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Michele Placido si racconta al Corriere della Sera: «Volevo farmi santo, oggi leggo i copioni in chiesa»

In una lunga intervista al Corriere della Sera per i suoi 80 anni, Michele Placido racconta la sua vita tra fede, teatro, politica e cinema. Dall’infanzia mistica al successo della Piovra, fino alle opinioni su Giorgia Meloni, Elly Schlein e Giuseppe Conte, l’attore ripercorre dolori privati, amori e il rapporto mai interrotto con la spiritualità.

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In una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera per i suoi ottant’anni, Michele Placido ripercorre la propria vita attraversando fede, cinema, politica, amore e memoria familiare.

L’attore racconta un’infanzia segnata da un profondo misticismo religioso, tanto da aver desiderato da bambino di diventare santo. Cresciuto ad Ascoli Satriano, in provincia di Foggia, rimase affascinato dalla figura dello zio missionario e dalla vita nei collegi religiosi.

«Da bambino ero abitato da un forte misticismo», racconta Placido nell’intervista, ricordando anche l’episodio che gli costò l’espulsione dal collegio dopo aver preso alcune ostie consacrate dal tabernacolo.

Il collegio, la fede e la crisi spirituale

Placido descrive gli anni della formazione religiosa come un periodo di intensa suggestione spirituale e teatrale insieme. La Settimana Santa, i riti della Passione e la liturgia diventano nella sua memoria quasi scene cinematografiche.

“Volevo diventare santo”, racconta l’attore, spiegando quanto la religione abbia segnato profondamente la sua adolescenza.

La fede, pur trasformandosi nel tempo, non è mai uscita davvero dalla sua vita. Ancora oggi, confessa, entra spesso nelle chiese per leggere i copioni perché lì trova serenità e concentrazione spirituale.

Dalla polizia al teatro

Prima di diventare attore, Placido fu poliziotto. Entrò giovanissimo nella caserma di Castro Pretorio a Roma, vivendo in prima persona gli anni della contestazione studentesca del Sessantotto.

Nell’intervista ricorda anche gli scontri di Valle Giulia e il senso di vergogna provato dopo aver inseguito una studentessa durante una carica della polizia.

Fu proprio in quel periodo che nacque definitivamente la passione per il teatro e la letteratura, grazie alla scoperta di Luigi Pirandello e dell’Accademia d’arte drammatica Silvio D’Amico.

Il successo della Piovra e Romanzo Criminale

L’intervista ripercorre inevitabilmente anche il successo mondiale de La Piovra e del commissario Cattani, personaggio che trasformò Placido in una celebrità internazionale.

L’attore racconta episodi incredibili vissuti grazie alla notorietà della serie, dalle donne che lo inseguivano negli alberghi fino agli aneddoti in Afghanistan durante le riprese di una produzione russa, quando venne riconosciuto dai guerriglieri afghani proprio come “Cattani”.

Spazio anche a Romanzo Criminale, definito da Placido uno dei lavori più importanti della sua carriera, capace di lanciare un’intera generazione di attori italiani.

Le opinioni politiche su Meloni, Schlein e Conte

Nel colloquio con il Corriere della Sera, Placido affronta anche temi politici.

Racconta di essere stato vicino alla destra da ragazzo per poi diventare socialista negli anni romani. Su Giorgia Melonidice: «È una con i piedi per terra».

Parlando di Elly Schlein afferma invece che «è anche un po’ fuffa», mentre su Giuseppe Conte riconosce «un suo essere meridionale», aggiungendo però che Meloni avrebbe «qualcosa in più».

Le dichiarazioni politiche dell’attore hanno già acceso il dibattito sui social e nel mondo culturale.

Il dolore privato e la separazione da Federica Vincenti

Uno dei passaggi più intensi dell’intervista riguarda la vita privata e il rapporto con Federica Vincenti.

Placido conferma la separazione spiegando però che il legame artistico e umano tra loro resta fortissimo. Racconta anche il dolore per l’aborto terapeutico affrontato dalla coppia quando la figlia che aspettavano presentava gravissime malformazioni.

«Ancora oggi le mando i fiori ogni giorno», confessa l’attore.

Papa Francesco, Padre Pio e il mistero della fede

Molto intenso anche il ricordo di Papa Francesco, che Placido definisce «il più grande».

L’attore racconta un lungo colloquio privato avuto con il Pontefice dopo la serie dedicata al giudice Livatino e riflette sul rapporto tra fede e dubbio.

Nel finale dell’intervista torna il tema della spiritualità. Placido parla di Padre Pio, della morte, dell’anima e del nuovo film dedicato a Papa Celestino V.

E chiude con un episodio personale legato alla madre e alla comunione ricevuta in chiesa durante la Pasqua.

