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“Mina Settembre”, la nuova fiction Rai sarà girata tra le meraviglie di Napoli

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Il Lungomare di Napoli con l’imponente Castel dell’Ovo, i quartieri del centro storico con il Rione Sanita’, la Galleria Borbonica, il porto di Mergellina, il Centro Direzionale, gli antichi edifici universitari: il fascino dei luoghi di Napoli diventa protagonista con le oltre 15 location selezionate con il supporto della Film Commission Regione Campania per “Mina Settembre”, la nuova fiction di Rai1 diretta da Tiziana Aristarco con Serena Rossi, Giuseppe Zeno e Giorgio Pasotti, liberamente tratta dai racconti di Maurizio de Giovanni (editi da Sellerio), una coproduzione Rai Fiction – Italian International Film, prodotta da Fulvio e Paola Lucisano, che andra’ in onda su Rai1 in prima visione domenica 17 e lunedi’ 18 gennaio in prime time, e proseguira’ ogni domenica per un totale di 6 serate (12 episodi). Un lavoro di ricerca della Fondazione campana, presieduta da Titta Fiore e diretta da Maurizio Gemma, nell’individuazione delle ambientazioni e nell’agevolazione logistica ed economica del loro utilizzo. Un viaggio emozionante tra i vicoli del Rione Sanita’ con lo storico Palazzo San Felice, il porticciolo di Mergellina, le passeggiate sul lungomare partenopeo con i suoi scorci unici, Castel dell’Ovo e le spiaggette dei pescatori, l’ottocentesca Galleria Borbonica, viadotto sotterraneo che congiunge Palazzo Reale con Piazza Vittoria, e ancora i grattacieli del Centro Direzionale, le Universita’ Federico II, nella sua maestosa sede centrale di Corso Umberto, e il panorama di Villa Doria D’Angri dell’Universita’ Parthenope sulla collina di Posillipo, il Circolo “Reale Yacht Club Canottieri Savoia A.S.D.” immerso nell’antico Borgo Marinari, insieme con l’Ospedale Ascalesi e la Clinica Mediterranea, la Funicolare di Montesanto, e, per l’uso delle attrezzerie, i locali nell’ex base Nato di Bagnoli. “Mina Settembre”, un dramedy sentimentale che ha per protagonista un’assistente sociale alla continua ricerca di una soluzione ai problemi degli altri e che prova a rimettere in piedi anche la propria vita.

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Chiude Sanremo, tra Fiorello-Little Tony e la Vanoni

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Con l’inno di Mameli eseguito dalla Banda della Marina Militare il Festival di Sanremo sceglie un’apertura patriottica per la serata finale di un’edizione difficile, che in un momento drammatico non e’ riuscita a mettersi pienamente in sintonia con il mood del Paese, pagando anche in termini di ascolti. In una citta’ semi deserta, mentre fuori dall’Ariston un gruppetto di partite Iva invoca lavoro, sui social si discute, il festival e’ in testa ai trending topic, impazzano i meme e si moltiplicano gli appelli al voto: scontato l’endorsement di Chiara Ferragni per il consorte Fedez in gara con Francesca Michelin, mentre Can Yaman si schiera con Arisa. Prima della gara, aperta da Ghemon, tocca a Fiorello. Giubbotto di pelle rossa con le frange, lo showman rende omaggio a Little Tony. Poi scherza con Amadeus che ha escluso l’ipotesi di un festival ter (“Ti capisco, perche’ e’ impegnativo, hai un’eta’, ma se non lo fai tu finalmente sto in pace”) e lancia l’anatema sul futuro: “In bocca al lupo a quelli che verranno l’anno prossimo a fare il festival: vi auguro questa platea piena, la galleria piena, il pubblico in mezzo all’orchestra, milioni persone fuori dell’Ariston, ospiti internazionali, ma vi deve andare malissimo, ve lo auguro con tutto il cuore”.

