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Milan, la ricostruzione passa da Rangnick: Inter su Martinez, Roma-Dybala verso il rinnovo

Il Milan cerca il nuovo direttore tecnico e aspetta la risposta di Ralf Rangnick, mentre per la panchina resta caldo il nome di Oliver Glasner. L’Inter lavora al futuro con Chivu e valuta Emiliano Martinez. Roma ottimista per il rinnovo di Dybala, Davide Ancelotti riparte dal Lille.

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Dopo aver smontato gran parte dell’assetto tecnico, il Milan deve ora ricostruire. Il primo nodo riguarda la direzione sportiva e tecnica. Il nome più forte resta quello di Ralf Rangnick, tornato prepotentemente nei pensieri rossoneri dopo i contatti delle ultime settimane e l’incontro di Vienna con Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic.

Il dirigente tedesco non ha ancora sciolto la riserva. La risposta è attesa a breve, anche perché la nazionale austriaca, che lo considera ancora un punto di riferimento, non vorrebbe perderlo. Per il Milan sarebbe una scelta forte: Rangnick non rappresenterebbe soltanto un dirigente, ma un modello di club, con poteri ampi sulla costruzione della squadra e sulla linea tecnica.

Glasner resta tra i nomi caldi per la panchina

Parallelamente resta aperta la partita dell’allenatore. Tra i profili seguiti c’è Oliver Glasner, tecnico austriaco reduce dal successo in Conference League con il Crystal Palace.

Il suo nome piace perché unisce organizzazione, esperienza internazionale e capacità di valorizzare il gruppo. Per il Milan, però, prima ancora della panchina, resta decisivo definire la struttura tecnica: chi comanda il progetto, con quali poteri e con quale linea di mercato.

Inter, futuro più chiaro: Chivu verso il rinnovo

Molto più lineare appare la situazione dell’Inter. Il club nerazzurro programma il futuro partendo dalla conferma di Cristian Chivu, destinato al rinnovo dopo una stagione che ha consolidato la sua posizione.

Sul mercato, il tema principale riguarda la porta. Tramontata la pista Guglielmo Vicario, torna d’attualità il nome di Emiliano Martinez, portiere argentino dell’Aston Villa. Profilo esperto, personalità forte, campione del mondo con l’Argentina e reduce da una stagione europea di alto livello.

L’operazione, però, resta complessa per costi, ingaggio e volontà dell’Aston Villa.

Como in Champions, Ludi non cambia metodo

Il Como continua a ragionare con la propria identità. Il direttore sportivo Carlalberto Ludi, dopo il rinnovo fino al 2031 di Lucas Da Cunha, ha spiegato che il club non intende modificare il proprio metodo solo per rispondere alle esigenze regolamentari.

La qualificazione alla prossima Champions impone maggiore attenzione al mercato italiano e alle liste Uefa, ma il Como non vuole forzare acquisti non coerenti con il proprio stile di gioco. La linea resta quella già tracciata: cercare calciatori funzionali, anche all’estero, senza snaturare il progetto tecnico.

Lazio, tanti contratti da sistemare

In casa Lazio il mercato passa anche dalle scadenze. Sono nove i giocatori con situazioni contrattuali da definire. Sul mercato ci sono Lazzari, Pellegrini e Cancellieri, mentre la società vorrebbe trattenere Provedel, Gila, Romagnoli e Gigot.

La Lazio dovrà intervenire con equilibrio, evitando di perdere valore tecnico ma anche alleggerendo una rosa che ha bisogno di essere rinnovata.

Roma, ottimismo per Dybala

Alla Roma cresce l’ottimismo per il rinnovo di Paulo Dybala, in scadenza il 30 giugno. La volontà di proseguire c’è da entrambe le parti, ma servirà un’intesa economica diversa rispetto all’attuale contratto.

Il nodo principale resta l’ingaggio. Dybala dovrà accettare una riduzione, mentre il club vuole evitare di perdere a parametro zero uno dei giocatori più tecnici e riconoscibili della rosa.

Sul fronte entrate, il Nottingham Forest ha offerto 15 milioni di euro per Jan Ziolkowski, difensore centrale polacco. La Roma ne chiede tra 20 e 25.

Palestra si sente pronto per il salto

Dal ritiro della nazionale ha parlato anche Marco Palestra, esterno messosi in luce nel Cagliari ma di proprietà dell’Atalanta e finito nel mirino dell’Inter.

“Mi sono sempre sentito pronto”, ha detto il giocatore, spiegando che la stagione da titolare gli ha dato fiducia ed esperienza. Palestra si considera pronto per un grande club, anche se il suo futuro dipenderà dalle valutazioni dell’Atalanta e dalle eventuali offerte.

