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Miracolo Noemi, parla il papà Fabio: vogliamo riportare la bimba sana a casa e giustizia. Scappare da Napoli? Mai, sono loro che devono andarsene…

Paolo Chiariello

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La piccola Noemi non sta bene. Le sue condizioni cliniche destano grande preoccupazione nei medici. All’ospedale pediatrico Santobono di Napoli non sciolgono la prognosi. Gli specialisti che l’hanno operata per estrarle un proiettile che le ha bucato i polmoni e si è fermato a pochi millimetri dal cuore vogliono la massima attenzione di tutti rispetto ad un quadro clinico ancora difficile che inconsciamente si prova a dimenticare, quasi come riflesso condizionato per allontanare l’enorme male che è stato inflitto a quella bimba.

Noemi è vittima della banalità del male che aleggia su questa città. Era davanti ad un bar per prendere un gelato assieme alla mamma, ai nonni e alla sorellina piccola Greta quando un balordo le ha sparato. Non importa se per errore. Noemi era nel posto giusto al momento giusto, chi ha sparato non può essere libero tra la gente, è una bestia che va rinchiusa in una gabbia.

Della storia di Noemi se ne parlerà a lungo. Perchè Noemi ha qualcosa di speciale. Noemi è una bimba speciale. Noemi è in vita perchè l’hanno ricoverata in un ospedale di eccellenza in campo pediatrico. È stata operata da medici eccellenti. È curata, come tutti i bambini che sono ricoverati al Santobono, in una struttura sanitaria di eccellenza. Ma Noemi è anche una bambina miracolata. Perchè a troppe cose che le sono capitate non è possibile dare una spiegazione logica. A casa di Noemi, l’orologio in cucina è fermo sulle 17 e 35 dal giorno in cui è stata ferita in piazza Nazionale. E dalle immagini delle telecamere di sorveglianza di piazza Nazionale, l’orario in cui il sicario ha sparato al pregiudicato per ucciderlo ed ha colpito anche Noemi, è proprio quello delle 17 e 35.

Noemi quando viene presa in braccio dalla mamma, che nel corso della sparatoria ha messo in salvo la piccola Greta di 16 mesi,  non perde sangue. Non c’è una sola goccia di sangue all’altezza della spalla  da dove è penetrato un proiettile rinforzato, di quelli usati per armi da guerra. Noemi in braccio alla mamma rimane sempre cosciente. Nessuno capisce che è ferita. Se ne rende conto la mamma, Tania, che per motivi inspiegabili le toglie il giubbotto e nota un foro. Era il foro di entrata del proiettile. Sempre per motivi inspiegabili Tania, una ragazza che non capisce nulla di armi, avverte immediatamente un pericolo grave. Dal momento della sparatoria era già passata mezz’ora abbondante. Il pregiudicato Salvatore Nurcaro era già stato trasportato in ospedale in gravissime condizioni. La nonna di Noemi era stato portata anche lei in codice verde in ospedale per una  ferita di striscio alla natica. In piazza c’erano ancora poliziotti per le prime indagini e una ambulanza non attrezzata per un caso grave. Tania porta la figlia in ambulanza, pretende che venga portata subito in ospedale per capire che cos’è quel foro. Non era una ferita di striscio. Era una ferita potenzialmente letale. Noemi viene accompagnata al Santobono. Fino a quando entra in sala operatoria quella bambina di 4 anni è cosciente, vigile, parla con la mamma, risponde ai medici. Poi viene sedata. In nottata viene operata per l’estrazione del proiettile. La notte della estrazione del proiettile la famiglia di Noemi torna a casa. Sotto casa c’è una cappella dedicata a San Pio. Greta prima di entrare nel palazzo sorride, farfuglia qualcosa verso quella cappella votiva. Greta a 16 mesi, non parla. Eppure sorride e dice qualcosa guardando quella statua di San Pio sotto casa. Tutto il resto è storia recente. Noemi è una bambina ancora in vita. Noemi è un miracolo. Il Cardinale Crescenzio Sepe che l’ha visitata ha parlato di una luce negli occhi di quella bambina. Vuole portarla dal Papa. Appena starà bene, Noemi andrà a Papa Francesco.

