Politica
Minacce a Calenda sul canale Telegram di Russia Today, solidarietà bipartisan al leader di Azione
Carlo Calenda denuncia minacce comparse sul canale Telegram di Russia Today dopo le sue critiche alla propaganda russa. Solidarietà da Azione, Italia Viva, Noi Moderati e Fratelli d’Italia.
Minacce e insulti contro Carlo Calenda sul canale Telegram di Russia Today riaccendono il dibattito sulle ingerenze russe e sulla propaganda legata a Mosca. Il leader di Azione ha denunciato via social i commenti comparsi sotto un post del canale, respingendo le intimidazioni e rivendicando la propria posizione a sostegno dell’Ucraina.
La denuncia di Calenda
Calenda ha riferito di essere stato preso di mira dopo le sue critiche alle attività di alcuni italiani legati a Russia Today, emittente le cui trasmissioni sono state bloccate nell’Unione europea dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Il Consiglio Ue ha infatti sospeso nel 2022 le attività di radiodiffusione di RT/Russia Today e Sputnik nell’Unione, accusandole di essere strumenti di disinformazione e propaganda del Cremlino.
Il leader di Azione aveva inoltre sostenuto che certe attività andrebbero valutate anche alla luce dell’articolo 241 del codice penale, relativo agli attentati contro l’integrità, l’indipendenza e l’unità dello Stato. Dopo le minacce, Calenda ha risposto con toni duri, dicendo di non essere preoccupato e definendo gli autori dei messaggi “vigliacchi servi russi”.
Azione chiede verifiche sul canale
Dal suo partito è arrivata una presa di posizione compatta. La presidente di Azione Elena Bonetti ha parlato di un segnale della necessità di difendere l’Italia dalle ingerenze russe, accusando una parte della politica italiana di sottovalutare il problema. Il vicesegretario Ettore Rosato ha definito traditori coloro che sostengono RT, mentre il capogruppo alla Camera Matteo Richetti ha annunciato una richiesta al ministero dell’Interno per verificare l’opportunità di intervenire sul canale Telegram.
Solidarietà da più partiti
A Calenda sono arrivati messaggi di solidarietà anche da Italia Viva, Noi Moderati e da esponenti di Fratelli d’Italia. Il presidente del Senato Ignazio La Russa e i ministri Guido Crosetto e Alessandro Giuli hanno condannato ogni forma di intimidazione contro chi partecipa al confronto democratico.
La vicenda conferma quanto il tema della propaganda russa resti sensibile nel dibattito italiano. Al netto dello scontro politico, le minacce rivolte a un rappresentante delle istituzioni segnano un limite che non può essere normalizzato: il confronto sulle posizioni internazionali, anche il più duro, non può trasformarsi in intimidazione personale.
In Evidenza
Manfredi pronto al bis a Napoli: «Il campo largo parta dai problemi, non dalle primarie»
Gaetano Manfredi è pronto a correre per un secondo mandato da sindaco di Napoli. Sul campo largo nazionale chiede un programma comune su salari, sanità, casa e diseguaglianze, senza escludere le primarie.
Gaetano Manfredi è pronto a ricandidarsi alla guida di Napoli per proseguire il lavoro iniziato nel 2021. Il sindaco chiude così la porta a possibili incarichi altrove e indica nel capoluogo campano anche un modello politico per il campo largo nazionale.
«Sono concentrato sulla mia città e voglio continuare il lavoro che stiamo facendo», afferma Manfredi in un’intervista al quotidiano Il Mattino. Napoli, sostiene, sta attraversando una fase di crescita e trasformazione che richiede continuità amministrativa.
La ricandidatura e il modello Napoli
Manfredi ritiene che la coalizione che governa Napoli possa rappresentare un riferimento per il centrosinistra nazionale. Il campo largo partenopeo viene descritto come «molto compatto», perché il confronto tra le diverse forze politiche sarebbe concentrato soprattutto sulle cose da fare e sui problemi concreti della città.
Il sindaco definisce «ottimo» anche il rapporto con il presidente della Regione Campania Roberto Fico, esponente del Movimento 5 Stelle. Un’intesa che, secondo Manfredi, dimostra la possibilità di trovare una sintesi tra culture e sensibilità politiche differenti.
Prima il programma, poi le primarie
Sul piano nazionale, il presidente dell’Anci invita Pd, Movimento 5 Stelle e alleati a partire dai contenuti. Le priorità indicate sono salari, sanità, casa e contrasto alle diseguaglianze.
«I salari bassi sono un’autentica emergenza nazionale», osserva Manfredi. La coalizione, a suo giudizio, deve prima costruire una proposta comprensibile per gli elettori e soltanto dopo affrontare la questione della leadership.
Le divisioni tra Pd e Movimento 5 Stelle non vengono considerate insuperabili. Manfredi ritiene che si arriverà a una proposta condivisa e invita le forze progressiste a utilizzare settembre per definire il programma, anche nell’ipotesi di elezioni politiche anticipate già ad aprile.
Le primarie non vengono escluse. La soluzione preferibile sarebbe un accordo unitario, ma il sindaco sottolinea che non bisogna temere uno strumento di partecipazione popolare. Chi dovesse vincerle, precisa, avrebbe però il compito di rappresentare tutte le componenti del campo largo.
Metropolitana e molo San Vincenzo
Guardando al bilancio amministrativo, Manfredi si dice orgoglioso del lavoro svolto sulla metropolitana. Più complesso il recupero del molo San Vincenzo, sul quale riconosce che si sta procedendo lentamente.
Il Comune punta ora ad accelerare gli interventi con l’obiettivo di rendere disponibile l’area in vista della Coppa America del 2027. Una delle opere sulle quali il sindaco intende misurare la continuità e i risultati di un eventuale secondo mandato.