Parma vicino al riscatto di Cremaschi

Il Parma è vicino al riscatto di Benjamin Cremaschi dall’Inter Miami per circa quattro milioni di euro. L’attaccante classe 2005 ha collezionato nove presenze tra Serie A e Coppa Italia, mostrando margini interessanti.

Il club emiliano sembra intenzionato a investire sul giovane, considerandolo un profilo utile per il futuro e non solo una soluzione di rotazione.

Panchine, intreccio tra Torino, Sassuolo e Fiorentina

Restano in movimento anche diverse panchine di Serie A. Le situazioni di Torino e Sassuolo sembrano collegate. Il club neroverde valuta le alternative in caso di addio di Fabio Grosso, che piace alla Fiorentina.

Per sostituirlo il Sassuolo guarda ad Alberto Aquilani, profilo seguito anche dal Torino. I granata valutano inoltre Ignazio Abate per il dopo D’Aversa. È una partita ancora aperta, nella quale le scelte di un club possono produrre un effetto domino sugli altri.

Davide Ancelotti riparte dal Lille

All’estero arriva una notizia ufficiale: Davide Ancelotti è il nuovo allenatore del Lille. Il figlio e collaboratore di Carlo Ancelotti, oggi commissario tecnico del Brasile, comincia così una nuova tappa della sua carriera da tecnico.

Il club francese ha scelto il 36enne per sostituire Bruno Genesio, preferendolo in una rosa di candidati nella quale erano stati valutati anche Stefano Pioli e Thiago Motta.

Per Davide Ancelotti è una grande occasione: una panchina importante in Ligue 1, con la possibilità di costruire un’identità autonoma dopo anni vissuti accanto al padre nei grandi club europei.

Il mercato entra nella fase delle scelte

La settimana può diventare decisiva soprattutto per il Milan. La risposta di Rangnick indirizzerà tutta la ricostruzione rossonera. L’Inter, invece, lavora su pochi innesti mirati e sulla continuità tecnica. Roma e Lazio devono sciogliere nodi contrattuali pesanti, mentre Como e Parma provano a consolidare progetti in crescita.

Il mercato è ancora nella fase delle intenzioni, ma alcune linee sono già visibili: più attenzione ai dirigenti, più peso alle panchine, più prudenza sugli ingaggi e una corsa sempre più serrata ai profili giovani e sostenibili.

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Processo Maradona, lite furiosa tra gli avvocati: udienza sospesa e intervento della sicurezza

Alta tensione al processo per la morte di Diego Armando Maradona. Gli avvocati Fernando Burlando e Francisco Oneto si sono affrontati tra insulti e minacce durante la deposizione di un testimone. Il giudice ha sospeso l’udienza e ammonito entrambi i legali.

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Alta tensione nell’aula del tribunale di San Isidro, nella provincia di Buenos Aires, dove è in corso il nuovo processo sulla morte di Diego Armando Maradona. Un acceso scontro tra due avvocati ha costretto il giudice a sospendere temporaneamente l’udienza e a richiedere l’intervento del personale di sicurezza.

Protagonisti del diverbio sono stati Fernando Burlando, legale che rappresenta le figlie Dalma e Giannina Maradona, e Francisco Oneto, difensore del neurochirurgo Leopoldo Luque, uno dei principali imputati.

La deposizione e i continui «non ricordo»

La tensione è esplosa durante la testimonianza di un uomo che, sollecitato dalle domande della parte civile, avrebbe risposto ripetutamente di non ricordare circostanze considerate rilevanti.

Burlando ha manifestato apertamente la propria insofferenza per la reticenza del testimone. Ne è nato un duro confronto con Oneto, che ha contestato le modalità dell’interrogatorio e la condotta del collega.

Dagli scambi verbali si è rapidamente passati agli insulti e alle minacce. Secondo le ricostruzioni dei media argentini, uno dei legali avrebbe urlato «cretino, vieni fuori», ricevendo come risposta l’appellativo di «pagliaccio».

Lo scontro prosegue fuori dall’aula

Il tribunale ha disposto una pausa nel tentativo di ristabilire l’ordine, ma il confronto sarebbe proseguito anche nei corridoi del palazzo di giustizia.

I due avvocati sarebbero arrivati quasi al contatto fisico, rendendo necessario l’intervento degli addetti alla sicurezza per separarli. Successivamente sono stati convocati e ammoniti dai giudici, che hanno prospettato una possibile espulsione dal processo qualora si verificassero nuovi episodi simili.