 

Giornalista. Ho lavorato in Rai a Cronache in Diretta. Ho scritto per Panorama ed Economy, magazines del gruppo Mondadori. Sono stato caporedattore e socio fondatore assieme al direttore Emilio Carelli di Sky tg24. Ho scritto libri: "Monnezza di Stato", "Monnezzopoli", "i sogni dei bimbi di Scampia" e "La mafia è buona". Ho vinto il premio Siani, il premio cronista dell'anno e il premio Caponnetto.

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Caso Siri, le intercettazioni di Arata che prova a sistemare il figlio come vice minsitro agli Esteri e…

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Una ricerca spasmodica di sponde politiche per ottenere provvedimenti utili al loro business: il mini-eolico e le fonti rinnovabili. Dalle carte dell’inchiesta romana che coinvolge l’imprenditore Paolo Arata e l’ex sottosegretario Armando Siri, emerge un quadro in cui la politica diventa “come una banca”: va “usata”. Le intercettazioni citate in una informativa della Dia di Trapani, depositata dai pm della procura in vista dell’incidente probatorio, mettono in luce lo spregiudicato piano di Arata per ottenere il massimo dal nuovo quadro politico in Italia. “Un po’ i politici li conosciamo – ammette candidamente l’imprenditore in una intercettazione – ma i politici sono come le banche, li devi usare! E ogni volta che li usi, paghi, basta! Non e’ che c’e’ l’amico politico, non c’e’ l’amicizia in politica”. Il riferimento, neanche troppo velato, e’ a quella promessa di denaro, circa 30 mila euro, che Arata avrebbe fatto all’ex sottosegretario alle Infrastrutture in cambio di favori. Favori che si possono ottenere – e’ l’ipotesi degli inquirenti – solo se Siri riesce ad avere un ruolo di primo piano a livello governativo. E proprio in questo ambito e’ ostinato il tentativo dell’imprenditore di trovare sponsorizzazioni in favore dell’esponente leghista, come da lui stesso sollecitato. Chiedere aiuto a 360 gradi: questo l’imperativo per cercare di “piazzare” nell’esecutivo Siri. Politici, ambasciatori, alti prelati fino al tentativo, fallito, di arrivare al Quirinale: per gli Arata nulla deve restare intentato. In una intercettazione Arata dice al figlio Francesco (indagato anche lui a Roma) di avere ‘sponsorizzato’ tramite Gianni Letta, Siri a Silvio Berlusconi che lo aveva addirittura chiamato”. L’informativa prosegue affermando che “a dire dell’Arata, Gianni Letta si sarebbe anche adoperato per ‘intervenire’ (non si sa in che termini) su Giancarlo Giorgetti in favore del figlio Federico Arata”. Viene citato anche Salvini, il quale, sempre a detta di Arata “non sa dove mettere Armando. Poi io gli ho detto che deve fare il vice ministro con la delega dell’energia e lui lo ha chiesto a Salvini e Salvini ha chiamato anche casa nostra ieri”. Ma non risultano, annota la Dia, telefonate tra Arata e Salvini. E ancora: nei giorni precedenti “alla formazione dell’attuale governo, l’imprenditore si prodiga (su richiesta esplicita di Siri) affinche’ quest’ultimo ottenga un importante incarico” e chiede aiuto al cardinale statunitense Raymond Leo Burke, importante esponente della Chiesa cattolica. L’imprenditore dell’eolico “auspicava in particolare un intervento dell’alto prelato – e’ detto nell’informativa – direttamente su Giancarlo Giorgetti in favore di Siri. Nella medesima conversazione, Arata chiedeva al cardinale di intervenire anche in favore del figlio Federico, per fargli ricoprire l’incarico di viceministro al ministero degli Esteri”. Sul punto Arata non ha dubbi: “.. sarebbe una cosa importante per tutti… perche’ rischia di andare agli esteri Di Maio… e ora capisce… e allora gli mettiamo a fianco Federico… beh e’ una bella garanzia… ecco per tutti…”. Dalle carte emerge anche il tentativo, , di arrivare al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Nella serata del 17 maggio 2018, Federico Arata chiama il padre Paolo dicendogli senza mezzi termini – si legge nell’informativa – che Siri lo aveva chiamato poco prima chiedendogli di contattare l’ambasciatore americano in Italia (verosimilmente Lewis Micheal Eisenberg) affinche’ costui intervenisse sul presidente Mattarella per ‘sponsorizzarlo’ per un incarico governativo, poi aggiungeva che aveva provato a chiedere al cardinale Burke di avvicinare il suddetto ambasciatore, senza ottenere l’effetto sperato, atteso che il cardinale gli aveva riferito di non avere rapporti con quel diplomatico”. Nella informativa spunta anche il nome di Steve Bannon, ex stratega di Trump. Gli Arata pensano anche a lui come sponsor per Siri. In una conversazione carpita Federico afferma:”…gli ho scritto… a quest’altro qua e lui e’ amico dell’ambasciatore”. Il padre quindi chiede: “Cioe’ Bannon dici… stai parlando giusto?…Si si…usalo perche’ Armando e’ un amico”.