Frase chiave
Manfredi pronto a ricandidarsi a Napoli
Meta
Gaetano Manfredi annuncia la volontà di ricandidarsi a Napoli e propone il modello partenopeo al campo largo: prima i programmi, poi la leadership.
Riassunto SEO
Gaetano Manfredi è pronto a correre per un secondo mandato da sindaco di Napoli. Sul campo largo nazionale chiede un programma comune su salari, sanità, casa e diseguaglianze, senza escludere le primarie.
Politica
Pozzuoli, Anci chiama i Comuni: «Servono alloggi per le famiglie sfollate»
Il presidente di Anci Campania Francesco Morra raccoglie l’appello del sindaco Luigi Manzoni. Avviato il coinvolgimento dei Comuni per individuare alloggi destinati alle famiglie sfollate di Pozzuoli.
Politica
Meloni-Vannacci, la sfida a destra si gioca su migranti e sicurezza
Secondo il Telegraph, Giorgia Meloni starebbe rafforzando la propria linea su immigrazione e sicurezza anche per contenere Roberto Vannacci. Futuro Nazionale è accreditato di oltre il 7% e potrebbe diventare decisivo per gli equilibri del centrodestra, ma la maggioranza nega qualsiasi cambio di strategia.
Immigrazione, sicurezza e identità nazionale diventano il terreno principale del confronto tra Giorgia Meloni e Roberto Vannacci. Secondo un’analisi pubblicata dal Telegraph, le ultime iniziative della presidente del Consiglio risponderebbero anche alla necessità di contenere la crescita di Futuro Nazionale, il partito fondato dall’ex generale nel febbraio 2026.
Si tratta di una lettura politica respinta dagli esponenti della maggioranza, secondo i quali la linea della premier è coerente con quella seguita dal Governo fin dal suo insediamento. Antonio Tajani ha definito Vannacci «irrilevante» per gli equilibri della coalizione.
Il messaggio con Frederiksen
L’ultimo segnale è arrivato dalla dichiarazione congiunta diffusa da Meloni e dalla premier danese Mette Frederiksen dopo la crisi migratoria di Ceuta. Le due leader hanno ribadito la loro contrarietà all’immigrazione irregolare, sostenendo che il fenomeno possa incidere sulla sicurezza, sui servizi pubblici e sulla fiducia dei cittadini.
Il messaggio è stato pubblicato dopo l’ingresso nell’enclave spagnola di decine di migliaia di migranti provenienti dal Marocco. Meloni continua inoltre a sostenere la creazione in Africa di centri destinati alle persone che non hanno ottenuto il diritto di restare nell’Unione europea, in attesa del rimpatrio.
Nella prospettiva del Telegraph, questa maggiore esposizione sui temi dell’ordine pubblico servirebbe anche a evitare che Vannacci possa presentarsi come l’unico interprete delle posizioni più rigide dell’elettorato di destra.
Futuro Nazionale sopra il 7%
Le rilevazioni pubblicate nelle ultime settimane attribuiscono a Futuro Nazionale un consenso compreso indicativamente tra il 7,1 e il 7,6%. Fratelli d’Italia rimane nettamente il primo partito dell’area conservatrice, con una percentuale intorno al 26-27%, ma la presenza della nuova formazione potrebbe risultare decisiva nella costruzione delle future alleanze.
Alcune simulazioni indicano un vantaggio del centrosinistra qualora Vannacci corresse autonomamente. Un suo accordo con il centrodestra renderebbe invece la coalizione maggiormente competitiva. I sondaggi rappresentano comunque una fotografia del momento e non una previsione del risultato elettorale.
Il manifesto di Futuro Nazionale insiste su sicurezza, identità, famiglia tradizionale e “remigrazione”, termine impiegato per indicare politiche di rimpatrio su larga scala. Vannacci ha inoltre difeso il concetto di “patriarcato mediterraneo” e il ruolo degli “uomini forti” nella società.
I controlli per chi arriva dalla Spagna
Dopo la crisi di Ceuta, l’Italia ha temporaneamente introdotto controlli selettivi sui cittadini non comunitari in arrivo dalla Spagna per via aerea e marittima. Non si è trattato, dunque, di una sospensione generalizzata della libera circolazione per tutti i viaggiatori.
Madrid ha contestato la misura, ricordando che Ceuta non appartiene allo spazio Schengen e che i migranti arrivati nell’enclave non avevano raggiunto la Spagna continentale. Anche una parte dell’opposizione italiana ha giudicato i controlli prevalentemente simbolici e motivati dalla competizione politica interna.
Il Governo sostiene invece che il provvedimento risponda a esigenze di sicurezza e critica la regolarizzazione di centinaia di migliaia di stranieri avviata dalla Spagna senza un preventivo coordinamento europeo.
Il dilemma per il centrodestra
La crescita di Vannacci pone un problema strategico alla maggioranza. Tenerlo fuori da un’eventuale alleanza potrebbe disperdere voti determinanti; coinvolgerlo rischierebbe invece di allontanare gli elettori moderati e di creare tensioni sulla politica estera.
L’ex generale ha infatti espresso posizioni critiche sul sostegno all’Ucraina e più favorevoli al dialogo con Mosca. Un orientamento distante dalla linea euroatlantica costruita da Meloni durante gli anni di governo.
Non è stato convocato alcun voto anticipato, ma la prospettiva di elezioni prima della scadenza naturale della legislatura alimenta già il confronto. La vera partita sarà capire se Futuro Nazionale resterà una forza autonoma oppure entrerà nel perimetro del centrodestra.