“Ultima cosa. Mi ha chiamato Franceschini, sai che noi della cultura abbiamo la chat, e mi ha chiesto di ricordare che sono i 700 anni di Dante. Mi ha chiesto di leggere qualcosa: ma io le cose le so a memoria, declamo”. Recita l’incipit dell’Inferno, l’ultimo verso del Paradiso e chiosa: “Quello che c’e’ in mezzo ve lo leggete voi perche’ noi abbiamo 26 cantanti”. Nelle gag – in parte pescate dal repertorio – finiscono anche l’incolpevole opera lirica (“si potrebbero dire anche le parolacce, non se ne accorge nessuno”), il balletto (“Il lago dei cigni dura due ore e mezza, il cigno non muore mai”) e le recite scolastiche. Zlatan Ibrahimovic, venuto a commissariare il festival, ha definito la sua squadra: “In attacco Zlatan e Ibrahimovic, a centrocampo Fiorello perche’ serve il fantasista, in difesa l’orchestra perche’ ha difeso con i denti la forza della musica , Ama tu come portiere e come stopper Achille Lauro perche’ cosi’ allo stadio hanno paura. Lauro mi e’ simpatico, volevo fare lo scambio di maglia, ma non si puo’, perche’ e’ sempre nudo”. Il bomber del Milan ripercorre la sua carriera stellare, tra successi e sconfitte, e spiega il senso della sua presenza: “Il fallimento non e’ il contrario del successo, e’ una parte del successo. Fare niente e’ il piu’ grande sbaglio che puoi fare. La cosa piu’ importante e’ fare ogni giorno la differenza, con impegno, dedizione, costanza, concentrazione. Non e’ il mio festival, ne’ quello di Amadeus, ma e’ il vostro, dell’Italia intera, la mia seconda casa”.

Classe e ironia, Ornella Vanoni si prende la scena: “Il pubblico non c’e’, ma l’emozione e’ uguale”. E punzecchia Fiorello: “Ma la tua passione e’ cantare? E’ un festival di musica, se canti anche tu non va bene, noi chi siamo?”. Poi si rivolge agli orchestrali: “Sono piu’ importanti loro del pubblico, magari ne capiscono di piu’. Ma sono stanchi, sfatti”. Al pubblico regala il medley su Una ragione di piu’, La musica e’ finita, Mi sono innamorato di te, Domani e’ un altro giorno, poi duetta con Francesco Gabbani su Un sorriso dentro al pianto. Canta anche Serena Rossi, che dopo il successo di Mina Settembre e’ pronta per il nuovo show La canzone segreta, dal 12 marzo su Rai1, e fa commuovere Ama dedicandogli ‘Io e te’ di Jovanotti. Giovanna Botteri cita L’anno che verra’ di Dalla, poi accenna alla sua esperienza da corrispondente in Cina, quando un anno fa il Paese scopri’ di essere in guerra contro il virus. Achille Lauro per il quadro finale ha scelto la sua C’est la vie, con un omaggio all’orchestra, e stavolta invoca la benedizione di Dio “su tutti noi, esseri umani”.

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Sanremo è diventato rock, vincono i Maneskin

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E’ il rock dei Maneskin con il brano Zitti e buoni a trionfare nella 71/a edizione del Festival di Sanremo. Il gruppo lanciato da X Factor ha battuto in finale la coppia Francesca Michielin e Fedez, secondi con Chiamami per nome, e Ermal Meta, super favorito della vigilia, terzo con Un milione di cose da dirti. ll verdetto, in qualche modo storico perche’ premia un genere che ha frequentato poco l’Ariston, e’ anche frutto di un cast innovativo selezionato da Amadeus per il suo secondo festival.