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Incendio nella sede romana de La7, Mentana interrompe il Tg

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Un incendio nella sede romana de La7, nel quartiere Prati, si e’ propagato questa sera dai locali del sottotetto, dove in mattinata erano in corso dei lavori. Il fumo ha interessato i locali e il Tg della sera e’ stato interrotto da Enrico Mentana che lo stava conducendo. “Piu’ o meno lo studio sta andando a fuoco – ha affermato – non sto scherzando, e’ una situazione molto difficile quindi e non so se tornero’ in diretta per darvi le notizie di Borsa, non so se mi immolero'”, ha aggiunto con una battuta. Per spegnere le fiamme sono intervenute 4 squadre di vigili del fuoco che hanno anche praticato un buco nel tetto per far uscire il fumo.

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Sicurezza stradale sull’isola d’Ischia: ci sono le idee, i progetti e i fondi della Città Metropolitana

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Il convegno promosso dal quotidiano dell’isola d’Ischia, il Golfo, non doveva essere una chiacchierata tra politici su quello che si è fatto (e non basta) sulla sicurezza stradale. Dove essere un meeting capace di portare idee, progetti e capire se e come reperire e spendere fondi per rendere le strade più sicure ed evitare morti e feriti negli incidenti stradali quotidiani. Il tributo di sangue pagato dall’isola sull’altare della insicurezza stradale isolana è inaccettabile. Troppi morti. Ed è stato un incontro ricco di spunti,  foriero di atti concreti grazie anche alla capacità di mettere assieme più soggetti istituzionali attorno allo stesso tavolo da Ambrogio Mattera, patron del Golfo e imprenditore stimato nel campo del turismo. A dibattere c’erano il sindaco della Città Metropolitana, Luigi de Magistris, il consigliere della città metropolitana Raffaele Cacciapuoti, con delega ai trasporti, i sei sindaci dell’isola, l’europarlamentare Giosi Ferrandino, la consigliera regionale Maria Grazia Di Scala e altri.

https://www.juorno.it/luidi-de-magistris-punta-su-ischia-abbiamo-le-risorse-ci-sono-i-progetti-dobbiamo-lavorare-bene-per-rendere-sicure-le-strade-di-questa-isola-meravigliosa/

 

La cornice era di prestigio, l’Hotel Manzi di Casamicciola. Le molteplici facce di un problema sempre più sentito ad Ischia e le possibili aree di intervento hanno appassionato quanti sono intervenuti al convegno moderato dal  giornalista Paolo Chiariello che ha coordinato gli interventi di un parterre di relatori qualificati. “Nove morti al giorno, senza contare i feriti che subiscono menomazioni anche permanenti, sono il quotidiano bilancio degli incidenti stradali in Italia” ha esordito Chiariello, che ha auspicato la formazione di proposte concrete per fronteggiare una piaga che poche settimane fa ha strappato alla comunità isolana l’ennesima vittima, il giovanissimo Francesco Taliercio.  Il dibattito si è avviato con l’intervento del sindaco di Casamicciola Giovan Battista Castagna. “È un problema che ci riguarda tutti” ha spiegato il primo cittadino, che finora a causa del pre-dissesto finanziario è stato anch’egli alle prese con le difficoltà di organico della polizia locale. “Prima di pensare a progetti laboriosi e dai costi rilevanti, ma difficilmente realizzabili  – ha aggiunto Castagna  – credo che occorra innanzitutto fornire risorse alle Forze dell’Ordine per mantenere alta l’intensità dei controlli sulle strade in funzione di prevenzione degli incidenti”.

