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Metà Italia verso il bianco, sui pass dubbi e nuove regole

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Piu’ della meta’ del Paese in zona bianca, con l’ingresso nella fascia di rischio piu’ bassa per Lombardia, Lazio, Piemonte, Emilia Romagna, Puglia e provincia autonoma di Trento: in tutto si trattera’ di tredici regioni da lunedi’ prossimo, alle quali entro la settimana successiva si aggiungeranno le altre. L’ultima, la Valle d’Aosta, entrera’ in bianca dal 28 giugno. La corsa dell’Italia alla riapertura prosegue e presto sara’ supportata dal green pass, il certificato digitale Covid, che dara’ accesso a viaggi, cerimonie e probabilmente altri eventi e attivita’. Ma sul documento – rilasciato gratuitamente dal primo luglio dalle autorita’ nazionali in formato digitale o cartaceo con un codice Qr – restano una serie di dubbi sollevati dal Garante della Privacy: nonostante l’Authority abbia dato parere favorevole sullo schema di decreto attuativo che attiva la piattaforma nazionale su cui si appoggera’ il sistema del certificato, ne e’ stato autorizzato l’utilizzo attraverso ‘Immuni’ (la app gia’ utilizzata per il tracciamento dei contagi) ma chiesto il rinvio dell’impiego di ‘Io’ (la stessa gia’ usata per il cashback) proprio a causa di criticita’ sul trattamento dei dati personali. La societa’ ‘PagoPA’ – il sistema dei pagamenti a favore delle pubbliche amministrazioni – pero’ sottolinea: la nostra “e’ un’applicazione sicura e affidabile”. Aldila’ dei software, chi vorra’ scaricare la certificazione verde potra’ rivolgersi anche al medico di famiglia e al farmacista. Non si tratta dell’unica questione tirata in ballo dal Garante, il quale chiede chiarezza sulle finalita’ per le quali potra’ essere richiesto il green pass e di individuare, in vista della conversione in legge del decreto, “i casi in cui puo’ essere chiesto all’interessato di esibire la certificazione verde per accedere a luoghi o locali”. Uno dei nodi quindi, riguarderebbe proprio “l’attuale indeterminatezza delle circostanze in cui e’ richiesta l’esibizione del green pass”, dopo che alcune Regioni con varie ordinanze ne hanno imposto l’uso anche per altri scopi rispetto a quelli previsti nel decreto riaperture. Dunque sara’ possibile prevedere che il documento possa essere utilizzato per altre finalita’ oltre agli spostamenti, “ma solo se cio’ e’ espressamente previsto e regolato da una norma nazionale”. C’e’ poi il tema delle verifiche: dovra’ essere stabilito chi saranno i soggetti deputati ai controlli delle certificazioni verdi – i quali affronteranno appositi corsi di formazione – e sara’ garantito inoltre che i ‘verificatori’ possano conoscere solo le generalita’ dell’interessato, senza visualizzare le altre informazioni presenti nella certificazione (guarigione, vaccinazione, esito negativo del tampone). Infine ci sono gli aggiustamenti da prevedere per la app ‘Io’, sulla quale l’Authority ha ordinato urgentemente di bloccare provvisoriamente alcuni trattamenti di dati che prevedono l’interazione con i servizi di Google e Mixpanel, e che comporterebbero un trasferimento verso alcuni Paesi – come Usa, India e Australia – di dati particolarmente delicati (transazioni cashback, strumenti di pagamento, bonus vacanze). Tesi, quest’ultima, che ‘Pago Pa’ ha pero’ smentito seccamente. Il green pass andra’ dunque messo a punto in tempi record, con il Paese che si avvia alla normalita’ e con dati sempre piu’ confortanti. Sono 2.079 i nuovi contagi 88 le vittime in un giorno mentre il tasso di positivita’ e’ all’1%. Continuano a calare terapie intensive (-35) e ricoveri (-229) in tutto il Paese: un trend a cui e’ ormai agganciato tutto il Paese, pronto a lasciare definitivamente l’area gialla entro la fine del mese. Le prime a registrare per tre settimane consecutive il dato dell’incidenza al di sotto di 50 nuovi casi ogni 100 mila abitanti, erano state Sardegna, Friuli Venezia Giulia e Molise, in zona bianca gia’ dal 31 maggio. Poi il 7 giugno era toccato a Liguria, Veneto, Umbria e Abruzzo. Nelle prossime ore, quindi dovrebbe esserci la ‘promozione’ e le nuove ordinanze del ministro della Salute, Roberto Speranza, previste per le riaperture di Lombardia, Lazio, Piemonte, Emilia Romagna, Puglia e provincia autonoma di Trento.