A Willie Peyote, con ‘Mai dire mai (La locura) e’ andato il Premio della Critica Mia Martini – Sezione Campioni, attribuito dalla Sala Stampa. Colapesce Dimartino con Musica leggerissima hanno conquistato il premio Lucio Dalla, assegnato dalla Sala Stampa Radio-Tv-Web, secondo Ermal Meta, terza Annalisa. Madame ha vinto il premio ‘Miglior testo Sergio Bardotti’ per il brano ‘Voce’, Meta il premio ‘Giancarlo Bigazzi per la miglior composizione musicale’. Si e’ chiusa cosi’ un’edizione difficile del Festival, che in un momento drammatico non e’ riuscita a mettersi pienamente in sintonia con il mood del Paese. Prima della gara, ad aprire la serata e’ stato Fiorello. Giubbotto di pelle rossa con le frange, lo showman ha reso omaggio a Little Tony. Poi ha scherzato con Amadeus che ha escluso l’ipotesi di un festival ter (“Ti capisco, perche’ e’ impegnativo, hai un’eta’, ma se non lo fai tu finalmente sto in pace”) e ha lanciato l’anatema sul futuro: “In bocca al lupo a quelli che verranno l’anno prossimo a fare il festival: vi auguro questa platea piena, la galleria piena, il pubblico in mezzo all’orchestra, milioni persone fuori dell’Ariston, ospiti internazionali, ma vi deve andare malissimo, ve lo auguro con tutto il cuore”.

 

“Ultima cosa. Mi ha chiamato Franceschini, sai che noi della cultura abbiamo la chat, e mi ha chiesto di ricordare che sono i 700 anni di Dante. Mi ha chiesto di leggere qualcosa: ma io le cose le so a memoria, declamo”. Ha recitato l’incipit dell’Inferno, l’ultimo verso del Paradiso e ha chiosato: “Quello che c’e’ in mezzo ve lo leggete voi perche’ noi abbiamo 26 cantanti”. Nelle gag sono finiti anche l’incolpevole opera lirica (“si potrebbero dire anche le parolacce, non se ne accorge nessuno”), il balletto (“Il lago dei cigni dura due ore e mezza, il cigno non muore mai”) e le recite scolastiche. Zlatan Ibrahimovic, venuto a commissariare il festival, ha definito la sua squadra: “In attacco Zlatan e Ibrahimovic, a centrocampo Fiorello perche’ serve il fantasista, in difesa l’orchestra perche’ ha difeso con i denti la forza della musica, Ama tu come portiere e come stopper Achille Lauro perche’ cosi’ allo stadio hanno paura. Lauro mi e’ simpatico, volevo fare lo scambio di maglia, ma non si puo’, perche’ e’ sempre nudo”. Il bomber del Milan ha ripercorso la sua carriera stellare, tra successi e sconfitte, e ha spiegato il senso della sua presenza: “Il fallimento non e’ il contrario del successo, e’ una parte del successo. Fare niente e’ il piu’ grande sbaglio che puoi fare. La cosa piu’ importante e’ fare ogni giorno la differenza, con impegno, dedizione, costanza, concentrazione. Non e’ il mio festival, ne’ quello di Amadeus, ma e’ il vostro, dell’Italia intera, la mia seconda casa”. Classe e ironia, Ornella Vanoni si e’ presa la scena: “Il pubblico non c’e’, ma l’emozione e’ uguale”. E ha punzecchiato Fiorello: “Ma la tua passione e’ cantare? E’ un festival di musica, se canti anche tu non va bene, noi chi siamo?”. Poi si e’ rivolto agli orchestrali: “Sono piu’ importanti loro del pubblico, magari ne capiscono di piu’. Ma sono stanchi, sfatti”. Ha regalato il medley su Una ragione di piu’, La musica e’ finita, Mi sono innamorato di te, Domani e’ un altro giorno, poi il duetto con Francesco Gabbani su Un sorriso dentro al pianto. Ha cantato anche Serena Rossi, che dopo il successo di Mina Settembre e’ pronta per il nuovo show La canzone segreta, dal 12 marzo su Rai1, e ha fatto commuovere Ama dedicandogli ‘Io e te’ di Jovanotti. Giovanna Botteri ha citato L’anno che verra’ di Dalla, poi ha accennato alla sua esperienza da corrispondente in Cina, quando un anno fa il Paese scopri’ di essere in guerra contro il virus. Achille Lauro per il quadro finale ha scelto la sua C’est la vie, con un omaggio all’orchestra, e stavolta ha invoca la benedizione di Dio “su noi, esseri umani”.