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Affari Tuoi, amara beffa per Gabriella da Messina: sfumano i 300mila euro e anche il gioco delle Regioni

Gabriella, concorrente di Messina, esce da Affari Tuoi a mani vuote dopo una partita iniziata bene e conclusa con una doppia beffa. Eliminati i pacchi più ricchi nel finale, la siciliana non trova nemmeno la Regione fortunata nel gioco conclusivo.

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Una serata iniziata con il sorriso e conclusa con una grande delusione. È quella vissuta da Gabriella, concorrente di Messina protagonista della nuova puntata di Affari Tuoi, il popolare game show di Rai Uno condotto da Stefano De Martino.

Gabriella, mamma di due figlie, Greta e Carlotta, ha giocato insieme alla sorella Rosy. Le due lavorano nell’azienda di famiglia che opera nel settore della nautica e hanno conquistato il pubblico con simpatia e spontaneità.

Una partenza promettente

La partita è cominciata sotto il segno della prudenza. I primi pacchi aperti, con la partecipazione di Herbert Ballerina, hanno eliminato soprattutto cifre basse.

La situazione favorevole ha spinto il Dottore a formulare una prima offerta da 37mila euro, rifiutata da Gabriella che ha deciso di proseguire il gioco inseguendo premi più importanti.

Il finale cambia tutto

Le due sorelle siciliane sono arrivate a sei pacchi dalla conclusione con una situazione ancora aperta: tre pacchi blu e tre rossi, tra cui il più ambito, quello da 300mila euro.

Sembrava una partita ancora tutta da giocare, ma il finale ha preso una piega sfavorevole. I pacchi più ricchi sono progressivamente usciti dal tabellone, facendo svanire le speranze di un colpo grosso.

La partita si è così conclusa senza premi, costringendo Gabriella a tentare la sorte nel gioco delle Regioni fortunate.

La beffa delle Regioni fortunate

Nel gioco finale la concorrente messinese ha scelto come prima opzione la Puglia, puntando al premio da 100mila euro.

Per il secondo tentativo, quello da 50mila euro, ha indicato la Valle d’Aosta.

Ma la Regione fortunata estratta era la Toscana.

Una scelta mancata che ha completato una serata sfortunata e lasciato Gabriella senza alcuna vincita.

Applausi nonostante la sconfitta

Nonostante il risultato finale, Gabriella e Rosy hanno ricevuto l’affetto del pubblico in studio e l’incoraggiamento di Stefano De Martino.

Da una possibile corsa verso i 300mila euro all’uscita senza premi: Affari Tuoi ha regalato ancora una volta una partita ricca di emozioni e colpi di scena, con una protagonista che ha saputo affrontare la delusione con il sorriso.

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Sinner al San Raffaele per accertamenti dopo il malore di Parigi: cresce l’attesa per Wimbledon

Jannik Sinner si è sottoposto a una serie di accertamenti all’ospedale San Raffaele di Milano dopo il malore accusato durante il Roland Garros. Il numero uno del mondo dovrebbe lasciare la struttura già in serata.

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Jannik Sinner è tornato sotto osservazione medica per approfondire le cause del malore che lo aveva colpito durante il Roland Garros. Il numero uno del tennis mondiale si è presentato questa mattina all’ospedale San Raffaele di Milano per sottoporsi a una serie di accertamenti specialistici.

Il tennista altoatesino si trova nel Padiglione Diamante della struttura sanitaria milanese e, secondo le informazioni disponibili, dovrebbe lasciare l’ospedale già in serata dopo il completamento degli esami programmati.

Il malore durante il Roland Garros

L’episodio che ha portato agli approfondimenti medici risale al 28 maggio, durante il torneo del Roland Garros.

In quell’occasione Sinner aveva accusato un improvviso malessere che aveva destato preoccupazione tra tifosi, addetti ai lavori e componenti del suo staff.

Nonostante il problema fisico, il campione azzurro era riuscito a proseguire il proprio percorso agonistico, ma i medici hanno successivamente ritenuto opportuno programmare ulteriori controlli per chiarire l’origine dell’episodio.

Accertamenti programmati

Al momento non sono stati diffusi dettagli ufficiali sulla natura degli esami ai quali il tennista si sta sottoponendo.

Fonti vicine all’ambiente sportivo parlano di controlli approfonditi e programmati, effettuati a scopo precauzionale per verificare le condizioni generali dell’atleta e scongiurare eventuali criticità.

Non risultano al momento indicazioni di emergenze cliniche o di particolari aggravamenti delle condizioni di salute del giocatore.

La scelta di effettuare gli accertamenti in una delle principali strutture ospedaliere italiane conferma tuttavia l’attenzione con cui viene seguito il caso.

Attesa per il ritorno in campo

L’interesse attorno alle condizioni di Sinner è legato soprattutto ai prossimi impegni agonistici del numero uno del ranking ATP.

L’obiettivo principale resta Wimbledon, appuntamento nel quale l’azzurro sarà tra i principali favoriti per la vittoria finale.

Lo staff tecnico e medico sta monitorando attentamente la situazione per garantire che il giocatore possa affrontare il torneo londinese nelle migliori condizioni possibili.

La prudenza prima di Wimbledon

Nel tennis moderno la gestione fisica degli atleti rappresenta un elemento decisivo quanto la preparazione tecnica.

Sinner arriva da mesi particolarmente intensi, caratterizzati da numerosi incontri ad altissimo livello e da un calendario estremamente impegnativo.

Per questo motivo ogni segnale proveniente dal suo organismo viene valutato con la massima attenzione.

L’attesa ora è tutta per l’esito degli accertamenti del San Raffaele, che potrebbero fornire indicazioni più precise sulle cause del malore accusato a Parigi e sul programma di preparazione in vista della stagione sull’erba.

Tifosi in attesa di notizie

La presenza del campione italiano nella struttura milanese ha immediatamente acceso l’attenzione dei tifosi e dei media.

Sinner resta infatti uno degli sportivi più seguiti d’Italia e ogni aggiornamento sulle sue condizioni viene seguito con particolare interesse.

Se gli esami confermeranno l’assenza di problemi significativi, il numero uno del mondo potrà riprendere regolarmente il percorso di avvicinamento a Wimbledon, dove punta a confermare il proprio ruolo di protagonista assoluto del tennis internazionale.

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Esteri

Iran, Pezeshkian: «Non abbandoniamo né la battaglia né il negoziato»

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian afferma che Teheran non rinuncerà né alla difesa militare né al dialogo diplomatico. «Difenderemo i diritti della nazione e non arretreremo davanti alle minacce», ha scritto su X.

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L’Iran tiene aperti contemporaneamente il fronte militare e quello diplomatico. Il presidente Masoud Pezeshkian ha affermato che Teheran non ha abbandonato né il campo di battaglia né il tavolo dei negoziati, rivendicando il diritto del Paese a difendersi senza rinunciare alla ricerca di una soluzione politica.

«Difenderemo con forza i diritti della nazione e non ci tireremo indietro di fronte ad alcuna minaccia», ha scritto il presidente iraniano in un messaggio pubblicato su X.

Diplomazia e difesa come pilastri nazionali

Pezeshkian ha definito la diplomazia e la difesa come i due pilastri del potere nazionale iraniano.

Secondo il presidente, il dialogo non deve essere interpretato come un segnale di debolezza, così come la risposta militare non esclude la possibilità di proseguire i negoziati.

La linea indicata è quella di mantenere contemporaneamente la capacità di reagire alle minacce e la disponibilità a discutere un’intesa che tuteli gli interessi di Teheran.

Il messaggio dopo gli attacchi contro Israele

Le parole di Pezeshkian arrivano dopo una nuova escalation tra Iran e Israele, segnata dal lancio di missili iraniani e dalle operazioni militari israeliane contro obiettivi collegati a Teheran.

L’Iran sostiene di avere risposto agli attacchi contro le proprie infrastrutture e contro i suoi alleati nella regione. Israele considera invece le operazioni iraniane una minaccia diretta alla propria sicurezza.

Entrambe le parti hanno successivamente annunciato una temporanea interruzione degli attacchi, ma la tregua resta fragile e subordinata al comportamento dell’avversario.

I negoziati e il nodo nucleare

Parallelamente al confronto militare, proseguono i tentativi di raggiungere un’intesa tra Iran e Stati Uniti.

Al centro dei colloqui restano il programma nucleare iraniano, la richiesta di Teheran di ottenere la revoca delle sanzioni e le garanzie richieste da Washington sulla mancata produzione di armi atomiche.

L’Iran afferma che il proprio programma nucleare ha esclusivamente finalità civili e rivendica il diritto all’arricchimento dell’uranio nei limiti previsti dagli accordi internazionali.

Gli Stati Uniti e Israele chiedono invece controlli più stringenti e garanzie considerate verificabili.

Teheran non vuole apparire debole

La dichiarazione di Pezeshkian risponde anche all’esigenza interna di mostrare che l’apertura diplomatica non comporta una rinuncia alla difesa degli interessi nazionali.

Una parte dell’apparato politico e militare iraniano guarda con diffidenza ai negoziati con Washington e teme che eventuali concessioni possano essere interpretate come una sconfitta.

Il presidente cerca quindi di tenere insieme la linea del dialogo e quella della fermezza, presentandole come strumenti complementari e non contrapposti.

Una tregua ancora precaria

Il futuro dei negoziati dipenderà anche dall’evoluzione militare in Israele, Iran e Libano.

Ogni nuovo attacco potrebbe interrompere il percorso diplomatico e riaprire una fase di confronto diretto, con conseguenze sull’intero Medio Oriente e sui mercati energetici internazionali.

Le parole di Pezeshkian confermano che Teheran intende restare al tavolo, ma senza rinunciare alla possibilità di reagire militarmente. Una strategia fondata sull’equilibrio tra negoziato e deterrenza, mentre la regione continua a muoversi sul filo di una nuova escalation.

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