Maria Grazia Di Scala. Consigliere regionale della Campania

Maria Grazia Di Scala, consigliere regionale, dopo aver ringraziato per l’indefesso lavoro quotidiano le forze dell’ordine che si prodigano per la sicurezza sulle strade,  ha lodato la presenza in sala dei dirigenti scolastici. “La sicurezza stradale è un problema di natura culturale. Sono favorevole a introdurre nelle scuole la materia dell’educazione stradale. La famiglia e  la scuola sono due istituzioni importantissime, perché le forze dell’ordine non possono supplire a ogni carenza”. La signora Di Scala ha inoltre invocato il riconoscimento legislativo dell’isola come sede disagiata. “È necessario per i trasporti e la sicurezza stradale, ma anche per la scuola, la giustizia e la sanità questo riconoscimento” ha spiegato la Di Scala.

Antonio Siciliano. Dirigente dell’Istituto Enrico Mattei

Proprio l’accenno al ruolo della scuola da parte della consigliera regionale ha dato a Chiariello l’assist per richiedere l’intervento del professor Antonio Siciliano, dirigente dell’Istituto Enrico Mattei. “Dopo la morte di Francesco Taliercio – ha raccontato il preside – un giornalista della terraferma ci chiese conto di quello che avevamo fatto a scuola in materia di sicurezza sulle strade. E noi abbiamo spiegato tutto quello che abbiamo realizzato sul fronte della prevenzione e dell’educazione stradale. Siamo pronti a fare anche di più, se nei programmi scolastici prevederanno ulteriore disciplina sul tema”, ha spiegato il professor Siciliano.
L’accenno alla morte di Francesco Talierco è stato l’interruttore per far accendere il dibattito su un tema importante. Vivere il tema della sicurezza stradale da una angolazione visuale molto difficile, quella dei familiari delle vittime della strada.  Ed è qui che il moderatore Chiariello ha richiesto un intervento non previsto in scaletta ma essenziale. A questo punto Chiariello ha chiamato al banco dei relatori l’avvocato Mario Goffredo, rappresentante di una costituenda associazione di familiari vittime della strada.

Un  intervento che ha dato una decisa scossa al dibattito. Goffredo ha citato l’impressionante dato secondo cui sull’isola d’Ischia il numero di vetture immatricolate supera quello degli abitanti residenti: “Gli animi sono surriscaldati – ha dichiarato Goffredo – perché il problema del traffico e della sicurezza stradale ha raggiunto dimensioni emergenziali sul territorio. Una vettura pro capite è un dato sconcertante, e la situazione è ormai esplosiva”. L’avvocato ha poi evidenziato altri aspetti del problema. “Pochi usano i mezzi pubblici, sia per cultura, sia perché è difficile viste le criticità sofferte dallo stesso trasporto pubblico. È irrealistico pensare al car sharing quando non sappiamo nemmeno stare in mezzo alla strada. In alcuni punti della ex strada statale 270 il sottosuolo è praticamente vuoto, vista la particolare erosione marina, e  non vengono rispettati i limiti di peso per i mezzi che li percorrono. In diversi altri punti – sostiene Goffredo – i mezzi sono così grossi che in curva superano la linea di mezzeria, che in certe strade per pudore non è nemmeno stata disegnata». Mario Goffredo ha anche spiegato che la stessa Città Metropolitana concesse una deroga per esigenze turistiche agli ingombranti bus alti ben nove metri.

