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Michela Magalli e la misteriosa malattia contrattata dalla “Magallina” che studia da influencer

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“Grazie di cuore a tutti quelli che hanno dedicato un minuto per mandarmi un messaggio di conforto in questo periodo non proprio dei migliori, per non dire di m…”. Postando queste parole sul suo profilo instagram, Michela Magalli, figlia del famoso conduttore Giancarlo, lascia i suoi fan di stucco. Quelle le parole, che accompagnano  una foto che la ritraggono con una mascherina e con una flebo al braccio, seduta su un letto del Gemelli di Roma, mentre si appresta sottoporsi a degli esami clinici. Sembra che la ragazza possa avere una malattia o comunque qualche problema di salute, almeno questo è quanto vuole far intendere pubblicando quel testo e quella foto.

Ma, la “Magallina”, così la chiamano,  24enne aspirante  l’influencer alla Chiara Ferragni, potrebbe anche aver fatto tutta la sceneggiata per, diciamo così, per esercitarsi come influenze sul web. Diciamo che, sperando che la ragazza non ha alcun problema di salute, il web in Italia l’ha influenzato. Se è vero, come è vero, che è tra le cose già ricercate sul web e pure questo articolo, in fondo, altro non è che curiosità suscitata dalla Magallina.

Comunque sia, ammesso sia vero tutto quello che Michela Magalli ha scritto, e noi vogliamo sperare di no, sembrerebbe aver contratto una  malattia esantematica o una infettiva, un virus come quello di epstein bar (responsabile della mononucleosi infettiva ), la linfomonocitosi adenopatica (un sinonimo della mononucleosi, ndr), “o che c… ne so io. Finger crossed with me”  ovvero, “incrociate le dita per me”.

I malpensanti, e se c’è un partito ci iscriviamo anche noi, ritengono che la bella ragazza, capelli lunghi castani e occhi grandi,  con una passione smodata per la moda, abbia solo tentato di aumentare i suoi followers su Instagram inscenando questa storia. Se vuole diventare una influncer ha bisogno di far salire il numerino dei followers che è fermo da troppo tempo sotto i 26 mila. “Ci sta a provà” direbbe suo padre, che e come “esperta di stili e tendenze”, ha fatto debuttare in televisione presentandosi recentemente al pubblico di “Vieni da me” – il salotto pomeridiano Caterina Balivo su Rai1 – al fianco della figlia. Su Instagram, dove ha condiviso le sue vicissitudini mediche, al momento non arriva neanche a 25mila follower (appena 300 su Facebook, canale ormai abbandonato dai fashion blogger) ma il numero continua a salire costantemente giorno dopo giorno.

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Il paziente morto resta in reparto dell’ospedale per ore perchè l’ascensore per l’obitorio è rotto

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Era ricoverato in ospedale, dove le sue condizioni di salute si sono aggravate ed e’ morto, ma non e’ stato possibile per ore trasferire la salma in obitorio perche’ l’ascensore del reparto di Medicina era rotto. E’ un’altra storia di sanita’ alle prese con problemi irrisolti e che si ripropongono quella accaduta nell’ospedale di Serra San Bruno, che ha riguardato un pensionato sessantaseienne, residente a Fabrizia, morto ieri pomeriggio. I responsabili dell’ospedale di Serra San Bruno, dove si sono registrati problemi e criticita’ anche in passato, hanno subito contattato l’azienda che ha montato gli ascensori. E i tecnici si sono messi al lavoro per riparare il guasto. Gia’ nel dicembre scorso la stessa struttura sanitaria, riconosciuta come ospedale di montagna, era stata al centro delle cronache per un ascensore in avaria, rimasto inutilizzabile per l’ultima settimana dell’anno. A gennaio, inoltre si era registrata un’insufficienza degli spazi dell’obitorio dell’ospedale, situazione che aveva costretto alla sistemazione delle bare in un corridoio adiacente. “E’ vergognoso – ha detto il senatore di Forza Italia Giuseppe Mangialavori – quanto e’ avvenuto nell’ospedale di Serra San Bruno. La Direzione del nosocomio e i vertici dell’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia devono individuare subito le responsabilita’ e fare in modo che episodi del genere non abbiano piu’ a verificarsi”. Sulla vicenda e’ intervenuta anche Wanda Ferro, vice capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, che ha parlato di “ennesima dimostrazione della catastrofe strutturale di una sanita’ che non e’ messa nelle condizioni di rispettare le minime condizioni di dignita’ dei pazienti e delle loro famiglie, neppure di fronte al dolore della morte”. Il ministro Grillo, ha aggiunto, valuti la situazione.

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A 9 anni è già un campione con i kart, vi mostriamo passione, grinta e riflessi da grande pilota di Alessandro Scaringia

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Alessandro Scaringia ha 9 anni ed è stato il pilota più giovane a correre sul circuito internazionale di Napoli (Sarno). Un weekend impegnativo al Wsk Super Master Series 2019, uno dei più importanti eventi kartistici del mondo. Alessandro per la prima volta è sceso in pista con altri 400 i piloti, tra i più forti al mondo. Paddock da F1 e pubblico delle grandi occasioni hanno fatto da cornice all’esordio nella WSK di Alessandro Scaringia. Con lui papà Vittorio. E proprio dalla voce di Alessandro e Vittorio ascoltiamo le emozioni della pista… 

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Muore a 22 anni sul campo di calcio per un malore

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Un calciatore di 22 anni, Rogelio Maria Pizzi residente a San Giorgio di Piano, nel Bolognese, è morto  all’Ospedale Maggiore di Bologna dopo essere stato colto da un malore durante una partita del campionato seconda categoria dilettanti. Il giovane, giocatore della Polisportiva Argelatese, dopo l’inizio del match contro la squadra X Martiri, come ricostruito dai Carabinieri, si è sentito male ed è stato subito soccorso. Il 118 lo ha trasportato all’Ospedale Maggiore ma il ragazzo è deceduto. Tanti i messaggi di cordoglio apparsi in serata anche sui social come quello della Lega Nazionale Dilettanti Emilia Romagna, che in un post su Facebook ha espresso vicinanza alla famiglia del 22enne, o del sindaco di Argelato, Claudia Muzic: “Sono vicina alla famiglia, alla squadra – ha scritto – e a tutti gli amici che stanno vivendo questo incubo assurdo. Non ci sono parole solo silenzio e dolore”.

La salma del giovane è stata portata alla Medicina Legale, in attesa degli accertamenti che saranno disposti dalla Procura. A quanto si apprende, potrebbe essere eseguita un’autopsia o comunque un esame medico legale per chiarire le cause precise della morte. Nell’impianto sportivo di Argelato dove si stava svolgendo la partita c’era un defibrillatore, con personale addestrato per utilizzarlo, e le prime manovre rianimatorie sono state eseguite subito, ancora prima dell’arrivo del 118. Non risulta che il 22enne, che era stato regolarmente sottoposto alla visita sportiva, soffrisse di particolari patologie.

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