ a farle evadere) sara’ incluso a sua volta nella lista nera. E varra’ anche per “i non russi”, ha sottolineato Borrell. Insomma, gli europei devono stare molto attenti, ora. Il capitolo sanzioni si incrocia, in queste ore, con quello altrettanto delicato dell’energia. Venerdi’ il Consiglio Affari Energia approvera’ le prime misure europee, dal taglio ai consumi alla tassa agli extraprofitti. Ma il piatto forte sara’ il price cap al gas. Quindici Paesi, tra i quali Italia e Francia, hanno inviato una lettera alla Commissione per chiederlo in maniera netta. Non sono la maggioranza qualificata ma l’esecutivo Ue non puo’ non tenerne conto. Le proposte di Palazzo Berlaymont, contenute in un non paper, sarebbero state al centro della riunione degli ambasciatori dei 27 nel tardo pomeriggio. Si tratta di proposte “per limitare il prezzo del gas”, ha spiegato la commissaria all’Energia Kadri Simson. Evitando, quindi, la formula price cap. Il tetto ai prezzi disegnato dalla Commissione dovrebbe essere applicato solo al gas via gasdotto e in maniera “dinamica”, distinguendo quindi i fornitori e sicuramente il loro grado di affidabilita’: con la Russia Bruxelles vuole agire in un modo, con la Norvegia in un altro. Il Consiglio Energia fara’ da primo test, con la Germania che rappresenta ancora il principale scoglio da superare. Poi tocchera’ ai leader parlarne a Praga al vertice informale del 7 ottobre.

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Appello Usa: americani lascino immediatamente la Russia con ogni mezzo

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I cittadini americani sono invitati a “lasciare la Russia immediatamente”, usando “le limitate opzioni” di trasporto commerciale ancora disponibili. Lo si legge nel sito dell’ambasciata Usa a Mosca, citata dalla Tass.

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Afghanistan: accordo tra talebani e Russia su gas e grano

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I talebani che hanno sempre combattuto e ucciso russi durante l’occupazione hanno firmato un accordo con la Russia per la fornitura di benzina, diesel, gas e grano all’Afghanistan. Lo ha detto – come riporta l’agenzia Reuters – il ministro afgano del Commercio e dell’Industria ad interim, Haji Nooruddin Azizi. Azizi ha aggiunto che la Russia ha proposto uno sconto sui prezzi medi delle materie prime. L’accordo prevede la fornitura di circa un milione di tonnellate di benzina, un milione di tonnellate di diesel, 500.000 tonnellate di Gpl e due milioni di tonnellate di grano all’anno.

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