Raffaele Cacciapuoti. Consigliere delegato alle strade della Città Metropolitana di Napoli

Raffaele Cacciapuoti, consigliere delegato alle strade della Città Metropolitana di Napoli, ha citato il numero impressionanti delle morti che dal 2007 si contano sulle strade dell’isola: ben ventidue. Una strage insostenibile a cui la Città Metropolitana vuole mettere fine con un piano straordinario complessivo di oltre 70 milioni di euro, di cui oltre cinque milioni e mezzo per la sola isola. “Ischia – ha dichiarato Cacciapuoti – è il punto di partenza per il piano strategico per la sicurezza stradale”. Il consigliere ha spiegato che la Città Metropolitana deve gestire 32 strade provinciali sull’isola, senza dimenticare i problemi estivi di circolazione sugli oltre 30 km della ex SS 270, e che l’ex Provincia ha spesso eseguito opere di manutenzione anche su arterie di competenza regionale. Riferendosi alle problematiche sollevate dall’avvocato Goffredo, Cacciapuoti ha rimarcato la necessità di creare un senso civico adeguato ai rischi della circolazione stradale, ma ha anche rivendicato la sollecitudine della Città Metropolitana di fronte a diverse criticità, come la frana del costone sulla Litoranea a gennaio, col pronto intervento insieme agli altri enti e alle forze dell’ordine, illustrando le somme investite per le strade.  «Il pattugliamento delle forze dell’ordine – ha aggiunto – è un buon deterrente. Gli autovelox possono essere molto positivi ma bisogna usarli non avendo come obiettivo principale il finanziamento delle casse comunali, ma la salvezza delle vite umane: io punto deciso alla mortalità-zero. Mi ha colpito molto il numero delle auto pro-capite sull’isola, così come il problema del peso dei grossi mezzi in alcuni punti della rete viaria: me ne farò personalmente carico per risolverli».

Il sindaco di Ischia. Enzo Ferrandino

È toccato poi al sindaco di Ischia Enzo Ferrandino prendere la parola: «La nostra rete viaria ricalca le vecchie piccole stradine dell’isola di un tempo, e oggi deve accogliere un carico di traffico abnorme. Sono tre i cardini su cui sviluppare una strategia: il primo è costituito dai controlli delle forze dell’ordine. Spesso gli enti devono lottare con vincoli di bilancio che non consentono di ampliare gli organici.  E non va dimenticata una diffusa tendenza al mancato rispetto delle regole.  Il secondo punto riguarda gli interventi infrastrutturali. Con un finanziamento di 800mila euro siamo pronti a intervenire nella manutenzione, che verrà eseguita di notte, su strade periferiche ma ad alta intensità di traffico, e nei pressi delle scuole. L’ultimo punto è altrettanto fondamentale: si tratta della diffusione di una coscienza civica. Non dimentichiamo che, oltre alle responsabilità soggettive, c’è una responsabilità collettiva. Mi è piaciuto l’intervento di Goffredo, ma voglio precisare che le strisce blu sono un mezzo di educazione. Chi compra e usa l’auto deve comprendere le conseguenze dell’uso sconsiderato di tale mezzo. Abbiamo usato i proventi per finanziare la navetta Zizì e decongestionare il centro cittadino, ne allestiremo un’altra. La via Alfredo De Luca potrebbe diventare a senso unico, con la contemporanea creazione di piste ciclabili dal porto a Ischia Ponte, ma serve la collaborazione di tutti, senza le polemiche strumentali di chi si oppone per puro spirito di contraddizione».

Gli ufficiali comandanti delle forze dell’ordine sull’isola d’Ischia. Il tenente della Gdf Gerardo Totaro, il vicequestore della Polizia di Stato Alberto Mannelli, il capitano dei Carabinieri Angelo Pio Mitrione

L’europarlamentare Giosi Ferrandino: progetti congiunti dei Comini per cogliere tutte le oportunità europee

Più volte chiamati in causa durante il dibattito, gli esponenti delle Forze dell’Ordine presenti in sala, dal Capitano Angelo Pio Mitrione dei Carabinieri accompagnato dal Maresciallo Arturo Battello al Tenente Gerardo Totaro della Guardia di Finanza, hanno affidato al Dottor Alberto Mannelli del Commissariato di Polizia l’intervento illustrativo degli sforzi compiuti quotidianamente sulle strade dell’isola. «Diciotto posti di controlli ogni 24 ore, e questo dato riguarda solo polizia, al quale vanno aggiunti quelli dei  Carabinieri e della Guardia di Finanza: nemmeno Kabul, la capitale dell’Afghanistan, è presidiata quanto l’isola. Abbiamo inoltre ottenuto lusinghieri risultati con la “macchina civetta”». In materia di omicidio stradale, il dottor Mannelli ha preliminarmente avvertito che basterebbe rispettare i limiti di velocità per evitare la tragedia: “Invece oggi i guidatori mandano e-mail e Whatsapp mentre sono al volante, in pratica è come guidare bendati”, ha spiegato Mannelli, il quale ha poi illustrato i vari aspetti della norma sull’omicidio stradale e ha anche compiuto una dimostrazione pratica del pre-test alcolico e dell’etilometro.

