Collegati con noi

Economia

Meta nomina Dina Powell McCormick: asse con Trump e nervosismo dei mercati sull’IA

Meta rafforza i legami con l’area Trump nominando Dina Powell McCormick presidente e vicepresidente. Il titolo però scende per i timori sugli investimenti in IA.

Pubblicato

del

Meta, uno dei colossi della Silicon Valley, accentua l’allineamento con l’area di Donald Trump nominando Dina Powell McCormick presidente e vicepresidente del gruppo. La 52enne, figura di primo piano a Wall Street ed ex vice consigliera per la sicurezza nazionale per la strategia durante il primo mandato Trump nel 2017, assume un ruolo chiave nella governance del gigante di Menlo Park.

Le congratulazioni di Trump

La scelta è stata immediatamente salutata con favore da Donald Trump, che sui social ha definito la nomina “un’ottima scelta” da parte del ceo Mark Zuckerberg. “Una persona di grandissimo talento che ha servito l’Amministrazione Trump con forza e distinzione”, ha aggiunto l’ex presidente, confermando il valore politico del segnale lanciato da Meta.

Il ruolo strategico in Meta

Secondo quanto spiegato dall’azienda, Powell McCormick contribuirà a guidare la strategia complessiva del gruppo, con un focus particolare sulla collaborazione con governi e soggetti sovrani per costruire, distribuire, investire e finanziare l’intelligenza artificiale e le infrastrutture di Meta. Zuckerberg ha chiarito che il suo coinvolgimento riguarderà “tutto il lavoro di Meta”, in una fase di investimenti senza precedenti sull’IA.

Un profilo tra Wall Street e governo

Powell McCormick vanta oltre 25 anni di esperienza, di cui 16 in Goldman Sachs come partner in ruoli di leadership senior. Nata in Egitto, ha trascorso oltre un decennio in incarichi governativi negli Stati Uniti prima di entrare nell’amministrazione Trump. In Goldman è stata responsabile globale del business sovrano, rafforzando i rapporti con fondi governativi, soprattutto in Medio Oriente. Ha lasciato la banca nel 2023 per unirsi a una società di investimento e consulenza guidata da ex partner di Wall Street. Era entrata nel consiglio di amministrazione di Meta ad aprile, dimettendosi poi a dicembre.

I timori degli investitori

La nomina, però, non ha rassicurato i mercati. A metà seduta il titolo Meta perdeva circa il 5%, zavorrato dalle preoccupazioni per i maxi investimenti nell’intelligenza artificiale senza una chiara tempistica di ritorno economico. Negli ultimi tre mesi le azioni del gruppo hanno ceduto quasi il 9%, segno di un nervosismo persistente tra gli investitori.

Il confronto con Alphabet

Scenario opposto per Alphabet, che continua la sua corsa in Borsa. Nella stessa giornata il gruppo ha superato i 4.000 miliardi di dollari di capitalizzazione nelle contrattazioni intraday, con il titolo salito dell’1,66% fino a un nuovo massimo storico di 334,04 dollari.

Una scommessa ancora aperta

La scelta di Dina Powell McCormick rafforza il profilo politico-istituzionale di Meta in un momento delicato, ma non scioglie i nodi finanziari legati alla scommessa sull’IA. Tra relazioni governative, investimenti miliardari e volatilità dei mercati, la strategia di Zuckerberg resta sotto stretta osservazione.

Advertisement

Economia

Ferrari accelera sui conti: nel 2026 ricavi a 7,5 miliardi e margine Ebitda al 39%

Ferrari punta nel 2026 a ricavi per 7,5 miliardi e a un margine Ebitda del 39%. Superati con un anno di anticipo i target finanziari fissati al Capital Markets Day 2022.

Pubblicato

del

Ferrari punta a raggiungere nel 2026 ricavi pari a 7,50 miliardi di euro, con un margine Ebitda del 39%, sostenuta da un mix di prodotto definito robusto. Lo rende noto la casa di Maranello, delineando un quadro di crescita che conferma la solidità del modello industriale e commerciale del gruppo.

Ebitda, utile operativo e cassa

Per il 2026 Ferrari prevede un Ebitda adjusted superiore a 2,9 miliardi di euro, un utile operativo adjusted oltre i 2,2 miliardi e un free cash flow industriale maggiore di 1,5 miliardi. Indicatori che rafforzano la traiettoria di crescita del Cavallino Rampante e la capacità di generare valore anche in uno scenario complesso.

Target raggiunti in anticipo

La casa di Maranello sottolinea che gli obiettivi finanziari fissati per il 2025 sono stati non solo raggiunti, ma superati. Inoltre, i target finanziari per il 2026, delineati nel Capital Markets Day Ferrari 2022, sono stati conseguiti con un anno di anticipo, a testimonianza di una performance superiore alle attese.