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Festival di Sanremo, le pagelle della serata finale coi soliti mattatori Amadeus-Fiorello: è Vanoni il top, Botteri il Flop

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Queste le pagelle della serata finale del festivla di Sanremo:

AMADEUS Non e’ stato un festival facile. Da pensare, da organizzare, da portare a casa. Amadeus ci ha provato e il coraggio va comunque premiato. Ha fatto il suo in una situazione che di normale non aveva proprio niente. Ha gia’ detto no all’Ama-ter. E c’e’ da capirlo. VOTO: 7,5

FIORELLO Colpa degli autori, del clima, della platea vuota, ma Fiore e’ sembrato un po’ scarico e a corto di idee per tutta la settimana. A salvarlo il rapporto indissolubile con Ama. Si capiscono con uno sguardo. Il prossimo Sanremo lo fara’ a 70 anni. Forse. VOTO: 7

ZLATAN IBRAHIMOVIC Da guerriero senza paura a gigante buono. Alla fine i suoi sorrisi sono riusciti a conquistare anche i piu’ scettici. Si e’ messo in gioco e il festival, come ha detto dal primo giorno, e’ diventato (anche un po’) il suo. C’e’ da credere che la tv lo cerchera’ ancora. VOTO: 7

ACHILLE LAURO Il grande boh di questo festival. Troppo cerebrale o troppo sopra le righe? Il suo messaggio (un viaggio anche per immagini nella musica) ha fatto fatica ad arrivare limpido e chiaro. Le scene Pulp fiction (lacrime di sangue e rose infilzate nel petto sanguinante) non hanno aiutato. VOTO: 6,5

SERENA ROSSI La sua voce non ha nulla da invidiare a quelle di molti artisti in gara quest’anno (che hanno accumulato premi alle stonature a go-go). Lo sapevamo gia’, ma lo ha confermato anche stasera, facendo perfino emozionare il soldato Ama, cantando A te di Jovanotti. E’ anche simpatica, che non guasta mai. VOTO: 7,5

ORNELLA VANONI + FRANCESCO GABBANI La domanda, la solita da un po’ di tempo a questa parte, e’: c’e’ o ci fa? Ma a 86 anni le e’ concesso e perdonato tutto. Anche qualche imperfezione nell’esecuzione. Arriva a darle man forte anche Gabbani che le ha scritto l’ultimo pezzo. VOTO: 9

GIOVANNA BOTTERI E il convitato di pietra del festival finalmente si svela. Giovanna Botteri racconta l’inizio della pandemia, quando un anno fa la Cina capi’ di essere in guerra. “Ce la faremo, sono sicura”, incita. Il problema e’ capire il senso della sua presenza all’Ariston. VOTO: 5

UMBERTO TOZZI La musica italiana, quella da karaoke prima e da standing ovation poi. Peccato che nel teatro vuoto non si verifichi ne’ l’uno ne’ l’altra (a rimediare passa una di quelle del passato). Con il medley Ti amo-Stella stai-Tu-Gloria e’ un passato negli anni ’70 e ’80. VOTO: 9 (che sale a 10 per l’impegno fattivo nei confronti dei suoi musicisti).

FOGLI – ZARRILLO – VALLESI Ma perche’ farli uscire alle due di notte passate? Dovrebbe essere un omaggio a loro e alla musica italiana, finiscono a fare i tappabuchi, in attesa del nome del vincitore del festival. VOTO (per la pazienza – la loro): 7

DARDUST A Dario Faini va ancora peggio dei suoi colleghi… Sono le 2.19 quando si siede al pianoforte. Per fortuna lui il suo Sanremo l’ha gia’ vinto con i cinque brani che firma tra quelli in gara. VOTO: 7

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