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Covid, Campania: leggero calo dell’incidenza, 3 morti e 82 positivi

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 Sono 82 i nuovi positivi al Covid in Campania su 6.545 test molecolari esaminati ieri. Il tasso di incidenza si attesta all’1,25% in calo rispetto all’1,66% precedente. Nel bollettino dell’Unita’ di crisi, aggiornato alla mezzanotte scorsa, si segnalano 3 nuove vittime. I ricoveri ospedalieri segnalano una risalita dei posti letto occupati in terapia intensiva (23, +3 rispetto al giorno prima), quelli nei reparti di degenza sono 287 (-9).

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Covid, bollettino del contagio in Italia: 881 positivi, 17 vittime

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Sono 881 i positivi al test del coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 1.197. Sono invece 17 le vittime in un giorno, mentre ieri erano state 28.  I casi dall’inizio dell’epidemia sono 4.252.976, i morti 127.270. I dimessi ed i guariti sono invece 4.037.996, con un incremento di 2.304 rispetto a ieri, mentre gli attualmente positivi scendono a 87.710, in calo di 1.440 nelle ultime 24 ore. In isolamento domiciliare ci sono 84.877 persone. La Regione Basilicata, si legge nel bollettino del ministero della Salute, ha comunicato che in seguito a verifica e riallineamento dati nella piattaforma Covid della stessa Regione, oggi si registrano 567 guarigioni totali (delle quali 483 sono relative al periodo antecedente e riferite a soggetti gia’ dichiarati guariti, e 84 si riferiscono a effettive guarigioni di oggi) e 22 decessi a carico di pazienti non residenti, deceduti in strutture ospedaliere della Regione Basilicata.

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Covid, tutte le domande aperte sulle varianti

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A sorpresa, ben due varianti del virus SarsCoV2 sono capaci di trasmettersi molto facilmente nonostante una carica virale molto bassa, ossia si trasmettono anche se sono poche le copie del materiale genetico del virus presenti in un millilitro di materiale biologico prelevato con il tampone. E’ solo l’ultimo dei tanti punti interrogativi sulle varianti in circolazione e si aggiunge alle tante domande gia’ aperte: dalla capacita’ di sfuggire ai vaccini ai nuovi scenari che si potrebbero determinare. Basandosi sul sequenziamento del genoma del virus e sull’analisi della carica virale, il gruppo della Johns Hopkins School of Medicine guidato da Adannaya Amadi ha scoperto che l’alta capacita’ di trasmettersi nonostante la bassa carica virale sono caratteristiche sia variante Alfa (B.1.1.7) identificata per la prima volta in Gran Bretagna, sia della Beta (B.1.351) identificata in Sudafrica. Il risultato e’ stato presentato nel congresso mondiale di Microbiologia in corso negli Stati Uniti, a Baltimora, fino al 24 giugno. “Sebbene le due varianti siano associate a una capacita’ di trasmissione piu’ elevata, i pazienti nei quali sono state rilevate non mostrano di avere cariche virali piu’ alte nelle vie respiratorie superiori rispetto al gruppo di controllo”, osservano i ricercatori. I risultati indicano poi che le persone colpite dalle varianti Alfa e Beta “hanno meno probabilita’ di essere asintomatiche rispetto al gruppo di controllo” e che “sebbene non abbiano una rischio maggiore ne’ di morte ne’ di ricovero in terapia intensiva, hanno maggiori probabilita’ di essere ricoverate in ospedale”. Il perche’ le due varianti si trasmettano nonostante la bassa carica virale, “non e’ ancora chiaro”, ha detto Amadi. Fra le ipotesi, c’e’ quella secondo cui “la piu’ alta trasmissibilita’ delle varianti Alfa e Beta non sia dovuta a una maggiore replicazione del virus che determina un’intrinseca piu’ alta dose infettiva, ma potrebbe essere associata a un attachment, ossia a un aggancio piu’ forte al recettore Ace”, ha osservato il virologo Francesco Broccolo, dell’Universita’ di Milano Bicocca, riferendosi al recettore delle cellule umane che e’ una delle principali porte d’ingresso del virus SarsCoV2. Finora il legame fra trasmissibilita’ e alta carica virale era stata una certezza, ma il nuovo risultato costringe ad alzare la guardia in fatto di tracciamento, considerando che non tutti i test sono in grado di rilevare la presenza del virus se la carica virale e’ bassa. Se le varianti dovessero sfuggire ai controlli, la circolazione del virus potrebbe aumentare e, con essa, la probabilita’ che avvengano delle mutazioni capaci di portare alla comparsa di nuove varianti. Un problema analogo si porrebbe se le varianti riuscissero a sfuggire ai vaccini e, in generale, resta da capire il ruolo che la loro capacita’ di trasmettersi potrebbe avere nella loro diffusione durante l’estate, in seguito alle riaperture e alla ripresa dei viaggi.

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