Un contesto globale complesso

La performance viene definita straordinaria anche alla luce del contesto geopolitico e macroeconomico che ha caratterizzato il 2025. Ferrari ha dovuto gestire l’incertezza legata all’aumento dei dazi sulle auto dell’Unione europea importate negli Stati Uniti, oltre a significative oscillazioni valutarie sui mercati internazionali.

La resilienza del modello Ferrari

Secondo quanto evidenziato dall’azienda, i risultati confermano la resilienza del modello di business Ferrari, capace di mantenere redditività elevata e solidità finanziaria anche in una fase di forti tensioni economiche globali. Un modello che continua a puntare su esclusività, innovazione e valore del marchio come leve principali della crescita futura.

Continua a leggere

Economia

Ferrari e Cina, Vigna: “Mercato rilevante, puntiamo sull’Amalfi e sugli 8 cilindri”

Ferrari registra un calo delle consegne in Cina nel 2025. L’ad Benedetto Vigna spiega le ragioni fiscali e annuncia il rilancio con l’Amalfi e i motori 8 cilindri.

Pubblicato

del

«Il mercato cinese per Ferrari non è irrilevante, ci lavorano tanti colleghi». Lo ha dichiarato Benedetto Vigna, amministratore delegato di Ferrari, nel corso di un incontro con la stampa dedicato ai conti 2025.

Il calo delle consegne nel 2025

Nel quarto trimestre del 2025 Ferrari ha registrato una flessione delle consegne in Cina, Hong Kong e Taiwan del 36%, con 182 unità consegnate. Su base annua, il calo è stato del 19%, a quota 941 vetture.

Differenze tra Cina e Taiwan

Vigna ha sottolineato la necessità di distinguere tra i diversi mercati dell’area. In Cina, ha spiegato, è in vigore un regime di tassazione particolarmente penalizzante per i modelli a 12 cilindri. «Il nostro portafoglio è impostato più per Taiwan e per il resto del mondo – ha aggiunto – e l’offerta 2024-25 non era in linea con la domanda dei clienti cinesi».

La strategia: Amalfi e motori 8 cilindri

L’obiettivo ora è rilanciare la presenza sul mercato cinese con modelli più adatti al contesto fiscale e alla domanda locale. «Puntiamo sull’Amalfi – ha spiegato l’ad – che ha un range di prezzo corretto, sull’8 cilindri che non è tassato come il 12, e sul tetto rigido». Una strategia mirata a intercettare una clientela più ampia, mantenendo il posizionamento del marchio.

L’espansione in Asia

Sempre in Asia, Ferrari ha aperto anche in Corea del Sud, dove, secondo Vigna, è stato raggiunto il numero critico di vendite. Un segnale di rafforzamento della presenza del Cavallino Rampante nell’area, nonostante le difficoltà registrate nel mercato cinese.

Continua a leggere

Economia

UniCredit, accordo sul premio di produttività 2025: il Vap più alto del settore bancario

UniCredit chiude l’accordo sul Premio di Produttività 2025 per l’Italia: Vap più alto del settore bancario e rafforzamento del welfare aziendale.

Pubblicato

del

UniCredit ha raggiunto l’accordo sul Premio di Produttività relativo all’esercizio 2025 per il perimetro italiano. Un’intesa che arriva a pochi giorni dalla positiva conclusione della precedente trattativa sindacale e che, secondo la banca, rafforza ulteriormente un sistema di welfare già tra i più avanzati nel panorama nazionale.

Le parole dell’amministratore delegato

«Il nostro successo è la conseguenza diretta dell’impegno delle nostre persone, che sono il motore delle nostre performance record», afferma Andrea Orcel, amministratore delegato di UniCredit. «A loro va tutta la nostra gratitudine. Siamo orgogliosi di essere l’istituto bancario che eroga il più alto Vap in Italia», aggiunge Orcel, sottolineando il valore strategico del contributo dei dipendenti ai risultati del gruppo.

Il dialogo con i sindacati

La responsabile People & Culture Italia e Coo Italia di UniCredit, Italia Dalla Riva, evidenzia come l’intesa rappresenti una «dimostrazione concreta dell’impegno di UniCredit a supporto dei nostri dipendenti» e metta in luce l’importanza di un dialogo costante e costruttivo con le organizzazioni sindacali. Un confronto che viene indicato come elemento centrale del modello di relazioni industriali adottato dal gruppo.

Vap e welfare aziendale

Secondo quanto spiegato dalla banca, l’accordo consolida UniCredit al vertice del settore bancario italiano per valore del premio di produttività. Le misure previste confermano l’impegno continuo dell’azienda nel sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori e nel migliorare le condizioni complessive del welfare aziendale, rafforzando un sistema che viene descritto come tra i più evoluti a livello nazionale.

Una strategia di lungo periodo

L’intesa sul premio di produttività 2025 si inserisce in un percorso più ampio di dialogo sociale e di attenzione alle persone, che UniCredit indica come leva fondamentale per la competitività e la sostenibilità del gruppo. Un modello che, nelle intenzioni dell’istituto, punta a coniugare risultati economici e valorizzazione del capitale umano.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto