Collegati con noi

In Evidenza

Milano Cortina 2026, Olimpiadi oltre i 6 miliardi: costi, sponsor e ritorno economico atteso

Le Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026 superano i 6 miliardi di euro di costi. Analisi di Standard & Poor’s su investimenti, sponsor e ritorno economico per l’Italia.

Pubblicato

del

Le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 supereranno i 6 miliardi di euro di costi complessivi. Una cifra elevata che, secondo gli analisti, non desta particolare sorpresa né allarme. A mettere in ordine i dati è stata l’agenzia di rating Standard & Poor’s, che sottolinea come il quadro resti parziale: solo nel 2032, con la chiusura degli ultimi cantieri, sarà possibile valutare pienamente l’eredità infrastrutturale e l’impatto sociale dell’evento.

Inflazione, infrastrutture e contesto macroeconomico

L’aumento dei costi è legato in parte allo shock inflazionistico del biennio 2022-2023 e a un contesto macroeconomico complesso, segnato dalla guerra in Ucraina e dalle tensioni commerciali globali. A incidere sono stati anche nuovi progetti infrastrutturali, che hanno richiesto ulteriori risorse e un rafforzamento della liquidità, convogliata attraverso il commissario alle infrastrutture e non direttamente dalla Fondazione Milano Cortina.

Opere e cantieri sul territorio

Il piano delle opere supera i 4 miliardi di euro, mentre poco meno di 2 miliardi riguardano i costi sostenuti dalla Fondazione per l’organizzazione dei Giochi “diffusi”. I dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti indicano oltre 3,5 miliardi di investimenti complessivi, con 340 imprese coinvolte e 98 interventi destinati a restare sui territori: 47 impianti sportivi e 51 infrastrutture di trasporto.

I conti di Simico e le scelte sugli impianti

L’agenzia di rating ha analizzato anche i conti di Simico. Per lo sliding center “Eugenio Monti” di Cortina il costo stimato è di circa 132 milioni di euro, mentre la parziale ricostruzione dello stadio del salto di Predazzo, in Trentino-Alto Adige, è valutata in 92 milioni. La scelta del quartiere fieristico di Milano per alcune gare indoor è stata considerata più economica rispetto alla costruzione di nuovi impianti. Il villaggio olimpico di Cortina costa circa 40 milioni, quello di Milano 140 milioni, mentre l’Arena Santa Giulia arriva a 250 milioni, in larga parte finanziati da privati.

Sponsor e contributi internazionali

La maggior parte dei costi operativi passa attraverso la Fondazione, il cui ultimo bilancio ammonta a 1,7 miliardi di euro. I contributi del Comitato Olimpico Internazionale, legati soprattutto a diritti tv e sponsorizzazioni internazionali, coprono quasi il 60% dei costi preventivati. Tra i partner mondiali figurano Coca-Cola, Airbnb, Omega e Procter & Gamble.

I partner italiani e gli investimenti domestici

Sugli accordi domestici, l’obiettivo dei 500 milioni di euro sarebbe stato superato grazie a 54 brand italiani. Tra i Premium Partner figurano Enel, Eni, Ferrovie dello Stato Italiane, Intesa Sanpaolo, Poste Italiane, Leonardo, Salomon e Stellantis. FS investe circa 650 milioni per stazioni e rete ferroviaria, mentre Enel ha previsto 47 milioni per la distribuzione elettrica.

Biglietti, diritti tv e ritorno economico

Il resto delle entrate arriverà dalla vendita dei biglietti: gli organizzatori stimano circa due milioni di spettatori dal vivo e tre miliardi di spettatori globali. I diritti televisivi, assegnati a Warner Bros. Discovery e all’European Broadcasting Union fino al 2032, valgono circa 400 milioni di euro. Finora risultano venduti 900 mila biglietti sulla piattaforma e 300 mila assegnati agli sponsor.

Le stime sul beneficio per l’Italia

Secondo il ministro Matteo Salvini, l’investimento porterà un ritorno superiore ai costi sostenuti. Una valutazione condivisa anche da uno studio di Banca Ifis, secondo cui Milano Cortina 2026 genererà un valore economico complessivo di 5,3 miliardi di euro per l’Italia.

Advertisement

Esteri

Iran-Usa, Vance: “Nessuna svolta a Ginevra, opzione militare resta sul tavolo”

Il vicepresidente Usa JD Vance afferma che nei colloqui di Ginevra l’Iran non ha accolto le richieste chiave di Washington sul nucleare. Resta aperta l’opzione militare.

Pubblicato

del

Nei colloqui tra Stati Uniti e Iran svoltisi a Ginevra non sarebbe emersa alcuna svolta sostanziale.

Lo ha dichiarato il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance, sottolineando che Teheran non avrebbe recepito le richieste fondamentali avanzate da Washington.

Due settimane per colmare le distanze

Dopo l’incontro, gli Stati Uniti hanno comunicato di essere disposti a concedere all’Iran due settimane per colmare le lacune ancora esistenti tra le parti.

Secondo quanto riferito da fonti vicine ai negoziati, prima del vertice Teheran avrebbe indicato una disponibilità a compromessi su alcuni aspetti del proprio programma nucleare, incluso il trasferimento all’estero dell’uranio quasi idoneo alla produzione di armi.

Le linee rosse di Washington

Martedì sera, in un’intervista a Fox News, Vance ha spiegato che, pur essendo stato concordato un nuovo incontro, non si è giunti a un’intesa sulle cosiddette “linee rosse” fissate dal presidente Donald Trump.

Gli Stati Uniti chiedono all’Iran di porre fine all’arricchimento dell’uranio, elemento centrale del programma nucleare iraniano. La Casa Bianca teme che tale attività possa consentire a Teheran di acquisire la capacità di costruire un’arma nucleare.

Opzione militare non esclusa

Vance ha aggiunto che, in assenza di progressi concreti, l’opzione militare resta una possibilità, senza fornire ulteriori dettagli.

Il confronto resta aperto e le prossime settimane saranno decisive per verificare se i colloqui potranno evolvere verso un’intesa o se prevarrà un irrigidimento delle posizioni.

Continua a leggere

Esteri

New York, il sindaco Mamdani propone aumento del 9,5% della tassa sulla proprietà

Il sindaco di New York Zohran Mamdani propone un aumento del 9,5% della tassa sulla proprietà per colmare un deficit di 5,4 miliardi di dollari.

Pubblicato

del

Il sindaco di New York City, Zohran Mamdani, ha proposto un aumento del 9,5% dell’imposta sulla proprietà, definendolo una “ultima spiaggia” nel caso in cui non riesca a ottenere dalla governatrice Kathy Hochul un incremento delle imposte sul reddito per i contribuenti più abbienti.

La misura riguarderebbe oltre 3 milioni di abitazioni unifamiliari, cooperative e condomini, oltre a più di 100.000 edifici commerciali.

Un bilancio da 127 miliardi di dollari

La proposta è contenuta nel piano di spesa preliminare presentato da Mamdani, il primo da quando è diventato sindaco. Il bilancio ammonta a 127 miliardi di dollari ed entrerà in vigore il primo luglio, dopo la fase di revisione e trattativa con il Consiglio comunale.

Si tratta di un incremento rispetto all’attuale piano di spesa da 122 miliardi di dollari.

Il nodo del deficit e lo scontro con l’ex sindaco

Secondo Mamdani, l’aumento delle entrate sarebbe necessario per coprire un disavanzo di 5,4 miliardi di dollari, attribuito a imprecisioni nella stesura del bilancio da parte del suo predecessore, Eric Adams.

Adams ha però respinto l’accusa, sostenendo di aver lasciato all’amministrazione successiva oltre 8 miliardi di dollari in riserve.

Il confronto tra le due versioni si inserisce in un dibattito politico più ampio sulle politiche fiscali della città e sulla sostenibilità della spesa pubblica in uno dei principali centri economici mondiali.

Continua a leggere

Esteri

Guerra in Ucraina, Witkoff: “Progressi significativi nei colloqui tra Kiev e Mosca”

L’inviato Usa Steve Witkoff parla di progressi significativi nei colloqui tra Ucraina e Russia a Ginevra nell’ambito dell’iniziativa guidata da Washington.

Pubblicato

del

I colloqui tra Ucraina e Russia, in corso a Ginevra, avrebbero registrato “progressi significativi” nell’ambito dell’iniziativa guidata dagli Stati Uniti per porre fine alla guerra.

A dichiararlo è stato Steve Witkoff, inviato statunitense impegnato nella mediazione, mentre le delegazioni si preparavano a un secondo giorno di negoziati.

Le parole dell’inviato statunitense

In un messaggio pubblicato sulla piattaforma X, Witkoff ha affermato che il coinvolgimento del presidente Donald Trumpnel riunire le parti avrebbe contribuito a risultati concreti.

Secondo quanto riferito, entrambe le delegazioni avrebbero concordato di aggiornare i rispettivi leader sugli sviluppi emersi durante gli incontri e di proseguire il lavoro diplomatico con l’obiettivo di arrivare a un’intesa.

Il contesto della mediazione americana

L’iniziativa si inserisce nel quadro degli sforzi internazionali per fermare il conflitto iniziato nel 2022. Al momento non sono stati resi noti dettagli specifici sui contenuti dei presunti progressi né su eventuali bozze di accordo.

Le trattative restano in corso e l’evoluzione dei colloqui dipenderà dalle decisioni politiche che verranno assunte nelle rispettive capitali.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto