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“Mille colori per un rombo”, il piatto di Chef Palamaro è un connubio di colori e mondi diversi

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Vivo in un luogo dove di colori potrei parlare per ore: Ischia isola verde. Potrei partire nel parlare del suo fascinoso verde che si differenzia per decine di sfumature: dai bellissimi boschi folti  di pini e castagni che ricoprono le nostre colline, alle  numerose piantagioni  di Biancolella;  si, avete letto bene: Biancolella!

Ischia è un luogo dove l’enologia ha una storia millenaria, ed i colori delle sue foglie passano  dal verde in piena primavera al marroncino d’autunno, ratificandosi quale emblema di ricchezza per tutta l’estate. L’isola è anche il verde dell’acqua marina che  si può ammirare  dopo una mareggiata;  i colori dell’alba che, dal monte Epomeo di  prima mattina,  è un idillio per gli occhi,   invito a tutti voi lettori di andare almeno una volta nella vita, di prima mattina, a  san Nicola, una  località nella zona del monte Epomeo,  e portare con se un buon e profumatissimo cornetto ischitano: vi godrete i meravigliosi colori dell’alba che risvegliano il cuore e l’anima.

Come molti sapranno, l’isola è composta da 6 comuni e questi sono  molto diversi tra loro, anche in termini di colori e di paesaggi. L’alba, ad esempio, rende protagonista il comune di Ischia mentre il tramonto diviene davvero emblematico ed intenso nella sua manifestazione nel comune di Forio (invito a tutti i lettori, soprattutto i più romantici, a concedersi un aperitivo almeno una volta nella vita al tramonto di Forio).

Da ogni mia parola è sicuro trapelato il fatto che sono letteralmente innamorato di quest’isola. Difatti lo sono, dell’isola in genere e del suo mare in particolare. Quest’ultimo è manifestazione del mio colore preferito che mai ti stancheresti a guardarlo. Un colore che esprime vita, perché espressione di un elemento sempre in movimento e ne racconta quotidianamente la sua grandezza e bellezza.

Proprio per omaggiare la sua grande bellezza, qualche anno fa ho ideato un piatto raccontando quella fusione dei suoi colori con quelli altrettanto vasti  della terra che circonda. L’ho fatto pensando anche ad un’evocazione dei numerosi ed illustri personaggi che ospita durante le sue soleggiate stagioni. Tanti sono infatti i maestri di vita che hanno fatto dell’Ischia meta delle loro vacanze. Tra questi vi è stato lo stilita Missoni al quale mi sono ispirato vedendo la celebre trama sui tessuti di un suo capo in una vetrina di un negozio di abbigliamenti sulla via dello shopping qui ad Ischia. 

Per la realizzazione del piatto, sono partito utilizzando un pescato che, tendenzialmente, vive insabbiato sotto i fondali marini, mimetizzandosi con lo stesso colore della sabbia: il rombo. Di base, dunque, la materia prima aveva poco a che fare con i colori. Da qui l’impegno di lavorarlo decorandolo con tutte le nuance della  mia terra passando attraverso l’estrazione disidratata di erbe, radici , cortecce e bacche che raccolgo quotidianamente nei boschi dell’isola.  

Ecco dunque che da questo connubio di colori e mondi diversi, è nato  Mille colori per un rombo”.                

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Una colomba al limone di Procida, l’omaggio del Maestro Alessandro Slama alla capitale della cultura

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Che cosa ci può essere di più celebrativo dei limoni famosi in tutto il mondo, quelli che crescono sull’isola di Procida? Buccia doppia, profumo inconfondibile, sapore forte e dolce insieme: i limoni ‘pane’ come li chiamano perchè hanno tanto bianco sotto la scorza. Sono finiti nella colomba di Alessandro Slama, Ischia Pane, già campione del mondo con il suo panettone e fresco entrato nell’Accademia dei maestri del lievito madre.

 

Una colomba dedicata a Procida nell’anno in cui diventa la capitale della cultura, un omaggio a tutti gli amanti della fragranza dei limoni. Ma Alessandro con la figlia Annamaria non si è fermato alla colomba al limone ed ha celebrato altri sapori di Napoli e del suo golfo: la colomba alla mela annurca, altra specificità del territorio campano, al caffè, vero rito napoletano, all’albicocca, quella saporita  che cresce solo sul Vesuvio, la ‘cresommola’. Connubi d’autore piacevoli al gusto, per tutti, grandi e piccini.