L’europarlamentare Giosi Ferrandino: progetti congiunti dei Comini per cogliere tutte le oportunità europee

 

Il sindaco di Lacco Ameno. Giacomo Pascale

Da sempre uno dei più convinti sostenitori della necessità di una mobilità alternativa, il sindaco di Lacco Ameno Giacomo Pascale, è stato categorico: «La sicurezza stradale è l’unico, vero, grosso problema dell’isola. Non servono più i palliativi, i vigilini, le strisce blu, i parcheggi. Nel 2001 fu allestito un progetto di mobilità alternativa, ma abbiamo lasciato che si impantanasse, incapaci di trovare la parte di finanziamento mancante per farlo decollare. Adesso dobbiamo fare subito tutto quello che è necessario, applicando tutte le risorse, anche tecnologiche, che sono a disposizione. Non sono d’accordo con Goffredo sul car sharing, che per me costituirebbe un vero cambiamento culturale: dove è applicato, il parco macchine circolante si è ridotto. È necessario passare dalla cultura del possesso a quella dell’uso, e dobbiamo dire basta coi grossi autobus e i mezzi di noleggio con conducente a 9 posti. È ora di pensare anche all’abbattimento dei confini amministrativi per i taxi. Siamo pronti a lavorare a una nuova mobilità sostenibile con l’appoggio della Città Metropolitana».
E di questo anelito verso le sfide che ci attendono si è fatto ancora una volta portavoce il papà di Francesco Taliercio, che ha detto di voler pensare al fratello di Francesco, che rappresenta il presente e il futuro.

Anche il sindaco di Forio, Francesco Del Deo, ha ribadito che bisogna puntare  sulla famiglia e sulla scuola, anzi partendo addirittura dall’asilo, per creare una vera e solida coscienza civica in tema di educazione stradale. Forio ha cominciato ad adottare gli autovelox, e il primo cittadino si è detto pronto a installare, ove consentito, anche una gran quantità di dissuasori. Del Deo ha anche sottolineato la necessità di maggiore sinergia tra le istituzioni, e l’importanza dei controlli, che negli ultimi anni durante le feste di Natale hanno portato a una drastica diminuzione degli incidenti.

Il collega Rosario Caruso, sindaco di Serrara Fontana, ha schematizzato due aspetti: le infrastrutture, e il buon senso di chi le usa: «L’anello stradale è stato costruito tra gli anni ’50 e ’70 per un carico nettamente minore. Successivamente, oltre all’esagerato numero di auto, sono sorti numerosi  varchi che aumentano le occasioni di pericolo.  Servono comunque anche i parcheggi, che in certe zone e visti i vincoli, restano di difficile realizzazione. Dobbiamo quindi agire anche sul senso civico».

Presente insieme al Comandante della Polizia locale di Lacco Ameno, dottor Raffaele Monti, il comandante di Casamicciola Giovanni Mattera ha stigmatizzato la brutta abitudine degli isolani a oltrepassare i limiti di velocità, invocando un aumento dei sistemi di segnaletica e soprattutto di videosorveglianza, che limitano molto la tendenza ad andare veloci. Verso le 13, dopo l’intervento conclusivo del sindaco De Magistris, il convegno si è chiuso, e stavolta non si è trattato soltanto di parole al vento: le risorse ci sono, non resta che rimboccarsi le maniche.

 Tutti i contributi di questo servizio relativo al convegno sulla sicurezza stradale ad Ischia sono dei giornalisti del quotidiano il Golfo e segnatamente di Francesco Ferrandino. Anche le foto a corredo sono de il Golfo. Grazie

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