Il dibattimento è ripreso dopo oltre un’ora, in un clima rimasto comunque molto teso.

Sette sanitari sotto processo

Il procedimento, iniziato nuovamente nell’aprile 2026 dopo l’annullamento del primo dibattimento, riguarda sette componenti dello staff sanitario che assistette Maradona durante il ricovero domiciliare successivo all’intervento chirurgico per la rimozione di un ematoma subdurale.

Tra gli imputati figurano il neurochirurgo Leopoldo Luque, la psichiatra Agustina Cosachov e altri professionisti coinvolti nell’organizzazione e nella gestione dell’assistenza. Sono accusati di omicidio con dolo eventuale, contestazione che dovrà essere valutata dal tribunale nel pieno rispetto della presunzione di innocenza.

L’accusa: «Un’indifferenza letale»

Maradona morì il 25 novembre 2020, a sessant’anni, nella casa di Tigre dove era stato trasferito dopo l’operazione. Secondo l’accusa, le condizioni dell’ex capitano del Napoli sarebbero progressivamente peggiorate senza che venisse disposto il trasferimento in una struttura adeguatamente attrezzata.

Nella presentazione del caso, i pubblici ministeri hanno descritto il ricovero domiciliare come segnato da gravi carenze, sostenendo che Maradona avrebbe mostrato segnali critici molte ore prima della morte e che un intervento tempestivo avrebbe potuto salvarlo.

Si tratta della tesi dell’accusa, contestata dalle difese e ancora sottoposta all’esame del tribunale.

Il nuovo processo dopo lo scandalo del 2025

Il primo processo era stato annullato nel maggio 2025 dopo lo scandalo che aveva coinvolto la giudice Julieta Makintach, accusata di avere partecipato senza autorizzazione alla realizzazione di una produzione audiovisiva sul procedimento.

Il nuovo dibattimento è ripartito da zero davanti a un diverso collegio giudicante. Dopo quattro mesi di deposizioni, il processo si avvicina alle sue fasi conclusive, ma lo scontro tra gli avvocati conferma il clima estremamente acceso nel quale si sta cercando di accertare la verità sulle ultime ore di Diego Armando Maradona.

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Mondiali 2026, la Spagna vola in finale: Francia battuta 2-0, Yamal trascina le Furie Rosse

La Spagna conquista la finale della Coppa del Mondo battendo 2-0 la Francia a Dallas. Decisivi Oyarzabal su rigore e Pedro Porro nella ripresa. Lamine Yamal è ancora protagonista, mentre la squadra di De la Fuente raggiunge la finale con il record di 37 partite consecutive senza sconfitte.

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La Spagna torna a giocarsi il titolo mondiale sedici anni dopo l’ultima volta. Nella prima semifinale della Coppa del Mondo 2026, disputata a Dallas davanti a oltre 70 mila spettatori, la nazionale di Luis de la Fuente supera con autorità la Francia per 2-0, conquistando con pieno merito l’accesso alla finale.

A decidere l’incontro sono il rigore trasformato da Mikel Oyarzabal nel primo tempo e il raddoppio del difensore Pedro Porro nella ripresa. Ma il volto della serata è ancora una volta Lamine Yamal, imprendibile per la difesa francese e protagonista dell’azione che ha sbloccato il match.

Yamal illumina, Oyarzabal non sbaglia

La Spagna parte con il consueto possesso palla, mentre la Francia prova ad aggredire alta. I Bleus si rendono pericolosi nei primi minuti con Barcola e Mbappé, ma senza riuscire a impensierire realmente Unai Simón.

La svolta arriva al 20′. Yamal anticipa Digne su un pallone in area e viene colpito in ritardo dal difensore francese. L’arbitro indica il dischetto e Oyarzabal trasforma con freddezza il rigore dell’1-0, firmando il suo quinto gol nel torneo.

La rete mette definitivamente la partita sui binari preferiti dagli spagnoli, che continuano a gestire il possesso e sfiorano il raddoppio prima dell’intervallo.

Francia senza idee, Pedro Porro chiude i conti

Nella ripresa Didier Deschamps prova a cambiare volto alla squadra con alcune sostituzioni, ma la Francia continua a soffrire il palleggio delle Furie Rosse.

Il colpo del definitivo 2-0 arriva al 58′. Pedro Porro dialoga con Dani Olmo, si inserisce nell’area francese e batte Maignan con una conclusione potente e precisa.

La Spagna controlla senza particolari affanni. Yamal trova anche la rete del possibile 3-0, annullata per fuorigioco, mentre Mbappé resta l’unico a tentare una reazione per una Francia apparsa irriconoscibile rispetto alle precedenti uscite del torneo.

De la Fuente eguaglia il record dell’Italia di Mancini

Con questo successo, la nazionale iberica raggiunge la finale mondiale confermando il suo straordinario momento di forma. Luis de la Fuente arriva infatti a 37 partite consecutive senza sconfitte, eguagliando il primato stabilito dall’Italia di Roberto Mancini.

Il commissario tecnico raccoglie i frutti di un progetto tecnico fondato sul possesso palla, sull’intensità e sull’esplosione di una nuova generazione di talenti, guidata proprio da Lamine Yamal.

Ora la finale

Per la Spagna sarà la prima finale mondiale dopo il trionfo del 2010 in Sudafrica. Gli iberici attendono ora di conoscere l’avversaria che uscirà dalla seconda semifinale tra Argentina e Inghilterra.

Per la Francia, invece, termina una corsa che alla vigilia sembrava poter portare fino all’ultimo atto. Mbappé e compagni escono dal torneo senza riuscire a esprimere il calcio brillante mostrato nei turni precedenti, neutralizzati dalla superiorità tecnica e tattica di una Spagna che si conferma una delle grandi protagoniste del calcio mondiale.

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Inghilterra-Argentina, Tuchel elogia Messi ma avverte: «Siamo pronti, giocheremo secondo il nostro stile»

Thomas Tuchel riconosce il ruolo decisivo di Lionel Messi alla vigilia della semifinale mondiale tra Inghilterra e Argentina, ma rivendica l’ambizione e la forza della sua squadra: «Non ci accontentiamo, siamo pronti».

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Thomas Tuchel riconosce la grandezza di Lionel Messi, ma assicura che l’Inghilterra non affronterà la semifinale mondiale contro l’Argentina con timore reverenziale.

Alla vigilia di una delle partite più attese dei Mondiali 2026, il commissario tecnico inglese ha definito il capitano argentino un calciatore «incredibile», capace di diventare il leader e l’uomo più importante di qualsiasi squadra nella quale giochi.

Tuchel: «Messi è il leader, ma siamo pronti»

«È il leader e il giocatore più importante in qualsiasi squadra giochi, ma noi siamo pronti», ha dichiarato Tuchel.

Il tecnico ha riconosciuto che l’Argentina presenta numerosi elementi capaci di creare preoccupazione, ma ha ribadito che l’Inghilterra non intende modificare la propria identità per contenere esclusivamente Messi.

«Siamo qui per giocare secondo il nostro stile e puntare sui nostri punti di forza», ha spiegato l’allenatore, sottolineando la fiducia nelle qualità tecniche e mentali della sua squadra.

«Nessuno si accontenta»

Tuchel ha insistito soprattutto sull’ambizione del gruppo inglese, arrivato alla semifinale con l’obiettivo di conquistare la prima finale mondiale della nazionale dopo sessant’anni.

«I giocatori sono ambiziosi. Nessuno si accontenta», ha affermato il commissario tecnico. Un atteggiamento che, secondo Tuchel, rappresenta «il mix perfetto» per offrire la prestazione necessaria contro i campioni del mondo in carica.

L’allenatore tedesco ha descritto i suoi calciatori come un gruppo capace di reagire alle difficoltà e di sostenere la pressione delle grandi occasioni.

Una rivalità piena di momenti iconici

La partita porta con sé il peso di una rivalità che ha attraversato la storia dei Mondiali, segnata da episodi rimasti nella memoria collettiva del calcio.

«I giocatori sanno esattamente cosa significa questa partita», ha spiegato Tuchel. «Quando un incontro del genere ha regalato così tanti momenti iconici, è difficile definirlo semplicemente un’altra partita di calcio».

Il tecnico ha però invitato la squadra a non farsi condizionare dal passato. L’Inghilterra vuole concentrarsi sul presente, sulla preparazione tattica e sulla possibilità di imporre il proprio gioco, senza trasformare la storia delle sfide con l’Argentina in un peso emotivo.

Messi contro l’Inghilterra, una sfida inedita

Per Messi sarà una partita particolare. Nonostante una carriera internazionale durata oltre vent’anni e le numerose sfide contro le principali potenze calcistiche, il fuoriclasse argentino non aveva ancora affrontato l’Inghilterra in una partita della Coppa del Mondo.

La semifinale mette quindi di fronte la squadra campione in carica e una nazionale inglese che sente di avere finalmente la maturità necessaria per tornare a giocarsi il titolo. Messi resta il principale pericolo, ma il messaggio di Tuchel è chiaro: rispetto assoluto per il campione argentino, nessuna rinuncia alle ambizioni inglesi.

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