 

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Moda, per l’estate tanto colore, piume e Anni ’60

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È giunto il momento di prepararsi alla bella stagione. Come ci vestiremo in questa primavera-estate 2022? Ecco 4 consigli per essere alla moda:

I colori protagonisti di queste stagioni come abbiamo potuto notare nelle sfilate di moda di questi ultimi periodi sono: rosa, verde, azzurro, giallo e viola. Resistono anche i toni caldi della sabbia e della terra.

Grinta carriera e forza: tre parole per descrivere la donna alla moda di oggi. Con il suo completo monocromatico blazer e pantaloni. Questo total look è uno di quelli preferiti dalle star, come la bellissima Zendaya in Versace.

Zendaya in Versace

Tra i motivi della moda che si ritrovano sui social come Tik Tok e Instagram ci sono le piume. Non indossate in modo teatrale bensì sobrio e casual, le ritroviamo sull’orlo di capi minimal, per aggiungere un tocco di originalità ed eleganza.

Fra i trend di questa primavera-estate ci sono gli anni ’60, con minigonne, cappottini in colori pastello e ‘slingback’. Come abbiamo potuto notare dalle sfilate di Dior, Moschino e Chanel.

 

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Nasce l’Accademia del Caffè Napoletano per valorizzare e promuovere un rito famoso nel mondo

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Nasce nel capoluogo partenopeo l’Accademia del Caffè Napoletano volta a formare, attraverso corsi disciplinari, cultori della materia per favorire lo sviluppo di nuovi posti di lavoro nel settore oltre che valorizzare e promuovere il rito del caffè.

Perché Napoli sicuramente è una delle città più famose e apprezzate in Italia e nel Mondo per la qualità del caffè, oggetto alla candidatura come Patrimonio Unesco: una bevanda che ha acquisito un significato sociale per la sua capacità intrinseca di regalare momenti di benessere e convivialità. Per non parlare degli aspetti del caffè, evidenziati negli ultimi anni, sempre più legati allo sviluppo sostenibile, alla tutela dell’ambiente, alla preservazione degli ecosistemi. Tradizione che sposa l’innovazione.

Alla Mostra d’Oltremare la presentazione del progetto con coloro che ne hanno delineato le linee guida: Massimiliano Quintiliani, Presidente dell’Accademia Medeaterranea, Vincenzo Borrelli, Amministratore di Sire Academy e Direttore della nuova Accademia e Mario De Rosa, Direttore Marketing e Comunicazione di Caffè Borbone. Inoltrec’ è la disponibilità da parte del direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, Antonio Limone ad affiancare l’iniziativa: proprio sul caffè e sulle sue qualità l’Istituto Zooprofilattico grazie al Direttore Limone ha fatto numerose, importanti ricerche.

Partiranno già a febbraio le prime lezioni negli spazi della Mostra accreditati dalla Regione Campania della Sire Ricevimenti, grazie alla collaborazione – appunto – tra l’associazione Medeaterranea (specializzata in attività di divulgazione scientifica, ricerca, formazione e valorizzazione del settore agroalimentare e della cultura enogastronomica) e Caffè Borbone. Corsi a numero chiuso organizzati in tre livelli, aperti a chiunque volesse specializzarsi o entrare nel mondo del lavoro, ma anche a semplici appassionati. I primi due comprendono lezioni teorico-pratiche di base, il terzo più specifico e avanzato: nel complesso una buona occasione per chi è già introdotto nel settore alberghiero e vuole approfondire la materia, ma anche per coloro che intendono avvicinarsi al mondo del caffè per la prima volta.

L’origine del caffè, la storia, il valore sociale con la tradizione del rito. E ancora: la differenza tra “arabica” e “robusta”, dritte su gusto, qualità e sicurezza. Aspetti anche pratici con visite nell’azienda produttrice partner per seguire i vari processi. E infine: nozioni legate al marketing, alle tecniche sensoriali e all’analisi dei consumi relativi al caffè.

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